Da un lato Elena, l'adultera, la grande seduttrice, icona di bellezza e simbolo della potenza distruttiva dell'eros. Dall'altro Penelope, la moglie devota, consacrata dall'Odissea come monumento di modestia e di virtù coniugali. Tra mito, realtà, storia e letteratura, Giorgio Ieranò mette a confronto due immagini opposte del femminile. Due modelli che hanno attraversato i secoli ma che, forse, non sono poi così distanti. Creature straordinarie ed esemplari al tempo stesso, Elena e Penelope sono diventate figure chiave di ogni discorso sulla forza oscura del desiderio e sulle ambiguità nelle relazioni tra i sessi: Elena, la donna più bella e pericolosa del mondo, e Penelope, la sposa perfetta, sono state eterne compagne di strada in un viaggio che ha percorso l'intera storia della cultura europea. Attraverso questi personaggi archetipici gli antichi riflettevano sul ruolo della donna nella società e sul carattere dell'istituzione matrimoniale. Sulla tirannia dei sensi e su un concetto di fedeltà che conosce, nel mito come nella realtà, più di un chiaroscuro. «Elena e Penelope non si sono mai incontrate. L'una ha solcato il mare, viaggiando tra Sparta e Troia, contesa tra il marito Menelao e il seduttore Paride. L'altra ha atteso paziente per vent'anni, al focolare della reggia di Itaca, il ritorno di Odisseo. Così, almeno, ci ha raccontato Omero. Ma le storie di queste due eroine, in apparenza tanto diverse, sono comunque fatalmente intrecciate. Entrambe hanno condiviso la grande epopea della guerra troiana. Entrambe sono legate in modo indissolubile a quella vicenda di morte che, come si legge nel proemio dell'Iliade, "ha gettato nell'Ade molte valorose anime di guerrieri"».
Giorgio Ieranò è professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Trento. Si occupa anche di traduzioni e adattamenti teatrali di classici greci. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Arianna. Storia di un mito (2010), La tragedia greca. Origini, storia, rinascite (2010), Olympos (2011), Eroi (2013), Antichi silenzi (2016), Demoni, mostri e prodigi. L'irrazionale e il fantastico nel mondo antico (2017), Arcipelago. Isole e miti del Mar Egeo (2018).
Elena e Penelope sono sempre state messe a confronto e analizzate per screditare una oppure per valorizzare l'altra. In questo libro non troviamo fortunatamente una visione e opinione personale dell'autore; le parole spese da Ieranò sono eque per entrambe e nessuna è screditata o messa in rilievo, anzi sono messe a disposizione la maggior parte delle informazioni, delle variazioni, delle parole di autori affinché essi diano la possibilità al lettore di formare una opinione personale senza che egli venga influenzato. La conoscenza di Ieranò e il suo mutamento linguistico e stilistico in base all'argomento trattato e al pubblico a cui si rivolge si affermano nuovamente in questo libro. Un libro divulgatorio nato per mettere a confronto le due donne protagoniste dei poemi omerici. Ma, pur riconoscendo la vasta informazione, ho trovato questo libro privo di suspance. Voi lettori potrete dire "come può un libro, un saggio sulla letteratura greca, contenere suspance? " e io vi dirò che è possibile. Il solo iter di un'analisi di qualunque cosa può scaturire curiosità nel pubblico, poiché ogni pagina esso deve offrire qualcosa di nuovo, usufruendo di informazioni che diventano sempre più interessanti proseguendo con la lettura, fino ad arrivare alla conclusione soddisfatto e stravolto da tutto ciò che il libro ti ha raccontato e, perché no, anche sbalordito. Al contrario Ieranò mette li, senza un ordine e senza creare pathos per la conoscenza, la storia di due donne che, essendo già state messe a confronto molte volte, portano al lettore a non rimanere sorpreso da ciò che legge. È stato molto coraggioso secondo me per Ieranò scrivere questo libro, poiché per farlo valorizzare tra i centinaia di testi riguardanti questo tema avrebbe dovuto trovare qualcosa di originale oppure creare quel tipo di pathos descritto precendentemente per far spiccare la sua straordinaria conoscenza (un esempio: Eva Cantarella con il suo libro "l'amore è un dio", pur parlando di miti che già si conoscono, è riuscita a incuriosirmi, ponendo ogni tassello al posto giusto volta per volta fino a completare a fine libro un mosaico completo di conoscenza). Ma tutto sommato " Elena e Penelope:infedeltà e matrimonio" è stata una lettura piacevole, perche ho imparato molte cose nuove.
Libro interessante e scorrevole sulle due figure di Elena e Penelope, con un approfondimento curato che si propone di andare oltre ai loro rispettivi stereotipi.
Ha un'impostazione molto classica, che non si distacca dagli altri saggi prodotti sulla stessa linea. Non per questo, però, l'ho trovato meno ben fatto.
Mi sarebbe piaciuto trovare i testi e le parole scritte anche in caratteri dell'alfabeto greco, ma comprendo le esigenze di rivolgersi a un pubblico ampio e che non si tratta di una pubblicazione accademica.
Una lettura interessante che riesce a far comprendere come alcuni stereotipi di genere abbiano radici antiche. L'unico difetto, a mio avviso, è che a metà del libro sembra di aver già esplorato gran parte dei concetti principali.
per i miei gusti personali e per una questione di obbligatorietà di averlo dovuto leggere per scuola non mi ha lasciato nulla, ma credo che fosse scritto bene e nemmeno complicato per un saggio letto da una che non ne legge quasi mai, è sicuramente buono per la sua categoria
“Entrambe ci appaiono riluttanti a irrigidirsi in semplici modelli di vizio o di virtú. Entrambe lottano contro quegli stessi stereotipi in cui le si vorrebbe ingabbiare.”