Jump to ratings and reviews
Rate this book

Fortuna

Rate this book
Nella sua prova narrativa più matura e provocatoria, Govoni immagina un futuro possibile governato dall’egoismo e dalla competizione, per ricordarci che è soltanto insieme, restando uniti, che noi esseri umani possiamo davvero salvarci. In fuga da un’Europa al collasso, Hans, Juju e Nonna affrontano mille pericoli fingendosi una famiglia: una donna anziana e i suoi nipotini, in realtà tre estranei che lentamente imparano a tenersi per mano. Quando raggiungono Truva, la “Città della Speranza” – un gigantesco campo profughi in cui il potere è gestito dalla piattaforma online Fortuna – ricevono anche loro, come tutti gli ospiti, una tenda e un dispositivo elettronico. Niente cibo o vestiti, quelli te li devi guadagnare: ognuno è artefice del proprio destino, e nel campo la ricchezza si costruisce postando. Chi accumula più like e follower ha accesso privilegiato agli aiuti umanitari; i meno popolari si accontentano delle briciole. Mentre Hans lotta con i fantasmi del passato e la cinica Nonna cerca con ogni mezzo di procurarsi visibilità, è Juju a domandarsi che senso abbia un mondo in cui ci si salva solo a spese degli altri. Dentro di lei si nascondono uno spirito da leader e i semi della rivolta, ma dovrà imparare a credere in se stessa per alzare la voce e ritrovare – per gli abitanti di Truva e per quel bizzarro trio che chiama “famiglia” – “la speranza che ci sia ancora, anche qui dentro, un po’ di umanità”.

416 pages, Paperback

First published October 26, 2021

25 people are currently reading
123 people want to read

About the author

Nicolò Govoni

11 books79 followers
Nicolò Govoni (1993) è cresciuto a Cremona. A vent’anni si è unito a una missione di volontariato in India, dove ha vissuto per quattro anni e studiato giornalismo. A venticinque ha fondato Still I Rise, un’organizzazione umanitaria che apre scuole per i bambini più vulnerabili tra Grecia, Turchia, Siria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Colombia. Still I Rise è la prima no-profit al mondo a offrire gratuitamente il Baccalaureato Internazionale ai profughi. Nel 2020 Nicolò è stato nominato al Premio Nobel per la Pace. Attualmente vive e lavora a Nairobi.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
63 (32%)
4 stars
68 (35%)
3 stars
42 (21%)
2 stars
20 (10%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Michele.
45 reviews8 followers
January 25, 2022
"Sono rinchiusa qui perché ho avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata del mondo, e questa non è una colpa per cui ho intenzione di scontare alcuna pena."
Non lo dice una delle tante Amina, Fatima, o Raniya, di cui parlano i nostri TG quando documentano le crisi in paesi che sentiamo lontani, come Siria o Afghanistan.
Lo dice Giuliana, alias Juju, adolescente di Milano, che ha attraversato i Balcani insieme a Hans, fratellino non di sangue nato a Berlino, e a Zaira Bellerio, la loro Nonna per convenienza. Questo perché in Europa è scoppiata una guerra civile che ha costretto molti alla fuga.
Ma Truva, metropoli fantasma costruita dalla Turchia per alloggiarvi milioni di profughi, non è quello che viene prospettato ai nuovi arrivati...

Questo libro è un romanzo perché racconta storie ambientate in un mondo distopico. Ma basta capovolgere le parti e cambiare nome a Juju, Hans e tutti gli altri personaggi, per ritrovare un mondo che conosciamo bene.

Nicolò Govoni è il fondatore di "Still I Rise", organizzazione indipendente nata per fornire istruzione e rifugio a bambini profughi o vulnerabili. Lo seguo da tempo su vari canali e, leggendo "Fortuna", vi ho ritrovato tante immagini corrispondenti a situazioni reali da lui vissute e documentate.

"Fortuna" non è un classico romanzo dei nostri tempi. E' un romanzo di denuncia che vuole rendere il lettore consapevole delle ingiustizie del mondo che lo circonda. Juju, Hans e Nonna ci vogliono far riflettere sul concetto classico di "Fortuna", perché possiamo essere più grati di essere nati dalla parte "giusta" del mondo.
Profile Image for Anna.
63 reviews5 followers
February 16, 2022
Do 4 stelle, ma il voto vero per me sarebbe 3.5.
Un libro molto scorrevole, dalla narrazione ritmata e coinvolgente, ti tiene incollata alle pagine, quindi un libro che ha vinto. La trama del romanzo la possiamo definire originale, sicuramente una fotografia della realtà riportata sulle pagine in maniera ribaltata ed estremizzata.
Ci sono, però, delle pecche. A gusto personale, non mi è piaciuto lo stile dell'autore. Una scrittura scolastica e schematica, non una cattiva scrittura, ma un pochino troppo asettica. In alcuni punti l'ho trovato troppo frettoloso e poco dettagliato. Mancavano delle descrizioni che ti facessero sentire più vicinanza ai personaggi, o per lo meno a me sono mancate.
Buon romanzo nel complesso.
Profile Image for Alice.
40 reviews4 followers
January 24, 2023
Questo libro è un 5 stelle. È proprio l'essenza del genere dispotico. Il paradosso è che i profughi sono gli europei. Vedere da questa prospettiva fa capire quanto questo sia ancora un problema odierno. I 3 personaggi sono così diversi fra loro, eppure conciliano in modo perfetto fra loro. La cosa strana è che l'ho letto molto lentamente nonostante mi stesse piacendo tanto e fosse anche scorrevole. Forse l'autore avrebbe potuto tagliare 1 o 2 capitoli nella parte centrale del libro. L'unico dubbio che mi è rimasto è: che fine ha fatto Arianna? non lo sapremo mai a quanto pare....
Comunque molto toccante, mi ha fatto riflettere molto.
Profile Image for SimoneM.
17 reviews
February 3, 2023
Fortuna di Nicolò Govoni immagina l'Europa in ginocchio da cui milioni di persone scappano alla ricerca di un futuro migliore. Hans, Juju e Nonna sono i tre protagonisti del romanzo. Si fingono parenti, una nonna e due nipoti, e con il tempo diventano una vera famiglia. Truva è la “Città della Speranza”, un mega campo profughi in territorio turco, gestito da una piattaforma online chiamata Fortuna. Gli aiuti umanitari come il cibo, il vestiario e tutto il necessario per vivere vengono gestiti tramite il numero di like che i profughi ottengono dalla galassia di benefattori esteri che li guardano e li premiano per i loro post. Fortuna è un romanzo che ti entra dentro, sedimenta e ha il potere di smuovere la parte più profonda di ognuno di noi. Lo stomaco si contorce fino all’ultima riga in continui colpi di scena. Il dolore e la speranza, l’affetto e i tradimenti sono il sale su cui si costruisce la vicenda dei tre personaggi. E’ un’opera di finzione ma vera: è il frutto di anni passati con i più vulnerabili nei contesti più dolorosi del mondo. L’autore ha deciso di impugnare la penna perché raccontare le storie nella bulimia della narrazione moderna non ha più senso: è necessario viverle, entrarci dentro con il cuore e con la testa. Hans, Juju e Nonna ci mostrano come essere un migrante significhi sin dal primo momento dover accantonare la propria storia e provare la propria innocenza. Dietro ogni migrazione c’è la disperazione ma non solo: c’è la voglia di vivere, il coraggio di mollare tutto e di spingersi con tutte le proprie forze verso l’ignoto e c’è una grande immaginazione, quella che permette di vedere un futuro quando tutto intorno sembra ormai impossibile. Truva, la città perfetta dove ognuno è artefice del proprio destino è una società gerarchica. I pregiudizi e le prevaricazioni sono il pane quotidiano con cui confrontarsi. Chi non segue le regole della comunità viene emarginato. L’asilo internazionale viene basato su un sistema di oppressione e controllo che viene accettato, in maniera inconscia, dagli stessi richiedenti asilo. Le persone finisco per amare le proprie catene e per giocare alle regole di un gioco che credono fare il loro bene. Non tutto però è deciso. Migrare toglie al profugo la fiducia nell’altro ma un futuro migliore deve essere pur possibile, altrimenti non ha senso continuare a vivere. I tre protagonisti cercano quindi di minare il sistema dall’interno e offrire una possibilità diversa rispetto a quella libertà fasulla propugnata da Fortuna. I benefattori, con i loro like elargiti comodamente dagli smartphone guardano con un senso di superiorità agli ospiti di Truva. Concedono ai profughi una benevolenza come dono e non come pari portatori di diritti. Hans e Juju sono come i loro coetanei, bambini cinici e disillusi che hanno conosciuto solo sofferenza e delusione e che sono alla mercé delle volontà degli adulti. Fortuna ci induce a riflettere sul tema dell’asilo internazionale ma anche della concezione della libertà. Siamo sempre liberi di scegliere, o siamo intrappolati dentro una narrazione che ci fa sentire artefici del nostro destino? Viviamo in una società dove ci spaventa ciò che non si conforma e dove le nostre paure sono i confini delle nostre azioni. E’ davvero possibile esercitare il libero arbitrio in questo modo? Tra le righe possiamo leggere l’urgente necessità di guardare oltre l’etichetta del profugo: il bisognoso. Si tratta di persone come tutte le altre, con sogni e aspirazioni, passioni e dolori. Questo non può essere un motivo di condanna e criminalizzazione. Perdere tutto e scappare non può essere una colpa e ognuno deve avere il diritto di scrivere il proprio destino. Fortuna è un romanzo da leggere. Si vive con i personaggi, si soffre con loro, si spera e si rimane in apprensione. E’ la storia di ciò che ci circonda e che potrebbe essere la nostra se solo fossimo nati in una parte diversa del mondo.
57 reviews
May 17, 2023
Premessa importante: Nicolò Govoni è un grande e lo seguo da tanto, supporto lui e Still I Rise e continuerò a farlo a prescindere da quanto mi sia piaciuto il libro.

Questo romanzo non mi è piaciuto per nulla. In ogni caratteristica che mi viene in mente trovo qualcosa che non mi piace e faccio davvero fatica a trovare dei pregi in particolare.
Chiaramente non mi è piaciuto lo stile di scrittura: troppo didascalico, scolastico, è uno stile di scrittura ricco di dettagli del tutto inutili che fanno perdere il filo del discorso e, almeno a me, non aiutano ad immedesimarmi. Mi sembra in sostanza uno stile "immaturo" per un romanzo. Di Govoni non ho letto altri libri, ma leggo quello che scrive nei social e in quel caso è molto più efficace: diretto, senza fronzoli, emozionante e facilmente immedesimabile per il lettore.
Non mi è piaciuta la trama: sinceramente mi è sembrato che il passo fosse più lungo della gamba, tante cose insieme che si collegano in maniera molto forzata, poco chiara e non si capisce nemmeno se alla fine siano risolte o no. Tutta la parte finale per me è stata molto difficile. Non dico che ci siano buchi di trama, ma non lo dico perché è difficile seguirla coerentemente.
Non mi è piaciuta per nulla la caratterizzazione dei personaggi: in questo marasma di dettagli e di cose che succedono, i personaggi non sono "veri", sono gas che cambiano forma ad ogni nuovo capitolo. È impossibile farsi un'idea chiara di qualsiasi personaggio, col sennò di poi chiunque avrebbe potuto fare qualsiasi evento all'interno del libro o il passato di qualcuno sarebbe potuto essere anche quello degli altri. Se tra un mese dovessi parlare di un personaggio a qualcuno non riuscirei a ricordarmi cosa ha fatto, tanto è poco presente la loro identità. Capisco che questo possa essere voluto perché parliamo di una situazione estrema, ma di nuovo rende impossibile l'immedesimarsi.
Non mi è piaciuto che questo libro non mi abbia lasciato niente. Speravo che in un'opera del genere avrei ritrovato tutta l'efficacia che sento quando leggo un post di Nicolò, anzi che l'avrei ritrovata più forte di prima perché avrei letto un opera coesa. I temi trattati sono tanti, troppi, si intrecciano in continuazione e non si capisce bene quale sia la critica o quale sia la posizione che dovremmo assumere. Forse la mia posizione è mutuata dal fatto che seguendo Nicolò da tanto ed essendo molto sensibile ai temi che tratta, conosco già l'orrore che lui racconta? Non so.
Leggo di altre recensioni che consigliano di far leggere questo libro a chi ha posizioni contrarie ai fenomeni della migrazione. Mi trovate in disaccordo, secondo me questo libro non avrebbe nessun effetto, piuttosto consiglierei di seguire semplicemente Govoni e basta.

Capisco l'idea di fondo, di immedesimarci nella situazione di un profugo e degli orrori che vive, ma a me non traspare da questo libro. Per come è scritto, per come è intricata la trama, per tutto quello che succede io non mi sono immedesimato in nulla e anzi, non vedevo l'ora che il libro finisse, non per gli orrori di quello che dice, ma perché onestamente non mi ha preso.

Un lato positivo è il tentativo e lo sforzo che l'autore mette in tutto quello che fa. Nicolò Govoni è un grande e ha bisogno di tutto il nostro supporto. So che la mia recensione è quasi brutale, ma la mia idea è che spero possa scrivere un romanzo migliore nel futuro. In più credo anche che potrebbe uscirci un film carino.
Profile Image for Roberto.
55 reviews1 follower
September 28, 2023
Più che Orwell ricorda Collins. Parte col botto, questa storia, poi si perde in molti cliché del genere.
Nonostante si faccia leggere con facilità e scorrevolezza, la prosa risulta acerba e a tratti poco curata: molti avverbi, molti gerundi, molti assolutismi ("la prima volta", "mai prima", "sino ad allora"). In alcune frasi abbondavano i "che", a prescindere dalla funzione grammaticale e dall'effettiva loro necessità. Una buona revisione editoriale è ciò che a questo libro mancava sul serio, e Govoni - fosse anche per giovinezza anagrafica - deve ancora certamente maturare nello stile.
Talvolta si scade nel melò e per tenore il romanzo si avvicina ai tipici YA. La trama tende ad appesantirsi pagina dopo pagina e alcuni personaggi, creduti morti, convenientemente ricompaiono solo all'ultimo (manco fosse Beautiful).
Ma le pagine scorrono, si girano da sole e questa è sempre una rara dote, forse facilitata anche dai capitoli chiusi con cliff hanger e l'azione sospesa in genere. Quattrocento pagine e non sentirle.

A conti fatti, dopo aver letto la Nota dell'Autore in chiusura, ho pensato "ma perché non scrivi di questo? Perché non usare la tua biografia come pretesto per narrare ciò che hai vissuto?". Ma son sicuro che presto o tardi anche all'autore verrà in mente; un successo preannunciato.
Profile Image for Babiii12.
23 reviews
June 14, 2023
3.5

La storia è originale, molto bella. Una storia che fa riflettere sulla realtà di oggi, una realtà che a noi è solo mostrata dietro a un velo ma mai rivelata completamente come è in veramente.
Il viaggio di Juju, Hans e Nonna è il viaggio di chi non vuole arrendersi, di chi sa che può meritare di più.
La narrazione è scorrevole ma a punti molto lenta, a metà libro ho fatto fatica ad andare avanti per questo non ho dato più stelle.
Nonostante ciò, è un libro che consiglio a tutti in quanto è un utopia che potrebbe essere il nostro mondo reale. Un utopia che ci fa aprire gli occhi su un mondo che esiste al di fuori della nostra piccola realtà.
Profile Image for Irene Burricco.
82 reviews4 followers
March 16, 2024
"Fortuna" di Nicolò Govoni racconta una storia autentica, cruda e, a tratti, terrificante.

Parla di un mondo dispotico in qui questa volta i profughi sono gli europei, costretti alla fuga a causa di una guerra civile.

E così cercano alloggio a Truva, nel più grande campo profughi della Turchia, una città fantasma che promette sicurezza e felicità, ma che nasconde una realtà ben diversa da quella tanto promulgata...

Una storia che poteva riguardare ognuno di noi, poteva riguardare me che oggi, invece di leggere questo libro, avrei potuto vivere i fatti narrati al suo interno. E invece no, perché sono nata "nella parte giusta del mondo", sono nata fortunata.

Quella stessa fortuna che milioni di persone, invece, non conoscono e non sanno nemmeno cosa significhi. Milioni di persone, di cui tanti bambini, che conoscono solo la fame, la sofferenza, la povertà, l'ingiustizia, l'abuso, ma che forse in fondo ai loro occhi, mi auguro, hanno ancora un po' di speranza.

Questa storia parla di ognuno di loro. È un racconto intensamente coinvolgente, ricco di emozioni e di fatti tristemente accaduti nella storia. Un libro che vuole denunciare le ingiustizie del mondo in cui viviamo.

Basterà cambiare i nomi dei protagonisti, Hans, Juju e Nonna, per ritrovarsi catapultati nella realtà.

💭 "Sono rinchiusa qui perché ho avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata del mondo, e questa non è una colpa per cui ho intenzione di scontare alcuna pena."

Con "Fortuna", Govoni ha voluto anche mettere in luce il lato tossico dei social media, la dipendenza dai cellulari e dai sorrisi finti mostrati online per sentirsi accettati dalla società odierna.

Vi consiglio vivamente di leggere questo libro: un racconto straordinario e uno dei più belli e, al tempo stesso, tristi che abbia mai letto.

Un racconto volto a farci profondamente riflettere e a farci sentire più grati della vita che viviamo.

Voto: ⭐️ ⭐️ ⭐️ ⭐️ ⭐️
10 reviews
December 9, 2023
Semplicemente meraviglioso. Meraviglioso nella sua devastante narrazione, ispirato alla realtà e ad episodi realmente vissuti dal narratore. Mi ha tenuto incollata ad ogni pagina, con i brividi dell’orrore di una realtà che è molto più vicina ai fatti che ad una metafora. Bellissima l’idea di ribaltare la prospettiva per forzarci a metterci dalla parte di chi è nato dalla parte sbagliata del mondo.
Profile Image for Tamburino.
135 reviews
May 14, 2024
Mi spiace esprimere un giudizio così negativo, anche perché l'autore (che non conoscevo) mi sembra una persona da stimare, ma questo romanzo per me è tutto sbagliato. L'idea di una società che si basa sulla raccolta di like poteva avere un senso 10-15 anni fa, quando i social erano una "cosa nuova ", oggi risulta piuttosto cringe, se non forse a un pubblico di "anziani". In più, ci sono 150 pagine abbondanti di troppo. Pass.
Profile Image for someonecallsmeanna.
32 reviews5 followers
January 9, 2022
Personalmente non mi è piaciuto molto, forse perché non sono appassionata del genere, ma l’ho trovato troppo utopistico e surreale. Nonostante ciò è una lettura abbastanza scorrevole e alcune parti fanno riflettere perché si riferiscono a situazioni del mondo odierno di cui tutti dovremmo essere a conoscenza.
Profile Image for ali.
44 reviews1 follower
June 24, 2023
sta partito benissimo, romanzo quasi distopico e critica a come si sta gestendo il fenomeno delle migrazioni e dei social media, è finito un po’ in calante, prendendo la strada per diventare un simil hunger games
non sono sicura che con il finale si sia riscattato, comunque il discorso finale di juju vale la lotta alla katniss
16 reviews
December 26, 2025
Affascinante e coinvolgente, ma soprattutto fa riflettere sul concetto di essere l'altro. Ribalta la visione dei migranti e degli immigrati, spesso disprezzati dalle nostre parti, considerando se lo fossero gli italiani e gli europei, in generale. Un pugno nello stomaco e uno schiaffo alla coscienza
Profile Image for Nicola Cavarra.
39 reviews
June 26, 2022
Un libro che racconta una realtà spesso ignorata, di cui siamo tutti testimoni.
Stile di scrittura molto lineare, ti fa calare prfettamente nelle sensazioni dei personaggi. Di certo una lettura molto accattivante.
Profile Image for Marta Pacini.
106 reviews4 followers
May 31, 2023
Racconto semi-distopico che parte molto bene grazie ai richiami ad un non meglio precisato scenario pandemico che all’improvviso ribalta gli equilibri mondiali. Di colpo i cittadini europei iniziano a dover competere l’un l’altro per guadagnarsi il favore dei “benefattori” e conquistare di nuovo la libertà concessa dai due grandi attori Stati Uniti e Cina che dettano le regole di questo gigantesco Big Brother dove i punti vengono ottenuti attraverso i like su un social pensato per questa nuova realtà.
Nonostante i temi super attuali (pandemia, utilizzo smodato e costruito della propria immagine social) e un inizio abbastanza promettente come costruzione della trama, il libro finisce però presto per accartocciarsi su se stesso (con un finale abbastanza tirato via) e su obiettivi di messaggio fin troppo “moralisti” che finisco quasi (pare) per distrarre l’autore dalle finalità narrative.
24 reviews
March 4, 2022
Libro molto interessante che mi ha fatto riflettere parecchio... Lo consiglio a tutti quelli che non accettano i profughi e che non si preoccupano delle guerre perché "tanto sono lontane"
Displaying 1 - 17 of 17 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.