Concita sa che i consigli, di solito, restano inascoltati e che si impara solo dall'esperienza, così preferisce indirizzare questa lettera a se stessa, alla ragazza che è stata nel passato. Sii gentile, dice. Appassionata e gentile. Ribellati, ma scegli tu a che cosa. Ignora le convenzioni e l'arroganza. Resta intatta e diventa tu stessa il mondo che vorresti. Non avere paura di avere paura. Piangi ogni volta che puoi. E poi ridi, ogni volta che puoi. Impara a dire grazie e scusa (ma ricorda che grazie vale cento volte dire scusa). Non importa se dimenticherai queste parole, quando tra molti anni le ritroverai, magari per caso, ti accorgerai di averle conservate da qualche parte dentro di te. Età di lettura: da 9 anni.
Nata a Pisa nel 1963, da madre spagnola (di Barcellona) e padre toscano, è cresciuta a Livorno. In questa città studia al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi; successivamente consegue la laurea all'Università di Pisa in Scienze Politiche. Frattanto inizia la professione nelle radio e TV locali toscane, entrando a Il Tirreno nel 1985, dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e politica interna. Nel luglio 2008 è al centro di una curiosa polemica. La rivista Prima Comunicazione rende note le anticipazioni di una sua intervista in cui ammette di aver accettato la proposta del neo editore de l'Unità, Renato Soru, di diventare direttrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; nella stessa intervista Concita De Gregorio espone le linee guida della sua direzione. La notizia suscita clamore in redazione: il comitato di redazione protesta contro la via dell'«annuncio del cambio di direttore attraverso intervista». Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttrice de l'Unità, carica che ha ricoperto fino al 7 luglio 2011,quando ritorna a la Repubblica. È sposata con il giornalista Alessandro Cecioni, ed è madre di quattro figli maschi.
un inno a se stessi. un fantastico inno a se stessi.. e l'ho sentito così vicino a me da restarne incantata. è stato come vedermi allo specchio, in uno di quegli assurdi specchi del circo, quelli che ti fanno vedere una realtà distorta. ma dall'altra parte non ho visto una me grossa, larga, lunga, obliqua.. no. dall'altra parte ho visto me con il sorriso sulle labbra, una me orgogliosa di essere quello che è, una me non più triste ma fiera di essere felice. ed è quello a cui aspiro. aspiro a seguire la mia strada, a lasciarmi alle spalle il 100% dei commenti stizziti di chi mi incontra lungo il suo cammino e non solo il 99%, perchè quel piccolo 1 vale, eccome se vale.. insomma, ho visto una nuova porta, in questo libro, una porta da aprire. ma a quella porta serve una chiave, e quella chiave ce l'ho solo io. dovrò essere me stessa al 100%, non solo al 99%. quel piccolo 1, un giorno, sono sicura che mi salverà la vita. mi restituirà la mia autostima, la mia felicità, la mia gioia, tutte le cose che ho perso strada facendo. forse anche la gentilezza, anche se in quel campo mi tocca ancora migliorare. non dico di non essere gentile, è che a volte non lo sono abbastanza. spero di riuscire a diventare quella me che ho visto dall'altra parte dello specchio. spero di riuscire a raggiungermi e ad amarmi, finalmente al 100%. è stata una bellissima lettura e sicuramente non è solo un qualcosa da leggere, ma molto, molto di più. è diventato un pezzettino di me, forse la stessa chiave per quella porta che dovrei aprire. ce la farò? lo scoprirò solo vivendo. e vivendo al massimo, con quell'1 in più che manca sempre :)
"Opponi la bontà alla ferocia", abbraccia il leone invece di costringerlo a saltare nel cerchio di fuoco. Ha bisogno di carezze, non di sfide con cui impressionare gli altri ❤️
Illustrazioni bellissime, resterei a guardarle per ore.
Dei molti testi, per adulti e per ragazzi, che invitano a una ribellione gentile (come quello di Saverio Tommasi o come "Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo"), questo, pur con parti lodevoli, è il meno meritevole. Ricalca infatti questo tema, afferma con decisione che non si vuole insegnare nulla, ma è poi un elenco, una lista della spesa confusionaria, che salta da un punto a un altro, senza lasciare nulla se non quegli insegnamenti un po' pretenziosi degli "adulti", proprio ciò che dice inizialmente di non voler fare. Manca quindi sia l'insegnamento di Tommasi, che invece non rifiuta il ruolo di mentore, sia la bellezza buona e giusta del bambino che dialoga con gli animali, con i suoi indimenticabili disegni e le sue frasi efficaci. Mi sembra evidente che ricalchi proprio questo testo, riproponendone perfino lo stile grafico... Ma non riesce nell'intento. Dicendo di non voler insegnare, proponendosi però come lettera per una ragazza del futuro, manca il bersaglio.
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4,5 ⭐ Difficile parlare a* ragazz*: nessun* giovane ha mai ascoltato davvero le parole di un* adult*. Si ricordano più tardi, quelle parole, pensando con nostalgia che quell'adult* ci voleva bene e aveva proprio ragione. Allora facciamo finta che queste parole non siano per loro, ma per noi. Diciamole a noi, quelli* che eravamo da ragazz*. Parole che avremmo voluto sentire, ascoltare, capire in tempo. - "Spostati, non farti ferire dai chiacchiericci, non farti trovare.
Non fare delle scelte perché" ormai è troppo tardi". Non è mai troppo tardi.
Fai in modo di non aver bisogno delle persone che hanno potere, solo così sarai libera."
Un consiglio breve scritto in un libro brevissimo, eppure ci sono “carezze” che meritano di essere accolte anche in poche pagine. Idea giusta per un regalo che punti a valorizzare il significato simbolico piuttosto che la sostanza, visto che Concita De Gregorio ha stavolta concentrato tutto in poche parole e belle Illustrazioni.
✎ E voi avete 𝙢𝙖𝙣𝙜𝙞𝙖𝙩𝙤 questo 𝙥𝙞𝙖𝙩𝙩𝙤? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!
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Da regalare e regalarsi. Parole preziose da tenere nel cuore e da fare proprie, giorno dopo giorno. Da tirare fuori nei momenti di crisi, ma anche in quelli di estrema gioia. Per ricordarsi che la vita è una, ed è giusto viverla seguendo l’essenziale.
Non amo molto i libri come questo, ma in questo caso devo dire che mi ha colpito il pensiero, l'idea stessa del libro e quello che porta con sé :un messaggio di semplicità, serenità e amore che non si incontra mai così, semplice e familiare. Brava Concita!
Il libro è consigliato da 9 anni in su, ma prima di farlo leggere ai propri figli, cari genitori vi consiglio di darci un’occhiata e imparare qualcosa. Cercate di trasmettere i giusti valori.