C'è un rumore sordo, in questo libro, come un cuore che batte sotto la cenere. È il suono della verità che lotta per venire a galla, della giustizia che non ha divisa, dell’amore che non ha il volto che ti aspetti. In Boccanera, Michèle Pedinielli costruisce un’indagine sul nostro presente sociale, morale, urbano e intimo.
A Nizza, un giovane amante si rivolge a Ghjulia Boccanera, investigatrice privata di trincea, donna senza compromessi, con una casa modesta, una Vespa scassata, e una coscienza che funziona meglio di molte divise, affinché possa trovare il colpevole della morte del suo compagno, ingegnere italiano di successo.
Lei, Boccanera, è una donna complessa, emotivamente segnata, ruvida e ironica, ma dotata di un’etica profonda e autentica
Dorian è giovane e innamorato. Rappresenta la fragilità maschile non come debolezza, ma come autenticità.
Nel romanzo emerge subito una forte ossessione per le apparenze: case perfette, corpi scolpiti, sorrisi rifatti, biografie social accattivanti. Ma dietro ogni facciata si nasconde una crepa, una menzogna, un dolore. Ghjulia si muove come una rabdomante del vero: scava, tocca, annusa, osserva. E trova. Il suo mestiere è scoprire ciò che tutti vogliono dimenticare.
Boccanera è un’indagine su un delitto, ma anche su ciò che uccide tutti i giorni senza fare rumore: i pregiudizi, le apparenze, l’indifferenza, il patriarcato, la violenza invisibile.
Michèle Pedinielli ha scritto un romanzo che fa riflettere e anche tanto. In una società che ama semplificare tutto, Boccanera ci costringe a complicare le domande. E a cercare le risposte dove nessuno vuole guardare.
Consigliato a chi ama i noir veri, a chi crede che la letteratura possa ancora parlare di giustizia senza moralismi. Ma soprattutto, a chi ha il coraggio di cercare la verità dietro i silenzi.
Recensione intera sul blog.