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Il danno scolastico: La scuola progressista come macchina della disuguaglianza

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Paola Mastrocola e Luca Ricolfi per la prima volta insieme in un libro per denunciare a due voci il paradossale e tragico abbaglio della scuola democratica, che, nata per salvare i più deboli, oggi di fatto ne annega le speranze.
Due voci, di cui una lancia un’ipotesi e l’altra la raccoglie, provandola con la forza dei dati, testandola con modelli matematici e arrivando alla conferma. Sì, è così: una scuola facile e di bassa qualità allarga il solco fra ceti alti e ceti bassi.
Un disastro, di cui rendere conto e chiedere scusa, ai ragazzi e alle loro famiglie. Questo libro è un j’accuse, spietato e dolente, e al tempo stesso un atto d’amore verso il mondo della scuola e dell’università, i docenti, gli studenti. È un grido d’allarme che i due autori hanno lanciato più volte nei loro libri, in questi anni. Un grido sempre andato perso, ma doveroso, e ora più che mai disperato. Perché non c’è più tempo. Ma anche perché proprio questo tempo sospeso e minaccioso, in cui ci troviamo ora a navigare, è forse il più adatto per scardinare vecchi schemi ideologici e provare a cambiare tutto.

272 pages, Hardcover

First published October 14, 2021

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About the author

Paola Mastrocola

42 books97 followers
Born in 1956, she works presently as high school teacher. She has won some of the most prestigious Italian literature prizes.

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Displaying 1 - 30 of 30 reviews
Profile Image for Raffaele Felici.
34 reviews8 followers
March 13, 2022
Luci e ombre

Di solito mi astengo dal commentare un libro che ho letto: mi limito ad assegnare un giudizio sintetico (le famose “stelle”), un po’ per pigrizia un po’ perchè sono spinto dalla lettura del libro successivo.
Per questo saggio, però, mi sento di fare un’eccezione.
Perché ho assegnato una sola stella su 5?
Sulla scuola si è scritto tanto. Sui problemi della scuola italiana anche: la letteratura in merito, sia “artistica” (se mi concedete l’aggettivo) che scientifica, abbonda. Come abbondano le proposte di riforma per poter far uscire questa grande nave dalle secche nelle quali sembra essersi incagliata.
Questo saggio mi ha incuriosito perché è firmato da due autori che conosco: il primo, Luca Ricolfi, perché spesso ospite nei talk show. La seconda, Paola Mastracola, perché ho letto il suo romanzo “Una Barca nel bosco” al quinto ginnasio. Assegnatomi dalla professoressa di italiano, il romanzo mi piacque molto.
Con una certa curiosità e attesa (ed anche rispetto, in virtù dei curricula dei due autori) mi sono pertanto approcciato a questo saggio- denuncia, per rimanerne però presto deluso.
Sia Ricolfi (da ora abbreviato, per comodità, in R) che Mastracola (per lo stesso motivo abbreviata in M) partono dalle loro esperienze scolastiche. Le scuole elementari, le scuole medie (prima della riforma del 1963, uno dei pilastri dell’allora nuovissima formula del centrosinistra per R, successivamente per M), liceo e università, ed ho trovato una quantità di luoghi comuni da farmi esclamare:”eeeeh signora mia, si stava meglio quando si stava peggio!!”.
Partiamo da R: decanta la qualità dei suoi insegnati, tra le quali la durezza e il rigore, per poi fare un elenco di docenti universitari attualmente nell’Olimpo della cultura italiana. Ringrazia l’anagrafe di aver avuto il maestro unico, di non aver frequentato la scuola media unica post riforma e l’università quando “la casta dei baroni era anche, in non pochi suoi membri, una casta di grandi studiosi, capaci di prestazioni spettacolari: lezioni di due ore senza un appunto (e senza una slide!), interpretazioni originali di un testo, di un autore, di una teoria”. Ora, invece, “uno studente ricorda a malapena il nome di qualche professore, molto spesso sconosciuto ai più, e buona parte delle lezioni consiste in noiose successioni di slide”.
L’età dell’oro decantata da Omero impallidisce davanti a questo giudizio: sicuramente R avrà frequentato corsi con nomi illustri (cita, ad esempio, Norberto Bobbio) e sono estremamente felice (ed un pizzico invidioso) di questa sua fortuna. Sorvolando sulla parte della casta baronale (il ‘68, legittimamente disprezzato da R,ricordo succintamente, nacque precisamente contro questo strapotere dei docenti che gestivano le cattedre come feudatari medievali) vorrei chiedere al professore R: essendo questi padri nobili (mi scusino le donne ma R cita solamente nomi maschili) morti per evidenti motivi anagrafici, come facciamo a trasmettere questo sapere? E, seconda domanda: se questi insegnanti furono così bravi, perché la qualità media degli insegnanti è così calata? Perché si può essere un grande intellettuale e un mediocre insegnante, così come un eccellente intellettuale ed un pessimo intellettuale. Non conosco la risposta a questa domanda.
Passiamo ora a M: anche lei racconta della sua esperienza scolastica sottolineando il fatto di provenire da un ceto popolare e di aver superato i diversi gradi della scuola grazie a degli eccellenti e severi (non metto il “ma” perché sono due qualità per l’autrice, quindi niente avversativa) insegnanti che l’hanno preparata perfettamente.
Cita, inoltre, il fatto che molte persone venissero bocciate (circa il 10%) perché non preparate: i voti alti venivano assegnati se studiavi (mi verrebbe da dire “sgobbavi), mentre se non studiavi la via era la bocciatura.
Semplice, meritocratico, efficiente.
A questa narrazione della professoressa Mastracola sollevo due questioni. La prima è: sono stati citati solamente i dati dei promossi e dei bocciati. Il numero delle persone, però, che lasciavano la scuola prima (il cosiddetto fenomeno dell’abbandono scolastico) di ottenere il diploma di scuola media a quanto corrispondeva? Perché se è vero che la scuola fino a 13 anni era d’obbligo, è altrettanto vero che molti erano i ragazzini e le ragazzine costretti a lasciare la scuola anzitempo per problemi economici o famigliari.
Il dato, quindi, dei promossi e dei bocciati non può indicare il successo della scuola.
Seconda questione: se queste scuole erano davvero così formative, potendo vantare insegnanti di prestigio preparati, severi e rigorosi, perché ci troviamo con un altissimo tasso di analfabetismo funzionali tra gli over 50? (I dati sono facilmente reperibili su internet, allego il link di una sola fonte per chi fosse interessat* https://espresso.repubblica.it/inchie... )
Strada facendo queste competenze sono state disperse? C’è stato un qualche fenomeno di massa che ha impoverito e desertificato queste oasi?
Lascio agli esperti la risposta.
Ci sarebbero molti altri punti sui quali non sono d’accordo con gli autori. Ho citato questi perchè luoghi comuni talmente evidenti che rappresentano abbastanza bene la logica del libro.
Concludo questo lungo commento (mi scuso per la lunghezza con i lettor*) con l’unico punto che condivido di questo saggio: una riforma della scuola è necessaria.
Ma non quella proposta dagli autori.

Profile Image for Moonlight.
136 reviews3 followers
November 6, 2021
Ottima accoppiata quella di un’insegnante (Paola Mastrocola) e di un esperto di statistica (Luca Ricolfi), insieme dimostrano la loro tesi iniziale e cioè che la scuola definita “democratica”, che negli anni della primaria (ex elementari) e della secondaria di primo grado (ex medie) col fine di garantire a tutti il successo formativo (cioè la promozione), porta avanti tutti, certificando spesso il falso e, in questo modo, non avendo fornito le basi, danneggia proprio coloro che avrebbe voluto agevolare (in teoria…) cioè gli alunni appartenenti al ceto basso o medio-basso; gli studenti dei ceti alti, potendo usufruire di quanto si può comprare (lezioni private, scuole private, ambiente culturalmente elevato) si faranno strada comunque.
Un libro che ogni genitore con figli in età scolare dovrebbe leggere.
Profile Image for Frances.
75 reviews29 followers
May 28, 2023
Uno degli errori più comuni che si potrebbe fare nella lettura di questo saggio è quello di credere si tratti di un’osservazione volta al passato, corredata da toni malinconici e pieni di rammarico.
In realtà, in maniera spietata, gli autori evidenziano con occhio critico le falle della scuola italiana e le gravi conseguenze che sta producendo sul piano sociale una scuola non (più?) in grado di offrire una preparazione adeguata, valorizzare le eccellenze e preparare i ragazzi alla vita lavorativa. Una scuola fatta anche di passività, quella di una comunità scolastica nella quale mi sento di inserire anche le famiglie e gli studenti, spesso incapaci di reagire e di riaffermare i propri diritti, primo fra tutti quello di studiare. E con studiare intendo lo studio vero e proprio, quello intellettuale e non quello fatto di test a crocette, esami-farsa e voti regalati.

Un analisi acuta e pungente delle devastanti conseguenze delle inadeguate riforme scolastiche che si sono succedute negli ultimi decenni e che hanno portato, tra le tante cose, a dare troppo spazio alle competenze da acquisire e poco alle conoscenze da costruire.
E’ più che una triste constatazione, è un grido d’allarme, un'allerta arrivata forse troppo tardi su cui però siamo tutti chiamati a riflettere, poiché a mio parere abbiamo ancora qualche speranza per poter invertire la rotta.
29 reviews
December 30, 2021
Una tesi fondata è corredata di dati. Io pure ho visto questa scuola coi miei occhi più vecchi degli autori. Elementari con grembiule, fascia azzurra e capoclasse con lavagna per buoni e cattivi , licenza elementare ed esame di ammissione. Non era una scuola privata di gravi difetti, era selettiva non solo perché certamente più difficile.
Si sarebbe potuta migliorare senza abbassare il livello e mantenendo una selezione realmente fondata sulle capacità. La scuola non deve educare ma istruire pur se inevitabilmente l’istruzione ha contatto con l’educazione di cui sono titolari i genitori. Una forte iniezione di illegalità era già presente con le lezioni private a pagamento e con la formazione delle classi per censo.
La scelta tra scuola di avviamento e scuola media era troppo prematura.
Ho visto respinti, rimandati, la valutazione in decimali quasi mai utilizzati in pieno.
Ho tradotto dall’italiano in latino alle scuole medie, ho frequentato il ginnasio con esame per il liceo classico e la maturità prevedeva tutte le materie e i riferimenti ai tre anni precedenti. Temi, dettati, compiti tutti i giorni.
La maturità non c’è più ha cambiato nome è come in tanti altri casi le modifiche semantiche di sono succedute frequenti e senza che molti se ne siano accorti o abbiano approfondito il senso.
La facoltà di Giurisprudenza prevedeva una Laurea di quattro anni con esami interi.
La scuola l’ho continuata a vedere anche dopo sino al 2011, anno in cui sono andato in pensione da Provveditore agli Studi.
Ci vorrebbe troppo spazio per descrivere tutto ciò che è accaduto negli ultimi anni del secolo scorso.
L’aziendalizzazione della scuola, la privatizzazione del rapporto di lavoro, il federalismo scolastico sono solo alcuni aspetti di una scuola più facile a scapito degli alunni “ clienti”. Berlinguer grande responsabile ma in buona compagnia!
Profile Image for Andrea Poletto.
7 reviews8 followers
September 24, 2022
Dinosauri indignati, senza un'idea di presente né alternative realistiche, che alternano ovvietà a fesserie.
Profile Image for Jona Londo.
2 reviews
March 5, 2025
Libro inquietante nella sua assenza di obiettività, reso ancora più inquietante dal fatto che i due autori sono rispettivamente una docente e un sociologo: persone che dovrebbero avere tutti gli strumenti per essere obiettive nelle proprie valutazioni, invece usano il racconto delle proprie esperienze scolastiche personali per argomentare capziosamente la tesi dei presunti danni della scuola democratica. Parlo di danni presunti perché in nessuna parte del testo si dimostra che i danni visibili nella scuola siano operati da riforme scolastiche in chiave democratica.
Quella che Mastrocola è Ricolfi tramandano è un’apologia di una scuola classista (delle esigenze delle classi svantaggiate è chiaro che non siano né consapevoli né interessati), fieramente ignorante sul piano pedagogico (la lettura che si fa in questi testo di Don Milani è incredibilmente superficiale e scorretta), didatticamente impreparata (esistono tante strategie didattiche che possono supportare i docenti e le scuole nel garantire un’istruzione di qualità a tutti gli studenti senza dover ricorrere a metodi draconiani), umanamente insensibile, se non addirittura crudele (dolori alla schiena cronici, derivati da troppe ore di studio ingobbiti su una scrivania, e sentimenti di vergogna interiorizzati sono presentati come un’inevitabile tassa da pagare per una buona preparazione scolastica).
Un libro che, paradossalmente, consiglio a tutte le persone che invece credono in una scuola democratica, per focalizzare ancora di più la propria visione.
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,200 reviews134 followers
February 26, 2022
Amen!

D'accordissimo. E lo dico da insegnante. Colleghi disperati che in prima superiore ci sono ragazzi che non sanno mettere in colonna i numeri per fare le operazioni. Ragazzine con un livello riconosciuto di seconda elementare che vengono sbattute in prima media, a fare che? Presidi che vogliono solo voti dall'otto in su, perché bisogna valutare le potenzialità del ragazzino, non quello che effettivamente sa fare. Attività altre che sono più importanti delle lezioni...

Non bisogna tornare al passato, vero, ma non si può neanche continuare a promuovere cani e porci.
Profile Image for Fabrizio Valenza.
Author 65 books36 followers
December 12, 2021
Un’analisi lucida e del tutto condivisibile delle motivazioni e delle dinamiche che hanno portato al disastro scolastico italiano attuale.
Profile Image for Ratratrat.
616 reviews8 followers
September 15, 2022
Una coppia una ex insegnante di Liceo e un prof universitario, entrambi a chiedersi cosa non va nella scuola italiana attuale. " non hanno le basi" ossia è la scuola dell'obbligo che non insegna a studiare, in sintesi. La Mastrocola da prof di lettere parla quasi esclusivamente di letteratura, un cenno generico alle materie scientifiche soprattutto a una generica " algebra astratta" che assai poco viene insegnata in realtà e che forse lei non sa bene cosa sia ( io sì, perchè era una delle mie materia preferite a Matematica). Concordo nella critica a don Milani e alla scuola che promuove per evitar grane.
Profile Image for Mauro.
4 reviews
January 5, 2022
La coppia Mastrocola e Ricolfi racconta la propria esperienza con la scuola italiana, iniziata da studenti prima della infausta riforma del 1962, con la quale iniziò il livellamento verso il basso dell’istruzione, e proseguita poi come professori (alle superiori e all’università).
Possono quindi offrire una visione abbastanza completa degli effetti devastanti che la “democratizzazione” della scuola ha prodotto sulle ultime generazioni. Effetti che nel mio piccolo ho potuto constatare di persona dagli anni ‘80 in avanti.
Una approfondita analisi statistica, spiegata in maniera accessibile a tutti, conferma l’evidenza empirica, ovvero che ridurre le difficoltà per gli studenti e introdurre l’insensato concetto di “diritto al successo formativo” ha portato ad un progressivo abbassamento della qualità dell’istruzione ampliando le disuguaglianze scolastiche a svantaggio dei ceti popolari.

Gli autori non auspicano un impossibile ritorno al passato, ma sollecitano una presa di coscienza quanto mai urgente per uscire da una mentalità falsamente egualitaria, ma in realtà “livellatrice” (io direi pure “collettivistica” e deresponsabilizzante) che ha generato un impoverimento globale nella società italiana.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Chilidilibri Chilidilibri.
Author 0 books8 followers
January 21, 2022
Un libro che mi è piaciuto tantissimo.

I due autori iniziano confrontando le proprie esperienze come alunni degli anni Cinquanta e Sessanta e ricordano come il rigore dei docenti, pur provocando disagi emotivi, forgiasse la loro memoria, il loro metodo di studio, l’organizzazione del lavoro e la capacità di apprendimento.

“Si è provato a spalancare le porte dell’istruzione superiore al maggior numero di giovani possibile, come se offrire pari opportunità dovesse significare abbassare l’asticella. (…) L’istruzione superiore è democratica se il suo livello è tenuto alto, e se per accedervi contano solo il talento e l’impegno anziché la ricchezza e il potere della famiglia”

I due sollevano perplessità sull’effetto benefico di una scuola dell’indulgenza. Facilitare il percorso agli studi negli ordini di scuola inferiori, bocciare di meno per evitare la dispersione scolastica, comporta semplicemente rimandare il problema.

La recensione continua qui: https://chilidilibri.altervista.org/i...
Profile Image for Stefano Santoro.
8 reviews
June 17, 2023
L'analisi è lucidissima. Forse in qualche tratto casca un po' nella fallacia dell'età dell'oro, ma la tesi di fondo ( una scuola più "facile" danneggia soprattutto i ceti più bassi e manda fuori servizio l'ascensore sociale) è evidente ed inattaccabile.
Lettura molto agile. Consigliatissimo a tutti.
Profile Image for Vladimiro.
Author 5 books37 followers
July 15, 2025
Persino il sottoscritto (studente liceale appena 15 anni fa e insegnante da 4-5 anni) ha percepito, in tal breve lasso temporale e ancor prima di leggere questo libro, il declino della scuola italiana.
Inquietante è l'essermi ritrovato in tante, troppe cose, che gli autori descrivono nel libro: il tracollo della scuola media che ha di fatto dato un vantaggio a chi poteva permettersi lezioni private (io, complice un ricco zio benefattore, ho potuto frequentare una media privata di spessore dove il pomeriggio si faceva latino, inutile dire l'enorme vantaggio avuto poi al liceo scientifico statale); l'ammissione che tantissimi studenti che si presentano in prima liceo/istituto "non hanno le basi" per proseguire; la parcellizzazione del sapere universitario, ridotto a fettine di sapere da evitare tramite il famigerato "esonero" ecc. ecc. ecc.

Si potrebbe proseguire a lungo. Tornando più oggettivi il libro presenta alcuni interessanti spunti sociologici-antropologici nell'analizzare le diverse generazioni alla luce della scuola che hanno frequentato; testimonianze informate e interessanti, di prima mano, degli autori; un'interessante analisi statistica finale; una lettura forse troppo frettolosa del periodo di contestazione degli anni '60-'70.

Stupisce invece l'assenza di riferimenti alla tematica dell'inclusione: la legge 104 è difficilmente contestabile e, vedendo cosa fanno dei disabili negli altri paesi, l'inclusione di questi alunni nella scuola italiana è un successo per tutti; mi sarei aspettato qualche riferimento polemico alla proliferazione di alunni dsa e bes dopo il 2010 (l'autrice ha smesso di insegnare nel 2015, quindi forse il fenomeno non era ancora esploso).
1 review
December 31, 2021
Il danno scolastico
(Mastrocola-Ricolfi)

Forse lontano dall'oggetto classico di cui si parla in questo gruppo. Non proprio un'opera di letteratura contemporanea, ma scuote parecchio il lettore, soprattutto (ma non solo) del settore. Se ne parlava tanto, ho deciso di leggerlo.

In molti punti la lettura dà fastidio, provoca una reazione istintiva di rifiuto perché sembra vagheggiare l'idea di una scuola elitaria o classista, semplice vettore di cultura "alta". La tesi alla base dello scritto, quella per cui la scuola progressista sia una macchina di disuguaglianza e che ne paghino il prezzo più alto soprattutto i ceti più bassi, può sembrare inaccettabile ai figli della scuola dell'ultimo quarantennio, docenti e studenti.

Eppure, l'abbassamento dell'asticella, la scuola come "progettificio" o, peggio, diplomificio, le competenze di base sempre più basse (ortografia, calcolo, grammatica, costruzione e comprensione della frase, sintassi, geografia spicciola), la scuola come azienda che arriva a "rendicontare" periodicamente i risultati raggiunti sono questioni quanto mai attuali nel dibattito di settore e nell'opinione pubblica. Chiunque le nota.

Ho chiuso la lettura con due conclusioni:

1. Troppo sbrigativo considerare gli autori nostalgici, non al passo con i tempi o, addirittura, reazionari. Tante cose vere le dicono;
2. Si avverte il peso della mancanza di una proposta alternativa (correttiva?) di miglioramento.

Il libro è comunque consigliabile - che sia per prenderne le distanze o per porsi degli interrogativi. Io ho avuto entrambe le reazioni.
Profile Image for Silvia Brambilla.
44 reviews6 followers
August 8, 2023
Mastrocola e Ricolfi, rispettivamente una docente del liceo (e scrittrice, ma qui secondo me è secondario) e un docente universitario, mettono in dubbio il fatto che la scuola progressista abbia favorito i cosiddetti ceti bassi e, anzi, propongono una rilettura aspramente critica. Come insegnante, seppure con poca esperienza alle spalle, mi sono trovata a concordare con la tesi che portano avanti, anche se viene posta fin troppa enfasi sul latino come elemento discriminante per una scuola di qualità. Sicuramente non concordo al 100% con tutto quello che viene scritto né, a volte, coi toni usati, ma pone una serie di interrogativi provocatori e apre la strada a nuove possibili (e necessarie) letture per farsi un'idea del panorama scolastico e del pensiero educativo che dovrebbe esserci alla base.
16 reviews
August 22, 2024
I due scrittori sono marito e moglie. Lui insegna analisi dei dati alla specialistica di psicologia, lei ha insegnato italiano e latino ai licei per tanti anni. La loro ipotesi, poi confermata dai dati è che l'abbassamento della qualità dell'insegnamento nella scuola elementare, media e superiore crea disuguaglianze. In particolar modo una scuola di alta qualità potrebbe aiutare i ragazzi dei ceti più bassi a migliorare la loro situazione e aspirare al successo. Il libro parla inoltre della crescente ingerenza dei genitori nel mondo della scuola, sempre pronti a difendere i figli e a correre a protestare da insegnanti e anche dal preside. Il timore di proteste e di ricorsi fa si che vengano attribuiti voti alti, ma fittizi, che non corrispondono alle reali capacità degli alunni. Questi alunni con voti alti ma fittizi, si troveranno poi in forte difficoltà all'università
Profile Image for Chiara F..
597 reviews47 followers
July 27, 2022
Divisivo ma necessario.

Mastracola è nota per essere estremamente rigida nelle sue posizioni conservatrici in merito al nostro sistema scolastico, ma questa volta non si è limitata a inveire contro la scuola progressista degli ultimi anni, ma si è avvalsa del supporto di Luca Ricolfi, docente universitario per avere un fondamento scientifico, con tanto di modello statistico, a supporto della propria tesi.

Profile Image for Pierfilippo Pierucci.
128 reviews
January 4, 2024
Lettura eccezionale, l'ho apprezzata tanto. Un tema su cui si discute tanto (la scuola) senza davvero dati concreti in mano. L'accoppiata insegnante+statistico è vincente, la proposta finale più o meno condivisibile, ma premio la narrazione centrale, dove si sviscerano problemi e si fa buon uso dello spazio a disposizione per portare esempi e argomentazioni profonde. Tra i migliori libri che abbia mai letto.
Profile Image for Giordano Bruno.
246 reviews10 followers
October 14, 2023
Obbligatorio per chiunque sia mai stato a scuola negli ultimi 60 anni.
Testo fondamentale per qualunque docente, di qualsiasi ordine o grado di scuola, ma validissimo anche per studenti e, soprattutto, genitori. Da qualunque parte della cattedra stiate, questo è il libro che dovete leggere per capire il perché e il percome del disastro della scuola italiana.
Profile Image for Alberto.
243 reviews10 followers
March 4, 2023
La Mastrocola dice "e protesti, se qualcosa le sembra che non vada come dovrebbe". Ricolfi qualche pagina prima diceva più o meno l'esatto contrario e le parafrasi vengono ancora effettuate. Secondo me mancano da parecchio dalla frequentazione delle scuole elementari o medie, almeno da genitori.
Profile Image for Marco.
378 reviews5 followers
September 1, 2023
Trattazione parziale che non tiene conto delle riforme Moratti e Gelmini, anali a priori e non a posteriori dei dati, aggregazione dati un po' strana e politicizzata, inconcludente nelle proposte non considera modifiche sociali e psicologiche.
Profile Image for Ornella.
188 reviews25 followers
September 22, 2023
Questo libro è da fare leggere a chiunque lavori nella politica e nella scuola.
Profile Image for Greta Faggi.
3 reviews1 follower
October 10, 2022
Mi ha offerto una prospettiva sulla scuola molto diversa da quella che ultimamente va per la maggiore (cosa sempre ben accetta), tuttavia i ragionamenti della Mastrocola hanno un che di nazista. Non si fa problemi ad essere estremamente selettiva nei confronti dei ragazzi e cerca di mascherare il fatto di incolparli del loro insuccesso scolastico scaricando la responsabilità sul sistema. Tanti piccoli passaggi davvero inquietanti che hanno davvero poco a che fare con l'idea di scuola democratica e di qualità per tutti.
142 reviews1 follower
November 10, 2021
Le statistiche non mentono, la scuola peggiora ... Ma non sarei talebano come la professoressa ( solo Latino, solo liceo .... ). Ci si laurea anche dagli istituti tecnici. Inoltre la scuola deve evolvere, quello che si trova nel mondo del lavoro oggi è ben diverso da quello che si trovava trent'anni fa, il mondo corre. Chiaramente la scuola non si deve appiattire, non deve diventare facile ma si deve arricchire, deve insegnare a lavorare in squadra e non deve ignorare l'ambito delle tecnologie .......
Profile Image for Valeria Farinella.
56 reviews4 followers
April 12, 2024
letto perché da ragazzina lessi una barca nel bosco e lo amai molto (ora però non lo ricordo più), quindi pensavo di voler sapere cosa Paola Mastrocola ne pensasse della scuola. a metà della lettura ho scoperto che Paola Mastrocola è sposata con Luca Ricolfi. ok.

un libro confusionario che dice troppe cose superficialmente. alcune cose interessanti, altre non approfondite, altre sciocche. più due stelle e mezzo che tre, ma vabbè.
concordo però su una cosa–questa scuola "democratica" finisce per demotivare i più bravi e non scolarizza i più scarsi.
Displaying 1 - 30 of 30 reviews

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