I due saggi di Dipesh Chakrabarty raccolti in questo volume sono stati, come scrivono i curatori Matteo De Giuli e Nicolò Porcelluzzi nell’appassionata introduzione, un punto di riferimento essenziale per il confronto tra le scienze umane e quello che, con urgenza sempre crescente, i geologi e altri scienziati della natura hanno definito Antropocene: l’epoca segnata dalla drammatica “impronta ecologica” degli umani – divenuti “potenza geologica” – sul pianeta. La crisi antropogenica del sistema terrestre problematizza le visioni moderne del mondo impostate ed esportate dall’Occidente, mettendo in discussione “la nozione stessa di comprensione storica”: per Chakrabarty è necessario che il pensiero storico e politico-economico inserisca tra gli elementi in gioco non più solo il tempo breve e documentato delle società umane, ma quello profondo dei cambiamenti che hanno segnato (e segnano) la Terra e l’evoluzione di tutti i suoi abitanti, umani e non. Da quest’approccio derivano una serie di domande decisive: in che modo la storia del capitalismo e dei suoi limiti ecologici strutturali si sovrappone a quella ben più lunga – e non antropocentrica – della vita sul nostro pianeta? Come si intrecciano, cioè, il “globale” e il “planetario”? Come pensare e agire su una scala “non-umana o in-umana” (nella prospettiva aperta dalla crisi, gli umani sono incidentali) con i mezzi di cui disponiamo, sviluppati su una dimensione temporale a noi familiare? L’emergenza planetaria ha aperto “crepe e lacune” sotto i nostri piedi, mostrando come la Terra sia altro da noi. Un presupposto di enorme portata e difficoltà, ma indispensabile a ogni politica complessiva del cambiamento climatico.
Dipesh Chakrabarty (b. 1948) is a Bengali historian who has also made contributions to postcolonial theory and subaltern studies.
He attended Presidency College of the University of Calcutta, where he received his undergraduate degree in physics. He also received a Post Graduate Diploma in Management (MBA) from Indian Institute of Management Calcutta. Later he moved on to the Australian National University in Canberra, from where he earned a PhD in history.
He is currently the Lawrence A. Kimpton Distinguished Service Professor of History, South Asian Languages and Civilizations and the College at the University of Chicago. He was a visiting faculty at the Centre for Studies in Social Sciences, Calcutta. Chakrabarty also serves as a contributing editor for Public Culture, an academic journal published by Duke University Press.
He was a member of the Subaltern Studies collective. He has recently made important contributions to the intersections between history and postcolonial theory (Provincializing Europe [PE]), which continues and revises his earlier historical work on working-class history in Bengal (Rethinking Working-Class History). PE adds considerably to the debate of how postcolonial discourse engages in the writing of history (e.g., Robert J. C. Young's "White Mythologies"), critiquing historicism, which is intimately related to the West's notion of linear time. Chakrabarty argues that Western historiography's historicism universalizes liberalism, projecting it to all ends of the map. He suggests that, under the rubric of historicism, the end-goal of every society is to develop towards nationalism.
In 2011 he received an Honorary degree from the University of Antwerp.