Come succede spesso, ho scoperto questo libro qui, sullo scaffale di un’amica che lo aveva appena finito. Il titolo è del genere a cui non si può resistere, immediato, efficace, supportato da una copertina meravigliosa. E infatti ho ceduto.
Il protagonista, Alvaro, è uno studente universitario con scarsi risultati, più interessato alla musica, alle feste e alle birre che agli studi. Con il rischio sempre più concreto di vedersi tagliare i fondi, si decide a cercare un lavoro, scoprendo che l’impresa non è così semplice, riuscendo alla fine a farsi assumere nel suo locale preferito dal gestore, Ahmed, come apprendista kebabbaro.
Questo è il punto di partenza di un viaggio che coinvolgerà altri personaggi: Ahmed simpatico e saggio proprietario del locale, Ascanio Tancredi Amedeo, ATA per semplificare, un nobile punkabbestia dalla parlata forbita, Mei, una massaggiatrice esperta di arti marziali, e Mary, la ragazza più bella che Alvaro abbia mai visto. Un gruppo di estranei alle prese con i problemi di tutti i giorni che si ritroveranno a dover fermare un’invasione aliena!
Il libro è divertentissimo, mi ha fatto ridere a crepapelle come non mi succedeva da tempo eppure al tempo stesso è complesso. Può sembrare la classica storia adatta per un action movie, ma è un intreccio geniale di vari generi, una storia raccontata con una comicità spumeggiante, arricchita da battute esilaranti, spesso assurde e citazioni da film e video game degli ultimi trent’anni. Ma la parte che merita una lode particolare sono i dialoghi: brillanti, costruiti con cura, che raggiungono il massimo nel personaggio di Ahmed, re della disquisizione e del kebab. Un omaggio alla “Guida Galattica per gli autostoppisti” che persino Douglas Adams avrebbe apprezzato.
Una lettura consigliata per chi cerca una storia divertente e ben scritta. Complimenti a Michele Borgogni! Proverò altri libri scritti da quest’autore, ma soprattutto aspetterò con ansia il secondo capitolo di quella che spero sarà una prolifica serie.