«Questo libro – avverte l’autore – racconta una nutrita serie di fatti inerenti all’amore per i libri, e tutti comprovano che si tratta di un mondo zeppo di ossessioni, frenesie, capricci e irragionevoli stramberie». Chi entra in queste pagine sprofonda subito nel lazzaretto dei morbi librari, tra le monomanie, le fobie, l’avidità e gli smodati vaneggiamenti che affliggono gli accumulatori di libri (siano essi collezionisti, cacciatori, predatori, semplici compratori, bibliofili, bibliomani, bibliofagi...); una moltitudine di figure crocifisse al proprio delirio: il libro inteso come oggetto materiale, come merce e come idea, mezzo o strumento. Tutto nasce da un’assurdità insita nella formazione stessa di una biblioteca: «Che senso ha affastellare libri, che costituiscono un pesante problema di conservazione e pulizia? Che senso ha se ognuno di quei libri verrà toccato sì e no ogni quindici anni?». Da questo ramo guasto germinano i frutti: i mille tipi di insania, le tante storie di persone reali, gli episodi stravaganti e spesso al limite dell’incredibile che queste pagine svelano. Dominati da una ironia affilata e non feroce, i brevi ritratti di Antonio Castronuovo bersagliano anche chi di libri vive: i librai, gli editori, gli scrittori. E svelano infine il paradosso di fondo: le fonti su cui s’incardina questo catalogo di morbosità sono a loro volta libri accumulati, alcuni rari, altri bizzarri, spesso del tutto superflui. E così, la figura del «biblio-patologo» che l’autore dichiara di voler fondare – e in cui furtivamente s’incarna – serve a diagnosticare il morbo da cui egli stesso è affetto: quello incurabile della bibliofilia.
Antonio Castronuovo (Acerenza, 1954) è un saggista e traduttore italiano che si occupa di storie e scienze anomale, aforistica, 'patafisica. Nasce ad Acerenza, un paesino della Basilicata, dove vive solo pochi mesi per poi seguire la famiglia a Imola, città in cui il padre lavora. Si laurea in medicina all'università di Bologna nel 1979 ed esercita la professione a Imola come libero professionista. Studia anche al DAMS-Musica di Bologna, senza conseguire la laurea ma iniziando a collaborare a riviste musicologiche. Collabora anche con varie riviste letterarie tra cui Il Caffè illustrato, Belfagor, Il Ponte, L'Indice diventando giornalista pubblicista. Tra i suoi lavori Ossa, cervelli, mummie e capelli in cui racconta dieci insolite storie sulle reliquie umane, "reliquie profane" per distinguerle da quelle sacre, dal cervello di Einstein al dito medio di Galilei e al pene di Napoleone, e Suicidi d'autore, in cui racconta la tragica fine di 25 personaggi della cultura, da Drieu La Rochelle a Walter Benjamin, da Alfred Jarry a Nicolas de Condorcet. È tra i principali realizzatori dei famosi “Millelire” (libricini senza copertina e non più di 64 pagine al prezzo di mille lire, 0,53 euro) lanciati nel 1989 da Marcello Baraghini con Stampa Alternativa e in seguito denominati anche "Euro" e "Bianciardini". Ha realizzato in veste di traduttore, curatore e autore una ventina di titoli, tra cui soprattutto la parafrasi italiana degli intraducibili Proverbi surrealisti di Éluard e Péret.[ Scrive anche con lo pseudonimo Roberto Asnicar.
Le riflessioni, le manie i paradossi le stranezze degli amanti dei libri, compresa la retorica del profumo della carta Un amore morboso che porta ad accumulare non sempre per leggere, a cercare l’edizione più rara e a soffrire, perché talvolta i libri prestati non tornano più indietro
Quello che è certo è che la bibliofilia è un piacere grande e materiale che ha le sue tempistiche, da quando si acquista un libro (le bancarelle dei libri hanno un’atmosfera meravigliosa) al momento in cui si comincia a leggerlo
Un libro pieno di aneddoti che mira ad analizzare il bibliofilo e le sue sindromi, duecentoventi cinque voci in cui ci ritroviamo un po’ tutti, da chi leggiucchia a chi divora i libri e il rapporto fisico che si instaura con loro “la lettura si adegua al corpo, il corpo alla lettura. ”
Un testo ironico e auto ironico che Castronuovo credo si sia divertito molto a scrivere. Tanti i riferimenti storici intorno all’universo dei lettori fatto di categorie e sotto categorie e altrettanti i termini di cui ignoravo l’esistenza e di cui l’autore spiega la nascita ( bibliotafia, bibliorrea necrobiblioforìa e addirittura la bibliofagia)
Un testo particolare che rileggerò di tanto in tanto, anche se ho l’impressione che Antonio Castronuovo non approverebbe la mia ebookmania, condizione che lui archivia come di "prognosi infausta" perché secondo lui sono rare le persone che abbiano letto un intero libro elettronico. Un po’ mi sono sentita punta sul vivo, ma dopotutto il Dizionario del Bibliomane è un omaggio al libro cartaceo e l’autore non considera i problemi di spazio che una libreria comporta nelle case moderne E comunque viva la lettura !
"Sono sempre stato impaziente di mangiare e di leggere, in ambo i casi un po' golosamente, allarmato dall'eventualità di una madia deserta e di scaffali vuoti." - Jean Clair (cit. a pp. 157, 158)
Al padecer esta patología, no pude evitar comprar el libro cuando de casualidad lo vi en una mesa. Son breves anécdotas, ensayos sobre el padecimiento del amor insaciable por los libros. Algunos son interesantes porque incluye datos curiosos sobre la historia de libro, su valor a lo largo de los siglos y varias excentricidades. Cada lector se va a sentir identificado con algún pasaje. En mi caso fue el Comprador de libros usados, el que disfruta andar entre puestosque le causan "una felicidad de ternura pensante, de dulce consolación, de encantadora suspensión del tiempo. La felicidad está en un puesto de libros". En varios casos el libro es reiterativo y la estructura del diccionario es bastante forzada.
Algunos textos rescatables, por irónicos, por graciosos, por enriquecedores y derivadores-hacia-otros-textos. El resto simplemente muy llanos. No conecté lo suficiente con esta recopilación de trastornos librescos, a pesar de que sí me sentí identificada con muchos de los patrones patológicos que nos hacen ser unos enfermos de la lectura.
Interessante insieme di aneddoti e storie legate al mondo del lettore e dei libri. Si legge velocemente e alcune sezioni sono interessanti e anche divertenti da leggere.
Forse, tra “i libri che parlano di libri”, è uno dei migliori che abbia letto. Probabilmente per la sua compilazione a dizionario, per cui la lettura è scomponibile, completamente libera ed aperta.