Micol ha quindici anni quando è costretta a dire addio al ragazzo che le è sempre stato accanto, l’unico al quale ha concesso il suo cuore. Altrettanti sono gli inverni trascorsi dal loro ultimo bacio. Le strade di Firenze hanno smesso di emozionarla come un tempo, ma lei non ha rinnegato un solo giorno i suoi sentimenti per Bart.
È una giovane di trent’anni e si sente realizzata: è diventata psicologa, ha aperto uno studio e, nonostante non sia riuscita a dimenticare Bart, ha imparato a razionalizzare la sua mancanza. Almeno fino a quando una spiacevole perdita non costringe Bartholomew a fare ritorno a casa. Micol è pronta a rivederlo, tuttavia non si aspetta di scontrarsi con un muro di rabbia. Dovrebbe tenersi a debita distanza, lasciarlo partire di nuovo, invece si ritrova ancora una volta impigliata in una rete fitta di sentimenti.
Quindici anni dovrebbero bastare a dimenticare, eppure le loro anime sembrano suonare ancora la stessa melodia.
Bartholomew ha quindici anni quando riempie la sua valigia di vestiti, rabbia e rancore. La Juliard è pronta ad accoglierlo, anche se lui non è pronto ad abbandonare Firenze. Poi il suo cuore si spezza: Micol, la sua migliore amica, lo lascia partire con una menzogna.
A tenere insieme i cocci malandati del suo cuore ci pensa la musica. Bart diventa un pianista prodigioso e conteso, la sua vita riprende a scorrere e il suo letto si riempie di donne prive d’importanza quasi ogni notte.
All’improvviso, però, è costretto dagli eventi a tornare a casa. Due giorni, solo due giorni: quello è il tempo che Bart giura di concedere a Firenze.
Micol tuttavia è lì, a un soffio da lui, con una collezione di ricordi a non lasciargli tregua e sentimenti dilanianti a condannarlo.
«Dovrei odiarla, invece finisco per amarla con più forza.»
Micol è una ragazzina di soli quindici anni quando è costretta a dire addio al ragazzo che le è sempre stato accanto, l’unico al quale ha concesso il suo cuore. Da quel momento in poi, per quindici lunghi anni, le strade di Firenze hanno smesso di emozionarla come un tempo, ma lei non ha rinnegato un solo giorno i suoi sentimenti per Bart.
Oggi Micol è una giovane di trent’anni e si sente realizzata: è diventata psicologa, ha aperto uno studio e, nonostante non sia riuscita a dimenticare Bart, ha imparato a razionalizzare la sua mancanza.
Almeno fino a quando una spiacevole perdita non costringe Bartholomew a fare ritorno a casa.
Micol è pronta a rivederlo, tuttavia non si aspetta di scontrarsi con un muro di rabbia. Dovrebbe tenersi a debita distanza, lasciarlo partire di nuovo, invece si ritrova ancora una volta impigliata in una rete fitta di sentimenti.
Quindici anni dovrebbero bastare a dimenticare, eppure le loro anime sembrano suonare ancora la stessa melodia.
Che tenero questo libro. Questa storia mi è piaciuta veramente tantissimo. La storia di Micol e Bartholomew si è rivelata dolcissima, romantica e delicata. Con uno stile di scrittura scorrevole e diretto. Bello da leggere e ricco di emozioni. C’è stato un plot twist che io ero già riuscita a percepire ancor prima che venisse svelato, e purtroppo non mi è piaciuto per nulla..ho fatto veramente fatica ad accettarlo. Ma nonostante ciò, consiglio vivamente questa storia se volete leggere qualcosa di leggero ma che scalda tantissimo il cuore. Sono contenta di averlo letto 🤎🎹
Spesso si pensa che crescere sia una cosa scontata, e in parte forse lo è, però ogni volta che mi ritrovo a leggere un libro di Elisa Crescenzi, non posso che arrivare alla fine e fissare il vuoto. Questo perché? Perché non importa che genere di storia abbia scritto o le emozioni che mi ha fatto provare, lei si evolve con i suoi scritti. Con Il collezionista di ricordi ci ha parlato di due personaggi tormentati dai loro sentimenti. Sentimenti che superano il tempo, il luogo e anche i segreti, le menzogne e le paure. Personalmente non ho mai provato un amore così totalitario, ma l’autrice è riuscita a farmelo sentire sottopelle. Bart e Micol sono due pezzi della stessa anima, che fin da giovani non riescono a fare a meno l’uno dell’altro, che si fanno male, in continuazione, e lo fanno con le parole, con i gesti, con le assenze e le cose non dette. Ritrovarsi faccia a faccia non ha solo riportato a galla i sentimenti, ma anche tutte le cose avvenute e sepolte. In queste pagine trovate una vasta gamma di sentimenti, tutti accompagnati a ritmo di musica. Non sempre, forse, vi piaceranno alcuni atteggiamenti, alcuni comportamenti e frasi, ma arriverete a capire i perché, riuscirete e arriverete a far quadrare tutto: presente, passato e futuro. Confronto ad altri suoi scritti, qui c’è più introspezione, ma è quel tipo d’introspezione che fa bene al cuore, che ti permette di sentire attraverso delle semplici parole, dei sentimenti che non ti appartengono; un amore così non lo avevo ancora “vissuto”, quindi non posso che ringraziarla, perché viene fin troppo spesso dato per scontato: ma i sentimenti sono quello che ci permettono di vivere sul serio.
La storia di Bartholomew e Micol risuona e vibra di note musicali 🎵
Ho riscritto la mia recensione due volte … ho dovuto azzittire tutto quello che questi due ragazzi mi hanno tirato fuori, tutto quello che hanno smosso … mannaggia Ely, altro che pesantuccia sta storia: se fossi stata investita da un tornado probabilmente avrei sofferto meno 😅
Questa volta parto dalla fine … parto dal giudizio: e non può che essere 5 ⭐️ su 5 . Una scrittura molto più matura delle ultime, una scrittura ricercata, dove nulla è lasciato al caso. Un incastro perfetto dove disperazione ed emozione viaggiano di pari passo.
Un sali e scendi continuo di emozioni, che si alternano tra presente e passato, con pov alternato dei due protagonisti che pagina dopo pagina si mettono a nudo. Una Firenze magica, che accompagna durante tutta la lettura … dio, sono innamorata di Firenze, la conosco molto bene ( per me una seconda casa ) ma viverla attraverso la storia di Barth e Micol, da brividi 💔
Straziante e travolgente, un piccolo capolavoro che non può non essere letto.
Un protagonista maschile, Bartholomew, di cui è impossibile non innamorarsi. Pianista per passione e professione, con la sua musica e la sua anima ti entra dentro, e non hai più scampo.
Una protagonista femminile, Micol, che nasconde un segreto dentro più grande di lei, che nonostante tutto il dolore che prova, sceglie di mettere sempre la felicità di Mew davanti alla sua.
Un incastro di note musicali ed anime che sembra destinato a non avere mai un inizio…
Citazione: “Ho smarrito la via di casa anni fa e, al posto di cercarla e di chiedere aiuto, ho pensato che affogare sarebbe stato meglio. Perché, in fondo, lo sappiamo entrambi che quando saremo l’uno di fronte all’altra, a morire sarò ancora una volta io. Sarò sempre io”
Una notizia di quelle che non vorresti mai ricevere e la routine di Bart si spezza. La sua stabilità fatta di eccessi e musica viene messa in stand by e lo riporta a casa. A Firenze. Una Firenze che non sente più sua da anni, tanti anni. Da quando era un ragazzo ed e’partito per Seattle ed ha lasciato li un pezzo del suo cuore. Un pezzo del suo cuore che ha un nome: Micol.
Citazione: “Micol mi si è fermata su ogni lembo di pelle e, per quanto io abbia cercato di cacciarla via, lei è rimasta. C’è e non se ne vuole andare.”
Nonostante la presenza di Victor, suo agente ed amico, Barth una volta rientrato a Firenze sbrocca e non poco.
Il suo tormento, il suo passato che proprio passato non è, torna ad essere una presenza costante della sua vita, durante tutta la permanenza a Firenze.
Micol testarda ed a tratti invadente, non molla e cercando di mettere da parte quello che lei stessa prova ed il segreto che si porta dentro, aiuterà in tutti i modi a non far crollare Barth.
Perché lei lo ha sempre messo al primo posto: citazione “ Volevo fare la cosa giusta. Volevo fare la cosa giusta per te, a costo di rimetterci me stessa”
Il tempo sembra essersi fermato … Mew e Micol si trovano in un limbo: incastrati tra quello che potevano essere e quello che potrebbero essere … come finirà? Sta a voi scoprirlo. E comunque finirà, credetemi: sarà devastante perché Elisa con questa storia squarterà il vostro cuore 💔
Citazione: “ Io sono praticamente la tua musica, Bartholomew, ma tu... tu sei la mia dannata vita». E tutto cambia, sfuma, rallenta. La porto in salvo, e mi salvo. «Micol?» Lei alza il viso. «Baciami, cazzo». Non so chi dei due raggiunge l’altro. Non so chi dei due si aggrappa all’altro. So solo che ci scambiamo amore, desideri e sogni. Che ci riempiamo e svuotiamo. Che siamo solo noi. Un’ultima volta. “
Trama: «La musica è finita, Micol». «E noi, Bart, noi siamo finiti?»
Micol ha quindici anni quando è costretta a dire addio al ragazzo che le è sempre stato accanto, l’unico al quale ha concesso il suo cuore. Altrettanti sono gli inverni trascorsi dal loro ultimo bacio. Le strade di Firenze hanno smesso di emozionarla come un tempo, ma lei non ha rinnegato un solo giorno i suoi sentimenti per Bart. È una giovane di trent’anni e si sente realizzata: è diventata psicologa, ha aperto uno studio e, nonostante non sia riuscita a dimenticare Bart, ha imparato a razionalizzare la sua mancanza. Almeno fino a quando una spiacevole perdita non costringe Bartholomew a fare ritorno a casa. Micol è pronta a rivederlo, tuttavia non si aspetta di scontrarsi con un muro di rabbia. Dovrebbe tenersi a debita distanza, lasciarlo partire di nuovo, invece si ritrova ancora una volta impigliata in una rete fitta di sentimenti. Quindici anni dovrebbero bastare a dimenticare, eppure le loro anime sembrano suonare ancora la stessa melodia.
Bartholomew ha quindici anni quando riempie la sua valigia di vestiti, rabbia e rancore. La Juliard è pronta ad accoglierlo, anche se lui non è pronto ad abbandonare Firenze. Poi il suo cuore si spezza: Micol, la sua migliore amica, lo lascia partire con una menzogna. A tenere insieme i cocci malandati del suo cuore ci pensa la musica. Bart diventa un pianista prodigioso e conteso, la sua vita riprende a scorrere e il suo letto si riempie di donne prive d’importanza quasi ogni notte. All’improvviso, però, è costretto dagli eventi a tornare a casa. Due giorni, solo due giorni: quello è il tempo che Bart giura di concedere a Firenze. Micol tuttavia è lì, a un soffio da lui, con una collezione di ricordi a non lasciargli tregua e sentimenti dilanianti a condannarlo.
«Una cosa per finire deve anche aver un inizio e tu ed io, Micol, non siamo mai iniziati davvero».
Una storia e una trama molto interessante. Abbiamo due protagonisti che si conoscono da sempre, da quando sono bambini e che a quindici anni devono dividersi. Devono perché solo dopo molti anni, ormai entrambi trentenni, scopriranno le vere motivazioni di quel distacco. Bart si trova costretto a ritornare a Firenze a causa di qualcosa che coinvolge la sua famiglia e quella della ragazza che aveva giurato di dimenticare per sempre: Micol. Lui è pianista affermato che vive a Seattle, ma è palese che non sia più il ragazzino spensierato di una volta, anzi è un uomo che porta addosso, sulla pelle e nei suoi tatuaggi, le ferite e traumi che non è riuscito a superare e che ha continuato a collezionare. Bart è un contrasto evidente, e questo si nota soprattutto nel suo modo di vestire impeccabile che contrasta con il suo carattere e il suo essere. Micol, invece, è una psicologa che sta cercando la sua strada e forse la felicità, ma l'incontro con il ragazzo dagli occhi neri rimette in discussione tutte le sue convinzioni. Il romanzo è un vero proprio scontro, fatto di sofferenze, sbagli, segreti e tanta rabbia accumulata. Sarà difficile accogliere la verità e andare avanti o si arriverà a una rottura definitiva dei rapporti? A voi scoprirlo leggendo. La storia è molto scorrevole, si legge in poco tempo. È scritta bene, ci sono delle parti quasi poetiche e ho apprezzato la scelta dell'extra che troverete alla fine. Non vi dico cos'è per mettervi curiosità! Ho apprezzato anche le descrizioni della città e il rapporto che hanno i protagonisti con i ricordi legati ai diversi luoghi di Firenze. I temi trattati sono molteplici: si parla molto di famiglia, quella che ti supporta come quella di Micol; quella che farebbe di tutto per non vederti buttare la vita dietro a passioni passeggere, come quella di lui. Troverete il tema del distacco, della perdita, c'è il tradimento, inteso come emotivo: il Bart di quindici anni vedrà crollare una delle sue certezze principali e, col cuore spezzato, deciderà di non tornare nei luoghi che gli hanno procurato quel dolore. C'è il tema dell'alcool, degli attacchi di panico, delle menzogne e dei segreti che vengono a galla; c'è la fragilità di un ragazzo che non riesce a rialzarsi dalle tante bastonate che ha ricevuto e riceverà, perché la verità può fare più male delle menzogne. C'è il tema dell'amicizia sincera: la figura di Victor, il manager di Bart, è una figura essenziale in questo. È un angelo custode che cerca di aiutare i due protagonisti in tutti i modi. C'è la musica, intesa come una passione irrinunciabile, ma soprattutto come espressione delle sensazioni che Bart cerca di ingabbiare e che lascia andare solo nelle sue melodie. La musica è la metafora della vita, sono i ricordi, nuovi e vecchi, da cui attingere. Se devo essere sincera però, non sono riuscita a entrare in empatia con nessuno dei due protagonisti e questo mi dispiace, perché di solito i personaggi complessi come Bart sono i miei preferiti. Posso dire che mentre leggevo ho percepito una barriera tra me e loro che non mi ha permesso di entrare in contatto con le loro emozioni fino in fondo. Di Bart ho percepito solo tanta rabbia, ma non la sofferenza che ti consuma. In Micol non ho compreso alcuni suoi comportamenti. Senza fare spoiler è come se lei ricadesse sempre negli stessi errori: non sa essere sincera, scappa e si aspetta che sia lui a fare la prima mossa. Bart è molto più coerente da questo punto di vista: lui fa un passo importante verso di lei, lui le sbatte in faccia ciò che sente senza filtri e pretende di più di semplici parole in un momento di confronto importante. Ecco in quel frangente specifico Bart mi è arrivato tutto, come mi è arrivata la lettera scritta il giorno di Natale. Non ho visto una grande crescita nel personaggio di Micol, mentre lui, invece, li affronta i suoi demoni o almeno ci prova. Sicuramente sarà una mia impressione, molto soggettiva, ma devo riportala per essere completamente onesta. Trovo comunque che la costruzione del personaggio di Bart sia molto interessante e a tratti enigmatica, tra i due è il mio preferito. In più la trama è valida e il nostro pianista saprà ammaliare molte delle lettrici, ne sono convinta. Mi sento di consigliare la lettura a chi ama le storie complesse, basate sul conflitto, sulle incomprensioni e sui legami che, malgrado il dolore e la delusione, non si spezzano.
Il collezionista di ricordi è un romanzo che trovo difficile da recensire.
Se metto in primo piano il romanzo, non posso che dirvi che è una storia toccante, di quelle che fanno soffrire e lacerano l’anima, per il dolore che permea le pagine, per la sofferenza dei protagonisti e delle loro famiglie, rotte, oltre che dalla vicenda di Bart e Micol, anche da un recente evento, quello che dà il via a tutto.
L’autrice è molto brava, attraverso dialoghi e riflessioni ben scritte ed argomentate, a trasmettere il dolore e l’angoscia di Micol, il tormento e la sensibilità di Bart, la dolcezza e l’amicizia di Victor.
“Il problema, Bart, è che nessuno ti vede realmente, ti nascondi persino da te stesso.”
A fianco al dolore si percepisce la tenerezza di un amore adolescenziale profondo e intenso, forse più maturo della sua età, che si è trovato ad affrontare qualcosa di più grande di lui e, nonostante l’intensità, non è riuscito a dare corso al suo cammino.
“Ho sempre saputo che Bartholomew aveva un posto speciale nella mia anima, ma non credevo potesse addirittura appartenergli”
“Te. Lui vede solo te.”
C’è l’amore non superato, quello che Bart dice di aver trasformato in odio, quello che Micol ha messo in attesa, speranzosa in un epilogo diverso da quello che sembra già scritto.
“Ho deciso di scrivermi a Psicologia perché volevo aiutare gli altri a superare il dolore, a non restare compromessi nella sofferenza di un attimo finito male. L’ho fatto, egoisticamente, pensando di poter aiutare me stessa”
“Mi ricordo ogni fottuta cosa di noi, Micol. È questo ad avermi reso la vita un inferno da quindici anni a questa parte.”
C’è la voglia di scoprire il motivo per cui Micol ha lasciato andare Bart, perché lui ha lasciato che fra loro si frapponesse il tempo e un oceano. E Leo, quella terza presenza, che non si capisce bene chi sia e come si sposi nella storia dei nostri protagonisti.
“Quelle note, quel vuoto di cui parlo, è il mio vuoto, e adesso che sono tornato qui, si sta prendendo ancora una volta tutto… mi sta inghiottendo e finirà per consumarmi ancora, ancora e ancora.”
L’autrice è molto brava nella caratterizzazione dei personaggi, di cui il lettore condivide pensieri intimi, gioie e paure, come pure nelle descrizioni dei luoghi, dove viviamo una Firenze magica.
Insomma un romanzo che non posso che consigliare, soprattutto se amate le storie che fanno spasimare dalla prima pagina fino all’ultima.
Eppure se mi metto nei panni di lettrice, per quanto riconosca di trovarmi di fronte ad un buon romanzo, con una storia intensa ben scritta, non posso non dirvi che qualcosa non mi ha convinta e che su alcuni punti avrei preferito un maggior approfondimento. Non faccio spoiler e quindi non posso dettagliare bene le mie impressioni, però ad esempio trovo difficile pensare che alcuni dei personaggi della storia siano rimasti spettatori del dolore dei protagonisti senza fare qualcosa per quindici anni. In certi momenti ho fatto anche fatica a ritrovarmi nelle scelte di Bart e Micol.
Quando si legge un romanzo lo si prende per come è scritto, per come l’ha sentito l’autore, per come glielo hanno raccontato i suoi personaggi, però a seconda di come lo si vive, ci si trova davanti ad una storia che coinvolge e conquista oppure semplicemente ad un buona storia.
La Crescenzi ci ha regalato sicuramente un buon libro, intenso e non comune, una storia drammatica che tocca l’anima, che ruba lacrime e che fa incrociare le dita nella speranza di un lieto fine.
“Ciò che siamo, che sentiamo, non è morto, ha solo cambiato colore”
Bartholomew, Bart o come ti chiama lei, Mew. Hai dato anima e corpo al mondo della musica, a quelle note che fin da bambino sentivi cucite sotto pelle. Hai accarezzato il pianoforte dando vita a melodie magiche; attraverso le quali ho potuto afferrare il tuo dolore che rimbombava con forza attorno a me, in ogni nota delicata e poi straziante rappresentante unicamente lei. 𝐿𝑎 𝑡𝑢𝑎 𝑚𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎, colei con cui hai macchiato il tuo corpo, incisa su di te in eterno, come il vostro amore. Micol, la ragazza dai capelli rossi che ti ha spezzato, ma anche l’unica in grado di rimetterti in sesto il battito del tempo; perché la vostra storia è stata come lo strumento che suoni, un pianoforte di emozioni che sono state distanti quindici anni, percepiti come secoli e attimi di brividi più veloci della luce. Non è stato facile spogliarti, metterti a nudo davanti alla persona a cui da ragazzino avresti dato tutto, ma io ti ammiro, perché ancora una volta l’hai lasciata entrare, le hai permesso di aggiustarti, hai messo nuovamente in gioco il tuo cuore. Così, come un vero artista avrebbe fatto lanciando le sue note al pubblico, rischiando la sua anima. Micol, quella ragazzina che ti ha sempre ammirato suonare, seduta accanto al tuo pianoforte, avrebbe fatto qualunque cosa per vederti felice, perché per lei guardarti coronare il tuo sogno era più importante di tutto. Del vostro amore. Di se stessa. Mentre la leggevo, sono riuscita a sentirmi così affine a lei, così parte di lei perché anche io avrei fatto la stessa cosa: avrei dato tutta me stessa per le persone a me care, avrei fatto di tutto per loro, anche rinunciare ad essere parte della loro vita. Tu, Micol, sei la nota che si sprigiona ogniqualvolta lui suoni, sei l’ispirazione delle sue mani, l’amore che travolge l’aria, l’ancora pronta a gettarsi per dargli un appiglio sicuro. E lui, è l’unico che ti fa sentire completa oltre il tuo lavoro da psicologa e Freud, il tuo compagno a quattro zampe. Sotto al cielo di Lot, in una Firenze ricoperta dalle nuvole ho potuto vivere tra i viali che vi hanno visti passeggiare l’uno accanto all’altra, nei bar che sono diventati col tempo una gabbia per Bart, nei luoghi che hanno visto sfociare il vostro amore che esplode, ancora oggi, in note su cui ballare sotto la pioggia, notti insonni, aerei mancati, seconde occasioni e baci perugina. Uno per ogni giorno che vi vede insieme, uno per ogni bacio che scaturisce un sorriso racchiuso in una composizione che viaggia nel tempo, in ogni posto del mondo come il vostro amore magnetico.
Cara Elisa, avevo paura di soffrire leggendo questo libro, immergendomi nella vita di Micol e Bart e per un istante dietro le mie palpebre si è celata una lacrima, pronta a cadere e bagnare come pioggia questa incontenibile storia. La tua scrittura mi ha trasportato dall’inizio alla fine in un piano-forte di emozioni. Ho apprezzato i protagonisti e i temi che hai voluto mettere in risalto come l’alcolismo e la perdita di una persona cara che sia per sempre o per anni. Ti sei cimentata in una storia tormentata dal tempo che ha dilaniato il presente e il passato, ma sei riuscita comunque, a farmi viaggiare in quindici anni di distanza, senza sentirne neanche mezzo tra l’amore dei due protagonisti. L’unico dettaglio che sfugge, secondo me, è quello dei tatuaggi di Bart, che nascondono dietro un significato che mi sarebbe piaciuto leggere più a fondo. Avrei voluto sapere ogni cosa su quell’inchiostro che porta la sua pelle. Grazie per avermi permesso di leggere questa storia, spero di restituirti almeno la metà di quello che mi hanno trasmesso i tuoi personaggi.
C’era una volta un amore condiviso da due ragazzini, forse troppo giovani per capire quanto fosse profondo il loro sentimento. Ci sono ora due trentenni, che hanno raggiunto i loro obiettivi professionali e che dopo 15 anni ancora vivono nel ricordo di quell’amore adolescenziale.
Avevano 15 anni quando le strade di Bartolhomew e Micol si sono separate, da vicini di casa sempre insieme si sono ritrovati un oceano a dividerli: Bart alla Juliard negli Stati Uniti intento a diventare un affermato compositore e pianista, Micol rimasta a Firenze e poi diventata psicologa. Il caso ha voluto che dopo 15 anni Bart debba ritornare a Firenze, accompagnato dal fidato Victor, in un certo senso suo angelo custode, lasciando Seattle. Incontrare Micol gli permette di affrontare il dolore che lo accompagna da così tanti anni da essere diventato parte di lui. Vedersi li obbliga a rimettere in gioco i loro sentimenti. Il loro studiarsi e cercare di capirsi, anche se tante continuano ad essere le incomprensioni, li riporta di continuo al momento dell’addio. Solo superandolo e accettandolo possono affrontare il futuro.
Grazie alle parole scritte, ma soprattutto a tutto quello che trasmette l’autrice tra le righe, durante la lettura ti senti investito dalle emozioni dei protagonisti. Leggere i capitoli con il pov di Bartolhomew è un viaggio sulle montagne russe. Per ogni attimo di pace, segue un tormento che ti stritola, la sua sofferenza è tangibile. Micol è invece meno limpida e più confusa; dopo aver vissuto per tanti anni con la convinzione di aver gettato al vento la sua unica occasione di vivere il vero amore, si sente in colpa verso Bart e verso se stessa, con le spalle gravate da segreti che non vorrebbe aver dovuto nascondere a tutti. A cercare di mantenere Micol e Bart abbastanza vicini per non perdersi una seconda volta, ci sono le loro famiglie, una Firenze sempre pronta a dare sfondi per nuovi ricordi e Victor, l’agente di Bart.
Micol e Bart si ritrovano dopo tanti anni, oramai cambiati e cresciuti, ma hanno ancora rituali vecchi che li tengono ancorati a quello che erano e che forse potrebbero ritornare ad essere.
“Quello del Bacio Perugina è un rituale a cui ha dato inizio lui, e a cui non sono mai più riuscita a sottrarmi, neanche quando mi ha lasciata sola per inseguire i suoi sogni.”
Per mitigare il dolore dovuto alla mancanza di Micol, Bart ha disegnato il suo corpo
“Mi sono divertito a brancolare nel buio, a ricoprire la pelle di ricordi per non essere più il ragazzino sprovveduto che sono stato un tempo, quello con troppo amore dentro e troppo poco fuori.”
rendendolo un altare intitolato all’amore; il primo tatuaggio che si è impresso è la costellazione di Lot, quella dedicata all’amore vicendevole: “Perché noi saremo un unico cuore" si dicono nella leggenda Elea ed Elrhon. È così che Bart, usando un Bacio Perugina, si dichiara a una giovane Micol, mai dimenticando la sua promessa:
“Ti porterò in ogni nota del petto, perché tu sarai per sempre la mia unica musica. Mew.”
Elisa Crescenzi ha una scrittura precisa e puntuale nel descrivere le ambientazioni in cui Bart e Micol si incontrano e scontrano, in cui si cercano e nascondono, rendendo Firenze la terza protagonista di questa storia. Sono tanti gli scorci della città che sono oramai parte dei loro ricordi.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro, mi complimento con l’autrice e spero possa essere in programma uno spin-off per Victor, con accompagnamento musicale scritto da Bart.
“Non posso lasciarti entrare, Micol. Non posso farlo, perché tu da qui, non te ne sei mai andata.”
“Il mio cuore è tuo, è sempre stato solo tuo.” “Noi siamo un unico cuore”
“Ti porterò in ogni notte del petto, perché tu sarai per sempre la mia unica musica.”
Bart e Micol due persone spezzate che si portano addosso un dolore e una sofferenza atroci. Due cuori che sono stati separati per anni, ma che battono sempre all'unisono. I due si sono sempre appartenuti e insieme riescono a colmare quel vuoto perenne che li accompagna.
Possono 15 anni di lontananza cancellare tutto ciò che Bart e Micol hanno condiviso e provato uno l'uno per l'altra? No, non è possibile perché il loro amore è così grande e intenso che resiste a tutte le intemperie.
La musica e una dolce melodia faranno da sfondo alla vicenda sofferta e tormentata dei due protagonisti. Il libro ti lascia in balia delle emozioni, ti scandaglia l’anima, ti fa sentire tutto il dolore, la sofferenza, il senso di perdita e l’infelicità provata dai protagonisti. E tu provi a non lasciarti coinvolgere, ma è impossibile perché senza accorgertene sei già entrato nel vivo della storia e sottrarti è ormai impossibile. Ed è così che compi il viaggio di dolore e rinascita.
Ricordare è doloroso, Ricordare è deleterio, Ricordare è l’unica cosa che a volte non vorresti proprio fare, vorresti solo dimenticare, ma spesso ricordare è l’unica cosa che ti resta, l’unica àncora che hai per non cadere nel vuoto.
Bart è il collezionista di ricordi, li ha custoditi tutti nonostante cercasse di dimenticare a tutti i costi e farlo gli abbia provocato una voragine nel petto, un dolore così grande da non lasciargli respiro, perchè alla fine essi sono sì un monito per ricordare, ma fanno sì che tu percepisca la mancanza di ciò che hai perso. Egli vorrebbe dimenticare, cancellare tutti i ricordi che non gli lasciano tregua. Micol invece si aggrappa ai ricordi, cercare di non farli svanire nonostante farlo sia davvero doloroso. Quando si ha provato il vero amore, è inutile cercare di cancellarlo, rinchiuderlo in una scatola e poi gettare via la chiave, puoi cacciarlo e ignorarlo, ma esso non svanisce nel nulla. Puoi cercare di fuggire da ciò che provi, nasconderti, rinchiudere i ricordi dentro di te nel profondo, ma non potrai mai cancellare chi ti ha fatto battere il cuore, perchè anche se la mente si rifiuta di ricordare, il cuore non può, esso ricorda sempre. I due si sono persi di vista per anni, ma in realtà non si sono mai separati davvero, hanno continuato a vivere ognuno nella mente e nel cuore dell’altro. Quando si rincontreranno, sembrerà che sia cambiato tutto, in realtà non sarà cambiato nulla, perché puoi fingere ma il tuo cuore sa già a chi appartiene. All’inizio entrambi non riescono ad ascoltarsi, capirsi e decifrarsi, si sono celati dietro la loro fortezza per non lasciarsi travolgere nuovamente dai sentimenti. Spesso però i silenzi dicono molto più di mille parole, basta un solo sguardo per capirsi.
Essi compiranno un viaggio attraverso il dolore, i sentimenti, i ricordi, i segreti e le bugie e dovranno fare un percorso di guarigione e rinascita per tornare a vivere davvero.
Grazie Bart e Micol per avermi fatto capire che l’amore può tutto, il tempo e le difficoltà non lo possono scalfire. Quando due cuori sono legati, non si può fare nulla per dividerli, troveranno sempre il modo per ritrovarsi. Questa è una delle storie che ti restano nel cuore e ricorderai sempre.
«Non posso lasciarti entrare, Micol», mormora lui sincero posando una mano sul petto. «Non posso farlo, perché tu da qui, non te ne sei mai andata». — 🎵— Alexa play ‘ Concedimi ‘ di Matteo Romano.
Credete nelle seconde occasioni? Credete nei primi amori?
Bartholomew e Micol sono cresciuti insieme e si sono innamorati. Due ragazzini alle prese con un sentimento enorme da gestire. L’ultima volta che si sono visti avevano quindici anni e altrettanti anni sono passati dal loro ultimo bacio.
🎹 Dopo aver studiato alla Juliard Bartholomew è diventato un affermato pianista di Seattle. All’improvviso, però, una spiacevole perdita lo costringe a ritornare a Firenze. Lì dove il suo cuore è stato spezzato anni fa dalla sua migliore amica. Quindici anni però non sono stati sufficienti a cancellare il dolore, solo che quando si rivedranno Bart dovrebbe odiarla invece finisce per amarla con più forza. Pagina dopo pagina ho assorbito come una spugna il tormento di quest uomo che ama con ogni fibra del suo essere.
Non è rimasto più niente del ragazzino sprovveduto solo un guscio vuoto alimentato dal rancore che lo consuma. I pensieri sono impressi nell’inchiostro nero che è il suo corpo e si rincorrono ed esplodono tramite la musica che parla di lei, la rabbia si spegne bevendo.
👩🏻🦰Micol è una sensibile ed empatica psicologa. È rimasta a Firenze imprigionata in quei luoghi dove ogni cosa parla di loro, aggrappandosi a quell’amore che è stata costretta a lasciare andare. Lei che è sempre stata una dai colori vivaci ora è una persona spenta che vive una vita a metà fino a quando Bart non ritornerà.
Micol ha ingabbiato e fatta sua la sofferenza per non dimenticare. Da giovane ha messo da parte se stessa per regalare un futuro migliore ad un inconsapevole Mew e da adulta farà lo stesso schiacciando ogni sentimento ed emozione per aiutarlo tramite il suo lavoro.
Una storia di promosse, di menzogne e di un amore mai vissuto, poiché anche se il tempo è andato avanti loro sono rimasti fermi e seppur il cuore sia malandato batte prepotentemente appena si sfiorano e si guardano.
Grazie all’autrice che mi ha portata in punta dei piedi nell’animo di questi due personaggi imperfetti e nei loro ricordi che imprimono ogni strada dell’incantevole Firenze.
Oggi vi porto la recensione di un libro che spezza l’anima, in grado di descrivervi l’amore in modo sofferente, straziante, pieno di bugie e rancore. Quest’opera è una canzone che viene suonata da Bartholomew e Micol, fidanzatini di quindici anni che dopo altrettanti anni si rivedono e tutto cambia, la musica, l’amore ai loro occhi e il silenzio. Quest’ultimo, la nemesi della musica, è stato la causa scatenante della loro separazione, assieme alle bugie.
Bart si trasferisce a Seattle a soli quindici anni per studiare musica, dove diventa, infatti, un grande artista e torna a Firenze solo dopo la morte del padre e per stare vicino alla madre, ma non tutto è come l’aveva lasciato soprattutto lei, Micol, il suo punto debole che dopo averlo piantato in modo freddo e brusco la rincontra al funerale del padre.
Tutto ritorna come agli anni precedenti a quel bacio, quella mano, quelle lacrime dopo la rottura, i ricordi iniziano a farsi vividi e a tormentarlo.
Micol l’ha lasciato andare affogando il suo amore per lui, cercando di vivere nei ricordi di loro due insieme e innamorati, ha rinnegato il sentimento chiudendolo in una stanza della sua anima e buttando la chiave, peccato che ce l’avesse lui… soltanto lui.
“Non saremo mai iniziati, ma io non ho mai smesso per un solo giorno di sentirti. Tu non hai smesso per un solo attimo di stare con me. Ho collezionato tutti i nostri ricordi, li ho tenuti al sicuro solo perché senza sarei morto. Anche se ero arrabbiato, arrabbiato da morire. Tu sapevi, non mi hai detto niente. Eravamo giovani e ci siamo fatti manovrare proprio come due ragazzini, anche con i sentimenti più nobili del mondo”
Un amore così non si legge in tutti libri, ho pianto, pianto molto, perché in alcune frasi mi ci sono ritrovata personalmente. Una passione che vi rapirà, un ritmo dolce che vi cullerà lungo tutte le note di questo romanzo dove non c’è nessuna stonatura.
Non voglio dirvi altro, voglio che proviate le emozioni che mi hanno toccato il cuore, un grande grazie alla Crescenzi per aver scritto questo capolavoro.
“Ti porterò in ogni nota del petto, perché tu sarai per sempre la mia unica musica. Mew”
Review Party - "Il collezionista di ricordi" di Elisa Crescenzi
Ho appena finito di leggere questo incredibile romanzo che mi ha lasciato senza parole. La storia creata da Elisa è incredibilmente romantica e anche fortemente dolorosa, che lacera l'animo del lettore così come sono lacerate le anime dei due protagonisti.
Non credo esista un termine più corretto per descrivere Bartolomew se non quello di "tormento". Fin dal primo incontro con Micol Bartolomew è tormentato: prima dall'amicizia che si trasforma in amore, poi dall'amore che diventa odio e poi dall'odio che diventa ricordo e infine dal ricordo che diventa tatuaggio indelebile sulla sua pelle.
Bartolomew ha suscitato in me tantissime emozioni: rabbia, rancore, tristezza, gioia e infine amore. Un uomo dalla pelle macchiata e dall'animo tormentato, dallo sguardo triste ma pieno d'amore verso la sua unica musica: Micol. La stessa Micol che ha chiuso il suo cuore cercando di trattenervi in esso tutte le emozioni provate, le uniche in grado di confortarla dopo l'abbandono di Mew. Micol, che non riesce a lasciare andare i ricordi del suo primo e vero amore e che continua, anche a distanza di quindi anni, a comprare ogni giorno un Bacio Perugina; che è disposta a soffrire pur di trascorrere un ultimo momento con Bartolomew, sperando che il loro momento arrivi presto.
In questo romanzo i veri protagonisti sono i ricordi e mai titolo fu più giusto per un romanzo come "Il collezionista di ricordi" lo è per questa storia.
Proprio come una melodia, la storia di Bartolomew e Micol vi conquisterà, vi attorciglierà lo stomaco, vi farà soffrire, scatenerà in voi brividi e farà inumidire i vostri occhi di lascrime non versate. Il finale vi conquisterà, rimetterà a posto il vostro cuore ancora lesionato e vi scatenerà una gioia immensa perchè , dietro tutto quel dolore e quella sofferenza, Elisa vi insegnerà che l'amore non si spegne mai quando è Vero Amore.
Dear romantic readers, “Il collezionista di ricordi” è come una melodia dolce e straziante allo stesso tempo. Concludere questo libro ha significato per me un vuoto. Bart e Micol non sono personaggi facili con cui avere a che fare, mi sono sentita trascinata da loro, ho provato quella sofferenza di un amore destinato ad essere eterno. Bart all’età di quindici anni è salito su un aereo che lo ha portato verso il suo futuro da pianista. Per la Juliard abbandonerà la sua famiglia, abbandonerà Firenze ma soprattutto abbandonerà Micol…. Colei che le ha spezzato il cuore in migliaia di pezzi. Micol ha quindici anni quando lascerà andare colui che le ha portato il sorriso sulle labbra, il suo unico vero amore. A distanza di quindici anni i due si rivedranno e scopriranno che l’unica cosa che è cambiata davvero è il loro aspetto ma non i sentimenti che gelosamente custodiscono nel cuore. Bart mi ha distrutta, lui è il vero protagonista della storia, sono stata rapita dai suoi Pov e dalla sua musica. Ogni descrizione e ogni nota me la sentivo io sulla pelle. Lei era e sarà per sempre il suo troppo. E come si può vivere lontana da colei che riesce a farti uscire dal baratro? Micol ha affrontato il suo dolore diversamente, chiudendo il dolore dentro di se per ricordare quanto l’amore faccia male. Sono entrata poco in confidenza con lei, ero troppo incanta dal pianista tormentato. Quanto ho adorato quando Bart le regalava un Bacio Perugina!! L’amore di questi due ragazzi deve essere assaporato, deve essere vissuto, perché è impossibile da comprendere. Chi dice che un amore non può sopravvivere per quindici anni non ha mai incontrato quella che è davvero l’anima gemella. Posso dire che la copertina di questo romanzo è in assoluto tra le mie preferite, Firenze è una città che mi affascina con la sua storia e la sua bellezza e spero di poterla visitare un giorno. Quando due anime si trovano e si incatenano tra di loro sarà impossibile dividerle.
Eccomi qui, dopo qualche giorno d'assenza sono tornata. Innanzitutto, voglio ringraziare Elisa Crescenzi per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima. Parliamo quindi del libro IL COLLEZIONISTA DI RICORDI!
Cosa posso dire? La prima cosa che posso dirvi è che l'impatto con i due personaggi è stato spiazzante in senso positivo. Bart e Micol si sono conquistati un posticino nel mio cuore❣
Ora vi parlo di loro.. Bart è un pianista di grande successo, che ad un certo punto deve tornare a Firenze. È una città, ma non come le altre. Tornare lì significa ritrovare una splendida ragazza dai capelli rossi che gli ha spezzato il cuore tanto tempo prima. Cosa succede se a distanza di 15 anni ti imbatti ancora una volta nel tuo amore? Può un sentimento così forte riemergere anche dopo tutto questo tempo? La risposta è SÌ!
Bene, ora parliamo di Micol. Lei è la ragazza dai capelli rossi. Ora è una psicologa ed è molto brava nel suo lavoro. Ed è proprio i lavoro che l'ha portata a commettere un errore tanti anni prima. Abbandonare quello che era, è e sarà il suo eterno grande AMORE🌸🥰
Avete presente le montagne russe? Beh, il loro amore è più o meno questo. Travolgente e emozionante, ma è anche uno di quegli amori che ti riduce in mille pezzi.
Un romanzo che ti porta a credere nelle seconde possibilità, un sentimento come l'amore in grado di superare tutti gli ostacoli. Una lettura piacevole che ti lascia qualcosa, un messaggio di speranza.. la speranza di un lieto fine❤
Elisa è stata fantastica, ogni emozione, ogni azione, ogni pensiero e ogni singola parola detta è piena di significato.. Una perfetta armonia🥰🎶 e ti ringrazio infinitamente per avermi fatto vivere la loro storia in una magnifica Firenze❣
PICCOLA INFORMAZIONE: Se volete acquistare il libro, lo potete trovare sulla piattaforma Amazon in versione Kindle a 2.99€ e in versione KindleUnlimited a 0.00€
Il collezionista di ricordi è la prova che Elisa sa il fatto suo. Questo romanzo ti entra dentro in tutto e per tutto, non solo per la storia, ma anche con i personaggi. Bart e Micol sono due protagonisti a cui è impossibile non affezionarsi, con i loro pregi e difetti. Già a partire dal titolo immaginavo una storia che non solo ti entra dentro, ma ti scombussola, ti stravolge e ti conquista parola dopo parola. I due personaggi sono descritti così bene da sembrare reali, nelle loro fragilità e nelle loro forze. Sono personaggi complessi con le loro mille sfaccettature, ma anche molto intriganti. Tra le righe di questo romanzo si trovano i loro problemi, le loro paure, i dolori, ma anche le gioie e la rabbia. Bart è un uomo intrigante ed è molto facile immaginarselo nella realtà, ricoperto di tatuaggi che sono il segno visibile dei traumi e delle sofferenze che si porta dentro, mentre la rabbia lo consuma da dentro. Micol invece è una donna che sta riscoprendo se stessa, cercando la sua strada e soprattutto la felicità. I due protagonisti si conoscono fin da giovani, ma le loro strade si sono dovute dividere tempo prima, per poi intrecciarsi un'altra volta dopo quindici anni, quando ormai sono diventati adulti, con un loro passato e con le loro esperienze. La scrittura di Elisa si conferma una certezza ancora una volta, con uno stile fluido e senza intoppi, grazie al quale la storia, già ben strutturata, si eleva ancora di più. Ciò che da un tocco in più alla trama sono i temi, anche importanti, che vengono trattati, senza mai cadere nel banale. La storia d'amore che racconta Elisa è forte, travolgente, ammaliante e soprattutto emozionante, tanto da conquistare il lettore con un turbinio di sensazioni e emozioni, anche contrastanti. Sicuramente una lettura che vi trascinerà, senza che ve ne accorgiate, nella storia di Bart e Micol. Sicuramente una storia da non perdere.
Non appena ho letto il prologo, mi son ritrovata catapultata nel caos interiore di Bartholomew e nell’anima di Micol. E, se all’inizio tutto mi sembrava incomprensibile, pian piano, proseguendo con la lettura, i pezzi del puzzle coincidevano tra loro.
L’amore viene affrontato con un’ottica diversa: è deleterio, un ricordo che brucia ancora nonostante siano passati tanti anni. Ed è infatti dopo fin troppi silenzi che è esploso, facendo scontrare passato e presente.
La loro storia infatti è permeata di ricordi, ed ho trovato strabiliante come l’autrice sia riuscita a far coincidere perfettamente i tentativi (fallimentari) di dimenticare di lui con quelli di interiorizzare il dolore di lei.
È impossibile non empatizzare con i personaggi, non soffrire o gioire con Mew e Micol.
Ho letto questo libro in un pomeriggio, non riuscivo a staccarmi dalle pagine. La narrazione è super scorrevole, ricca di colpi di scena per nulla banali e che ti trascina in un ambiente familiare. Era da un po’ che non ero così entusiasta per un libro, e invece… è arrivato lui.
Ho appena finito di leggere " Il collezionista di ricordi" ed inizio col dire che sono davvero in difficoltà, è estremamente difficile da commentare, è un libro che si "SENTE", l'ho avvertito nell'anima, e di fatto le emozioni non si spiegano e non si commentano, non si razionalizzano, si vivono. La storia di Mew e Micol è complessa, tormentata ma bellissima allo stesso tempo, ti travolge.. Gli errori dei protagonisti hanno creato dolore e tormento ma proprio per questo vedo tanta autenticità in questa storia, mi ha proprio scompigliato l'anima. Mew non si può definire, raggiunge livelli di intensità così alti da farti mancare il respiro: "Non posso lasciarti entrare, Micol" mormora sincero posando una mano sul petto. "Non posso farlo, perché tu da qui, non te ne sei mai andata". Mi sento solo di dire che mi sono emozionata a leggere la loro storia e quando un libro emoziona non c'è bisogno di aggiungere altro ❤
Era la prima volta che leggevo un romanzo dell'autrice e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa. Il collezionista di ricordi è una storia profonda, malinconica e ricca di emozioni. La storia di Micol e Mew è una di quelle storie destinate ad essere per sempre, non importa cosa sia successo, quanti anni siano passati, tra di loro ci sarà sempre quella scintilla in grado di trasformare ogni loro gesto, ogni loro sguardo in una sinfonia perfetta. Ho adorato il modo in cui l'autrice abbia intrecciato i ricordi del passato ai momenti presenti. Una lettura che consiglio assolutamente se siete alla ricerca di una storia d'amore che vi travolga e vi faccia soffrire e battere il cuore allo stesso tempo!
Bhe che dire una bellissima storia scritta sul ritmo del proprio cuore, una storia piena di emozioni e ricordi, una storia d'amore con la A maiuscola che dura nel tempo riconoscendo le note del battito dei loro cuori. Bart e Micol una meravigliosa musica unica ❤️
Intenso e appassionante. Impossibile staccarsi dalle pagine, la storia scorre fluida e con un livello di interesse sempre così alto! Una storia così ci credo che ha svuotato l’autrice!
Davanti a questa immensa storia le mie parole si fermano, lascio che sia il maestro Einaudi con il suo splendido tocco sul pianoforte a parlare per me.
Nelle più emozionanti e conosciute strade di Firenze nasce la giovane e tormentata storia d’amore tra Micol e Bartholomew.
Si può vivere nell’ombra di sé stessi? In quella del proprio passato, dei propri ricordi che sembrano decisi a non andare via?Si possono abbattere certi pilastri? Perchè i ricordi che Micol nutre nei confronti del suo grande amore adolescenziale che porta il nome di Bartholomew, sono diventati proprio questo per lei: I pilastri portanti delle sue giornate, quelle che si rincorrono senza colore e sapore, con l’unico scopo di arrivare alla fine.
Micol ha solo quindici anni quando è costretta ad abbandonare il ragazzo che le è sempre stato accanto, l’unico che possiede le chiavi del suo organo rosso al centro del petto, il quale riprende a scoppiare frenetico al solo pensiero di loro due insieme.
Le strade di Firenze, così romantiche, affini e familiari a loro, hanno ormai smesso di emozionarla da tempo, ormai di loro due è rimasto solo un ricordo lontano, uno di quelli che fa troppo rumore per lasciarlo andare e che crea un vuoto d’aria ogni volta che il pensiero riaffiora.
Micol con i suoi lunghi capelli rossi che le permettono di ardere in mezzo a gente nata spenta, stessi riccioli che solo Bartholomew sarebbe in grado di discernere anche nei più bui vicoli di Firenze, ha ormai trent’anni e nonostante non sia riuscita riuscita a dimenticare Bart, con forza e costanza è riuscita a razionalizzare la sua mancanza. Le strade di Firenze ancora intonano la loro melodia e ancora narrano di quei due amanti immaturi, lasciatosi troppo precocemente.
Tuttavia la sinfonia inizia a suonare diversamente quando quindici anni dopo, a causa di una perdita in comune i due sono costretti a incontrarsi ancora una volta, ritrovandosi ancora impigliati in una rete di sentimenti dal quale non sono mai riusciti ad uscire. Quindici anni dovrebbero bastare a dimenticare, eppure le loro anime suonano ancora una volta la stessa melodia.
Bartholomew, prodigioso e conteso pianista di successo, ha cominciato a riempire la sua pelle di inchiostro con svariati tatuaggi che rappresentano i suoi ricordi più rilevanti proprio come segno di ripicca nei confronti dei suoi genitori, i quali gli hanno permesso di partire per l’accademia di musica più ambita del mondo, trascinando però dentro sé la più grande menzogna della sua vita riguardante Micol, menzogna del quale lui non era a conoscenza ma che ha fatto scaturire quindici lunghi anni di silenzio tra i due.
Il suoi sentimenti sono cessati ormai da tempo, solo il suo grande amore Micol è riuscita a stringere il suo cuore fra le dita per sentire quanto pulsava per lei, l’ha stretto così forte da ridurlo in polvere, quella che è rimasta tra le sue mani da quando lei se n’è andata dalla sua vita.
I cocci malandati del suo cuore riescono a sentirsi vivi solo quando posa le sue esili dita sui tasti del pianoforte, l’unico in grado di farlo brillare come un tempo, ma quando le sue melodie intonano note musicali che appartenevano al loro passato assieme, la notte cala silenziosamente nella sua anima e neanche la stella più luminosa è in grado di donargli luce.
Ogni corpo ha la sua musica e quella di bartholomew è così cupa e malinconica da far male, solo Micol è in grado di far suonare la sua anima, anche perchè una cosa per finire deve avere un inizio, e Micol e Bartholomew non sono mai iniziati davvero.