Tornano i samurai di Chanbara, la serie di Roberto Recchioni e Andrea Accardi ambientata nel Giappone del XVII secolo, protagonisti di un'epopea avvincente, suggestiva e violenta. La nobile Jun ha visto il padre morire suicida per il proprio onore, denunciando la corruzione della corte, ma ricevendo in cambio dal Daimyo e dal suo seguito solo scherno e disprezzo... Pronta a uccidersi a sua volta per il disonore, Jun viene fermata dalla voce del Giustiziere errante Ichi: chi ride davanti all'altrui sacrificio non merita il trionfo, ma piuttosto di assaggiare la spada della vendetta!
Roberto Recchioni è un fumettista e scrittore italiano. Sceneggiatore e disegnatore, ha esordito sulla serie Dark Side per la Bdb presse. In seguito ha collaborato con Disney, Panini, Bonelli, Eura Editoriale, StarShop, Comic Art, Rizzoli, Magic Press, Astorina, e per l'americana Heavy metal; è inoltre tra i fondatori della casa editrice indipendente Factory, ormai sciolta. Creatore di John Doe e Detective Dante insieme a Lorenzo Bartoli, attualmente collabora con la Sergio Bonelli Editore in veste di sceneggiatore e curatore di testata per Dylan Dog.
Un 3.5; un relato breve sobre la venganza, con trazos y rostros bellamente dibujados. Lo malo, es que es forma sin fondo, no hay desarrollo de personajes.
Primero que nada, dejemos en claro que este es un cómic y no un manga. Cosa sorprendente porque ni yo lo había notado, hasta que leí a los autores y el interior del libro (que te explica brevemente sobre las Onna Bu-Geishas y su impacto en Japón y distintas publicaciones de Italia), quedé sorprendida por el arte, que es precioso y completamente diferente a lo que acostumbro con los mangas. La historia es sobre venganza y nos cuenta como es que la joven Jun Nagaima intentará ser una justiciera en nombre de sus padres, con ayuda de diversas personas a lo largo de este corto cómic. Llegará al lugar donde peculiares flores crecen y son tan bellas como mortíferas, hará lo que sea por ser parte de ellas. Puedo decir que tenía mucho con este texto y al fin le doy su buena conclusión. Ya tenía que leerlo porque solo ha estado acumulando polvo en la repisa. Corto, consistente, feroz, sangriento y muchas otras palabras para describir a este libro, para aquellos que no quieren leer Japón bajo los ojos de los mismos japoneses.
Un fumetto che leggerete in un’oretta se non vi mettete ad apprezzare le splendide tavole di Accardi.
La nobile Jun ha visto il padre morire suicida per il proprio onore, denunciando la corruzione della corte. Di fronte al suo sangue, i dignitari e il daimyo hanno, però, riversato solo scherno e disprezzo… Prima che lei stessa soccomba alla vergogna e all’autodistruzione, la voce del samurai errante Ichi ( grandissimo personaggio anche cieco, vecchio e nano) si alza per consigliarla: chi ride davanti all’altrui sacrificio non merita il trionfo, ma piuttosto di assaggiare la spada della vendetta.
Una giovane nobile in cercadi vendetta può essere un fiore che sboccia molto velenoso
Numero perfetto: storia semplice come un haiku, che di haiku si veste e racconta la vendetta e la strada per l'inferno con ferocia, efficacia, bei dialoghi che sono centellinati, scene meravigliosamente orchestrate e disegnate. Non c'è assolutamente nulla da dire, se non che Le Storie si conferma in assoluto la migliore testata bonelliana, o italiana, o quasi mondiale, sulla piazza!
Storia di violenza, storia di assassinio e vendetta. Storia di donne, si sangue, di spade e "sorrisi". Un altro piccolo e breve lavoro artistico di Recchioni e Accardi, meno lirico e poetico degli altri precedenti, ma ugualmente avvincente. Mette appetito in attesa della prossima storia.
I disegni superlativi dominano su tutto. In questo caso è la trama che scivola via veloce e tranquilla ad accompagnare le matite del disegnatore. Per il massimo dei voti manca un guizzo nel soggetto.
Anche in questo caso Accardi e Recchioni fanno un ottimo lavoro. Il tema della vendetta, così importante nella cultura giapponese medievale, viene declinato nella figura di Jun, un fiore tanto bello quanto letale. Impossibile non paragonare, anche solo per un attimo, la protagonista alla Sposa di Kill Bill. Fortunatamente però l'ambientazione e la storia si muovono in tutt'altra direzione. Anche questo racconto è contenuto nel volume Chanbara.