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La nuova manomissione delle parole

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Rosa Luxemburg diceva che chiamare le cose con il loro nome è un gesto rivoluzionario. In un'epoca come la nostra, quando la democrazia vacilla e la sfera pubblica deve contenere i canali labirintici dei social, l'uso delle parole può produrre trasformazioni drastiche della realtà. Attraverso il linguaggio si esercita il potere della manipolazione e della mistificazione. Perciò le parole devono tornare a aderire alle cose. Manomissione, certo, significa danneggiamento. Ma nel diritto romano indicava la liberazione degli schiavi. Questo libro si misura con tale ambivalenza: del nostro linguaggio indica le deformazioni, ma anche la possibilità delle parole di ritrovare il loro significato autentico. È la condizione necessaria per un discorso pubblico che sia aperto e inclusivo. La manomissione delle parole era apparso nella sua prima edizione undici anni fa. Era un'altra epoca e, allo stesso tempo, era l'inizio di questa epoca. Il linguaggio era quello dell'ascesa di Berlusconi, che è divenuta la premessa di nuove manomissioni. Perciò il testo è stato storicizzato e aggiornato, con le nuove torsioni della lingua prodotte dall'avanzata populista. Sono sei i pilastri del lessico civile che questa guida anarchica e coraggiosa riscopre: vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta, popolo. A partire da queste parole chiave Gianrico Carofiglio costruisce un itinerario profondo e rivelatore attraverso i meandri della lingua e del suo uso pubblico. In un viaggio libero e rigoroso nella letteratura, nell'etica e nella politica, da Aristotele a Bob Marley, scopriamo gli strumenti per restituire alle parole il loro significato e la loro potenza originaria. Salvare le parole dalla loro manomissione, oggi, significa essere cittadini liberi. Le parole, nel loro uso pubblico e privato, sono spesso sfigurate, a volte in modo doloso, altre volte per inconsapevolezza. Un libro politico che segnala le ferite del nostro linguaggio, ma indica anche le strade possibili della sua liberazione.

160 pages, Paperback

First published November 4, 2021

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About the author

Gianrico Carofiglio

58 books1,056 followers
Gianrico Carofiglio (born 1961) is a novelist and former anti-Mafia judge in the Italian city of Bari. His debut novel, Involuntary Witness, was published in 2002 and translated into English in 2005 by Patrick Creagh and published by the Bitter Lemon Press, and has been adapted as the basis for a popular television series in Italy. The subsequent novels were translated by Howard Curtis.

Carofiglio won the 2005 Premio Bancarella award for his novel "Il passato è una terra straniera". He is also Honorary President of The Edinburgh Gadda Prize which celebrates the work of Carlo Emilio Gadda.
The Past is a Foreign Country is the English language title of the 2004 novel Il passato è una terra straniera. It won the 2005 Premio Bancarella literary award. It has been translated into English.

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171 (39%)
3 stars
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37 (8%)
1 star
14 (3%)
Displaying 1 - 30 of 46 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,065 reviews629 followers
December 8, 2021
Ho letto “La manomissione delle parole” nel 2014, incuriosita dal titolo del libro comprato con gli sconti outlet su ibs.
Allora scrivevo questo

https://www.goodreads.com/review/show...

Dopo undici anni dalla prima pubblicazione, Carofiglio rivede l’edizione e aggiunge dei paragrafi.

Ho riletto questo compendio/saggio di Carofiglio dopo aver assistito all’incontro con l’autore a più libri più liberi

https://twitter.com/ventaglip/status/...

Rispetto al 2014, la mia comprensione del testo è stata diversa, perché ho letto alcuni dei testi citati da Carofiglio che all’epoca non avevo ancora letto. E poi soprattutto perché rispetto ad allora mastico un po’ più di diritto, sia per gli studi che nel frattempo ho fatto sia per la carriera intrapresa.


«Tutto cambia, nulla cambia.»
Se undici anni fa il male era Berlusconi, oggi il male è ancora quel populismo figlio di quegli anni: allora Berlusconi fece un uso personale della legge (si vedano il Lodo Alfano e il Lodo Schifani, che furono scorretti nella forma, nella sostanza e nell’applicazione). Ma non è così ancora, in alcune leggi che non sempre sono scritte correttamente?

Occorre ritornare alla parola esatta, perché un parlare scorretto fa male alle anime.

“Socrate, negli ultimi istanti della sua vita, raccomanda a Critone: “Tu sai bene che il parlare scorretto non solo è cosa per sé sconveniente, ma fa male anche alle anime”. E tuttavia il “parlare scorretto”, la progressiva perdita di aderenza delle parole ai concetti e alle cose, è un fenomeno sempre più diffuso, in forme ora nascoste e sottili, ora palesi e drammaticamente visibili.”

Dobbiamo ridare senso alle nostre parole ed andare SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE alle fonti, per smascherare chi ci tende tranelli, usando le parole in modo scorretto e tendenzioso.

“Le nostre parole sono spesso prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole. Le abbiamo rese bozzoli vuoti. Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle.
Nei nostri seminari chiamiamo “manomissione” questa operazione di rottura e ricostruzione. La parola manomissione ha due significati, in apparenza molto diversi. Nel primo significato essa è sinonimo di alterazione, violazione, danneggiamento. Nel secondo, che discende direttamente dall’antico diritto romano (manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato), essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.
La manomissione delle parole include entrambi questi significati. Noi facciamo a pezzi le parole (le manomettiamo, nel senso di alterarle, violarle) e poi le rimontiamo (le manomettiamo nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati).
Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie”
Profile Image for Il pesciolino d'argento.
162 reviews25 followers
November 9, 2021
Recensione completa qui👇
https://www.ilpesciolinodargento.it/l...

Impreciso, facilone, wikipediano, simile a una tesi universitaria: è il solito saggio di Carofiglio. Solo che stavolta è più solito del solito, perché è lo stesso saggio pubblicato una decina d'anni fa. Proprio lo stesso, ma con qualche piccola aggiunta... decisamente evitabile.
Profile Image for Martina Valentino.
122 reviews7 followers
June 20, 2024
Gianrico Carofiglio redige un vero e proprio atto di ribellione contro una politica che fa deliberatamente un cattivo uso delle parole, o meglio, un uso orientato al raggiungimento di obiettivi meschini e discutibili. Analizzando l'importanza della scelta appropriata delle parole dapprima in generale e poi focalizzandosi sul significato specifico di alcuni tra i termini più frequentemente usati in modo improprio, l'autore sottolinea come l'ars oratoria dei politici sia ancora oggi uno strumento di inganno nei confronti del popolo. Attraverso esempi relativi all'era berlusconiana e salviniana, viene delineato uno scenario di contraddizioni, dove la manomissione e l'abuso del linguaggio regnano sovrani.

5. ⭐️
Profile Image for Raffaele Trerotola.
35 reviews1 follower
April 25, 2024
Carofiglio afferma in un passo che la parola più difficile da imparare ad usare è "No", ma non in questo caso. Un grande no per questo saggio che vuole affrontare questioni linguistico-semantiche con gran fare filosofeggiante. Apprezzo lo sforzo, efficace la scrittura, ma lasciamo questo lavoro ai linguisti.
Profile Image for Lezli Ndreca.
38 reviews3 followers
March 30, 2022
Se dovessi indicare un libro che non dovrebbe mancare nelle librerie di qualsiasi persona, sarebbe questa "antologia anarchica", come la definisce Carofiglio. Le parole non sono solo il mezzo tramite il quale comunichiamo, sono lo strumento che ci permette di definire la nostra rappresentazione del mondo, e quindi anche di costruirlo e trasformarlo. Affrontando temi quali la giustizia, la ribellione, il popolo, ma anche concetti come la vergogna, la bellezza, la scelta, Carofiglio fa luce sulle pratiche di buon governo e di cittadinanza attiva e cosciente. Punta il dito contro la nostra classe politica, la cui retorica, ridottasi a slogan populisti, parolacce e insulti, ne dimostra la decadenza. Ed è in questi contesti che dobbiamo prestare maggiore attenzione alle parole, a riconoscerne gli abusi e le manomissioni. Le parole sono lo strumento politico più sottovalutato, e pertanto quello più pericoloso. Bisogna diffidare da chi si appella al patetismo e alle emozioni elementari, da chi rifiuta il dubbio e il confronto con altri punti di vita, da chi si dichiara infallibile e depositario della verità, da chi si presenta come Salvatore del “vero popolo” e inveisce contro nemici immaginari (le élite corrotte, gli immigrati). E' nostra responsabilità ribellarci, non nel senso di un narcisistico rifiuto delle regole, ma come resistenza all'obbedienza cieca, alla repressione, all uniformità. Il virus che dobbiamo eradicare è quello dell’indifferenza: “ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico può generare, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti.” Spesso crediamo di esserci lasciati il fascismo alle spalle, ma non dobbiamo sottovalutare che una deriva totalitaria non è mai troppo lontana da quella populista.
Profile Image for Soobie is expired.
7,183 reviews134 followers
July 21, 2022
Era partito bene poi, quando comincia a concentrarsi sulle parole, divente un po' troppo filosofico.

Qualche tempo fa Aldo Grasso ha scritto un pezzo su un programma di Raitre in cui c'era Carofiglio. O la presentava addirittura lui, non so. Non l'ho visto. Scrive Grasso:
Sere fa, su Rai3, Gianrico Carofiglio, l’esponente più eminente della woke tv (la tv dei giusti, dei corretti, dei migliori) discuteva di impegno con Walter Siti e Stefano Massini. La tv intelligente è sempre più simile alle vacanze intelligenti, il fallimento di una prova nell’emulare un modello «alto». I tre, infatti, si misuravano sull’altezza della loro cultura (citazioni, controcitazioni, riferimenti, richiami), come fosse una gara a dimostrare chi avesse il sapere più lungo.

Grande stupore da parte mia perché Walter Siti è stato a lungo un autore televisivo e confidente di Alda D’Eusanio (chissà cosa ne avrebbe detto il «suo» Pasolini!), ha scritto un romanzo sulla tv spazzatura, perché Stefano Massini è ospite fisso di Formigli e ha fatto della narrazione (parola che ormai mette i brividi) la sua cifra espressiva e invasiva, perché anche Carofiglio ha sempre un libro da presentare in tv. Sul finale pure Lella Costa ha messo il suo bel carico di Impegno, con la i maiuscola. Per tutta la durata del programma notavo come si stesse creando una divaricazione irreparabile fra comunicazione letteraria di élite (in senso lato) e una comunicazione letteraria di massa. Possibile che Carofiglio non abbia mai visto «Match» di Alberto Arbasino, imparando a fare un passo indietro, a non voler primeggiare a tutti i costi? Non lo so, so solo che era uno di quei casi in cui l’onnipotenza visiva si combina con l’impotenza di fatto.
Leggere questo libretto mi ha fatto tornare in mente l'articolo.

Perché è veramente un gioco di citazioni. C'è di tutto dentro. Da Primo Levi a Blaise Pascal; il Faust di Goethe e Hitler; Nadine Gordimer e Obama... Almeno Carofiglio traduce tutto in italiano, cosa non scontata visto che la maggior parte degli intellettuali dà per scontato che i loro lettori sappiano leggere francese, inglese, latino, tedesco...

Altro complimento, le note... Precisissime. Complimenti alla curatrice.
Profile Image for Olga_quokka.
4 reviews
August 30, 2024
“La parola può dunque fare forma all’esperienza raccontandola e a volte manipolandola, ma può, anche, definire il mondo in termini nuovi e pertanto generare il progresso”

Libro utilissimo per linguisti e non, fornisce nuovi e interessanti chiavi di lettura della realtà sociolinguistica nella quale ci muoviamo✨
Profile Image for Pasquale Dibenedetto.
4 reviews1 follower
April 11, 2022
Un saggio molto leggero sulle parole, un percorso che considera il loro impiego nella comunicazione e nella vita di tutti i giorni. Perché, come afferma l’autore: “Immaginare un linguaggio significa, sempre, immaginare una forma di vita”.
Profile Image for Andrea.
18 reviews
May 23, 2025
Ho assegnato 3 stelle, ma potrebbero essere meno. Il fatto è che il libricino (non un saggio, né un manifesto politico, né una riflessione filosofica, come dice lo stesso autore) si è rivelato, in forma e contenuto, assai diverso da ciò che mi attendevo. Carofiglio lo ha definito “un gioco”; ne ho preso atto, sono stato al gioco, ma ho trovato comunque tanti, troppi passaggi, più simili proprio a riflessioni filosofiche e morali; il che un po’ mi ha annoiato. A tratti il testo rischia persino di sfociare nella retorica. Tantissime, poi - forse eccessive - le citazioni, anche se questo intento è dichiarato nell’epilogo.
Ho invece apprezzato le parti in cui l’ex magistrato esemplifica la manomissione delle parole attraverso esempi della sfera giuridica e processuale. In questo, inutile dirlo, dà il meglio di sé.
Profile Image for Silvia Sacripanti.
3 reviews2 followers
November 27, 2021
Come diceva andreacamilleri: "𝐋𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐥𝐥𝐨𝐭𝐭𝐨𝐥𝐞 𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨".
E proprio su questa convinzione si sviluppa l'ultima fatica di gianricocarofiglio: "La nuova manomissione delle parole", edita feltrinelli_editore.
Si tratta di una seconda edizione perché il libro era apparso nel 2010.

🖊️Che cosa significa "manomissione"?
"La parola 𝑚𝑎𝑛𝑜𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 ha due significati, in apparenza molto diversi. Nel primo significato essa è sinonimo di alterazione, violazione, danneggiamento. Nel secondo, che discende direttamente dall'antico diritto romano (manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato), essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione".

Il libro, che viene definito dallo stesso scrittore un "atto politico", è strutturato proprio in modo da mettere a fuoco entrambi i momenti, infatti in quarta di copertina possiamo leggere: "[...] Un insostituibile libro politico che segnala le ferite del nostro linguaggio ma indica anche le strade possibili della sua liberazione".

I primi cinque capitoli fanno un po' da premessa a una sorta di esperimento su carta che Carofiglio fa con la scelta di alcune parole prese dal linguaggio comune e gravemente svuotate. L'esperimento deve avere come obiettivo quello di rendere queste parole di nuovo piene: ovvero "pistole cariche", secondo l'espressione di un filosofo francese.
La parola che mi ha colpito di più è ribellione, cap. 8, che trovo molto attuale visto il periodo che stiamo vivendo di grande fermento sociale per via dell' "infame tessera verde" etc... In particolare ho apprezzato le citazioni (e vi avverto ce ne sono tantissime! La bibliografia è imponente!) tratte da alcune opere di albertcamus, in particolare Carofiglio nomina L'uomo in rivolta e I Taccuini, che voglio leggere assolutamente!
Profile Image for Marina.
334 reviews3 followers
March 30, 2024
Dopo aver letto la prima versione di questo libro, ho voluto leggere anche questa seconda (per capire le modifiche attuate). Nel saggio l’autore sviluppa un discorso generale sull’uso e la manomissione delle parole, soprattutto nel contesto politico e sociale. Rispetto alla prima edizione i riferimenti alla politica interna italiana sono stati attualizzati (ci sono meno riferimenti a episodi concernenti Berlusconi e ci sono alcune citazioni di politici di più recente insediamento, come Salvini). A tal proposito pensavo si andasse più in profondità sull’uso delle parole nella nuova ondata di politica di destra, ma i riferimenti sono contenuti. La seconda parte del libro illustra nello specifico più parole (vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta e popolo). Quest’ultima (popolo) è stata aggiunta rispetto all’ultima edizione e porta una riflessione sul significato che viene attribuito a questo concetto e a cosa lo differenzia dalla parola "comunità”. Un saggio scritto molto bene e con un apparato bibliografico curato.

"Il concetto frattale di comunità tiene insieme le uguaglianze e le differenze, le uniformità e le dissonanze.è un concetto attraverso il quale si può praticare un’idea non retorica di progresso, di solidarietà, di convivenza, di rispetto delle differenze.di cura e di ricerca della felicità."

⭐️⭐️⭐️1/2-⭐️⭐️⭐️⭐️
Profile Image for Silvia91_ac.
166 reviews13 followers
June 26, 2025
Mentre leggevo questo libro mi sono tornate alla mente le parole della canzone di Mengoni: "amabili parole che ho pronunciato prima che fossero vuote e stupide".
Il lavoro di Carofiglio un po' ricorda una destrutturazione delle parole troppo usate, "vuote e stupide" per ricreare il loro significato. Questo gioco in particolare viene molto messo in campo dalla politica che per quanto votata al bene comune spesso (sempre più spesso negli ultimi anni) manipola le parole a proprio uso e piacere. I brevi capitoletti ne analizzano alcune.
Forse e dico forse, dovremmo iniziare anche noi comuni cittadini a ripensare i termini che usiamo, a come li usiamo per provare a destrutturare una lingua sempre più violenta e portarla (o riportarla) alla gentilezza. È difficilissimo da applicare, ma possiamo provare a creare una nuova manipolazione delle parole anche noi.
Profile Image for Roberta Tabanelli.
58 reviews3 followers
June 21, 2022
Ben scritto, con idee interessanti sul significato e l'uso di una serie di parole - vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta, popolo.

Cito due di vari pezzi che ho segnato a margine:

"La ribellione è il contrario dell'obbedienza ottusa, a ogni costo, della rassegnazione all'ingiustizia, all'iniquità, allo squallore. È capacità di esercitare il ripudio - dell'ingiustizia, dell'iniquità, dello squallore - che è sancito anche dalla Costituzione. Ribellione è responsabilità, autonomia, affrancamento. È rimedio contro la bruttezza, l'umiliazione, la perdita di dignità. La ribellione è la via per la bellezza." (p. 82)

"Scelta è il contrario di rinuncia, di conformismo e di vigliaccheria. Scelta è il contrario di vergogna. Scelta è il contrario di indifferenza" (p. 92).
Profile Image for Desirée Pascali.
17 reviews
June 13, 2023
Personalmente, non credo aggiunga molto rispetto alla prima edizione (nei fatti, di diverso ci sono letteralmente solo una prefazione in più e un capitolo extra, di 6 pagine scarse) e se uno ha già letto/possiede già la precedente, credo non sia il caso di spendere soldi per questa seconda versione. I discorsi sono veramente sempre molto astratti, quasi volessero essere più una sorta di discussione che strizza l'occhio alla filosofia, e molto poco pratici. Con essenzialmente un paio di esempi concreti, veramente non di più. Di nuovo, parere personale ma credo che la mancanza di esempi concreti, pratici renda molto (inutilmente) complessa la comprensione del punto di vista dell'autore e faccia perdere tanto di efficacia la capacità comunicativa del libro.
Profile Image for Seri_chervant .
123 reviews1 follower
January 7, 2023
In questo mini saggio o "gioco" (definizione dell'autore) Carofiglio ci porta in un viaggio attraverso le parole, i loro significato e le manipolazioni a cui sono andate in contro nel tempo. Un libro politico, apertamente di parte, ma che fa riflettere. Come usiamo alcune parole come popolo o bellezza? È il modo giusto? Quanto potere hanno le parole nella vita di tutti giorni? Sinceramente a me é piaciuto, soprattutto perché é uno di quei libri che puoi leggere one shot (non pesante, scrittura chiara e precisa) oppure puoi leggerlo in maniera frammentata senza che questo ti rovini la lettura. Io lo consiglio👍🏼
Profile Image for Beatrice.
72 reviews
December 19, 2024
Questo libro è prima di tutto un manifesto politico per la democrazia, per la libertà e l'uguaglianza, e contro le più recenti derive anti-democratiche, anti-liberali e anti-egualitarie.
È anche un bel ripasso degli avvenimenti politici in Italia del primo decennio degli anni 2000, e un'analisi acuta delle componenti demagogiche e manipolatorie dei discorsi politici a cui siamo esposti quotidianamente.
È, infine, una riflessione storica sul significato delle parole e dei principi che fondano le basi della società moderna come la conosciamo (o come dovremmo conoscerla).

Una lettura interessante, con cui concordo per un bel 80/90%.
Profile Image for Maxim.
38 reviews1 follower
January 2, 2022
Premetto di non aver letto la prima edizione di questo saggio, ma credo che questa edizione sia semplicemente più attuale, con riferimenti ad eventi avventi neglu ultimi mesi.
Questo è un saggio, anzi un manifesto politico.
Ovviamente la visione dell’autore è quella di un uomo di sinistra, il quale si interroga su come lo straniamento delle parole dal loro originale significato abbia trasformato e manomesso la politica italiana e mondiale. Una manomissione messa in atto da diverse forze politiche e diversi individui per il proprio tornaconto politico e personale.
Questo libro va letto.
Profile Image for Erica.
19 reviews
August 10, 2024
Il libro ha del potenziale che secondo me non è stato espresso appieno. Trovo che parlare solo in termini politici della manomissione delle parole come: “vergogna”, “popolo”, “scelta”, “bellezza”, “ribellione”, “giustizia” sia semplicemente accennare la tematica e toccarla vagamente. Il tema sulla manomissione delle parole è piuttosto importante, peccato che sia stato strizzato e costretto ad un mero ambito, peccato che sia stato relegato a 6 parole. Dato l’aspetto fondamentale della tematica, credo fosse doveroso affrontarla ben più ampiamente, così renderle giustizia e al contempo, darle completezza.
L’elemento positivo di questa lettura, tuttavia, è che ti induce a leggere i testi menzionati in essa, giacché questa si fonda su altri libri. La curiosità nel voler sondare, conoscere altro è la forza della conoscenza e allo stesso tempo di questo libro.
Profile Image for Alberta.
48 reviews
September 22, 2024
Il libro non è, come l'autore stesso ammette serenamente, un saggio. Lo trovo, più che altro, un brainstorming con sé stessi, un diario, un collage di riflessioni di chi scrive, che hanno stimolato ricerche, associazioni, ulteriori considerazioni. È un libro molto personale, una associazione di congetture connesse dal tema della vita pubblica, della parola, ma tra loro autonome tanto da poter apparire slegate.
Si tratta di un libro leggero, sfizioso.
Profile Image for Cristian Cerrone.
53 reviews1 follower
April 10, 2024
Carofiglio si allontana dalla sua zona di comfort e scrive un saggio sulle parole?? L'autore nell'epilogo ci dice che questo libro <>. che <>, ma << un gioco personalissimo>>. Io, così come lui, credo che effettivamente sia un gioco. Molto interessante per alcuni, per gli appassionati di lingua e linguistica magari, ma non per me.
Not my cup of tea.
Profile Image for Antonio Parrilla.
747 reviews29 followers
December 6, 2021
Certe cose è meglio dirle, ripeterle, ribadirle e sottolinearle.
Tre stelle, ma solo per la sensazione di deja vu: i concetti esposti ne meritano 5.
Profile Image for Luca malagoli.
131 reviews3 followers
December 24, 2021
L’usuale chiarezza di Carofiglio, che ti porta a leggere quel che pensi scritto bene. Con diversi suggerimenti bibliografici molto interessanti. Da leggere
Profile Image for Ciomma.
98 reviews1 follower
January 3, 2022
Davvero profondo e interessante, le riflessioni sono incredibilmente attuali e stimolano molto la riflessione personale
Profile Image for Martina.
86 reviews
February 14, 2022
Un capolavoro composto da parole utilizzate, inserite ed intrecciate magnificamente e alla perfezione.
Che Carofiglio fosse un abile scrittore si sapeva, ma questo libro ha ampiamente giustificato questo titolo.
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