💙 "Cinque volte azzurro" è un romanzo relativamente breve, di poco più di duecento pagine, ma non per questo "leggero", "da ombrellone", come la stessa autrice ci tiene a precisare. Anzi, è un libro che tratta tematiche di uno spessore molto importante con un'attenzione davvero certosina.
💙 La protagonista del romanzo è Anna. Anna che all'apparenza vive una vita abbastanza "normale": ha una casa, un fidanzato, una migliore amica e un'impiego precario a Milano, la città in cui si è dovuta spostare per studiare e lavorare. Ma Anna è stanca, soffre, vorrebbe piangere, si vede allo specchio e scorge solo difetti, crede di non meritare l'amore che riceve e di essere un fallimento in tutto ciò che fa. E di questo nessuno si accorge. Anzi, lei sopprime le sue grada d'aiuto perché lei stessa non se me accorge.
💙 Empatizzare con Anna non è facile, è vero. A una lettura superficiale molte delle sue reazioni possono sembrare esagerate, estreme, al limite della paranoia. Ma se si va un po' più a fondo si comprende cosa la porta a fare certi pensieri, dire determinate cose, commettere certe azioni che magari sembrerebbero inimmaginabili.
💙 Poi nel romanzo accade una svolta. E allora non siamo più solo noi a guardare la vita di Anna, ma è Anna che si unisce a noi per guardare le vite degli altri. E in quel momento è davvero difficile non empatizzare con lei, anche perché, nel mentre Anna vede con i suoi occhi le vite degli altri, le loro difficoltà, i cambiamenti che sono stati apportati, che lei ha contribuito inconsciamente a portare, cambia un po' anche lei. Compie un percorso che sembra quasi una linea perpendicolare a tante rette parallele, una strada che ne incrocia tante altre per un breve tratto. Ma è il suo percorso, la sua strada. E da qualche parte la porterà.
💙 Per concludere, vorrei fare un plauso al modo in cui sono state trattate determinate tematiche. Ve l'ho detto, l'attenzione ai temi più delicati, come depressione, suicidio, aspettative, relazioni tossiche, crisi di fede e rapporti familiari, è davvero impeccabile, anche grazie all'esperienza e alle competenze che l'autrice ha maturato lavorando nel campo. Niente è sottovalutato, niente è esagerato. Ogni cosa è reale, tangibile. Forse proprio Anna Brevi non esiste, ma qualcuno come lei sì. E questa è la sua storia.