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Immaginate l'oblio: Il macabro nel Sud Italia

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«Immaginate questo. Immaginate un fuoco. Un calore assoluto. Immaginate di bruciare e poi diventare cenere. Il fuoco è una purificazione in grado di annientare l’esistenza stessa. Immaginate questo. Immaginate l’oblio.» Dopo il successo di Racconti sull'innominabile, primo volume della trilogia de “Il macabro nel Sud Italia”, arriva un nuovo viaggio nel folklore del meridione nostrano. Le storie di questa raccolta gotica sono radicate in territori feroci e infetti, tetri e arcaici, pregni di superstizione e tradizioni pagane. Caprai, santoni, coltivatori, cenciaioli, proprietari di bische, mezzadri, calderai, minatori. Individui corrotti da fedi disturbanti che si muovono su una terra infestata di boschi morti, montagne sacre e paesini isolati ed estranei, in certi casi, allo scorrere tempo. Una natura profonda-mente oscura che recide senza pietà il colossale castello di menzogna che l’uomo si è costruito per esorcizzare la morte. Sette storie, più due interludi, che spingono verso un abisso senza possibilità di redenzione. Immaginate l’oblio. PREFAZIONE DI LUIGI MUSOLINO.

180 pages, Paperback

Published September 6, 2021

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Gerardo Spirito

8 books5 followers

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Federica Lup.
115 reviews11 followers
December 10, 2023
Era dai tempi di Il demone della Controra di HellGreco, uno dei racconti più riusciti della raccolta Satanica, che cercavo qualcosa ambientato nel Sud Italia.
La maggior parte delle opere horror Weird nostrane si svolgono al Nord, il neogotico piemontese è ormai affermato e incuneato nell'immaginario della letteratura di genere nostrana.
Ma io da buona meridionale avevo estremo bisogno di leggere di fatti raccapriccianti collocati geograficamente dalle mie parti.

Finalmente ho scoperto la penna di Gerardo Spirito e Marco Marra che mi hanno dato ciò che volevo.


Tra bische, tratturi e borghi in rovina si muovono cenciaioli storpi, megere sdentate e vecchi incartapecoriti, specchio dei luoghi in cui vivono, ritorti e malati come gli alberi dei boschi, sozzi, purulenti e sgangherati come le loro baracche, malevoli come le entità a cui sono votati. Gli dei innominabili provenienti dallo spazio profondo di matrice lovecraftiana fanno capolino nella narrazione collegando i racconti tra loro, ma senza eccedere nel citazionismo e nello scimmiottamento facile in cui si può incorrere in questi casi.
Gli elementi di orrore cosmico sono sapientemente inseriti nel contesto e seppur non modernizzati, mi hanno ricordato le opere di ambientazione svedese di Anders Fager.

Se nel folklore tedesco la Notte di Valpurga sul monte Broken è tempo di lacerazione del velo separatore tra il nostro mondo e quello sotterraneo, di incontri con Satana, creature mefistofeliche e gatti mammoni, tra i boschi e le colline che circondano paesini dimenticati del sud Italia, la Notte della Sacra Liberazione sarà il momento perfetto per aprire un varco sugli anfratti del cosmo e sugli esseri che vi dimorano.
Sempre con danze sfrenate, crisi estatiche. Sangue e sacrifici.
Immaginate l'oblio.

Racconti preferiti:
🐐 Il dio lapidato
🐐 Il capro nero
🐐 Quarantotto
Profile Image for Debora Parisi.
Author 29 books32 followers
April 20, 2023
Una ventata d'aria fresca nel panorama horror e folk, questa volta d'ispirazione meridionale. L'antologia è divisa in due sezioni: arcaica, con un periodo indefinito e uno stile aulico, e moderna, con una narrazione più movimentata e d'azione e un linguaggio moderno.
Le storie sono pessimiste e i personaggi stessi non spiccano certo per l'innocenza o il coraggio: nei migliori dei casi sono persone affossate dai propri problemi, nei peggiori feccia umana. Sebbene il sovrannaturale sia presente, spesso pare essere una presenza lontana e, a parte alcuni racconti, spesso al lettore arriverà il dubbio che non sia in realtà qualcosa di origine più terrena. I veri protagonisti delle storie sono i borghi, le persone superstiziose e cattive, gente che organizza culti di dubbia moralità o che sfrutta la religione a proprio vantaggio, discriminazione razziale e di genere ecc.
Chi ha compreato questa antologia sperando di trovare riferimenti a leggende locali potrebbe rimanere deluso: gli autori hanno rielaborato in chiave nuova il genere folk, creando una loro mitologia spesso inerconnessa tra i racconti.
Ho apprezzato anche l'immersione nel punto di vista dei personaggi, sebbene il narratore rimanga esterno: non a caso colore che hanno un punto di vista misogino o razzista ragionano con termini consoni alla propria mentalità, esattamente come la moglie sottomessa penserà che sia normale essere lo zerbino del marito.
In Conclusione "Il Macabro nel Sud Italia" pare una risposta a movimenti letterari emergenti come il Neogotico Piemontese ecc, leggerò volentieri gli altri volumi.
Profile Image for Palma Pamela.
Author 2 books3 followers
December 11, 2021
RECENSIONE A CURA DEL BLOG "GLI OCCHI DEL LUPO"

In questo secondo volume della trilogia de “Il macabro nel Sud Italia” i nostri due autori ci porteranno all’interno di nuovi miti del folklore meridionale.

Dai racconti di questo volume traspare la volontà dell’uomo di negare l’esistenza della morte, ma quest’ultima, si sa, non ha bisogno del permesso di noi essere umani per agire.


“Immaginate questo.

Immaginate un fuoco.

Un calore assoluto.

Immaginate di bruciare e poi diventare cenere.

Il fuoco è una purificazione in grado di annientare l’esistenza stessa.

Immaginate questo.

Immaginate l’oblio.

Dopo che le fiamme vi avranno consumato,

la vostra esistenza sarà ridotta a un mucchio di ceneri 

che saranno sparse e disseminate 

freneticamente dai venti 

in ogni angolo della Terra.”


“Immaginate l’oblio” è il seguito di “racconti sull’Innominabile” e contiene, anch’esso, racconti macabri. 

Il volume è diviso in due parti: nella sezione “racconti arcaici” sono contenute sei storie, mentre in quella “racconti grotteschi” ne sono contenuti tre.

Tutti i racconti hanno un lato oscuro, tutti parlano della morte, questo evento fin troppo spesso considerato di cattivo auspicio, quando non è altro che il naturale evolversi dell’esistenza.

Alcune storie sono più inquietanti di altre, ma ciò che inquieta il lettore più di tutto è il fatto che vengano raccontate come se fossero normalissime favole della buonanotte.

Alcuni racconti mi sono piaciuti tanto, altri un pò meno, ho trovato questo volume leggermente più sottotono rispetto al primo che mi aveva catturata completamente.

Ad ogni modo il libro mi è piaciuto, e sono curiosissima di leggere anche il volume finale di questa trilogia tutta ambientata nella mia Terra, il Sud!

Se siete amanti del folklore nostrano, questa potrebbe essere un’ottima lettura da fare durante il periodo invernale, magari davanti a un bel caminetto acceso!
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