Caterina ha vissuto la Grande Interruzione come una tempesta domestica. La Dad, le giornate monotone e complicatissime, i riti e i baci mancati. Passando il tempo tra cantine e terrazze condominiali, ha cercato di non dimenticare i suoi desideri. Una sera, dopo un blackout, si sente stranissima. E non ci mette molto ad accorgersi che – a proposito di desideri – sente quelli degli altri. Li sente senza che siano espressi. Si rivelano senza che lei lo voglia, e non può decidere quando. Sono desideri piccoli e a volte enormi. Quelli della prof di biologia. Quelli dei suoi genitori. Quelli dei suoi coetanei. Quelli di Luca. Luca che la osserva, Luca che c’è. Adesso ha la certezza di piacergli, e la cosa non le dà fastidio. Ma questo “potere” la disorienta e la imbarazza: è come vedere nude le persone che ti vivono accanto. In una serata tra amici che finisce male, le accade di sentire un desiderio di Letizia, la ragazza più antipatica che conosca, e tutto si complica terribilmente. Non può fare finta di niente. E quando cominciano ad arrivarle misteriosi messaggi firmati _sconosciut*, la sua vita diventa un film impazzito, di cui è difficile prevedere il finale.
Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma; scrittore, giornalista, critico, si è imposto sulla scena letteraria italiana giovanissimo. Laureato in Lettere, ha ottenuto un dottorato di ricerca in Studi di storia letteraria e linguistica italiana all’Università degli Studi di Roma III. Per Feltrinelli ha pubblicato i romanzi: Raccontami la notte in cui sono nato (2014); Dove eravate tutti (2010, Premio Mondello e Super Premio Vittorini); Mandami tanta vita (2014, Premio Salerno Libro d’Europa, Premio Fiesole Narrativa e finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore (2016), Lontano dagli occhi (2019) Premio Viareggio-Rèpaci, tradotti in diverse lingue europee. Molti libri sono nati da dialoghi: con Indro Montanelli a cui ha dedicato Tutte le speranze (Rizzoli, 2014, Premio Benedetto Croce), con Antonio Debenedetti, Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, Nanni Moretti. Ha pubblicato tra l’altro Ogni viaggio è un romanzo (Laterza, 2007), per i bambini La mucca volante (Bompiani, 2014, finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi), ha lavorato molto per il teatro e pubblicato Istruzioni per non morire in pace (Storia e letteratura, 2016). Scrive sulle pagine culturali di diversi quotidiani e settimanali (la Repubblica, Il Venerdì, L’Espresso).
2 e mezzo. Spunti interessanti, ma incompleti che a volte si perdono in alcune cose che mi sono sembrate superflue. Un peccato. Perché è del potenziale che definirei quasi sprecato.
🎃Luca e Caterina sono amici. Si ritrovano nella cantina di Caterina per parlare di tutto, per passare del tempo fuori di casa. A causa della pandemia e dell'interruzione della vita sociale, costretti a seguire le lezioni in dad, entrambi vivono giornate monotone e tristi.
🎃Dopo un blackout Caterina scopre di riuscire a sentire i desideri degli altri. Anche quelli di Luca. Ora sa di piacergli ma sa anche cose che non voleva sapere di tutti quelli che la circondano.
🎃Un romanzo breve e contemporaneo, raccontato dal punto di vista di Luca. Una lettura piacevole e fresca che fa riflettere sul nostro bisogno di mascherare noi stessi e i nostri desideri per compiacere gli altri.
🎃Una storia d'amore tra due adolescenti, anzi una storia di amicizia con sentimenti complicati e spesso goffi tentativi di superare la propria timidezza.
Da adolescente posso dire che per me sia stata una lettura scorrevole la quale mi ha portato a riflettere. Avrei preferito ci fossero più dettagli sulla vita dei personaggi e che certi temi fossero affrontati più in profondità. Il finale non mi ha soddisfatto del tutto, però in conclusione penso sia stata una lettura piacevole e che comunque raccomanderei
Idea di base a dir poco originale, purtroppo minimizzata con la solita storia tra ragazzini, piuttosto prevedibile. Sembra quasi una copia dei libri di D'Avenia
Precisando che ľho letto per motivi scolastici, ľho trovato meglio del previsto. Chiaramente sentir parlare della quarantena che abbiamo vissuto noi analizzando i problemi che noi ragazzi abbiamo passato per me può essere un pochino ripetitivo.