Alvaro è uno studente universitario. O almeno, tecnicamente potrebbe definirsi tale, ma la verità è che il suo libretto universitario giace pressochè intonso dentro un cassetto, chissà poi quale. Nella grande città ci sono troppe distrazioni per pensare allo studio. Troppe feste, troppe birre, troppo fumo... Ma come fare a mantenersi e a pagare l'affitto se i genitori minacciano di tagliare i fondi? Ci vorrebbe un miracolo...
Ma i miracoli, a volte, avvengono. E stavolta si materializzano sotto forma di un cartello scritto con mano tremolante e appeso alla porta di ingresso del suo posto preferito.
CERCASI APPRENDISTA KEBABBARO
L'aiutante storico di Ahmed è sparito chissà dove lasciando il suo datore di lavoro in difficoltà, e Alvaro capita proprio al momento giusto: viene assunto! Soldi, panini gratis, qualche birra, i consigli di un vero maestro di vita, tempo da dedicare agli amici... Cosa chiedere di più? Come se non bastasse nella sua vita entra anche Mary, una ragazza forse un po' strana, ma talmente bella che sembra essere uscita da un sogno.
Sembra tutto perfetto, no? Peccato per quella gigantesca e minacciosa astronave che si materializza sopra la città e che comincia a portare su gran parte della popolazione sparando dei raggi traenti...
Kebabbari vs. Alieni è un'avventura folle e rocambolesca, che vi appassionerà e che vi metterà appetito. È un viaggio alla scoperta della vita, dell'universo e di tutto quanto...
Già il titolo è tutto un programma. E devo dire che ha fatto il suo lavoro....ti attrae, ti incuriosisce, ti invoglia e, alla fine, sarai con la bava alla bocca perché vorrai un kebab di Ahmed.
Storia divertente, in alcuni punti devi stare attento a non sputacchiare sullo schermo mentre leggi. Alvaro è un ragazzo di vent'anni che non ha voglia di studiare, i genitori non sganciano più il danaro e si deve trovare un lavoro. L'apparenza inganna e infatti, lui si presenta ai colloqui si lavoro, per quel che è davvero, (maglietta sgualcita e sudaticcia e pantaloni che hanno visto tempi migliori) e nessuno sembra prenderlo in considerazione, nessuno tranne il suo kebabbaro di fiducia,che pur cazziandolo di continuo ed essere estremamente sincero e logorroico, lo inizia al lavoro di kebabbaro. Tra un concerto punk e l'altro si aggiungeranno alla coppia ATA, (Ascanio Tancredi Amedeo) un nobile punkabbestia e Mary, l'amica stragnocca di ATA....perché non vorrai che il protagonista sfigato si prenda una cotta per una bruttina.....SIA MAI.... Mei, una massaggiatrice cinese, si aggiungerà al gruppo in un modo ROMANTICA ..... Diciamo che già da metà si intuisce chi è cosa, ma come vi dicevo prima, questo libro vi incuriosisce, vorrete sapere come procede e perché alla fine hai questa voglia assurda di Kebab doppio piccante doppia cipolla. Non voglio spoilerare troppo la storia, perderebbe quel gusto di salsa yogurt.... Vi dico solo che....leggetelo dai!!!
Un romanzo assurdo, divertente, con una struttura di rimandi e battute costruita certosinamente. Leggetelo, in fin dei conti è il primo di una trilogia in sei o sette volumi, credo.
Come succede spesso, ho scoperto questo libro qui, sullo scaffale di un’amica che lo aveva appena finito. Il titolo è del genere a cui non si può resistere, immediato, efficace, supportato da una copertina meravigliosa. E infatti ho ceduto.
Il protagonista, Alvaro, è uno studente universitario con scarsi risultati, più interessato alla musica, alle feste e alle birre che agli studi. Con il rischio sempre più concreto di vedersi tagliare i fondi, si decide a cercare un lavoro, scoprendo che l’impresa non è così semplice, riuscendo alla fine a farsi assumere nel suo locale preferito dal gestore, Ahmed, come apprendista kebabbaro.
Questo è il punto di partenza di un viaggio che coinvolgerà altri personaggi: Ahmed simpatico e saggio proprietario del locale, Ascanio Tancredi Amedeo, ATA per semplificare, un nobile punkabbestia dalla parlata forbita, Mei, una massaggiatrice esperta di arti marziali, e Mary, la ragazza più bella che Alvaro abbia mai visto. Un gruppo di estranei alle prese con i problemi di tutti i giorni che si ritroveranno a dover fermare un’invasione aliena!
Il libro è divertentissimo, mi ha fatto ridere a crepapelle come non mi succedeva da tempo eppure al tempo stesso è complesso. Può sembrare la classica storia adatta per un action movie, ma è un intreccio geniale di vari generi, una storia raccontata con una comicità spumeggiante, arricchita da battute esilaranti, spesso assurde e citazioni da film e video game degli ultimi trent’anni. Ma la parte che merita una lode particolare sono i dialoghi: brillanti, costruiti con cura, che raggiungono il massimo nel personaggio di Ahmed, re della disquisizione e del kebab. Un omaggio alla “Guida Galattica per gli autostoppisti” che persino Douglas Adams avrebbe apprezzato.
Una lettura consigliata per chi cerca una storia divertente e ben scritta. Complimenti a Michele Borgogni! Proverò altri libri scritti da quest’autore, ma soprattutto aspetterò con ansia il secondo capitolo di quella che spero sarà una prolifica serie.
Michele Borgogni ha appena tirato fuori una piccola perla. Lo urlo ai quattro venti perché è vero, perché questo libro mi ha fatto sbellicare una pagina sì e l’altra pure. È una lettura leggera che mi è stata d’aiuto per alternarmi con letture pesantissime, una lettura formativa perché quello che succede ai protagonisti è un bell’episodio caotico ma pregno di chicche legate ai temi della disoccupazione che molti giovani hanno provato e continuano a provare tuttora. Ho amato leggere Kebabbari vs Alieni, mi ha aiutato persino ad essere più spensierato in questi giorni dopo eventi un po’ tristi che mi sono capitati ultimamente. È una bella avventura che ricalca Guida Galattica per gli Autostoppisti ma che si evolve con colpi di scena più moderni, non nascondendo quel pizzico di cinismo che non guasta mai e che dà modo anche di affezionarsi non solo ai personaggi ma anche al modo di scrivere di Michele. Non vedo l’ora di leggere i seguiti e posso solo consigliare un buon viaggio a chi si cimenterà a entrare dentro la testa di Michele leggendo questo libro
Ho letto tutto d’un fiato l’esilarante Kebabbari vs Alieni e direi che mi son proprio divertito. Ho riso proprio di gusto in certi passaggi, che ho trovato genuinamente divertenti e nemmeno così scontati. Il libro offre quello che promette, letteralmente una storia in cui dei kebabbari (o meglio, il protagonista è apprendista kebabbaro), una massaggiatrice e un nobilotto che frequenta la scena musicale dei centri sociali cercando di fermare un rapimento di massa da parte degli alieni. Il libro ha come tema ricorrente il fatto che nulla è come sembra e tutto cela un lato oscuro: ciò che all’apparenza è brutto e pericoloso si rivela essere non tanto male mentre invece ciò che appare tanto invitante e bello invece poi si rivela molto più pericoloso di quanto sembri, subdolo o addirittura… affamato. L’autore gioca sapientemente con tutti gli stereotipi e, anzi, si potrebbe dire che se ne prende gioco proprio utilizzandoli in modo arguto per dello humor fresco e intelligente, mai offensivo, e che fa riflettere proprio su quanto permettiamo a noi stessi, nella nostra vita, che quegli stessi stereotipi orientino delle decisioni o dei comportamenti, appunto, di nuovo, fermandoci ad una narrazione superficiale delle cose. In cauda venenum, però: ok il tributo a Douglas Adams ma avrei spinto un po’ meno l’acceleratore del citazionismo, tra la somiglianza Vogon/Bogon, l’asciugamano (le gag sull’asciugamano sono 2 in tutto il libro, comunque, intendiamoci) e le battute sulla trilogia in cinque parti vogliono richiamare spesso l’attenzione su quanto il libro debba allo scrittore britannico senza, appunto, che ce ne sia bisogno visto che è già abbastanza evidente (e che anzi, trovo che Kebabbari vs Alieni viva di vita propria e possa farlo senza dover strizzare l’occhio ad Adams). Alcune battute le ho trovate di troppo e ATA non mi ha mai convinto fino in fondo ma questo rimane una cosa puramente personale: non ci si può certo lamentare della presenza di battute in un libro comico/demenziale in cui il teletrasporto avviene tramite plug anali. Forse con qualche descrizione in più avrebbe aiutato a immaginarsi la nave madre degli alieni e, sicuro non per colpa dell’autore, l’edizione presenta un paio di sviste e typo ma qui sto cercando proprio il pelo nell’uovo.
Kebabbari vs Alieni è l'esilarante storia di Alvaro, un ragazzo spiantato che non ha granché voglia di studiare, ma quando i genitori gli tagliano i fondi è costretto a trovarsi un lavoro. Dopo una serie di colloqui fallimentari, il buon Ahmed gli apre le porte del suo locale e gli consente di diventare apprendista kebabbaro. (Ehi fan degli Atroci, dico a voi. Alvaro il Kebabbaro non vi ricorda qualcuno?) Oltre ad Alvaro e Ahmed, aggiungono colore alla trama ATA, un punkabbestia dalle origini altolocate e una parlata forbita, Mei, una massaggiatrice esperta di arti marziali, e Mary, la ragazza più bella e tosta che Alvaro abbia mai visto. Il libro di Michele Borgogni ha una trama frizzante e divertente che, seppur seguendo uno svolgimento tradizionale (gente normale che fa cose -> grande casino intergalattico -> tutto è bene quel che finisce bene - forse), sa coinvolgere e tiene incollati alle pagine. Ma il vero capolavoro sta in ogni riga, ogni battuta, ogni dialogo. Michele Borgogni farcisce una trama già brillante con riferimenti alla cultura pop e al mondo nerd, arguzia ed espedienti geniali. Prende dei cliché, li smonta e li rimonta a suo piacimento, per un risultato divertentissimo e decisamente godibile. Consigliatissimo ai fan di Guida Galattica per Autostoppisti, e per chiunque voglia farsi una sana risata.
Cosa aspettarsi da qualcosa che si intitola "Kebabbari vs Alieni"? Una stronzata, certo, ma di quelle fatte bene, con il preciso scopo di esserlo. Un libro che non va preso per nulla sul serio e che strappa più di qualche risata. Divertente, dissacrante e molto ironico. Si legge bene ed è scorrevole, arranca forse sulle sequenze finali un po' lunghe e ripetitive. Non mi ha colpito particolarmente il protagonista, quasi una macchietta di sé stesso. Molto più interessanti i comprimari, Ahmed e i suoi monologhi/sproloqui miglior cosa del romanzo. Se volete staccare con quattro risate e dedicarvi a una lettura divertente ai limiti del nonsense potreste dare a Kebabbari vs Alieni una chance
Tra metal, kebab e trash di ogni genere, questo libro mi ha davvero divertita. Adoro la scrittura di Michele, spero di leggere altro di suo, merita davvero moltissimo
"Kebabbari vs alieni" si vende da solo già con il titolo: è un romanzo comico di fantascienza dove Alvaro, apprendista part-time di un kebabbaro logorroico, si ritrova a difendere la Terra da un'invasione aliena insieme ad altri curiosi, e a tratti affascinanti, personaggi. Se amate Douglas Adams non potete perdervi questa storia.
Scorre che è una meraviglia (sì, anche quando vi troverete davanti a quei muri di testo che sono gli sproloqui di Ahmed) e vi troverete a leggere anche le note a margine dell'autore, con le sue puntualizzazioni e gli appelli alla Fiat. Le pagine iniziali mi hanno catturata subito, con Alvaro che si prepara per cercare lavoro con quella superficialità e la sicurezza assolutamente infondata tipica di chi non ha la minima consapevolezza di sé. 😆 MOLTO verosimile, così come i dialoghi frizzanti che costellano il testo.
Nota personale di merito per le citazioni pop, che finalmente vedo ben integrate con la storia e non mi hano dato per niente fastidio, a differenza di altri casi recenti in cui sembravano messe lì solo per fare l'occhiolino al lettore. Bravo Michele!⭐
Prima parte del libro: gli universitari, i fuorisede, i coinquilini, le canne, i concerti, il metal, la sfiga, la scarsa igiene, il kebab. Tutto un mondo iperbolico e sopra le righe raccontato dalla voce dello stralunato protagonista-narratore. Seconda parte del libro: arriva L'ASTRONAVE (non è spoiler, c'è in copertina) ed ecco che diventa una storia di fantascienza parodistica, piena di invenzioni, immaginazioni e follie, sempre raccontata dallo stesso - ancora più stralunato - protagonista-narratore. Entrambe le parti sono molto godibili. Molto diverse ma in realtà molto coerenti nella struttura del libro. Michele Borgogni si conferma sempre più come una sicurezza. Dotato di un suo preciso senso dell'umorismo demenziale - qui coscientemente lasciato a briglia sciolta - ma anche molto preparato tecnicamente, come ho potuto apprezzare innanzitutto nei racconti di Europa Nera.
Un tuffo nell'ironia e nella fantasia. Personaggi che si intrufolano dentro e diventano amici veri e propri che si è felici di seguire in questa strana e divertente avventura. Il kebabbaro più tagliente del mondo mi ha fatta letteralmente sbellicare con le sue massime e le sue constatazioni sulla vita tanto ironiche quanto reali. Consigliato a chi è disposto a leggere un omaggio a "guida galattica per autostoppisti".
Un romanzo molto divertente, scritto bene e che scorre velocemente. Il gruppo di protagonisti è ben assortito, con personaggi caratterizzati a dovere e un sacco di citazioni pop/musicali che rendono piú saporita la lettura.
Kebabbari Vs Alieni di Michele Borgogni mi ha trascinato in un vortice di ricordi. Una quindicina di anni fa, lessi per la prima volta la Guida Galattica per gli Autostoppisti e me ne innamorai perdutamente. E chi come me ha amato la magnifica trilogia in cinque volumi di Adams non può esimersi dal gettarsi a capofitto sul romanzo di Michele. Un tributo, sì, ma che fa un balzo avanti e si evolve dando vita a qualcosa di unico. Adesso, una minaccia per l'autore: muoviti a far uscire il seguito, e rigorosamente in edizione speciale, mi raccomando, perché i racconti in coda al volume sono altrettanto validi e spassosi.
Michele mi aveva già convinto con la sua nouvelette "Il banchetto della fine del mondo", e la curiosità per questo titolo era nata proprio alla fine di quella precedente lettura. Una storia che si prometteva essere trash e bellissima, e indovinate un po'? E' esattamente così!
Il nostro protagonista è Alvaro, uno studente universitario la cui media tende a meno -30, visto che il suo libretto giace tranquillamente inutilizzato. Del resto la vita dello studente universitario offre molteplici tentazioni, l'ultima delle quali si chiama "esami". Ma per perseguire tali tentazioni servono soldi, soldi di cui Alvaro non dispone. Per sopperire a questo problema si mette alla ricerca di un lavoro, e tra peripezie e colloqui fallimentari, quando fa per rifugiarsi da Ahmed, il suo kebabbaro di fiducia, vede un cartello con us scritto "CERCASI APPRENDISTA KEBABBARO". Sembra un sogno, e se ci si aggiunge anche la presenza di Mary, ragazza bellissima e per cui Alvaro perde subito la testa, sembra decisamente troppo bello per essere vero. Peccato solo che ci siano sempre meno clienti, ultimamente la gente pare sparire nel nulla. Sarà per caso colpa di quella grossa nave comparsa nel cielo?
Il libro è dichiaratamente mosso dalla passione dell'autore per "Guida galattica per autostoppisti", ed è una curiosa coincidenza che io abbia terminato proprio ieri il mio primo Adams. Michele sposa il weird e la fantascienza con l'ordinario, con una naturalezza e un umorismo che lasciano avvinti i lettori, che si ritrovano a non poter fare a meno di questo libro - tanto che già mentre lo stavo finendo mi chiedevo dove fosse il sequel! L'umorismo di cui parlavo non si esplica attraverso gag slapstick o battute da cinepanettone, ma nasce dalla sincera goffaggine di Alvaro, dall'uso sapiente di situazioni equivoche, dal ribaltamento costante degli stereotipi più famosi - che è poi il modo giusto di usare gli stereotipi. Rimarrete stupiti dall'inventiva dell'autore e stregati da questa storia assurda e divertentissima, condita con citazioni punk e trash, che vi porterà a credere che una disordinata e scapestrata alleanza di kebabbari, uomini che parlano come se avessero divorato l'intera Accademia della Crusca e massaggiatrici cinesi - sì - sia davvero l'ultima e l'unica speranza per il mondo.
Un altro punto per Michele, che porta a casa un'altra storia a cui appassionarsi. E a proposito di punti, sarà mica il caso di spostarsi sul tennis? Wink wink ;)
Cosa può portare kebabbari e alieni ad essere presenti nello stesso titolo di un libro? Questo è un libro semplice, lineare, senza grosse pretese... ma che dico! Questo libro è geniale! Ho adorato ogni sua parte, dai personaggi, uno più strano dell'altro, partendo dal protagonista, Alvaro, uno studente che di studiare non ne ha la minima voglia, che inizia a lavorare da un suo amico kebabbaro, Ahmed, che per pena e per bisogno lo accetta come suo apprendista. ATA è il nuovo coinquilino di Alvaro, che in realtà non è andato via ma solo sparito, per cui già qui abbiamo una premessa che mi fa divertire assai. Infine abbiamo Mary, una ragazza bellissima che ho adorato alla follia, mano a mano che il libro procede. Insieme si troveranno in un'avventura speciale, perché degli alieni arriveranno sulla terra, per fare cosa? Invaderci o altro? Scopritelo leggendo questo fantastico libro. La trama è geniale, come dicevo prima è semplice, senza troppi arzigogoli, ma geniale nel raccontare ciò che accade, aggiungendo anche delle note a piè di pagina che sono divertentissime e arricchiscono ancora di più la narrazione. Se volete leggere un libro divertente, intrigante e fantastico, questo è il libro giusto! Recensione completa sul blog Noi_leggiamo, anche su instagram e facebook Ari
Non sono un grande amante dei romanzi comici, ma devo ammettere che questo mi ha fatto sbellicare dalle risate. Frizzante, ironico, pieno di riferimenti alla cultura pop, gioca sugli stereotipi più comuni dell’Italia del nostro tempo e non ha paura di toccare anche temi molto caldi (come il razzismo, l’ecologia e l’emancipazione femminile), oltre a raccontare in modo scanzonato il disagio di una generazione spiantata. Mi ricorda un po’ lo Stefano Benni di “Elianto”, ma trasposto in avanti di trent'anni e con la fantascienza al posto del fantasy. Il protagonista narra la vicenda a posteriori, in stile “quattro amici al bar”; non è dunque uno stile che ricerca l’immersione, ma è molto funzionale allo scopo che vuole ottenere, cioè farci ridere e sorridere. Le note a piè di pagina con i commenti del protagonista mi hanno ricordato (su scala molto ridotta) l’operazione compiuta da David Foster Wallace in “Infinite Jest”. Piccolo difetto: un primo atto leggermente troppo lungo rispetto alla durata complessiva del romanzo. I kebabbari arrivano subito; gli alieni si fanno un po’ desiderare.
"Mars Attacks" ma è girato dai fratelli Vanzina. Se questo libro fosse un meme, questa ne sarebbe la caption.
Sì perché in Kebabbari Vs Alieni si incontrano la cultura pop, una sana dose di fantascienza e una bella dose di grezzume softcore a base di luoghi comuni che rendono l'opera demenziale ma non sciocca. Una sorta di Scary Movie su carta.
Più che un libro, una ottima pitch per la sceneggiatura di uno di quei film che venivano trasmessi la domenica pomeriggio su Italia 1. Solo che anziché essere ambientati nella solita sonnacchiosa cittadina americana in mezzo al nulla, questa volta tocca ad una non ben citata città medio-grande Italiana.
Libro molto divertente. Le avventure di Alvaro meritano la lettura, passerete delle ore leggere e disimpegnate. Se Michele riesce a convincere i lettori a seguire la storia di Kebabbari che combattono contro alieni, vuol dire che è davvero bravo.
Non mi ha fatto minimamente ridere. Le battute sulle donne porcone sotto il burqa mi lasciano allibito e soprattutto non fanno più ridere dopo i 13 anni (almeno a me)
“Kebabbari vs Alieni” è un romanzo comico di fantascienza, scritto e prodotto da Michele Borgogni. Dello stesso autore avevo già letto con piacere “Game, Set, T-Rex”, anche questo comico-fantastico.
Alvaro è uno “studente” (il suo libretto universitario è intonso) che va a lavorare dal kebabbaro Ahmed per potersi mantenere dopo che i genitori hanno chiuso i rubinetti del mantenimento (Sì, “Alvaro il kebabbaro”); si lava poco, è un po’ un disperato, ma una mattina conosce Mary, accampata sul suo divano, e le cose cambiano rapidamente. Lei è una ragazza bellissima, apparentemente troppo per lui, ma hanno molte cose in comune, a cominciare dalla passione dei kebab; peccato che la ragazza abbia un oscuro segreto. In tutto questo, un’astronave aliena fa capolino nella storia.
Il romanzo è giocato sul parodiare gli elementi tipici della fantascienza, senza però essere mai volgare o uno scimmiottamento dei classici. Tutto è giocato sul riprendere gli elementi tipici dei colossal della lotta contro gli alieni e adattarli a una storia più italiana, ma anche più”umile”. Se nei film del filone la squadra di eroi che si crea ha un marine, uno scienziato, una spia e simili, qui il gruppo umano è formato da un kebabbaro, un apprendista kebabbaro, una esperta del centro massaggi cinese e un musicista eccentrico. Niente automobili sportive per il nostro gruppo, ma solo una Panda 4×4 (vabbè, cosa c’è di più epico?).
Lo stile è molto immediato e senza fronzoli, con battute giocate sulla ragionevolezza delle osservazioni dei personaggi e sul contrasto tra il parlato e quello che pensa Alvaro: secondo me, il mix funziona molto bene e ho finito il libro con un sorriso soddisfatto. Le citazioni sono tantissime, alcune trash e memorabili al tempo stesso (Www.Mipiacitu… che bel momento!), ma fa parte del fascino del romanzo.
Che dire, un romanzo che consiglio agli amanti del genere e ringrazio le molte persone che me lo hanno consigliato. Penso potrà appassionare tutti i fan delle parodie fantascientifiche e ai cultori del kebab, perché questo è un omaggio pieno di amore a questo cibo.
🔻Quando un libro ha un'idea di base forte e diretta come questo è piuttosto facile finire per essere incuriositi. La letteratura fantascientifica è satura di storie di invasioni aliene... Ma andiamo, ne conoscete altre che tirano in mezzo il kebab? Solo per questo, il libro di Michele merita una chance di essere letto!
🔻La storia, in realtà, è ironica e grottesca, in molti punti sfocia più nel fantasy piuttosto che nella fantascienza. L'influenza più evidente è comunque quella della Guida Galattica per Autostoppisti, che viene citata in maniera implicita in vari punti. Ma più che altro, ciò che traspare dalla narrazione è la stessa atmosfera surreale e divertente della famosa trilogia in cinque parti. Il risultato è un omaggio fresco e leggero, ma non per questo banale, alle storie comiche di epopee spaziali.
🔻Con tutto ciò che ho detto finora, non è difficile intuire come lo stile di questa storia sia abbastanza differente e lontano dagli altri lavori dell'autore che ho letto (Pezzi di vetro e Terror Supermarket). Ci sono molte parti raccontate e riassunte in prima persona dal narratore e infrazioni della quarta parete, cose che di solito non apprezzo nei romanzi moderni. Tuttavia, soprattutto grazie alle battute nella seconda metà (alcune geniali) devo ammettere che in questo caso la cosa non mi ha dato fastidio, e mi sono pure ritrovato anche un po' a commuovermi nel finale, segno che l'empatia per i personaggi è stata curata nei minimi dettagli.
🔻Un Michele Borgogni differente dagli altri titoli che avevo letto, ma non per questo meno profondo. Anzi, c'è messaggio di fondo che pervade la storia trattato con la giusta leggerezza, quella che ci si aspetta da un libro divertente come questo.
🔻Purtroppo, sono arrivato a prenderlo un attimo prima che uscisse la nuova mirabolante versione arricchita pure con i racconti di altri autori. In caso vi abbia incuriosito, vi consiglio di prendere direttamente quella!
Esiste la fan fiction ed esistono anche le tribute bands. Prendete un pizzico della prima, una buona dose della seconde, aggiungete a piene mani la verve, l’intelligenza e il talento narrativo di Michele Borgogni ed avrete “Kebabbari vs Alieni” un incredibile, originale e gustoso Tribute Book all’opera del compianto Douglas Adams. Il tributo c’è ed è manifesto con diversi inside and open jokes, ma poi il libro prende la sua strada e il suo grande fascino è soprattutto il poter seguire i pensieri dell’io narrante, il mitico Alvaro, esempio archetipico della media cazzoneria del medio maschio italico, tra Fantozzi e MedioMan, tra PosaMan e Rieducational Channel. Perso dove necessita una qualche competenza, mai capace di abbandonare un amico, sempre pronto a grandissime figuracce in amore, ma anche e soprattutto con la speranza che domani sarà un giorno migliore. Chi di noi (ragazze incluse) non è stato Alvaro per qualche mese (o anno) della propria vita? E poi in un mondo che sembra godere di ogni divisione possibile, il ricordare che forse la salvezza arriverà dall’essere meticci, inclusivi, incuranti del colore della pelle e capaci di gustarci un succoso kebab è un messaggio quasi rivoluzionario. Per cui, duri e puri dell’hard SF e della Space Opera lasciate stare, ma se volete farvi qualche sana risata, in un momento come questo dove da ridere c’è ben poco, allora venghino siore e siori e godetevi ste pagine. Ad maiora.
Ho letto questo romanzo grazie all'iniziativa Libri Vaganti di Vivsfairycorner su Instagram ed è stato un piacevole intrattenimento. Alvaro, un giovane studente universitario che però di esami non ne ha dati neanche uno, è costretto a trovare un lavoro visto che i genitori non vogliono più sovvenzionarlo inutilmente. Trova un posto da apprendista kebabbaro da Ahmed perché il precedente dipendente è sparito nel nulla. Ahmed diventa un po' il "padre putativo" di Alvaro e i due, insieme all'amico musicista ATA, alla massaggiatrice cinese Mei e alla misteriosa e bellissima Mary, si troveranno a cercare di salvare il mondo da un'invasione aliena. Ho riso tanto, il testo è demenziale e pieno di riferimenti nerd-pop più adatti forse a quelli un po' più "datati" come la sottoscritta. Diciamo che Alvaro non è proprio il massimo come eroe, ma ci piace proprio per questo. Ahmed l'ho trovato più divertente. L'autore si ispira a quel capolavoro di Adams, Guida galattica per gli autostoppisti di cui troverete una citazione inconfondibile sparsa nel testo. La prima parte si svolge sulla Terra, la seconda è una sorta di viaggio con diverse prove da superare non vi dico dove. A quanto pare è solo il primo libro di questo filone. Molto bella la copertina.
Vi è piaciuto Guida Galattica per gli Autostoppisti? Se sì, vi piacerà anche questo. Qualcuno mi risponderà "Addirittura?" Si, addirittura.
KvsA è uno di quei pochi libri che prende l'ironia con il rispetto che merita. Uno di quelli che costruisce l'umorismo con TUTTO: il contesto, i personaggi, i significati, i cliché, la meta-narrazione, la cultura pop, il linguaggio, l'etica, il kebab. Uno di quei libri che non ti fanno semplicemente sorridere mentre sfogli le pagine, ma ti fanno proprio scoppiare a ridere, tanto che ti fermi, finisci, e poi riprendi a leggere. Rimando alle altre recensioni per avere dettagli della trama, ma specifico che le stranezze non sono fini a sé stesse. Borgogni non si limita a piazzare cose assurde per fare umorismo con il nonsense, anzi, costruisce sopra l'assurdità, la sfrutta con intelligenza. Vabbé, non mi dilungo. Chi conosce mostri sacri tipo Pratchett o Adams sa già di cosa parlo.
E, maledizione, non do cinque stelle perché dopo questo libro esigo di più dall'autore. Ci sono poche cose a cui tengo tanto quanto l'ironia fatta bene. KvsA è la simpatica parodia fantascientifica. Va bene, ci sta, ma c'è spazio e capacità per fare di più.
Se vogliamo perdonare un certo eccesso di confidenza con la "Guida Galattica per Autostoppisti" di Adams (e certo che lo vogliamo perdonare, sia perché l'aderenza al capolavoro è divertente, sia perché Michele Borgogni dichiara a grandi lettere l'evidente amore per la Guida), "Kebabbari Vs. Alieni" è un romanzo che ti "porta via" (che è un concetto che si applica decisamente alla storia): buon ritmo, ironia come se piovesse, un senso della fantascienza tra il classico e la bizarro fiction, continue citazioni culturali (con un ventaglio che spazia dal classico al trash, passando per il pop), riflessioni di estrema attualità distribuite lungo tutta la narrazione, metal, kebab e tutto quanto. Che altro volete? La trilogia in cinque volumi?
Mi dispiace, la prendo sempre come una sconfitta personale abbandonare un libro a metà, ma al momento non ce la faccio a proseguire. È un tipo di umorismo che avrei apprezzato molto di più tra i 15 e i 22 anni, l’era del cazzeggio assoluto dove le min&hiate regnavano sovrane, ma adesso (ahimè) credo di essere diventata troppo seriosa o “pigna in hdfulo” per apprezzare davvero questa storia. So comunque a chi consigliarla: passerò il libro a un amico storico, che credo si divertirà moltissimo. La storia inoltre fa fatica a decollare: gli alieni “arrivano” per così dire al 50% della storia, e si fa un po’ fatica ad aspettarli per entrare “davvero” nell’azione. Recupererò altro dell’autore, che sono comunque curiosa di altre sue opere.
Un romanzo con un simile titolo ti salta agli occhi e ti si aggroviglia alle dita come le gommosità sull'astronave a carciofo allungato. E una volta che ti ha acchiappato, non puoi fare a meno di andare avanti, esattamente come se stessi sbocconcellando un panino kebab. Ironia surreale e satira sociale si mescolano sapientemente e ti ritrovi a sospendere l'incredulità ben oltre la soglia del possibile. Un autore in grado di trascinarmi su quell'astronave e farmi divertire e tifare può fare QUALSIASI cosa. E lo dico con preoccupazione e aspettativa. Consigliato.
Al limite del geniale. Ho scaricato questo romanzo attratto dal titolo già demenziale di per sé. Mi sono trovato per le mani un'opera scritta magistralmente, una penna spassosa che mi ha fatto letteralmente sbellicare dalle risate, soprattutto nella prima metà del volume. Ahmed (e la sua bellissima moglie) i personaggi preferiti.