Londra, 1986. Willam Ashcroft è un ispettore della Metropolitan Police con un passato da hippie e un grosso problema da risolvere: la serie di brutali omicidi che continua a insanguinare i cimiteri vittoriani della capitale inglese. Sulle scene del crimine sono stati ritrovati simboli esoterici e l'ipotesi di un movente occulto si fa sempre più concreta, nonostante i tentativi di William di mantenersi razionale... David Marko studia le arti occulte da anni, ma quel che sta succedendo nelle ombre più fitte di Londra è sufficiente a vincere la sua proverbiale discrezione e farlo uscire allo scoperto, per offrire il suo aiuto a William, nel tentativo di impedire che una forza tanto potente quanto minacciosa venga risvegliata dalle tenebre a cui appartiene. Tra draghi cinesi e suore esorciste, sedute spiritiche e libri antichi che svelano i segreti della magia rituale, William scoprirà l'esistenza di una Londra misteriosa che si muove tra le crepe del mondo dominato dalla logica, trovandosi di fronte a scelte che potrebbero cambiare molto più del semplice corso della sua vita. L'ispettore dovrà scegliere di chi fidarsi e da chi guardarsi le spalle, prima che l'ombra che si addensa ai piedi del grande cedro di Highgate finisca per inghiottire la città con tutti i suoi abitanti.
Chiara Strazzulla è nata ad Augusta (Sr) nel 1990. È laureata in Filologia e Storia antica e in Archeologia del mondo greco-romano. Vive a Cardiff, in Galles, dove lavora a un dottorato e insegna Storia romana. Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Gli eroi del crepuscolo (2008), La Strada che scende nell'Ombra (2009) e Il rocchetto di madreperla (2015).
Un bel libro urban fantasy, sorprendente sotto diversi aspetti. Mi resta il dubbio del voto, non so cioè se lo avrei valutato meglio avessi potuto leggerlo tutto di filato o comunque in pochi giorni, invece di essere costretto a rubare pochi capitoli per volta.
Sorprendente, dicevo, sotto certi aspetti.
Mi spiego. È un urban fantasy, siamo in epoca contemporanea (o quasi, anni ottanta), a Londra. Abbiamo maghi, con tutti i loro rituali. Abbiamo maghi stranieri, con i loro rituali stranieri. Abbiamo un caso di morti sospette in cui è coinvolta la magia, con la polizia che brancola nel buio e alcuni di questi maghi che finiscono con l'aiutare le indagini. Uno diventa addirittura un consulente, nell'occasione.
Dov'è la sorpresa?
La sorpresa sta nel fatto che l'enfasi del romanzo è sul mistero e sul caso poliziesco, piuttosto che su quanto vi gira attorno (solitamente la parte di "giallo" in queste storie è poco più di un pretesto). E nel fatto che il protagonista NON è il mago che diventa consulte. Né l'assassino (inizialmente avevo pure pensato che potesse essere il buono, magari intento a combattere contro maghi neri uccidendoli...). Il protagonista è l'ispettore che guida le indagini su questo caso.
Una persona comune, normalissima, che non sa niente di magia, non ci crede e prende chiaramente per matti i maghi (praticanti, direbbero loro) che incontra. Lui, e il suo aiutante, un irlandese beone e iper cattolico.
Sarà un lungo cammino per i due venire a patti con la realtà della magia, e fare coesistere questa dimensione con quella più materiale delle loro indagini, delle procedure, delle omissioni in centrale e dei rischi per le loro carriere (ma del resto, come spieghi al tuo capo che in realtà hai scoperto tutto, per poi raccontargli di maghi, sacrifici, immortalità ed evocazioni?).
Una bella novità quindi, sia per il punto di vista "profano" sia per il focus sulla parte poliziesca e investigativa.
Spero proprio si riveli il primo libro di una serie.
Mi è piaciuto una fracca. Tutto. Dalla prima all’ultima pagina.
L’avevo iniziato diverso tempo fa, proprio appena comprato, ma complice la fatica mentale e altre robe esenti dal romanzo, l’avevo un po’ messo da parte in favore di libri più “leggerini”. Poi l’ho ripreso e non me ne sono più staccata. Penso che questo sia uno dei pochi libri dove i personaggi, principali e secondari, mi sono piaciuti tutti. Sono caratterizzati bene, imperfetti e umani senza risultare fastidiosi. No, nemmeno Otis mi è dispiaciuto, povero cristo! Menzione d’onore a Michael, mio spirito guida durante tutta la lettura: non credevo che un mezzo fanatico religioso sarebbe mai potuto diventare il mio personaggio preferito. È un romanzo che si prende il suo tempo, cosa che apprezzo soprattutto nei mistery: sono quasi 550 pagine scritte fitte e con descrizioni oserei dire maniacali. Ed è giusto così. È il primo romanzo (che ho letto almeno) che ti spiega passo a passo le fasi di un’investigazione al pari quasi di un manuale, e l’ho trovato davvero riuscito e soprattutto utile (almeno per me che sono nel mood “giallo londinese esoterico”). Lo stile di scrittura è bello. Il ritmo è riuscito. Insomma, leggetelo. Consigliato.
«e quando guardi a lungo nell'abisso, anche l'abisso ti guarda dentro»
Ormai avrete capito che il mio genere preferito è quel perfetto mix tra mistery e fantasy, meglio se spooky, quindi non è un mistero che questo libro dovesse piacermi per forza. "Equinox", però, è l'urban fantasy investigativo che sono certa cercavate anche voi, e che diventerà presto la vostra prossima lettura preferita di quest'autunno. Lasciatemi spiegare il perché.
Innanzitutto, l'ambientazione. Ci troviamo a Londra, fine anni 80. Le strade sono fumose e oscure, l'aria umida è satura dell'odore della pioggia e delle foglie bagnate, gli edifici eleganti sono sagome buie che fanno da sfondo a vicende misteriose e non proprio ortodosse. L'autrice è bravissima a costruire descrizioni vivide, dettagliate, con uno stile ricco e particolareggiato, che sembra proprio trasportare il lettore all'interno delle pagine. In questa Londra dal sapore gotico, inquietante, piena di penombre, le scene del crimine non potevano che trovarsi nei cimiteri vittoriani, così tanto frequenti nella capitale. Questa è l'atmosfera che troverete in Equinox, ed è bellissimo già così.
La centrale di polizia è frenetica e caotica, e richiama le atmosfere confortanti di un vecchio poliziesco, nettamente in contrasto con la città lì fuori. L'ispettore William capisce subito che il caso è complesso, ma di certo non ha ancora ben chiaro quanto. Il carattere rituale degli omicidi, infatti, non può più essere ignorato ed è qui che l'ordinario inizia a scontrarsi con lo straordinario, incrinando la facciata di apparente normalità a cui i personaggi erano abituati.
Da persona appassionata di esoterismo, è risultato evidente il lavoro di ricerca effettuato dall'autrice su queste tematiche. Molti eventi ed elementi sono sicuramente romanzati, ma non è possibile parlare in questo modo di sigilli e viaggi astrali senza aver studiato adeguatamente gli argomenti, ed è una cosa che ho apprezzato molto poiché ha contribuito a rendere la narrazione ancora più realistica e solida. E, quando ti ritrovi a parlare di magia nera e organizzazioni segrete, non è certo una cosa scontata.
Un altro fattore che ho apprezzato particolarmente è la sottile ironia che permea la narrazione e il sarcasmo con cui i protagonisti si rapportano agli eventi frenetici e sempre più incredibili che capitano loro. Parliamo di poliziotti, personaggi per natura razionali, che si ritrovano, loro malgrado, a collaborare con persone che praticano la magia nel quotidiano: tutto il loro mondo basato su prove empiriche e fatti oggettivi va in pezzi e le loro reazioni sempre più esasperate e rassegnate si rivelano, per forza di cose, esilaranti. Questo sottile humor inglese aiuta a rendere i nostri protagonisti ancora più realistici, ma è solo un piccolo dettaglio nell'ottimo lavoro che fa l'autrice nel costruirli. I personaggi di Equinox, infatti, sono tutti ben delineati, credibili, complessi, e tutti loro, secondari inclusi, affrontano un percorso evolutivo che li rende ancora più ricchi e tridimensionali. Degno di nota il rapporto tra Will e Marko, complesso ma sempre più profondo mano a mano che si va avanti nella narrazione, e su cui non voglio spoilerarvi di più.
Concludo dicendo che la trama ti cattura sul serio, poiché non si ha mai l'impressione che il mistero dietro la scia di omicidi sia troppo semplice, rischiando di far calare la tensione nel lettore.
Al contrario, la tensione cresce sempre di più fino a esplodere in un finale che mi fa sperare in un secondo volume.
Tradotto: fatevi un favore e inserite questo libro nelle vostre letture autunnali.
Ringrazio nuovamente Gainsworth Publishing per la fiducia e per avermi inviato una copia digitale del libro 🐁
Il mio interesse per l'occulto non è mai stato un mistero, specialmente per quanto riguarda il patrimonio letterario creato dalle varie scuole di pensiero e quando viene amalgamato con altri generi: a questo proposito, la prima legge di Thelema creata da Aleister Crowley riportata all'inizio di "Equinox" mi aveva fatto ben sperare.
E infatti Chiara Strazzulla non mi ha delusa affatto: ci troviamo davanti a un fantathriller estremamente coinvolgente che coniuga il racconto giallo all'urban fantasy, dalla forte connotazione esoterica non solo occidentale ma anche orientale (più precisamente cinese), specie dal momento in cui entra in scena il praticante David Marko (il mio personaggio preferito insieme a Jack "Black Jack" Redding, ho un debole per i personaggi sopra le righe) nelle indagini della polizia metropolitana di Londra. William e David, appartenenti rispettivamente al mondo razionale e al mondo sovrannaturale, saranno dunque costretti a collaborare mettendo da parte ogni dubbio e divergenza, mentre l'assassino noto con il motto di Equinox semina il terrore nel sottobosco occulto di Londra.
Gli eventi si susseguono in maniera lineare seguendo gli stilemi classici del giallo e dell'urban fantasy, ma in un'ottica molto più adulta e oscura; la sottile ironia di fondo presente nella narrazione è un modo per smorzare scene al limite dello splatter e per risaltare il legame crescente tra i personaggi principali, che formano poco a poco una sgangherata squadra d'investigazione. Il focus della vicenda rimane sui cosiddetti Magnifici Sette di Londra, ovvero i cimiteri vittoriani utilizzati da Equinox come setting ideale per gli omicidi: la loro atmosfera decadente in mezzo a luci e musica tipicamente anni '80 non è solo un fattore estetico ma anche funzionale, per via di un segreto chiuso oltre i cancelli di un cimitero in particolare.
Di cosa si tratterà mai? E qual è il filo conduttore tra le vittime? Non vi resta che seguire William e Marko in questa rocambolesca avventura tra incubo e realtà, e non dimenticate di portare il vostro lamen!
Il primo pensiero che ho avuto aprendo Equinox di Chiara Strazzulla (edito da Gainsworth Publishing, che ringrazio di cuore per la copia digitale) è andato alla mia passione malcelata per Dylan Dog.
Londra anni ‘80, omicidi rituali compiuti da un assassino invisibile nei cimiteri più antichi della città, un giovane ispettore indaga aiutato da una banda sgangherata che unisce colleghi, parenti, amici ed esperti di arti magiche.
Dovete riconoscere, se siete almeno un po’ ferrati sul personaggio di Tiziano Sclavi, che qualche campanello vi possa risuonare in testa. Bene: niente di più sbagliato. Se posso dirvi in tutta onestà che ho cominciato la lettura proprio perchè incuriosita da questo ambiente ma preoccupatissima dalla prospettiva di trovare una sorta di copia letteraria del mio amato DD, l’ho terminata amando Equinox e la sua autrice.
Perchè? Tre parole: ambientazione, magia, personaggi
Londra, 80s. Una città che amo, un melting pot di pura follia che unisce tradizioni, culture e ambienti uno diverso dall’altro, che accosta i club per baronetti alle vie profumate di Chinatown e ai teatri fumosi del West End.
Insomma, un luogo che può essere decine di cose diverse e metterti a contatto con universi sconosciuti. Tutto questo traspare perfettamente in Equinox, dove l’atmosfera è proprio quella cupa e piovosa che da sempre caratterizza la capitale del Regno Unito e che si dissolve magistralmente nelle occasionali scampagnate dei personaggi fuori dal centro abitato.
Allo stesso modo, gli ambienti presenti nel romanzo sono ricchi e ben costruiti, partendo proprio dalla stazione di polizia in preda ad una frenesia di caccia al serial killer propria di fine ‘900, fino ad arrivare alle case dei singoli personaggi. In sintesi: un mondo solido e credibile.
Chiara Strazzulla coniuga sapientemente tradizioni mistiche diverse, dando vita ad una struttura occulta interessante e ben costruita.
Il contrasto tra il desiderio di potere e controllo che si percepisce nell’ambiente londinese – dove le gerarchie di Maestri e Allievi ti riportano facilmente alle tradizioni scolastiche antiche (ma anche a quel senso di elitario proprio dell’ambiente altolocato britannico) – e una magia più viscerale e più tradizionale come può essere quella cinese, è retto benissimo, e dona costantemente al lettore nuovi spunti di ragionamento.
Se dovessi riassumere il sistema magico di questo libro in una frase, userei le parole di Nietzsche:
“Chi combatte contro i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E quando guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti guarda dentro.”
Rileggendo le mie ultime recensioni mi sono resa conto di quanto mi sia lamentata dei protagonisti di (quasi) tutti gli ultimi libri che ho letto.
In questo caso voglio, anzi, esigo un applauso a scena aperta con tanto di standing ovation per Chiara, che mette in piedi un cast a mio parere eccezionale. Non un solo personaggio è lasciato indietro, sono tutti credibili, ricchi e ben definiti, ognuno inserito al proprio posto nella storia senza nessun tipo di forzatura.
William Ashcroft è tormentato, intelligente, combatte tra carriera, senso di giustizia e incredulità nei confronti di quel mondo mistico di cui non immaginava l’esistenza e che, tuttavia, produce in lui quasi un senso di assuefazione.
David Marko, studioso prima e mago poi, il sergente Michael Shelton, irlandese, cattolico, completamente a disagio nel mezzo delle vicende occulte che combatte con un crocefisso e acqua santa, e Jack Redding, attore, mistico, queer… adorabile!
Ma non solo: tutti i personaggi che affiancano il quartetto principale sono ugualmente belli. Le mie note di merito vanno alla moglie di Will, Leanne, e alle Sisters, le simpatiche suore del convento di campagna che nascondono anche loro un buon fair share di segreti.
Due piccoli bonus: La copertina, che riassume il libro in modo assai efficace.
Il rapporto tra Will e Marko: costantemente in bilico tra repulsione e attrazione, costruito per essere inconcluso ma allo stesso tempo profondo e dall’evoluzione credibile. Davvero bello.
Ho letto diverse recensioni di questo libro, generalmente positive ma piagate dal fatto che fosse “troppo più mystery che fantasy” per i lettori.
Dalla mia, ben venga! Anzi, io aspetto e spero in un ritorno dell’ispettore Ashcroft e di tutta la sua compagnia per una nuova avventura.
Tolto il consueto “supportate gli autori italiani, che fa bene a voi e a loro”, Equinox è un libro che vi consiglio in tutti i modi possibili. Non fatevi spaventare dalla lunghezza – perchè si, sono più di 500 pagine – e fatevi un favore: leggetelo.
Punto di forza della storia, il mix tra il tema esoterico e il mood investigativo del thriller. Una caccia all'assassino che costringerà l'ispettore Will Ashcroft a collaborare con praticanti dell'Occulto e a rivedere il suo concetto di "realtà" «È un mondo che funziona in quel modo. Esiste così, sotto la superficie. Quando affiora, lo si affronta. Quando non affiora, si ringrazia di non riuscire a vederlo.», ci dice Jack - amico e consigliere di Will. Rituali, giochi di equilibri tra Forze, la curiosità di squarciare il velo e di accrescere il proprio potere e una scia di cadaveri da giustificare, sono questi gli elementi che dominano una storia che dimostra di saper giocare con originalità con l'esoterismo.
Dall'ispettore Will al sergente Michael Shelton, amico e fidato collaboratore, o l'inarrestabile Otis, passando per gli esponenti del Mondo Occulto londinese - David Marko su tutti, ma anche Jack e i coniugi Ferrer: ognuno di loro è tratteggiato con dovizia, creando un pittoresco gruppo di protagonisti da far emergere con naturalezza dalle pagine. Data la natura stessa della storia, possono rientrare nella categoria dei personaggi grigi, ma a ben vedere, il loro comportamento imperfetto non è altro che un sintomo della loro tridimensionalità. Impossibile non sentire un senso di vuoto nel salutarli sul finale.
Chiara Strazzulla intesse una narrazione scorrevole, avvolgente, che travolge fin dalle prime pagine e che sa distinguirsi dal contemporaneo panorama editoriale italiano. Strazzulla fornisce descrizioni pulite, essenziali, riuscendo a costruire un'atmosfera gotica tangibile. Londra battuta dalla pioggia e i Maginifici Sette (cimiteri storici di Londra) diventano il teatro perfetto in cui far muovere le pedine, in un gioco di rincorse all'ultimo respiro capace di tenere svegli non solo l'Ispettore Ashcroft ma anche il lettore. Un crescendo tensivo che evolve in una resa dei conti gestita con enorme capacità.
🌹Londra. Uggiosa e gotica Londra di fine anni ottanta. Mettiamo il caso che voi siate un brillante detective a cui è stato assegnato un caso di omicidi davvero ostico. Nessuna pista. Tutto tace. Mettiamo il caso poi che ad un tratto ci sia una flebile traccia. La seguite impazienti. Questa traccia però vi porterà nel cuore di una Londra misteriosa. Società antiche. Maghi neri. Ev0cazioni. Ritu4li. Mettiamo il caso che voi siate scettici e il vostro sottoposto invece porti una collana di S.Cristoforo da consultare con un tocco reverenziale ad ogni parola es0ter1ca che esce fuori dalle indagini. Ecco, questi, e molti di più, sono gli ingredienti di Equinox. Un thr1ller fantasy che vi terrà incollati alle pagine finché il caso non sarà risolto.
🌹I personaggi sono davvero pazzeschi e sono tanti. Caratterizzati molto più che bene. William e Michael, amici e colleghi, incaricati di fare luce sugli omicidi. Tra i poliziotti ho amato il solerte Otis, che con una certa determinazione e puntigliosità esegue gli ordini più improbabili. Tra il gruppo degli esoterici invece David Marko e Jack hanno sicuramente la meglio. Il primo è permeato da un fitto mistero che nemmeno alla fine del romanzo il lettore riuscirà a decifrare del tutto. Il secondo, invece, cabarettista, è l'amico irriverente che tutti vorremmo al nostro fianco: intelligente, sarcastico e perspicace.
🌹La scrittura di Chiara è tagliente e precisa. La sua penna è nata per scrivere storie come Equinox. Le descrizioni le ho trovate un po' troppo prolisse per i miei gusti.
🌹Il finale dall'aria leggermente incerta mi è piaciuto molto.
🌹Una volta scoperto il lato 0scuro di Londra, come si fa a tornare a vivere come prima❓️Dopo aver visto il m4le, dopo aver visto l'Abisso, in cui persone assetate di potere e conoscenza non esitano a saltarvi dentro, come si fa a dormire tranquilli❓️ Io non esiterei a portarmi dietro una fiaschetta di acqua santa, come il nostro amico Michael.
Urban fantasy, giallo, italiano = ottimi presupposti e alte aspettative!
Il romanzo è ambientato a Londra negli anni '80; una Londra gotica, misteriosa e inquietante descritta fin nei minimi particolari (troviamo spesso descrizioni minuziose dei vicoli, dell'atmosfera e degli ambienti) ma che non rallenta la lettura, e lo dice una che odia le descrizioni prolisse. Il protagonista è un investigatore che indaga su dei casi di omicidi che stanno avvenendo, sempre più frequentemente, nei "Magnifici Sette"; i cimiteri vittoriani londinesi. Già qui l'interesse è salito alle stelle perchè amo i gialli/mistery e adoro le ambientazioni gotiche. Insieme al protagonista conosciamo altri personaggi, tutti con un ruolo specifico nella storia grazie ai loro caratteri e le loro peculiarità e anche qui l'autrice ha fatto un ottimo lavoro di caratterizzazione, a mio avviso.
Magia nera? Alchimia? Mondo parallelo? Setta religiosa? Durante la lettura le ipotesi che si fanno strada sono molte e ogni pista sembra essere quella definitiva, ma in realtà non arriviamo alla risoluzione del caso fino ai capitoli finali.
Equinox è un bel mattoncino che ho avuto il piacere di leggere quest'estate ma credo che in realtà sia perfetto per il periodo autunnale per via delle ambientazioni che ci catapultano proprio tra le strade di Londra.
Unica pecca è che forse in alcuni capitoli la storia sembra andare un po' per le lunghe e lì ho fatto fatica ad andare avanti ma alla fine non me ne sono pentita. E' stato un libro che ha fatto il suo dovere: mi ha tenuto compagnia e lo consiglio agli amanti del genere.
Partiamo dal fatto che sono un'amante del thriller principalmente e qui mi sono ritrovata in un'atmosfera mista tra giallo e fantasy che mi è sia piaciuta che no. Sicuramente voglio subito consigliarlo a tutti gli amanti del fantasy perché qui c’è magia, c’è mistero e ci sono rituali particolari che portano alla morte delle persone… insomma un mix che, se piace, risulta molto esplosivo! Premetto che nel complesso non è un libro malvagio, è ben studiato nei dettagli e nelle dinamiche, è anche abbastanza scorrevole, ma — purtroppo — non mi ha preso. Ammetto di aver faticato a finire di leggere questo mattoncino… fin dall’inizio l’autrice ci “butta” in un insieme di personaggi ben definiti ma caotici, con nomi spesso difficili da ricordare e che mi sono portata dietro fino alla fine dovendomi fermare a ragionare chi fosse chi. Mi sono scontrata con un thriller che ha vari elementi particolari e che sono strettamente legati ai rituali ed è stata una delle cose che ho apprezzato.. L'autrice è stata capace di creare un'atmosfera che rispecchia una Londra antica, una sorta di alone misterioso e intrigante. Nel complesso non è una lettura malvagia, anzi ribadisco che lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy che vogliono un tocco di giallo nelle loro letture!
Un libro avvincente e ben costruito. Sarebbe giusto dare 4,5. I personaggi sono bel delineati, la, storia è avvincente e lo stile di scrittura è piacevole. L'ambientazione è affascinante: con me sfonda una porta aperta, dato che amo Londra. Unico apsetto negativi: non è ben chiaro, alla fine, cosa facciano i "praticanti", che poteri abbiano; e viene un sottolineato un po' troppo spesso che si tratta di un'indagine eccentrica (il protaginsta dirà tra se almeno 20 volte che quello che sta facendo non è regolare, in tante diverse accezioni). Indubbiamente una bella scoperta e un libro da consigliare.
Lettura elettrizzante terminata in due giorni appena nonostante le 540 pagine . Ha in sé tanti generi ( poliziesco ,paranormal fantasy ,giallo e thriller). Una meraviglia! Spero che l' autrice possa scrivere un' altra perla così presto!
Equinox, di Chiara Strazzulla, edito @gainsworth.publishing (che ringrazio per la copia digitale)è un mistery autoconclusivo con tocchi di urban fantasy, ambientato in una bellissima Londra odierna, che vive e respira attraverso la penna dell'autrice
Premetto che, personalmente, non sono riuscita ad apprezzare del tutto questo romanzo, ma per questione di gusti personali: pensavo fosse più fantasy e meno mistery(non ho un buon rapporto col genere)quindi, errore mio👀
🎭Al di là di questo fatto, Equinox è un libro ben scritto, scorrevole e, seppur con una trama semplice, dove l'indagine sui misteriosi e sanguinosi omicidi che stanno terrorizzando Londra è al centro di tutto, ha elementi molto originali Il pizzico di fantasy entra in gioco con l'esoterismo, e ho apprezzato la contrapposizione tra i due protagonisti, William e Marko Il primo è fortemente scettico, il secondo invece è un mago vero e proprio, esperto di occulto e incantesimi Il loro è un rapporto particolare, fatto di botte e risposte e una fiducia costruita col tempo; una delle parti più interessanti del romanzo, secondo me
🎭I personaggi sono molti, e tutti a dir poco ben caratterizzati. Dai colleghi di William, a sua moglie moglie, agli altri adepti e allievi maghi, tutti hanno personalità vivaci e particolari
Il mistero in sè non è complicatissimo, ma lo è il percorso per arrivare alla soluzione Si può dire che lo scetticismo non aiuti William a credere a quello che scopre, quindi da un lato è letteralmente colpa sua, dall'altro l'antagonista è subdolo e sfuggente, quindi c'è da tenerne conto
🎭Il ritmo di questo romanzo è abbastanza equilibrato, saltella da momenti di azione a momenti di calma in maniera rilassata, alternandoli con fluidità È davvero un buon libro, e se si è appassionati del genere(Mistery)ve lo consiglio, perchè potreste adorarlo
Se siete più come me, avrei qualche riserva, ma un tentativo se lo merita comunque, potreste scoprire che il genere, se mischiato ad altro, vi piace, e farvi rapire dalla Londra di Equinox non è affatto una cattiva idea
Ci troviamo nella Londra di fine anni 80, con un detective alle prese con una serie di strani omicidi macabri e rituali che terrorizzano la città. Sicuramente la trama potrebbe non essere la più originale, ma quale trama ormai puoi dirsi tale? Quello che colpisce in questo thriller fantasy è innanzitutto la cura dei dettagli. Dalla spiegazione dei cimiteri che sono i luoghi dove vengono ritrovati i cadaveri, all'intervento delle forze soprannaturali, tutto ciò che riguarda il contesto storico ed esoterico è narrato con grande scioglievolezza ma si vede che c'è stata una grande ricerca e forse anche una passione dietro. Il detective Ashcrof, i fratelli Marko, tutte le figure che ruotano attorno ad Equinox sono tratteggiate con eleganza senza cadere nel luogo comune della macchietta del detective e dell'appassionato di arti oscure. E per una volta gli stregoni non sono solo quelli che piegano la realtà per fine egoistici , ma anche quelli che si nascondono nelle pieghe del tempo ed escono allo scoperto per scongiurare che la situazione si tramuti in catastrofe.
Ottima lettura sia per i fan dell'urban fantasy che per chi apprezza le storie di indagini. Qui la magia, presentata in maniera coerente e credibile, affianca il lato investigativo, senza risolvere tutti i problemi (anzi!) e creando una trama interessante. Notevole il senso crescente di minaccia da parte dell'avversario dei protagonisti: nonostante un team magico di tutto rispetto, non si ha mai l'impressione che siano "troppo bravi", e si avvertono bene la loro lotta e la loro frustrazione. Alcuni personaggi spiccano particolarmente (David Marko su tutti, ma ho apprezzato anche Michael, che deve conciliare la sua fede e ciò che gli sta accadendo, e Jack.)
Questo mattoncino (letto in digitale) mi ha completamente catturata dalla prima pagina. Galeotta non è solo la ship nata (nella mia testa) tra l'ispettore William Ashcroft e il suo riluttante informatore David Marko. Complici sono anche i bellissimi personaggi: il sergente irlandese Micheal Shelton, il misterioso praticante Jack Redding, l'avvocata tributaria Leanne, il patologo Bertie Bowkett. A dare manforte è la trama scoppiettante: non si sta tranquilli un attimo e ci si sposta come delle trottole tra i Magnifici Sette, i cimiteri vittoriani di Londra in cui dei sanguinari omicidi rituali si svolgono a cadenza irregolare.
È un fantathriller in piena regola, c'è sia il lato fantasy che quello thriller: questo secondary world dei praticanti che seguono l'Ars Goetia e che non sanno bene chi tra loro possa star cercando di squarciare il velo per evocare uno dei maggiori demoni è talmente ben descritto da sembrare vero.
Spero che un giorno arriveranno altre avventure dell'ispettore perché ho adorato vedere un uomo così concreto trovarsi di fronte a situazioni magiche che non era per niente in grado di comprendere. Mai dire mai però, chissà!
Menzione speciale alla borraccia dell'acqua santa, vedo di procurarmene una ASAP!
Nella mia mente sta prendendo forma un itinerario tra Highgate, Kensal Green, Abney Park, West Norwood, Brompton, Tower Hamlets e Nunhead.