Aldilafrica, frontiera di tutte le conquiste, tomba di tutti gli invasori. I suoi deserti sono bianchi di teschi e le sue giungle mordono con denti velenosi. Re Sudario e la sua armata marciano sotto il vessillo di Taglia, in bilico tra leggenda e catastrofe. A braccarli, la furia senza tregua di Cannibale, signore delle tribù e semidio di tutte le carneficine. Reclama una resa dei conti e qualcosa che gli è stato tolto. Mentre i tamburi dei congobardi rimbombano nel cuore del continente, ogni ombra cova un’imboscata e i bottini più ambiti evocano miraggi di morte. Se i poeti celebrano la gloria degli uomini, per gli uomini di Sudario non esiste alcuna gloria: veterani di cappio e di spada, di lignaggio e linciaggio, chiamati a seguire la sorte e la disfatta dell’ultimo re di guerra. In Aldilafrica, l’inferno si sconta vivendo.
Novella che trasuda fetore e disgusto al pari degli altri lavori del duo Mazza-Sensolini. Ed è un bene. Se avete retto botta con i primi, siete svezzati e sapete a cosa andate incontro. Io mi ci sono buttato di testa. Continuo ad amarli, ridendo di gusto allo scempio che le loro penne incidono a sangue.
Sudario, re di Taglia e il suo esercito sono nella melma peggiore, inseguiti e ridotti all' osso. Poche le speranze di portare le chiappe a casa.
Ben fatto ragazzi. Il becero sia sempre con voi, non mollate.
_________________________ "Death came to the fore"
Novella that oozes stench and disgust, on par with the Mazza-Sensolini duo's other works. If you have held your own with the former you are weaned and know what you are getting into. I jumped in headfirst. I continue to love them, laughing heartily at the havoc their pens etch in blood.
Sudario, King of Taglia and his army are in the worst slime, pursued and reduced to 'bone. Little hope of getting their butts home.
Well done, boys. May the boor be with you always, don't give up.
L'esercito di Sudario si trascina stanco per l'Aldilafrica, braccato in una fallimentare crociata con i congobardi, guidati dal feroce re Cannibale. Sudario è un re di guerra, non di corte, ma sarà disposto ad attraversare a piedi tutta l'Aldilafrica pur di riportare in Taglia il carrobestia con il suo misterioso trofeo predato?
Al suo seguito come al solito uno dei campionari di disumanità più eterogenei di Taglia: maragli, cavalieri, diocanieri, cappiati e spretati.
Anche il grimdark ha il suo romance... Marce, agguati, stermini e abomini.. l'amore smuove eserciti più della diarrea... tutto per il buco nero d'amore di una dea... tra filamenti d'interiora trangugiati e trachee masticate, fatevi cogliere anche voi da Mal-d'Aldilafrica... e ne vorrete ancora e ancora.... fino ad Apocalemme!!!
Storia piccola ma gigante nei contenuti. Lo stile affilato del duo di IE continua a incidere un solco nel mio cuore da lettore: combattimenti sul filo del rasoio, personaggi solo principali e, come sempre, una trama per nulla banale. Terzo racconto del Mondo di Taglia che non cede il passo ai fratelli maggiori.
ImmagiNate di orgaNizzare uNa cappiata (come le crociate ma meglio) NoN imbroccarNe mezza, salvare uNa bellissima schiava coNgobarda che é praticameNte il fiNimoNdo (iN tutti i seNsi) e NoN riuscire NemmeNo a batterci il chiodo... e poi c é CaNNibale capo di tutte le tribù dell Aldilafrica che ha iN meNte uNa ricetta particolare per cuciNarti i maroNi.
INsomma é la solita saga di Taglia Nulla di etico.
Questa novella sulla Cappiata di Re Sudario nell’Aldilafrica è come una caramella succosa da mangiare lentamente ma non troppo! Divorato in poche ore, incalzante e prorompente. Per non rimanere fuori allenamento e prepararsi per Apocalemme.
«I miei sudditi rispettano i re che vanno a boldre e vincono le Cappiate…» Sudario sbadigliò duro. «Evidentemente, il mio destino è deluderli per metà.» «Balle. I vostri sudditi sono un compendio di vizi e infamia. E a voi, Maestà, non frega un cappio di vincere o perdere. Voi siete un re duce, o meglio un reduce.»
«Via dal cazzo!» Sudario travolse uno storpio e risalì le incollature fino al vertice della colonna, che stazionava in un coro di cancri.
In questo terzo libro incontriamo finalmente la figura di Sudario, degno Re di Taglia, impegnato in un disastroso rientro dalla Cappiata, dopo che massacri e rapimenti hanno attirato sul suo esercito l’ira di Cannibale e della sua armata di Congobardi.
Nel volume abbondano i personaggi interessanti oltre che caratteristici, sia tra i graduati che nella truppa, e la vicenda di fondo svela gradualmente aspetti nascosti capaci di mantenere alta l’attenzione del lettore in ogni parte della lettura.
Purtroppo, però, tutti questi spunti e idee sono stipati in un centinaio di pagine, il che ne rende impossibile un reale sviluppo. Il lettore si affeziona in fretta a personaggi davvero interessanti, ma non può seguirne le azioni perché queste si risolvono nel giro di pochi capitoli. Personalmente, avrei dato a questa storia lo spazio che invece è stato riservato a Mattanza, creando così una prosecuzione all’altezza di Vilupera.
Da una parte, soffre un po' dei soliti problemi degli episodi precedenti, soprattutto relativamente al linguaggio, che è un misto di pompose frasi a effetto ("nero come una tormenta, più un tormento"), espressioni dialettali romagnole, e neologismi, che rendono la comprensione del testo molto lontana dall'essere immediata.
Tuttavia devo riconoscere che in questo libro questo problema l'ho percepito meno che nei precedenti.
Forse, da un lato, mi sto un po' abituando allo stile di scrittura di Mazza e Sensolini; o forse sono anche un po' gli autori che hanno un po' adeguato il loro stile di scrittura ad un pubblico meno limitato geograficamente.
Di sicuro, un altro punto a favore di questo libro, che lo rende un miglioramento rispetto ai precedenti, è che ha una minore complessità, sia dal punto di vista dei personaggi che della trama. Quest'ultima è lineare, incentrata su una sola storia e sul punto di vista di un unico personaggio; forse, da questo punto di vista, la semplicità è financo troppo, ma è abbastanza forzata dalla brevità dell'opera. Inoltre il numero eccessivo di personaggi secondari e comparse dei precedenti libri li ha resi un po' confusi, mentre non accade in questo libro.
Gli autori continuano a dimostrare un'effervescente fantasia nel creare una geografia e dei termini che richiamano luoghi e concetti noti, con un'ironica variante in chiave grottesca (ho apprezzato molto il Tortuareg ed il Decamerun). Il libro, come tutta l'opera, ne risulta permeato da una patina di umorismo che crea un contrasto con la truculenza e la crudezza della trama e delle immagini, a loro volta esasperate fino all'iperbolico, il tutto in un groviglio che - è bene ripeterlo - non ha nulla del grimdark, ma appare più come una sorta di dark fantasy scherzosamente cinica. Magari un giorno qualcuno troverà un'etichetta appropriata.
Quando questo libro è uscito io, avido e affamato come un Gollum senza anello, l'ho comprato e di nuovo l’epifania colpisce duro ... Sudario, colui che sembrava uno dei tanti si rivela una delle più affascinanti figure dell epica post moderna o moderna (a vostro piacere). Sento profumo di esistenzialismo, di ricerca dell’assoluto spersi in una traslucente atmosfera coloniale con una battaglia finale che mi riporta ai colori e ai respiri dell “ottava vibrazione” di Lucarelli e mi fa venire voglia di prendere schioppo e giustacuore e scrivere Diocaniere sul mio berretto...e alla malora quello che capiterà.
L'unico difetto di questo libro è che è troppo breve, ma è un concentrato di entertainment, frasi affilate come rasoi e truculenza a palate! La scena dell'ultimo assalto mi ha fatto venire i lucciconi agli occhi: è un crescendo di eroismo - è il caso di dirlo - letale! Non potrò mai spendere elogi a sufficienza nei confronti di quanto scritto dall'accoppiata Sensolini-Mazza, vorrei solo che non smettessero mai di pubblicare.
Un seguito che è in realtà un prequel, perché la dannazione sarà di casa, ma anche il caos. Una storia che parla di tempi più semplici, quando un re voleva solo conquistare territori e uccidere barbari. Prima di stragi familiari e assalto ad Apocalemme. Prima di mattanza giubilare e necromantidi eretiche. La storia di Re Sudario in Aldilafrica, di lui e del suo esercito alla conquista di territori considerati invincibili. Creature e piante mostruose, autoctoni pronti a scotennare qualsiasi invasore e profezie nere che incombono su tutti.
In questo volume si sente la volontà di far conoscere il re di Taglia e ciò che lo muove, considerando che di lui finora sapevamo solo si trovasse ad Apocalemme. Un regnante il cui unico scopo è la battaglia, perfetto per questo mondo e per ciò che lo aspetterà in futuro.
Forse risulta un testo con una narrazione nettamente staccata dalle precedenti. Tornando indietro nel tempo non è chiaro lo scopo di questo volume, specie dopo i due incentrati sui fratelli che abbiamo imparato ad amare. Certo c’è il padre, ma non si sente comunque la continuità. Se non sapessi che questo è un “Topo-strumento” (cit.) che sarà utile per comprendere meglio il prossimo libro, avrei accusato di più lo stacco. Apprezzo i testi che espandono e approfondiscono una narrazione, ma fa strano avere un prequel proprio nel bel mezzo degli eventi.
Lo stile di scrittura è sempre quello iconico a cui Mazza e Sensolini ci hanno abituati, graffiante, lercio e con un sacco di giochi di parole. I personaggi sono convincenti e, più volte, divertenti nel loro modo di essere e in questo contesto dal fascino grottesco. Leggete “Sudario” e proseguite questa avvincente saga!
In questa novella di poco meno 1000 pagine, ci viene presentato Sudario, il re del regno di taglia, futuro protagonista del prossimo romanzo Apocalemme. Ambientato diversi anni prima le vicende di vilupera e mattanza. Approfondiamo finalmente la figura del re, fino a ora sullo sfondo delle storie. Ma ampliamo anche la conoscenza del mondo svolgendosi la vicenda nell'Aldilafrica. Un esercito in fuga. Un ossessione, un segreto. Solita scrittura ficcante x una storia scorrevole e intrigante,un piccolo tassello di questo fantastico mondo.. il problema che alla fine ne vorresti sempre di più.