Sebastiano ha dodici anni e due genitori che tramano rivoluzioni dal soggiorno di casa. Passa il tempo ad ascoltare le cassette del corso d’inglese regalate dalla nonna, a leggere fumetti e a chiedersi chi sia la misteriosa ragazza con la felpa nera che si affaccia tutti i giorni dal palazzo di fronte. Quando conosce Valerio, il figlio dei suoi vicini sopravvissuto per miracolo alla caduta in una voragine apertasi nella strada di casa, Sebastiano trova finalmente un amico, un complice, quasi un fratello. Ma in Valerio c’è qualcosa di strano, forse di prodigioso: qualche tempo dopo l’incidente, Sebastiano inizia ad avvertire presenze inquietanti nel palazzo… Con l’Italia di fine anni Settanta sullo sfondo, Soffio è la storia di un passaggio all’età adulta raccontata da chi è ancora bambino; una fiaba collocata in un tempo più che in un luogo, in cui il mondo è ridotto allo spazio di un quartiere e una nuova amicizia può ancora cambiarti la vita
Il romanzo racconta una storia intima e delicata: la storia di crescita di un ragazzino all'interno di una famiglia rivoluzionaria nell'Italia degli anni Settanta. L'elemento fantastico è presente, in questa storia, ma appena accennato, e come in sospeso tra realtà e immaginazione. Più che nel fantastico, ci troviamo qui nel campo del realismo magico, o del "fantastico" inteso dal punto di vista di Todorov, che lo colloca nell'indecisione tra una spiegazione razionale e una sovrannaturale degli eventi che accadono. Si tratta di una storia adatta a chi ama indulgere in libere interpretazioni, più che a chi ricerca spiegazioni oggettive e inequivocabili. Lo stile è scorrevole e ben immerso nel punto di vista del protagonista dodicenne, la cui psicologia è ben delineata e approfondita, anche se, a mio modesto parere, può a essere a tratti un po' difficile immedesimarsi del tutto in lui per un lettore che abbia superato quell'età da un bel pezzo.
Romanzo che a una prima lettura mi aveva lasciato freddo ma che nel tempo ho ampiamente rivalutato. La scrittura diaristica di un protagonista molto giovane può spiazzare e risultare fin troppo semplicistica, quando non lo è affatto: scrivere semplice è forse una delle sfide maggiori per un autore. E Lopez in questo si dimostra capacissimo nel gestire un registro linguistico appropriato. Di contro credo potesse forse affondare di più la penna nelle implicazioni del suo elemento magico (davvero interessante e pieno di potenziale) di cui sembra aver solo grattato la superficie. Ma riconosco di essere un rompicoglio... un lettore che vorrebbe sempre qualcosa in più di quello che gli viene dato. Soffio infatti è una lettura perfettamente gradevole, originale e completa anche così. (Ho dato 4 stelle ma ne merita tranquillamente 4,5)
3 e mezzo. Potrei definire questo libro una storia dalle tinte ombrose che percorrono la crescita di un piccolo protagonista, Sebastiano. Recensione: https://laspacciatricedilibri.blogspo...
Bene ma non benissimo, c'è qualcosa che rallenta la narrazione, qualche elemento di troppo che anziché arricchire il mondo in cui agiscono i personaggi, non fa altro che inserire più domande irrisolte e personaggi interessanti di cui si vorrebbero conoscere più cose.
Per me è no. Il finale a tarallucci e vino mi ha messo una sensazione sgradevole addosso. La scena della gatta in particolare. Non ho capito cosa l'autore volesse comunicare, ma a me sono arrivate solo bad vibes e inquietudine.