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Stirpe e vergogna

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Michela Marzano intreccia il passato familiare alle pagine più controverse della storia del nostro Paese. Michela non sapeva. Per tutta la vita si è impegnata a stare dalla parte giusta: i fascisti erano gli altri, quelli contro cui lottare. Finché un giorno scopre il passato del nonno, fascista convinto della prima ora. Perché nessuno le ha mai detto la verità? Era un segreto di cui vergognarsi oppure un pezzo di storia inconsciamente cancellato? "Sono stata pure io complice di questa amnesia?" si chiede Michela dopo aver ritrovato una vecchia teca piena di tessere e medaglie del Ventennio. Inseguendo il filo teso attraverso le vicende della sua famiglia, tra il nonno Arturo e il nipotino Jacopo, l'autrice ridisegna il percorso che l'ha resa la donna che è oggi, costellato di dubbi e riflessioni: il rapporto complicato con la maternità, il legame tra sangue, eredità e memoria, e quel passato con cui l'Italia non ha mai fatto davvero i conti. Il risultato è uno spietato autoritratto che va molto al di là del dato personale, in questo Paese di poeti, di eroi, di santi e (così pare, ad ascoltarne i nipoti) di milioni di nonni partigiani, mettendo in luce la rimozione collettiva dell'humus fascista in cui affondano le radici di molti alberi genealogici. Tra romanzo e memoir, un libro dalla voce schietta e incalzante, che pur sospendendo il giudizio non smette di interrogarci e di invitarci a coltivare la memoria, perché "solo così si può sperare che certe cose non accadano più".

414 pages, Kindle Edition

Published October 5, 2021

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About the author

Michela Marzano

67 books92 followers
Michela Marzano (Roma, 20 agosto 1970) è una filosofa, accademica, politica e saggista italiana.

Ha studiato all'Università di Pisa e alla Scuola normale superiore. Dopo aver conseguito il perfezionamento in filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa ed in Bioetica alla Università degli Studi di Roma - La Sapienza è diventata docente all'Università di Paris V - René Descartes, dove insegna tuttora.

Ha diretto il Dipartimento di scienze sociali della Sorbona, prima di diventare deputata per il Partito Democratico. Autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica, ha curato il Dictionnaire du corps (PUF, 2007).

Si occupa di filosofia morale e politica e, in particolar modo, del posto che occupa al giorno d'oggi l'essere umano, in quanto essere carnale. L'analisi della fragilità della condizione umana rappresenta il punto di partenza delle sue ricerche e delle sue riflessioni filosofiche.

Nel 2014 vince il premio letterario Bancarella con il volume L'amore è tutto. È tutto ciò che so dell'amore edito da UTET

(fonte: wikipedia)

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6 (2%)
Displaying 1 - 30 of 31 reviews
Profile Image for erigibbi.
1,132 reviews742 followers
October 19, 2021
4.5

Per tutta la vita ti sei schierat* dalla parte giusta.

Per tutta la vita ti sei schierat* a sinistra.

Cosa succede quando scopri che tuo nonno era un fascista della prima ora?

Michela Marzano, tra romanzo e memoir, ne parla nel suo ultimo libro, Stirpe e vergogna e lo fa mettendo in discussione tutto e tutti, persino sé stessa.

Come si fa a non essere agitée quando cresci convinta di non valere nulla, e che gli altri sono migliori, riescono sempre meglio, si fanno valere e rispettare e tu, invece, non conti un cazzo?

Quando mi sono imbattuta sulla sinossi di questo libro ho pensato che dev’essere proprio brutta e scioccante una scoperta così. Mi sono chiesta come l’avrei presa io se avessi scoperto che mio nonno fosse stato un fascista convinto. E ho pensato che mi sarei vergognata, e che avrei sperato che quell’informazione rimanesse segreta perché già non saprei come sopportarne il peso nel privato, figuriamoci nel pubblico.

Ammiro chi riesce a mettersi così a nudo, davvero. Perché diciamolo, una cosa è fare i conti con sé stessi, altra cosa è fare i conti con gli altri. E gli altri possono essere degli estranei, ma possono anche essere la tua famiglia, perché no?, per me non è facile fare i conti nemmeno con lei.

Chi scrive lo sa bene che con i romanzi si fanno sempre i conti con se stessi, ci si imbatte nei propri fantasmi, si proiettano le proprie ansie e le proprie vergogne; ma che diritto abbiamo, per farlo, di ispirarci alla vita di chi, non essendoci più, non potrà mai dare la propria versione dei fatti?

Il livello di consapevolezza raggiunto da Michela Marzano in questo libro è qualcosa a cui, sinceramente, aspiro, e non vi nego che in un certo senso le sue parole, quello che ha provato, ha pensato, ha scritto, mi sono servite, almeno un po’.

Ma cosa capiscono gli altri quando dici: “Mi sento persa, vuota dentro, trasparente”? Oppure non lo dici, ma a tratti alzi il tono, a tratti urli, a tratti fissi il soffitto e non rispondi alle domande, a tratti scoppi a piangere.

Ho sottolineato tanto di questo libro – cosa che non pensavo avrei fatto – perché mi sono rivista nel rapporto dell’autrice col padre, che nel mio caso si riflette nel rapporto con mia madre. E non so bene cosa pensare di questo. Voglio dire, è un libro che vuole principalmente parlare del nonno fascista, no? E io ho sottolineato – e mi sono commossa – nelle parti in cui Michela Marzano parla del padre. Nella mia testa questo stona; è come se avessi apprezzato un libro diverso da quello che è. Non so se mi spiego. Probabilmente no.

Volevo che papà mi vedesse, mi ascoltasse, fosse fiero di me, me lo dicesse: “Sono fiero di te”. Così. Semplicemente.

Non l’ha mai detto. Oppure sono io che non ricordo? Oppure non l’ha detto ma era fiero lo stesso, certe cose non c’è bisogno di dirle, basta lo sguardo. Ma quand’è che papà mi ha guardato con fierezza? Mi sforzo di trovare un ricordo, un gesto, una parola. E non trovo nulla. Ma è davvero così oppure sono io che non ho capito? Oppure ho capito, ma non ricordo?

[…]

Cosa cercavo di ottenere da mio padre?

Forse il problema sta nella domanda. Dovrei smettere di pormela, metterla tra parentesi, sospendere il giudizio. Rifiutarne la stessa formulazione.

Ogni risposta sarebbe rigida o parziale. Più dannosa che utile.

Perché insisto a cercare di cogliere la verità come se ne esistesse una sola?

In realtà Stirpe e vergogna è un bel romanzo nel suo complesso. È stato interessante scoprire la vita di quest’uomo e i sentimenti dell’autrice. Perché alla fine non emerge “il fascista” e basta, emerge un uomo. Emerge una famiglia intera. Emerge l’Italia.

[…] non è vero che qualcosa smette di esistere quando si smette di parlarne, anzi! Meno si parla di una cosa, più questa agisce all’interno di noi stessi e ci avvelena l’esistenza.

Perché sì, alla fine il libro mette in discussione – giustamente – pure l’Italia. È un libro italiano, che non vuole negare un pezzo di Storia, un pezzo di Storia che non dobbiamo dimenticare e di cui, sinceramente, ci dobbiamo vergognare. Perché sì, io di un Paese che è stato fascista, che ha negato le libertà fondamentali, mi vergogno.

Il dramma del fascismo è stato la cancellazione delle libertà politiche e civili; è stato il non potersi esprimere e il non poter essere d’accordo. E poi la dittatura, il conformismo, l’olio di ricino, il confino, le discriminazioni, la supremazia razziale, il virilismo, l’omofobia, e quindi l’impossibilità, per le persone, di essere tutte uguali in termini di dignità, di valore e di diritti, nonostante le differenze che ci caratterizzano e che è assurdo pensare di cancellare.

Perché io, di un Paese che ha ancora ideologie fasciste alla base di alcuni partiti, mi vergogno ancora oggi.

Nonostante la “fine delle ideologie”, come si sente ripetere ormai da qualche anno, resta quest’atavica tendenza, da parte della destra, a credere che non tutte le persone abbiano lo stesso identico valore, e che alcune di loro non solo non meritino di essere considerate o rispettate, ma non siano nemmeno degne di compassione e di solidarietà. Come se l’uguaglianza fosse un concetto a geometria variabile, e alcune persone fossero per natura (o per essenza) “più uguali” delle altre.
Profile Image for Gabril.
1,048 reviews258 followers
December 29, 2021
Memoir e analisi sociopolitica insieme. Un racconto lucido e accorato insieme.
Ma perché Michela Marzano decide di indagare il suo passato e in particolare di scavare con meticoloso accanimento nella storia del nonno paterno, allo stesso modo in cui in un ciclo di psicoanalisi si cerca di far riemergere dall’inconscio il rimosso? Per curare una ferita, evidentemente. Curarla senza dimenticare. Affinché la cicatrice ne ricordi il significato. Perché non c’è guarigione senza consapevolezza.

Come dice lei stessa in una intervista:

“Quello che ho anche imparato attraverso la psicanalisi è che tante volte i sintomi, il malessere, sono transgenerazionali. Cioè i figli sono sintomi dei genitori che a loro volta sono sintomi dei propri genitori. Siccome nonostante tutta l’analisi che avevo fatto permaneva una vergogna e una forte sensazione di inadeguatezza, ho voluto scavare a fondo.”

Ma non è solo un’indagine di esplorazione sul proprio personale senso di colpa quella che la filosofa conduce, è anche una disamina sul nostro passato di italiani, sulla nostra vergogna nazionale: il fascismo, le sue conseguenze, e la sua troppo frettolosa rimozione dalla memoria collettiva.

“Io vengo da una famiglia di sinistra, io sono sempre stata di sinistra, eppure ho scoperto un passato sulla mia famiglia che non conoscevo. Ho scoperto una vera e propria amnesia da parte di mio padre e con questo libro ho ricostruito tutta una serie di segreti che io stessa non mi aspettavo di trovare. Ci sono una serie di fili che si intersecano: c’è il filo della prima persona, la mia voce, poi c’è una parte di fiction in cui io ricostruisco ciò cui non ho avuto accesso, ovvero la storia di mio nonno, di mia nonna e poi c’è l’ultimo film che è quello della storia del nostro paese e dell’amnesia italiana. Oggi credo che non solo Michela Marzano ha dovuto fare i conti con il proprio passato, ma che sia arrivato il momento per tutti noi, per ognuno, di fare i conti con la storia.”

Profile Image for Chik67.
241 reviews
January 26, 2022
Il tema mi aveva incuriosito molto. Lo svolgimento non è mai riuscito ad appassionarmi.
Dietro questa narrazione della storia della propria famiglia si avverte una riflessione che non riesce mai né a farsi universale né a farsi personale. Intendiamoci: l'autrice parla, e molto, delle emozioni personali generate da questa scoperta nella storia della sua famiglia e parla anche, e molto, delle conseguenze di carattere generale (storico, politico, sociale) di queste. Non riesce, però (e a mio parere), a coinvolgere quando si muove sul terreno delle emozioni e a convincere quando passa sul piano dei ragionamenti. Resta sempre la sensazione di una freddezza, di una distanza, ma anche di una rabbia che offusca, di un rancore che distrae.

Intendiamoci: quasi sempre le storie di famiglia sono interessanti solo per chi le vive, con una profondità quasi impossibile da trasmettere all'esterno. Proprio per questo serve un mano forte nel narrarle e servono scelte quasi impossibile.

Se il vero oggetto della narrazione, dietro la storia del nonno, è (come sembra) il rapporto con il padre allora serviva andare più a fondo, con meno pudori. Se si voleva, invece, fare un affresco generazionale allora, certo, serviva più storia.

Forse serviva semplicemente scegliere; non coltivare l'illusione pericolosa di un testo che potesse arrivare a colpire così tanti bersagli diversi.
331 reviews
September 28, 2022
Comment un simple acte d’état civil peut-il déclencher un questionnement sur le passé familial ? Pourquoi son état civil identifie-t-il l’autrice italienne sous le nom de Maria alors qu’elle a toujours été nommée Michela ? Et pourquoi son père porte-t-il ce dernier prénom si encombrant Benito, comme Mussolini ?!
Au moment où naît son neveu, Michela fait le point sur son absence de désir d’enfant. Elle nous conte sa propre plongée dans les archives familiales et le passé de son père puis de son grand-père paternel pour expliquer ce silence, ces blancs dans le passé, causant un malaise qu’elle a toujours pressenti sans jamais pouvoir le nommer.
C’est cette histoire intime qui m’a accrochée en lisant la présentation du roman et j’y ai trouvé de belles phrases sur les secrets familiaux.
« Je suis certaine qu’une réalité ne cesse pas d’exister quand on arrête d’en parler. Je suis même persuadée du contraire : moins on parle de quelque chose, plus cette chose agit à l’intérieur de nous-mêmes et nous empoisonne l’existence. »
« Nos racines ne nous déterminent pas, nous ne sommes pas des arbres. Mais l'héritage familial, nous le portons en nous. Nous sommes le fruit d'une histoire qui s'est transmise de génération en génération, qui persiste et qui vit en chacun de nous et qui, même quand beaucoup de souvenirs sont inaccessibles, nous façonne, influence notre façon d'être et de faire, se sédimente même dans notre langage, dans notre façon singulière de nommer les choses. »
J’ai compris toute la douleur d’une femme politique en vue qui se voit obligée d’assumer les actes honteux de ses ancêtres.
Ses recherches provoquent révolte, colère et honte mais peu à peu, la lecture des archives fait prendre corps aux personnalités qu’on finit par apprécier pour leur humanité.
Le roman présente un réel intérêt historique car il retrace la montée du Duce en Italie et la fin du régime de Mussolini à travers le quotidien de gens presque ordinaires…
On suit le parcours psychologique de l’autrice mais la prédominance de l’histoire m’a un peu ôté le plaisir de la lecture. J’attendais un écrit plus tourné vers l’intime.
#Monnomestsansmémoire #NetGalleyFrance
Profile Image for Cristina Mosca.
Author 13 books45 followers
June 19, 2022
mi è piaciuto molto e mi ha fatto riflettere tantissimo per giorni. metto quattro stelle solo perché nella seconda parte ho pensato che l’ascolto dell’audiolibro mi stava aiutando a superare le parti più ripetitive e documentali.
per il resto, provo solo un grande senso di gratitudine,
ps michela maria, esci le fotografie del nonno 🤩🤩🤩🤩🤩
Profile Image for Marco.
621 reviews
October 14, 2022
Saggio/romanzo doloroso ma necessario visti i tempi che corrono, forse arriva un po’ troppo tardi (visti i tempi che corrono), forse era necessaria che si creasse una certa distanza dal Ventennio per vederlo per quello che era. Forse non si sono volute vedere tante cose perché andavano poi bene così. Forse la Resistenza è stata l’eccezione e piace troppo, a noi italiani, adeguarci alla voce grossa di turno. Forse la par condicio ci ha rovinati. Forse ci piace pensare che siamo tutti uguali nelle nostre piccolezze e, in fondo, ogni colpa ne annulla un’altra. Forse, forse, forse…
38 reviews2 followers
October 23, 2021
Opera interessante, soprattutto per la dettagliata ricostruzione storica del ventennio fascista e del dopoguerra, dal punto di vista soprattutto politico. Il punto centrale è l'importanza della memoria, la ricerca della verità e il coraggio di fare i conti col proprio passato. Michela Marzano scrive con passione, con veemenza, con sofferenza; mentre leggiamo, sentiamo i suoi sentimenti, le sue emozioni, il suo dolore. Non fa sconti a se stessa, si fa vedere com'è, con i suoi isterismi, le sue pignolerie, ma anche con la sua grande intelligenza e competenza.
Profile Image for Scheggia.
323 reviews22 followers
August 16, 2023
2.5 per Stirpe e Vergogna
Recensione completa su
8 reviews1 follower
September 7, 2023
Questo libro ha per me rappresentato una delusione, non tanto nell'obiettivo o nella trama, super coerenti con quanto descritto in copertina, quando per i mezzi e la tecnica narrativa: la storia di Michela Marzano è sicuramente toccante e delicata, sicuramente è la storia di molti altri italiani, per cui è indubbiamente una storia autentica ma credo che proprio l'importanza e la pesantezza del tema meritino una narrazione e un approccio molto più soft.
Trovo le riflessioni e l'andamento della storia estremamente ripetitive, ridondanti e prolisse, le circa 400/450 pagine potevano essere trattate e concentrate in 300 senza svilire la trama o effettuare chissà che taglio drastico e senza, in conclusione, modificare il senso di questa lettura che, non stando così le cose, produce l'effetto di annoiare il lettore dopo le prime 100 pagine.
Apprezzo invece l'obiettivo e la riflessione di fondo della Marzano, nonché il suo magistrale impegno nella ricerca e nella ricostruzione della storia del nonno e della propria famiglia per il tramite di faldoni, documenti sparsi in uffici vari in giro per l'Italia, passando poi per gli scatoloni ammuffiti dimenticati nella casa in campagna.
Profile Image for The_Analyst.
5 reviews
October 24, 2022
Vorrei poter condividere il pensiero finale, quasi ottimista, dell'autrice, ma purtroppo gli ultimi eventi ci dimostrano che è ormai troppo tardi. È tardi per evidenziare una narrativa così scomoda e dare via a un filone di testimonianze che siano in grado poi di sfociare in una lettura collettiva dell'accaduto e a quell'analisi che il nostro Paese non ha mai voluto fare, per comodità.
E invece, ci teniamo le ridondanti lapidi che ricordano come il nostro sia un Paese antifascista, in cui, a sentire i racconti della gente, almeno il 90% della popolazione ha un nonno partigiano. Qualcosa non torna, e mai tornerà, perché con quel passato scomodo non abbiamo mai voluto fare i conti e mai li faremo. Il nemico veniva da fuori, noi eravamo "brava gente" (per tirare in ballo uno dei tòpos per antonomasia quando si tratta di certi argomento) e che insomma, certe cose si fa prima a dimenticarle e passarci sopra, che star lì ad analizzarle.
Profile Image for Katerina.
16 reviews3 followers
May 24, 2022
•Dopo "L'amore che mi resta" e "Idda" Michela Marzano fa il suo ritorno con un nuovo romanzo che intreccia una storia personale con il ventennio fascista italiano.
Michela non sapeva... per tutta la vita si è impegnata a stare dalla parte giusta: i fascisti erano gli altri, quelli contro cui lottare. Finché un giorno scopre il passato del nonno, fascista convinto della prima ora. Perché nessuno le ha mai detto la verità? Era un segreto di cui vergognarsi oppure un pezzo di storia inconsciamente cancellato?
"Sono stata pure io complice di questa amnesia?" si chiede ad un certo punto Michela e inseguendo il filo teso attraverso le vicende della sua famiglia, tra il nonno Arturo e il nipotino Jacopo, l’autrice ridisegna anche il percorso che l’ha resa la donna che è oggi, costellato di dubbi e riflessioni: la maternità mancata, l'anoressia, il tentato suicidio, il legame tra sangue, eredità e memoria, e quel passato con cui l’Italia non ha mai fatto davvero i conti.

•Il risultato? Oltre l'offerta di un tuffo nel passato anche una lucida presentazione di sé stessa.
Personalmente non sentivo una Michela così "senza veli" sin da "Volevo essere una farlalla"... e in "Idda" e "L'amore che mi resta" posso dire di averci lasciato pezzi di cuore. Nonostante ciò: -questo libro- regala davvero tanto.
Tutto il dolore e la fatica che ha provato l'autrice alla ricerca di tutte le informazioni che le permettessero di ricostruire la storia della sua famiglia e insieme a essa quella dell'Italia... lo si sente fin dentro le ossa.
•Ne potrei parlare ancora e ancora e ancora ma a poco servirebbe: la soluzione sarebbe solo commentare pagina per pagina e... non è il caso. Semplicemente leggetelo, leggetelo tutti.

•Grazie @michelamarzano per questa nuova perla e per averci donato, di nuovo, una parte di te.
Hai proprio ragione...
«Quando non lo si rielabora, il passato ci agisce e se non si decide di farci i conti, lo si tramanda di generazione in generazione. Quando ci si illude di averlo rimosso, riaffiora. E prima o poi c’è chi, il conto, deve pagarlo».
Profile Image for Ilaria Fevola.
176 reviews10 followers
August 3, 2024
Libro letto tutto d'un fiato cercando un finale/riflessione conclusiva che però non è arrivato. L'argomento della memoria e del rapporto con i legami fascisti dei propri nonni mi interessava parecchio. Il libro è principalmente un memoriale di storia famigliare e di riflessione sul silenzio imposto tra generazioni sull'appartenenza politica e contributo al fascismo di suo nonno. Ci sono poi riferimenti storici e accenni di analisi sociologiche sulla memoria e responsabilità collettiva. A mio avviso, la narrazione poteva concentrarsi sulla storia famigliare e sul legame personale o fare un'analisi più universale. Purtroppo, Michela Marzano ha scelto di stare nel mezzo e il libro ha finito per non lasciarmi molto. Sembra troncato di brutto perché l'autrice non sapeva nemmeno lei che cosa dire a conclusione. Un vero peccato.
Profile Image for Michele Bosio.
45 reviews3 followers
January 4, 2023
A differenza dei precedenti romanzi dell'autrice, questo a mio avviso è più lento e spesso più difficile da leggere. È un libro pieno di riferimenti storici, e personali e nazionali, che talvolta risultano un po' pesanti.
Però ho sentito un momento di tristezza quando ho chiuso per l'ultima volta la copertina, quasi come quando inviti un amico a casa ed arriva il momento del commiato... ammetto che avrei voluto chiederle di restare ancora un po'.
Profile Image for Il Priorato  Dei Bibliofili.
371 reviews69 followers
April 22, 2022
🌷Tutto inizia quando Michela Marzano, comunista convinta, scopre che suo nonno Arturo da giovane era iscritto al partito fascista: da quel momento in poi l'autrice ricostruisce la storia della sua famiglia, sviscerando la vita professionale e privata dei suoi nonni ma anche dei suoi genitori, in un percorso quasi psicoanalitico finalizzato al ritrovamento di sé stessa.

🌷 Analizzando "la vergogna" e "la colpa", sentimenti ricorrenti nella vita dell'autrice, Michela Marzano alterna ricordi d'infanzia e momenti difficili della sua esistenza mettendosi totalmente a nudo con grande candore e onestà, raccontando dell'anoressia, della gravidanza mancata, della depressione e persino del suo tentato suicidio.

📖 Michela Marzano scrive in maniera magistrale un memoir dallo stile fortemente introspettivo, analizza il dolore e la sofferenza derivante dal suo rapporto col padre Ferruccio, professore universitario dalla mentalità vecchio stampo e "padre padrone" tra le mura di casa.

📖 L'autrice, nel ripercorrere la sua "stirpe" raccoglie tutta la documentazione appartenente al nonno Arturo, deputato e magistrato fascista, conducendo una vera e propria analisi storico-politica dell'epoca.

📖 Un'opera di grande impatto letterario ma non adatta a tutti, sia in quanto la storia familiare e privata dell'autrice viene sviscerata in alcuni punti in maniera molto dettagliata, sia perché le riflessioni filosofiche dell'autrice potrebbero non essere apprezzate dal lettore in cerca di una lettura di semplice intrattenimento.

📖 Stirpe e vergogna è un memoir intimo, profondo e coraggioso, consigliato se amate le letture introspettive che racchiudono riflessioni storiche, politiche e filosofiche offrendo degli interessanti spunti di riflessione sia personale che inerenti la società passata e contemporanea.
Profile Image for Cristina.
65 reviews
December 8, 2021
Un libro profondo, coinvolgente che in ogni pagina comunica le emozioni dell’autrice nell’analisi della storia della sua famiglia. Ognuno fa i conti con il proprio passato per guardare il futuro con più consapevolezza…
Profile Image for Frances Piper.
209 reviews1 follower
April 1, 2022
Tre e mezzo, per questo libro - che si colloca tra romanzo e saggio - sulla storia (rimossa) del fascismo in Italia e dei suoi retaggi. L'autrice, molto sincera nel raccontare di sé, in modo da riportare il personale all'Universale... Interessante e profondo.
110 reviews
June 11, 2022
Molto appassionato questo libro è il racconto della storia del nonno paterno e della famiglia dell'autrice.
Un libro commosso e sincero in cui l'autrice si mette a nudo, raccontando di sé, le sue debolezze e la scoperta della storia familiare.
Profile Image for Giorgia Imbriani.
712 reviews11 followers
February 6, 2024
Il tema è interessantissimo, la resa un po' meno. Forse perché mi aspettavo un romanzo, e invece mi sono ritrovata con un fiume di "io non c'entro, non capisco, non condivido", che boh - lascia un po' il tempo che trova.
Profile Image for Sara Biondi.
42 reviews9 followers
August 14, 2025
Non mi ha entusiasmato. Comunque un bel libro, l'ho letto con piacere e interesse nel capire cosa Michela avrebbe scoperto della storia familiare, però secondo me si perde molto in alcuni punti, approfondisce poco alcune tematiche e fin troppo altre, risultando spesso ripetitivo.
Profile Image for Francesco.
350 reviews3 followers
February 8, 2022
Molto personale e molto ben scritto. Mi è piaciuto molto.
Profile Image for Valentina Vincenzi.
19 reviews
January 27, 2023
Dalle parole di Michela Marzano traspaiono tutta la sofferenza, le difficoltà e la necessità di torvare risposte sulle contraddizioni della sua storia.
Displaying 1 - 30 of 31 reviews

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