Due racconti iconici dell’universo lovecraftiano, impregnati delle suggestioni di un mostro sacro del brivido. I ratti nei muri (The Rats in the Walls, pubblicato per la prima volta nel 1924 sulla rivista “Weird Tales”) vede l’unico erede dei Delapore rinverdire i fasti di Exham Priory, la tenuta di famiglia sita in Inghilterra. Un luogo che però ingloba terribili segreti tutti da scoprire. Il richiamo di Cthulhu (The Call of Cthulhu, prima pubblicazione su “Weird Tales” nel ’28) è invece la ricostruzione di un antico culto che manifesta i propri intenti attraverso i sogni. Il fulcro del credo è Cthulhu, creatura raccapricciante e potente, pronta a risvegliarsi dal suo lungo sonno nella città sommersa di R’lyeh.
Howard Phillips Lovecraft, of Providence, Rhode Island, was an American author of horror, fantasy and science fiction.
Lovecraft's major inspiration and invention was cosmic horror: life is incomprehensible to human minds and the universe is fundamentally alien. Those who genuinely reason, like his protagonists, gamble with sanity. Lovecraft has developed a cult following for his Cthulhu Mythos, a series of loosely interconnected fictions featuring a pantheon of human-nullifying entities, as well as the Necronomicon, a fictional grimoire of magical rites and forbidden lore. His works were deeply pessimistic and cynical, challenging the values of the Enlightenment, Romanticism and Christianity. Lovecraft's protagonists usually achieve the mirror-opposite of traditional gnosis and mysticism by momentarily glimpsing the horror of ultimate reality.
Although Lovecraft's readership was limited during his life, his reputation has grown over the decades. He is now commonly regarded as one of the most influential horror writers of the 20th Century, exerting widespread and indirect influence, and frequently compared to Edgar Allan Poe. See also Howard Phillips Lovecraft.
Non il mio genere, ho provato a leggere qualcosa di leggero dopo la Morante ma non mi ha preso. Sarà anche colpa della traduzione, ma secondo me è invecchiato male. La tematica della scienza come rivelatrice di mondi nascosti e spaventosi mi ha dato la sensazione di leggere un libro scritto da un novax cinquantenne medio.
«Chissà quale sarà la fine? Ciò che è sorto affonderà, e ciò che è affondato dovrà sorgere. Abomini sono in attesa e sognano nel profondo, e la corruzione si diffonde, tra le instabili città degli uomini»
Entrambi i racconti mostrano le caratteristiche tipiche dell’autore horror-fantascientifico e vedono sullo sfondo la cosmogonia da egli creata, in cui a causare incubi non sono le solite creature terrestri ma bensì mostri che fuoriescono dalle più recondite profondità dello spazio.
I ratti nei muri può essere considerato uno dei primi racconti del Ciclo di Cthulhu. Sebbene, infatti, appaia come un normale racconto horror su una vecchia magione che sembra nascondere verità oscure e indicibili, in cui i ratti sono inizialmente i protagonisti, sul finale si ricollega alla mitologia e al culto di uno degli Dei Esterni del pantheon ideato dall’autore.
Il richiamo di Cthulhu, invece, segna l’inizio del Ciclo di Cthulhu poiché è il primo racconto in cui appare il Dio. Il racconto può essere considerato una sorta di prima infarinatura al Mito, per capire da dove nasce e come si è poi diffuso sulla terra. La narrazione è divisa, infatti, in tre capitoli e in tre avvenimenti diversi: nel primo il protagonista scopre, attraverso l’eredità dello zio appena morto, le prime notizie sul mito, nel secondo conosce un ispettore che, una ventina di anni prima, aveva condotto un’operazione contro gli adepti del culto, e nel terzo incontra un marinaio che è stato sull’isola R’lyeh e ha conosciuto l’orrore.
Entrambi questi racconti presentano le tematiche care all’autore, come la conoscenza proibita che poi conduce alla pazzia, l’ineluttabilità del destino nelle vicende umane e il pessimo cosmico. In entrambe le storie i protagonisti sono antieroi, manovrati da forze più potenti, e destinati ad un finale tragico e terrificante.
I due racconti sono perfetti per iniziare a conoscere l’universo lovecraftiano e per lasciarsi trascinare dal fascino del suo pensiero.
Due racconti. Il primo, i ratti nei muri, mi è incredibilmente piaciuto! A forma di climax verso una vetta inaspettata è riuscito ad inorridirmi ma allo stesso tempo a divertirmi. Mentre i secondo racconto l’ho trovato interessante ma un poco prolisso. Mentre nella prima parte preannunciava una trama molto particolare, con il procedere della lettura l’ho trovato piuttosto prevedibile.
È un libro molto razzista, il che però ha perfettamente senso: nei racconti di Lovecraft la paura dell'Alterità raggiunge livelli cosmici, assoluti. Coglie in modo allucinato, caotico, a tratti poetico una paura radicata nell'animo umano, quella di tutto ciò che è diverso dal sé, che è esterno, estraneo, straniero, alieno. Detto questo, ho faticato a leggere alcuni passaggi, perché il disprezzo accanito con cui trattava i suoi personaggi non bianchi era abbastanza disturbante.
I appreciated this book, even if some parts are boring. Maybe it is the way it's written or the translation, but I didn't enjoy it as I expected. The rating is positive, because some parts are creepy and interesting, but some details are told in a slow way and I didn't feel the emotions.