A suonare il pianoforte si impara. E lo studio del pianoforte, come un’arte marziale, può insegnare ben di più che una sequenza di movimenti e gesti. Insegna a conoscersi più profondamente, ad accettarsi e a dominare le proprie paure. A entrare in risonanza con il mondo e scoprirsi capaci di stupire e sedurre. A valorizzare le differenze e creare sintonie. Ad affrontare incertezze e imprevisti con sangue freddo e un pizzico di follia. A superare i dubbi e gli stereotipi, a ignorare le sirene del successo fine a se stesso. E a mettere d’accordo mani, cervello e cuore, un’impresa non banale nel mondo convulso e confuso in cui viviamo. Quale miglior manuale di filosofia e di crescita personale, dunque, che un manuale di pianoforte? Partendo dai concetti più semplici che hanno a che fare con lo studio della musica – come l’accordatura dello strumento, la coordinazione delle mani, il sentimento del ritmo, il dosaggio del forte e del piano – Giovanni Allevi elabora così un sistema di spunti e di consigli, utili per conoscersi meglio e per vivere meglio. Con un avvertimento: molte di queste regole sono molto diverse da quanto ci potremmo aspettare.
Giovanni Allevi è diplomato in Pianoforte e Composizione e laureato in Filosofia. Compositore, direttore d’orchestra e pianista, è autore di numerosi album discografici e protagonista di tournée italiane e internazionali di grande successo, sia con il pianoforte solo sia con l’orchestra sinfonica.
I suoi album hanno conquistato più volte il Disco d’oro e il Disco di platino ed è autore di libri bestseller tra cui La musica in testa, In viaggio con la Strega, Classico ribelle.
Tra le sue creazioni musicali più recenti, il doppio album Equilibrium contenente il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1.
Ci ha messo un po' a prendermi questo libro, circa verso pagina venti, non è un libro di narrativa, è una raccolta di racconti di musica e filosofia, le cose scritte si possono anche non adattare solo al pianoforte e alle sue caratteristiche, ma anche ad altri generi creativi. Alcune volte scrivere è come suonare un piano diverso, un piano fatto di lettere e tasti con un suono sempre uguale, quindi questo libro può valere anche per la scrittura, anche per il cucire, il disegnare, anche per tutte le opere creative che un essere vivente possa mai fare. Questo libro dà molti spunti di riflessione se si sanno leggere; la musica, il suonare quel piano davanti ad un pubblico, vasto o meno che sia, non è visto solo come trionfo, gloria ed estasi, ma anche come fobia, ansia, terrore. Molte frasi in quelle 169 pagine mi hanno colpito (qui sono segnate 176, ma da leggere sono 169) anche il fatto che Allevi comprenda che la musica contemporanea è più commerciale che altro (nella maggior parte delle volte e stessa cosa vale con i libri, se un genere di libro va in tendenza, allora la maggioranza saranno uguali ad esso), comprenda l'abisso interiore e cerca di esprimerlo, accarezzandolo e accudendolo; non cercando di distruggerlo e criticandolo. C'era una frase che suonava come: [non ricordo le parole esatte] "Dentro di te c'era una tigre che dormiva, tu non l'hai strattonata. L'hai accarezzata". È questo che fa Allevi: accarezza i suoi demoni e li incanala nelle sue opere, si fa aiutare da loro, non li denigra.
Giovanni Allevi riesce a emozionarmi da sempre. Ho sempre amato il pianoforte, ho provato a suonare qualcosina di tanto in tanto ma non sono ben coordinata.
A 15 anni sono stata a un suo concerto, da sola. E non è stato emozionante perché adoravo il suo modo di suonare, ma perché con un paio di note al pianoforte è in grado di farti piangere anche l'acqua del battesimo (soprattutto con Come Sei Veramente, ho pianto l'anima).
E questo libro (avevo già letto l'altro) è una guida spirituale. Lo considererei un libro in stile Marie Kondo che invece di mettere ordine ti aiuta a ordinare il tuo cuore e la tua mente.
Non è uno di quei "libri da leggere una volta nella vita" ma è uno di quei libri da leggere se volete una coccola, se amate la musica e il pianoforte.
Bellissimo, sia per chi suona, sia per chi non suona. É un viaggio mistico di piccole pillole di saggezza, per coloro che suonano, ma in realtà per tutti. La musica è anche un suono della natura che ci ronza in testa, dobbiamo ricordarlo, assaporarlo e andargli incontro, verso quel mondo di immensità e magia. Il Maestro Allevi ce lo ricorda in ogni capitolo, senza mai far pesare niente. Un manuale, un sogno, un consiglio per ricordarci che tutto è musica e che i sentimenti possono aiutare se lasciati fluire in essa, ma bisogna dosarli, come la forza nel premere i tasti bianchi e neri.
Il regalo perfetto per un ragazzo che ha appena iniziato a suonare il pianoforte. Tuttavia Allevi, grandissimo pianista che ammiro, non si può dire essere uno scrittore altrettanto bravo. Di certo penalizzato da esigenze editoriali di scrivere massimo 2/3 pagine a capitolo, l'autore ha dovuto soffocare la complessità dei suoi pensieri, pur molto articolati. Non mancano spunti poetici molto interessanti, ma prevalgono quelli trattati in modo superficiale, un po' troppo sbrigativo. Carini gli aneddoti sulla sua carriera da pianista.