Horror - romanzo (306 pagine) - Un’entità antica e malvagia riporta in vita i morti nel cimitero di un piccolo borgo tra le Alpi. Nel 1959 a Portoalto, un piccolo borgo incastrato tra le vette delle Alpi Venoste, i morti del cimitero risorgono all’alba. L’evento sembra in qualche modo collegato a un fatto di sangue avvenuto a inizio secolo, narrato tra le pagine del diario di un vecchio prete accusato di omicidio. Decimo Tagliapietra è nato in provincia di Vicenza nel 1978. Cresciuto sulle piccole dolomiti, l’ultima cima più a sud, in una casa protetta dal bosco, sposato e padre di una bimba, attualmente lavora in un’azienda chimica. Nonostante un percorso di studi prettamente scientifico, è un appassionato di fiction in tutte le sue declinazioni artistiche, narrativa in primis. Dividendosi tra lavoro e famiglia, non ha mai smesso di dedicarsi alla sua principale la scrittura. Nel 2020 si è classificato tra i finalisti dell’Asylum Horror Contest e al Terni e Narni Horror Fest. Un racconto breve è stato selezionato per l’antologia Z di Zombie 2021 , curata da LetteraturaHorror.it
Decimo Tagliapietra nasce in provincia di Vicenza nel 1978. Nel 2021 è finalista al MYSTFEST, Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Dello stesso anno sono il suo romanzo d’esordio, “Risorgemia”, pubblicato in versione digitale da Delos Digital e in versione cartacea con marchio WeirdBook e “Cuore”, una novella targata Scheletri Ebook, disponibile in versione digitale e cartacea illustrata. Partecipa a diverse antologie, al fianco di autori del calibro di Joe R. Lansdale, Lee Murray, Kevin J. Kennedy, Nerozzi, Danilo Arona e Prevedoni, Besana e Musolino. Appassionato anche di musica, è ideatore, arrangiatore, esecutore e produttore dei concept-album Der Stereoskopische Mann e Cosmic Aberrations: Tales of flesh and steel. Tutti i dettagli della sua produzione si possono trovare alla pagina decimotagliapietra.com
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Nel romanzo di Decimo Tagliapietra troviamo zombie classici, marci e puzzolenti, quelli che la cinematografia e la TV ci hanno abituati a riconoscere, quelli che sapremmo far fuori se ci capitassero a tiro, o almeno in teoria. Cosa c'è quindi di nuovo in questo libro sui ritornanti? Il contesto alpino, così ben descritto da rendere percepibile il profumo delle fronde dei pini e da lasciar intravvedere gli animali schivi nascondersi fra i tronchi. Il paesino di Portoalto, lasciate alle spalle le guerriglie partigiane, dovrà fare i conti con un'altra battaglia: a capo dell'immondo plotone l'uomo nero. Tagliapietra ci racconta la storia con ritmo lento, oscillando tra diversi piani temporali, e ci rivela pian piano il volto di un terribile pifferaio magico.
“Risorgemia” è come quei vecchi e ineguagliabili film dell’orrore dove la forza della storia stava nell’atmosfera e non in chiassosi e roboanti effetti speciali. Di zombie si è scritto di tutto e di più ma il romanzo di Decimo Tagliapietra ha una marcia in più, ha il fascino e la genuinità di un horror in bianco e nero. E’ una sorta de “La notte dei morti viventi” in cui solo il rosso del sangue, ben dosato tra l’altro, risalta tra i grigi della pellicola. Un horror maturo, potente e scritto da dio.
Non ricordo se era il '93 o il '94 quando ho visto Braindead di Peter Jackson. Fatto sta che decisi che le storie di zombi potevano bastare per me. E invece eccomi qua, alla veneranda età di 42 anni, a cercare refrigerio in Risorgemia di Decimo Tagliapietra. Mi attirava soprattutto l'ambientazione italiana e le mie aspettative, avendo letto Francesco Corigliano e Luigi Musolino, erano alte. Be', prova superata. L'ambientazione alpina, che l'autore conosce e ama, è una parte essenziale della storia: il villaggio, i boschi, la cava, il clima, sono importanti quanto i personaggi, che peraltro sono il punto forte della narrazione: non troppi, ban caratterizzati e inseriti in modo funzionale, con il giusto scavo psicologico. Arriviamo a conoscerli, a sentirci parte di quella piccola comunità distrutta. L'idea dei morti viventi non è certo nuova, ma non manca una buona dose di originalità, che sta proprio nell'ambientazione e nello svolgimento su tre piani temporali. Non si tratta di uno splatter stile anni Novanta, qui abbiamo una trama ben costruita, un vero romanzo dalla solida struttura narrativa, in cui però non mancano particolari raccapriccianti, che con sadico gusto l'autore non ci risparmia. Ne spoilero giusto un paio: un bambino morto che mangia la faccia alla mamma, un prete che entra trionfalmente nella sua chiesa con la mandibola disarticolata e la lingua che penzola. Mi fermo qui. Fa caldo. Bisogna risparmiare acqua ed energia. Leggete!
Ammetto che non sono particolarmente amante degli zombie, tranne eccezioni, e questa è una di quelle! Non che non mi aspettassi una storia al cardiopalma, Decimo è così, lo sappiamo, ma la lettura è stata così scorrevole e avvincente che me lo sono bevuto. Credo anche mi abbia provocato qualche piccolo incubo, e questo non mi succede mai.
Mi ha ricordato molto IT, per la forma del Male che ritorna, come un ciclo infinito di morte e resurrezione.
Se c'è una piccola nota negativa, è l'edizione, tranne la copertina. Non rende merito all'autore. Speriamo che trovi una forma adeguata, perché sia conosciuto a letto da tutti.