Ogni tanto capita a tutti/e: ci guardiamo indietro e pensiamo a qualcosa che avevamo una volta e che, col senno di poi, ci saremmo tenuto stretto. Dove sarà finita quella coperta rosa che mi portavo ovunque da piccola? O il pescatore di bronzo che ci ha seguiti in tutti i traslochi? E le lettere che scrivevo a mio padre da bambina o quel libro d’avventure che la mamma mi regalò per consolarmi dopo una brutta giornata a scuola? Altre volte non si tratta di oggetti, ma di tesori interiori: i lasciti emotivi di un qualche episodio della nostra vita che magari abbiamo creduto di voler solo dimenticare, e che invece a guardarlo oggi, dalla giusta distanza, scopriamo che conteneva davvero qualcosa da salvare. Quell'incrollabile fiducia in me stessa che mi sono scoperta dentro dopo una separazione. Quella sensazione ottimista di poter fare, dopo aver mobilitato un intero quartiere per un cane randagio malato. O lo scontato per il suo non essere, per capire un attimo dopo che scontato non è, e dovuto nemmeno. E poi: l’antagonista, magnifica, di quella fiaba deprimente. O Madame Bovary, che fosse stato per me si doveva portar subito a fare una bella lavanda gastrica e non doveva mica per forza finire così. Questa raccolta di 46 racconti, un po’ ironici, un po’ nostalgici, un po’ ottimisti, nasce per raccogliere fondi per Pangea Onlus. Pangea ha lavorato e lavora a Kabul per dare alle donne afghane la possibilità di tenersi stretti i loro sogni, i loro progetti e le loro risorse. Di avere ancora qualcosa da salvare, qualcosa da portare con sé in un futuro degno di questo nome.
Il ricavato della vendita viene interamente e direttamente devoluto a Pangea Onlus.
Barbara Fiorio, nata a Genova nel 1968, formazione classica, studi universitari in graphic design, un master in marketing communication, ha lavorato per oltre un decennio nella promozione teatrale ed è stata la portavoce del presidente della Provincia di Genova.
Leggere "Salvataggi" è stato un viaggio emozionante tra memorie antiche e racconti lievi. Sono grata a Pangea non solo per avermi dato modo di dare un (seppur piccolo) contribuito alla causa dell'emancipazione femminile in Afghanistan ma anche per avermi fatto scoprire scrittrici fantastiche, una tra tutte Alice Basso. Non la conoscevo e sono felice di averla scoperta in questo modo, soltanto attraverso la sua scrittura (ironica, brillante e insieme semplice) e non per passaparola. Conoscevo Nadia Terranova, Bianca Pitzorno, Stefania Auci e altre ed è stato bello rileggerle su questa silloge, mentre il nome di Alice Basso non mi diceva nulla ma già dalle prime righe del suo racconto, ho percepito che stavo leggendo qualcosa di speciale. Di lei ho poi parlato in un gruppo di lettura e la coordinatrice del gruppo si è detta "da sempre una groupie di Alice Basso". Ho scoperto così che in effetti è una scrittrice nota tra i lettori più appassionati. Da allora posso dirmi una sua groupie per ciò che scrive sui social ma sono curiosa di leggere qualcuno dei suoi libri. . Con l'accordo di Doha del 2020 si conclude una guerra durata circa vent'anni in Afghanistan. Dopo il ritiro delle forze armate USA dal Paese, i Talebani iniziano a conquistare il territorio afghano, fino a chiedere il riconoscimento ufficiale del loro governo nel 2022. Tanti i soprusi commessi dal regime talebano. Tra di questi, c'è l'oppressione e la totale negazione dei diritti fondamentali e della libertà delle donne, che non possono studiare, lavorare, scegliere come vestirsi e sono condizionate nel muoversi. Ho trovato ciò intollerabile, mi sono chiesta cosa potessi fare per aiutare l'emancipazione femminile nel Paese. Ho scelto così di sostenere l'iniziativa di Pangea e delle tante scrittrici e degli scrittori che hanno fatto parte del progetto.