Nella tradizione folclorica giapponese, il monte Fuji è sacro, molto amato e rispettato. Ci sono molte leggende e dicerie, una di questa recita: “chi scala una volta nella vita il monte Fuji è saggio. Ma chi lo scala due volte è pazzo”. Kintaro, il famoso eroe della cultura nipponica, è impegnato nell’impresa più importante della sua giovane vita: raggiungere la cima del monte Fuji per raccogliere l’acqua miracolosa che sola può salvare la vita della madre, gravemente ammalata. Nella sua ascesa al monte è accompagnato dall’uccellino Honpo, già protagonista del precedente best seller Nippon Yokai, e dagli aiutanti Kuma, l’orso e Washi, l’aquila. Elisa Menini chiude la fortunata trilogia giapponese – i precedenti volumi sono Nippon Folklore e Nippon Yokai, usciti tra il 2019 e il 2020 – con un racconto che regala al lettore il premio della vetta. Ironico, delicato, rispettoso della tradizione e innovativo nel linguaggio.
Splendido. Lavoro monumentale che mi lascia senza parole al pensiero che sia realizzato da un’unica persona. L’aspetto grafico è estremamente curato, e rappresenta il merito più assoluto di Elisa Menini - dato che la storia è un adattamento della leggenda dell’eroe Kintaro. Il coinvolgimento è totale, sembra di sfogliare un album di stampe ukyo-e che spiegano una favola, ma questo succedeva anche con gli altri due volumi della trilogia. Se vi piace il Giappone (e i fumetti belli), leggetelo.
“Nella tradizione giapponese il Monte Fuji non è una semplice montagna. Considerato al pari di una divinità, è oggetto di molte leggende e semplici detti popolari. Uno di questi recita: «Chi scala il Monte Fuji una volta nella vita è un saggio, ma chi lo scala due volte è un pazzo.»”
Kintarō, il ragazzo d’oro noto per la sua forza sovrumana nella mitologia nipponica, viene a conoscenza della grave malattia che affligge sua madre, e decide di andare alla ricerca dell’unica soluzione che può salvarla: l’elisir di lunga vita.
Situato in cima al Monte Fuji, questo deve essere raccolto alle prime luci dell’alba, o le sue proprietà andranno perse.
Accompagnato dai suoi fedeli amici Washi (aquila) e Kuma (orso), Kintarō parte per la sua ardua missione. Alla loro avventura si uniranno presto Honpo, l’uccellino errante – già incontrato nella precedente opera dell’autrice, Nippon Yōkai –, e il tanuki, che data la sua natura di mutaforma sarà loro di aiuto trasformandosi nei più utili oggetti da viaggio.
I nobusuma (yōkai dalla forma di pipistrello), il momonjii, il tengu: le prove che i nostri protagonisti dovranno affrontare per arrivare alla tanto agognata destinazione non saranno poche, e il tempo a disposizione passa molto in fretta.
Le ore trascorrono secondo la suddivisione del tempo giapponese che vede sei ore diurne e sei notturne, ognuna associata a un animale dello zodiaco cinese, e sono scandite all’interno del graphic da diverse palette di colori.
Ultimo volume della trilogia dedicata alla tradizione giapponese di Elisa Menini, Nippon Monogatari è la storia di un viaggio iniziatico, un viaggio attraverso il folklore nipponico, un viaggio per sfidare se stessi e le proprie paure.
Non saprei proprio fare una recensione completa e precisa. Sicuramente è realizzato in maniera magnifica con uno stile che richiama i classici disegni giapponesi. Ha una bella storia, ricca di personaggi del folklore nipponico e molti di essi vengono spiegati, seppur velocemente, nel corso della narrazione. Il cofanetto, che contiene 3 volumi, è molto bello e valido. Il tutto però mi sembra troppo accennato e fugace. Non ha una vera e propria spiegazione di miti e leggende. Non so, sono confuso.
L'ho preferito a Nippon Yokai, molto bella anche la morale alla fine, i disegni e le palette usate sono sempre superbe e anche la qualità è altissima. È stato un viaggio splendido per quanto breve, adoro sempre più il tratto di questa disegnatrice