Da laureata in storia dell'arte, mi piace alternare alle mie letture di piacere delle letture "di settore"; questo è stato sul mio comodino per un bel po', e non perché fosse noioso, anzi, solo che ho dato priorità ad altre letture.
Conosco lo stile di Isman grazie alla rubrica che cura su Artedossier, e l'ho ritrovato, snello, a tratti quasi ironico e pungente, anche in questo saggio.
Il tema dei furti d'arte mi ha sempre affascinato, avevo già letto qualcosa all'università e conoscevo alcuni fatti, ma è stata comunque una lettura molto formativa, anche perché l'autore tratta l'argomento da ogni punto di vista. I miei capitoli preferiti: quelli relativi ai furti illustri commessi da Napoleone, Hitler e la mafia.
Molto bello l'apparato iconografico, la maggior parte delle opere citate ha la sua riproduzione fotografica, ma credo che più interessanti ancora siano le foto d'epoca, ad esempio quella con i Monument's Men.
Lettura godibile e interessante, la consiglio vivamente.