Igiaba incontra in sogno il nonno Omar, che non ha mai conosciuto ma solo visto in fotografia. Omar la porta in un viaggio lungo la storia per raccontarle cosa significava vivere nella Somalia sotto il colonialismo italiano, quello ottocentesco e imperialista e quello del ventennio fascista, e in che modo l'eredità razzista impregni ancora le nostre città e la nostra cultura. Un libro per raccontare ai ragazzi cosa è stato il colonialismo e come quella pagina triste della storia italiana, a lungo nascosta e negata, abbia ripercussioni anche sulla vita odierna nostra e dei tanti cittadini italiani di origine africana o che dall'Africa sono appena arrivati e stanno cercando di trovare nel nostro paese una nuova casa.
Igiaba Scego is an Italian writer, journalist, and activist of Somali origin. She graduated with her BA in Foreign Literature at the First University of Rome (La Sapienza) as well as in pedagogy at the Third University of Rome. Presently, she is writing and researching cultural dialogue and migration.
She writes for various magazines that deal with migrant literature, in particular Carta, El-Ghibli and Migra. Her work, not devoid of autobiographical references, are characterized by the delicate balance between her two cultural realities, the Italian and Somalian.
In 2003, she won the Eks & Tra prize for migrant writers with her story "Salsicce", and published her debut novel, La nomade che amava Alfred Hitchcock. In 2006 she attended the Literature festival in Mantua.
Scego collaborates with newspapers such as La Repubblica and Il manifesto and also writes for the magazine Nigrizia with a column of news and reflection, "The colors of Eve". In 2007 along with Ingy Mubiayi, she edited the short story collection 'Quando nasci è una roulette. Giovani figli di migranti si raccontano.' It follows the story of seven boys and girls of African origin, who were born in Rome of foreign parents or came to Italy when young: the story of their schooling, their relationship with family and with peers, religion, racism in Italy, and their dreams.
Si legge in un soffio e questo nonostante racconti cose in teoria difficili. O meglio, toste sono toste quelle cose, soprattutto nell'ottica del pubblico cui si rivolge, ma sono scritte così bene che si leggono comunque con... "piacere". È una lettura pensata per ragazzu ma, data la sua semplicità di linguaggio e struttura, lo farei leggere anche a persone più grandi perché scommetto che molte non sappiano gran parte delle cose raccontate (io non le sapevo, e ok che non sono esperta di storia del colonialismo italiano ma è una cosa di cui almeno sono a conoscenza, che invece non si può dire per gran parte del pubblico "mainstream"). Ho un dubbio sulla metafora della torta, perché l'idea che dei popoli "posseggano" delle terre mi sembra molto occidentale e non davvero utile a rompere il meccanismo di sfruttamento. Ma devo approfondire la questione.
Sono una fervida sostenitrice della teoria per cui i libri per bambini/ragazzi in realtà siano adatti anche agli adulti. Ci sono alcuni casi però in cui mi accorgo che un libro ha dei limiti nel momento in cui viene affrontato da un adulto. E questo è uno di quelli.
Igiaba ci racconta del colonialismo fatto dagli europei in Africa e lo fa in un modo originale, che non fa risultare l’argomento noioso. Usa un espediente per farci arrivare le informazioni, cioè la figura del nonno che ha vissuto in prima persona certi eventi. Mi è piaciuta questa scelta perché per l’appunto mi ha reso piacevole degli argomenti che potrebbero risultare un po’ noiosi.
Ho trovato questo libro una lettura interessante per i temi che tratta, ma non illuminante. Lo definirei interessante perché comunque ci spiega il colonialismo dagli occhi di chi l’ha vissuto. Non lo definirei illuminante invece perché sono argomenti che già conoscevo in un modo o in un altro e che comunque vengono studiati a scuola.
In conclusione posso dire che consiglierei questo libro ad un bambino/ragazzo che magari deve studiare il colonialismo per scuola e vuole affrontarlo in un modo diverso, ma non ad un adulto che vorrebbe saperne di più.
Respiro. La bravura di Igiaba Scego nel raccontare viene in questo libro in aiuto a tutti coloro, adulti e ragazzi, che non conoscono la storia del colonialismo italiano. Praticamente tutti gli italiani visto che non viene studiata a scuola... Spiega benissimo l’autrice e in modo mai noioso. Una storia davvero adatta a tutti, un racconto da nonno a nipote chiaro ed esaustivo ma che lascia comunque la voglia di approfondire.
È un libro breve che si legge in poche ore ma che vale assolutamente la pena. Apre gli occhi su tanti fatti del fascismo.
Mi servirebbe un libro così anche per spiegare cos’è successo nel dopoguerra e perché i fascisti sono rimasti nelle istituzioni.
Ma qui si parla del Corno d’Africa, del colonialismo in Somalia, Eritrea e della spaventosa guerra in Ethiopia. Abbiamo sempre messo da parte il colonialismo italiano perché non ha portato all’Italia le stesse ricchezze che hanno ottenuto gli altri stati europei ma il male è stato lo stesso. Gli italiani hanno fatto molto male a questi popoli (poi ci sono la Libia e l’Albania) e questo male ha fondato l’Italia del ventesimo secolo.
E ha messo le basi dell’instabilità nel Corno d’Africa.
Gli imperi non sono un esempio da seguire ma da aborrire. Sempre. Nel passato prossimo e remoto e nel presente con il neo colonialismo e la globalizzazione.
Molto interessante specie per i più piccoli che già hanno però delle basi scolastiche (non perché manchi di spiegazione, anzi, ma così la comprensione è più facilitata in ogni verso). Molto scorrevole, curioso e ben scritto.