Vincent Spasaro ci catapulta a Ginostra, nell’isola di Stromboli, circondata dallo splendido mare siciliano e sovrastata da “Iddu”, il vulcano che sembra quasi decidere della vita e della morte di chi decide di calcare la sua terra.
Liam, al seguito dei suoi genitori, sbarcati su questa terra arida, isolata ma anche affascinante e misteriosa, incontra alcuni ragazzini del posto come Pietro e Angelo, così diversi da lui, più adulti, più liberi e selvaggi che lo cambieranno, rendendolo più grande, alla ricerca della verità sulla scomparsa di Ramon.
La perfetta descrizione di una terra e dei suoi abitanti, così vivida e tangibile, arcaica e leggendaria incontra la suspence e il mistero di possibile delitto, rendendo la storia magnetica e scorrevole con un finale emozionante.
Una prosa poetica e melanconica ci narra il passaggio dall’ingenuità dell’infanzia alla consapevolezza dell’età adulta alla quale Liam giungerà alla fine della sua vacanza e, con numerosi interventi di introspezione, ci lascia riflettere sull’uomo, sulla vita e sulla morte.
Il connubio infanzia e paura ha funzionato, lasciandomi col fiato sospeso sempre alla ricerca di nuove piste anche se il vero plauso a Spasaro va nella sua bravura a farci spettatori di quanto possa essere difficile avere 11 anni e quanto i ricordi possano tornare a tormentarci.
È stata una lettura che mi ha arricchita di emozioni, ricordi di infanzia, splendidi luoghi ameni e affascinanti che sono rimasti con me anche dopo aver chiuso il libro.