Una nuova serie legata al mondo dell'arte, con una protagonista esplosiva e l'incantevole scenario dell'entroterra ligure.
Edna Silvera, cinquantasette anni, è storica dell'arte e restauratrice di grande talento. Abita in una villetta a Chiavari e l'unica compagnia che gradisce è quella del gatto Cagliostro e delle sue galline, che adorano la musica degli ABBA e hanno nomi da dive del cinema (la Garbo, Marilyn, Bette Davis, la rossa Rita Hayworth). Chi la conosce sa che non ha peli sulla lingua: che si tratti di mettere in riga la madre ottantenne, Zara, che fa fuori una badante dietro l'altra, o di farsi valere con i baroni universitari, lei non si tira indietro. Anche se spesso finisce col mettersi nei guai. Dopo aver dato del "coglione maschilista" a un collega, Edna viene spedita a una conferenza a Siestri, paesino dell'entroterra ligure abbarbicato sui tornanti. Una punizione bella e buona, coronata da un piccolo incidente d'auto che la costringe a entrare nel negozio più vicino - la bottega di un antiquario - per cercare aiuto. Quando scopre il cadavere del proprietario riverso a terra dietro una tenda e con le braghe calate, la polizia la considera una semplice testimone. Ma poi è lei a notare un dettaglio: un'antica tavola di legno che, sotto uno strato di pittura, potrebbe nascondere un tesoro…
Edna Silvera , restauratrice, docente universitaria, figlia di una madre terribile che sfianca badanti a ripetizione, vive in una villetta appartata insieme a sette galline amanti della musica anni Settanta. Vicina più ai sessanta che ai cinquant’anni, è una donna piacente, orgogliosa e poco disposta a perdonare agli uomini che la circondano di essere tali: spocchiosi, arrampicatori, sessisti, eccetera. Insomma, una così la vorrei come sorella senza passare per l’ufficio anagrafe.
Proprio dalla cacciata dell’ultima badante, tale Kalina, che fugge trascinandosi dietro un trolley e la padella in ghisa da cui non si separa mai, prende il via un’avventura gialla in cui Edna si troverà invischiata.
Recatasi controvoglia in un paesino dell’interno ligure per organizzare una manifestazione per l’anniversario dantesco, Edna scopre il cadavere di un antiquario, ma anche una pala del Quattrocento che fa gola a molti e che sembra scoperchiare un ennesimo traffico di opere d’arte rubate.
Valeria Corciolani sguazza come una papera nel laghetto privato quando si tratta di parlare di arte, forte degli studi all’Accademia di Belle Arti (la dedica è indirizzata a due suoi docenti). E noi lettori ne traiamo beneficio, perché le pagine dedicate al lavoro certosino dei restauratori e ai misteri che nascondono tante opere rubate e scomparse da tempo sono molto godibili.
Accompagnano la protagonista in questa prima avventura (il romanzo è autoconclusivo, ma apre una nuova serie gialla), un vicino di casa tanto avvenente quanto ferrato nei mille trabocchetti dell’informatica, un’assessora comunale dai capelli rosa e un Pubblico Ministero, il dottor Bassi, che unisce il fascino all’acume investigativo.
L’ambientazione è quella che Corciolani conosce e ama: la cittadina di Chiavari e l’entroterra ligure, chiuso fra le montagne e il mare. Un paesaggio che con la sua serenità e bellezza contrasta con la storia che l’autrice ci presenterà ufficialmente il 2 luglio.
Tre stelle e mezzo Con l'arte e con l'inganno di Valeria Corciolani (Rizzoli) è un libro giallo, con sfumature divertenti. Sì, perché ho letto questo questo libro con il sorriso sul volto, un po' perché ci sono luoghi che conosco e un po' perché i personaggi che ha creato Corciolani sono buffi, strambi, reali.
Sono contenta di aver letto finalmente questa autrice della mia zona e sono doppiamente contenta di averlo fatto in vacanza, quando ho potuto gustarmi ogni pagina, ogni battuta, ogni scorcio di Neirone in Val Fontananbuona.
Sapete che non leggo libri gialli (fatta eccezione per Agatha Christie) ma lo strappo alla regola qui è stato ripagato.
Edna Silvera ha quasi sessant'anni, le piace vivere in solitaria (eccezion fatta per le sue galline), ama l'arte e il buon vino. Sì, sono io tra una trentina d'anni. Ma soprattutto è una donna libera di essere se stessa.
Ho ritrovato la verve dei botta e risposta tra l'ispettore e Alma , protagonisti della serie precedente, in quelli tra Edna e il PM Bassi . Sicuramente l'ha continuerò
Considerando che abitiamo a soli 6 Km di distanza (in provincia di Genova, nella Riviera di Levante), è una vergogna che io non abbia mai letto nulla di Valeria Corciolani prima d’ora, ma questa mia prima esperienza è stata degna dei fuochi d’artificio. “CON L’ARTE E CON L’INGANNO” si è rivelato un giallo intrigante dove le sfortunate coincidenze spadroneggiano e le indagini per il delitto si intersecano con quelle per la risoluzione di un altro mistero legato al mondo dell’arte, campo d’esperienza della protagonista, Edna Silvera. Ho letteralmente adorato questo personaggio: preparata in modo egregio anche per ciò che riguarda la storia, la filosofia, la religione e la cultura in senso più ampio, dotata di un carattere volitivo e sicuro, di una personalità poliedrica che lei esprime con un «raffinato sarcasmo», evitando (per quanto può) i rapporti sociali e scegliendo «di convivere con sette pennute, un felino indipendente e in un posto fuori mano». È un romanzo dalla trama ricca e anche tutti gli elementi che sembrano inizialmente parentesi riempitive (il burrascoso rapporto con la madre, la presentazione del fantastico Ottavio, l’inquietante punto di vista di Omero, …), in realtà si dimostrano importanti tasselli per ricomporre il puzzle finale, oltre che uno spunto ulteriore per conoscere meglio il personaggio di Edna. Ciò che però mi ha deliziato in modo assoluto è stato lo stile di scrittura: coinvolgente, arguto, colto ed elegante, condito con una costante ironia di sottofondo che lo ha reso davvero irresistibile e mai noioso (anche nelle spiegazioni tecniche). Ho apprezzato anche la capacità dell’autrice di cambiare registro a seconda del personaggio, così come l’idea di inserire, talvolta, dei brevi riepiloghi che facessero il punto sulla situazione.
Purtroppo sono stata penalizzata nella lettura di questo libro perché l'ho letto in macchina, durante lunghi viaggi, per cui, tra una "tappa" e l'altra passavano spesso diverse settimane, in cui dimenticavo nomi, ruoli, eccetera. Per fortuna, a un certo punto il procuratore decide di fare il punto della situazione, per cui mi sono riuscita a rimettere in carreggiata. E queste indagini nel mondo dell'arte mi sono piaciute tanto che ho già iniziato il secondo volume della serie - ma non in macchina. Diciamo che, se il secondo si potrebbe chiamare Rosso (che fa anche parte del titolo, Di rosso e di luce), il primo è decisamente Giallo, che poi è uno dei miei colori preferiti, ma nell'arte, a quanto pare, rappresenta Giuda. Adesso, quando finirò il secondo, non vedo l'ora di scoprire quale sarà il terzo colore e cosa simboleggia nel linguaggio dell'arte.
Edna Silvera è abituata a stare sola, niente legami e mal sopporta il carattere dell'anziana madre che non accetta le varie badanti, fino ad offendere e colpire con una bottiglia "rigorosamente vuota" l'ultima badante. Caratteri forti che si scontrano, un amico che l'aiuta a districarsi nei suoi problemi tra il vicerettore della Facoltà in cui non lavora più, e la madre che da sola non può comunque stare in casa. Un nuovo vicino così bravo in informatica da darle una mano in svariate occasioni e un omicidio in cui si trova coinvolta involontariamente, dove il suo lavoro come storica dell'arte e restauratrice la travolge nel ritrovamento non solo del cadavere ma di un quadro che ai suoi occhi non passa inosservato. Una nuova serie con una protagonista davvero interessante, a mio avviso a tratti divertente e a volte irrecuperabilmente insopportabile. La scrittrice è abile nel parlare di arte in modo semplice e comprensibile, ha creato un personaggio che suppongo ci allieterà in altre scoppiettanti indagini, mi piace l'accostamento della vita privata e il mondo del suo lavoro, mi fa ridere la vita riservata che conduce Edna tra galline che si chiamano come le dive del cinema, il suo gatto che non ama essere disturbato e una madre ingombrante che tra badanti rumene e russe conosce anche molte frasi in quelle lingue. Divertente, ironico, non annoia e il "giallo" non è ingombrante da far sbiadire la vicenda di questa nuova protagonista e i personaggi che le ruotano intorno.
Piacevole lettura e un colpevole inaspettato! Le 7 galline mi hanno fatto squillare un campanello ma questo pare essere il primo libro dell'autrice, dovrò investigare :)
Si fissa il foglio bianco, di un bagliore accecante, soltanto nei casi in cui il libro è penetrato tanto profondamente dentro l'anima che proprio non ne vuole sapere di uscire dal comodo bozzolo. E resta cosi abbarbicato alla sua comoda tana, fatta di incantevoli scenari, che spesso paragono a delle grotte, piene di misteri e luccicanti forme geometriche che raccolgono la luce del sole e piroettano sulla parete di roccia, mille colorati arcobaleni. Le parole davanti a tante bellezza non escono. O si sentono di troppi in quel mondo di emozioni create da una semplice banale penna. O da un computer definito senza anima, senza emozioni che risponde soltanto alle dita abili di qualcuno che ha la fantasia accanto a sussurrargli meraviglie. E invece anche quel cuore fatto di fili e di elettrodi e di byte, diventa carne e sangue, passione e risata. Diventa vivo. Allora come posso io, parlarvi di un solo elemento di qualcosa che è un mosaico fatto di sussurri e di sensazioni? In questi casi mi siedo sconsolata ma felice. Perché se le parole non escono, neanche se minacciate il libro ha compiuto il suo dovere. Mi ha rapito, fatto sognare, divertito, reso umana terrificantemente e splendidamente umana. Ed è quello che è accaduto con la Corciolani. Un semplice ammasso di pagine, il cui fruscio cantava assieme al mio cuore lieto, lieto di vibrare al ritmo della parola, restituita finalmente a se stessa. E lieto di ritrovare nell'ambientazione particolare, creata da Valeria la sua dimora, da troppo tempo oscurata da un bosco fitto, fatto di nulla. E quindi, mi direte voi che ambientazione è? Potrei raccontarvi in modo banale della bellezza di una Liguria ancora selvatica, ancora pura e concreta, fatta di terra sole e mare, cosi come ci racconta uno straordinario De Andè. Fatta di gente semplice e al tempo stesso dura con una sensibilità difficile da cogliere, proprio perché portata a celebrare l'essenza: tutto il libro di Valeria è un inno alla creuza de ma. Sapori e odori avvolgono già fin dalle prime pagine il lettore, sospeso terra cielo e mare, tra la forzai indomita di una natura che in quei luoghi può urlare libera, consapevole che la sua gente l'amerà lo stesso. Sia che si tratti di sole a picco sulla roccia brulla, che tempesta. Perché sa che dopo ogni evento sarà il profumo della terra a salutare il proprio istinto assopito dalla modernità. Ma tutto questo scenario di colore e di odore fa da sfondo al suo Dio, divinità che pochi amano e molti si vantano di conoscere: l'arte e il simbolo. La terra brulla si sveglia e chiama con un coro idilliaco il ricordo di un mondo ideale, l'Arcadia dei poeti, quel luogo da sogno fatto di cultura e popolo, di spirito e materia che, proprio in queste pagine, rivive. E si alza fiero e rigoglioso come una pianta che è si capace di chiamarsi davanti alla maestosità della tempesta, ma sempre restando fedele a se stessa. Cosi com'è Edna, che di quello sfondo fa da regina, padrona e mentore. E allora l'ambientazione sfugge alla nostra ristrette vedute e si nutre di aria, sole, mare, vento e... arte. Che tutte queste suggestioni racchiude e al tempo stesso sintetizza. Nelle linee, nei simboli e nelle scelte stilistiche.
Un giallo che va in una direzione diversa rispetto ai classici e ai più moderni polizieschi. Lo fa sia con i personaggi che con la trama. Abbiamo sì, sempre il morto, come il detective che qui è un PM ma per il resto c'è una ventata di novità. Il personaggio principale, Edna, non ha niente a che fare con i due su citati, anzi. Né ha nulla a che fare con un passato fatto di misteri risolti e aiuti alla polizia. Ha la sua vita, i suoi problemi e rottura di scatole. In tutto questo bel quadretto viene inserito un morto, qualche caso sfortuito, mescolato e intrecciato per bene ed ecco un bel libro.
Non è il libro della vita ma è una piacevole lettura. La trama appassiona ed il finale è particolare. Non voglio parlarne troppo ma posso dire di aver apprezzato la scelta azzardata dell'autrice, scelta tra l'altro consapevole in cui viene aggiunto quel pizzico di ironia.
Oltre alle cose belle, c'è anche qualcosa che a me a fatto un po' storcere il naso. La prima, totalmente gusto personale, è l'uso del tempo presente come tempo narrativo. Non sono un amante e non lo giudico negativamente (semplice gusto personale). Il secondo invece riguarda un personaggio, un ingegnere informatico che aiuta la protagonista. Qui un po' si cade nello stereotipo che già solo a dire che l'aiutante di turno è un informatico già uno può immaginarsi due o tre cosette. E come esce dagli stereotipi e dai riguadri dei libri di questo genere, qui ci ritorna e raccoglie a piene mani: un esperto nell'uso del computer, tutto, quando il lavoro che fa è ben specifico. Riesce a fare l'hacker ovviamente. Insomma, il tutto fare che nel mondo non esiste. Avrei preferito vedere che alcune cose non poteva farle ed altre che le faceva usando mezzi più comuni (non potete immaginare quanto fare una ricerca su google sia non banale a chi non lo usa molto/sa usare). Bastava poco.
Tutto sommato una bella lettura, rilassante e che può lasciare soddisfatti. Attenzione alla fine!
Una storia che ha le tinte di Boch e dei pittori del Quattrocento: ecco l’ambientazione dell’intricata e coinvolgente vicenda che vede protagonista Edna, storica dell’arte ed ex prof di scuola, che col suo caratterino irriverente coinvolge il lettore in una indagine inaspettata.
Edna è una donna tutta d’un pezzo, libera di esprimersicome meglio le pare e senza peli sulla lingua; per questo quando gli imprevisti arrivano uno dietro l’altro, desidera rifugiarsi nella sua casa di campagna in compagnia delle sue galline “hollywoodiane”. Si dilegua dinanzi ad una madre, Zara, che fa scappare tutte le badanti a gambe levate e che solo il caro Ottavio riesce a tenere a bada; tenta di fuggire persino dai colleghi e dal preside della sua vecchia scuola, ma riescono ad incastrarla per presenziare ad un evento su Dante; incappa in un nuovo ed affascinante giovane vicino che per poco non ammazza le sue amate galline.
La vita di Edna, insomma, è ricca di peripezie ed in cima al mucchio ci sarà l’entrata in scena di un omicidio e del ritrovamento di un quadro ritenuto ormai perduto. Lì scatta la voglia di conoscenza, di curiosità tipica di chiunque rincorra la storia, ne conosca gli anfratti e sguazzi allegramente negli intrighi misteriosi legati all’arte.
Una storia appassionante, avvincente: mi sono rivista tanto in Edna, mi sono immaginata io fra qualche anno (molti anni).
Valeria Corciolani mi ha fatta innamorare di questa protagonista fuori dal comune, con quella penna rapida e diretta, priva di fronzoli e che mira a trascinare con sè il lettore. E lo fa, lo fa meravigliosamente.
Nuovo personaggio per Valeria Corciolani. Siamo passati dalla colf alla storica dell'arte, Edna Silvera. Da subito il romanzo stupisce. Perchè mi aspettavo una donna in carriera e invece il libro si apre con una signora non giovanissima alle prese con i problemi relativi all'abbandono del lavoro da parte della badante che segue la madre. Insomma, una persona con problemi abbastanza comuni. Comuni non sono invece gli animali di cui si circonda, delle galline che si chiamano come le stelle del cinema anni sessanta. Per puro caso si trova coinvolta in un'iniziativa culturale e dopo, in un omicidio. Diciamo che i casi sembrano un pò troppi però è simpatico. Non mi sarei immaginata una storica dell'arte non al centro dell'azione ma ritirata nel suo cantuccio a fare la restauratrice. Le fonti storiche e le ricostruzioni sono molto interessanti anche se a volte l'eco dal Codice da Vinci è proprio forte, non per niente vanno ad interrogarsi sul significato del santo Graal. Anche la vicenda delle opere d'arte e dell'interesse tedesco trovo sia stato un buono spunto per conoscere meglio la storia di Edna ma anche la storia d'Italia e delle sue opere. Nel complesso ho trovato il romanzo simpatico e scorrevole, con personaggi ben descritti e simpatici o antipatici al bisogno. La trama è forse eccessivamente articolata, va bene intorbidire le acque per non far arrivare subito alla risoluzione ma è un attimo generare un turbine che inghiotte la trama e non si capisce più nulla, quindi occhio. Invoglia la lettura del seguito.
“Con l’arte e con l’inganno” di Valeria Corciolani pag. 384
Questo romanzo è il primo di una nuova serie ambientata nella provincia genovese che vede protagonista Edna Silvera, una storica dell’arte e restauratrice schietta e solitaria. Edna, figlia unica di una madre terribile che sfianca badanti a ripetizione facendole scappare una dietro l’altra, e che la costringe, per sostituirle provvisoriamente, a reclutare a caro prezzo Ottavio, vicino di casa e amico sanguisuga. Proprio dalla cacciata dell’ultima badante, tale Kalina, che fugge trascinandosi dietro un trolley e la padella in ghisa da cui non si separa mai, prende il via un’avventura gialla in cui Edna si troverà invischiata. Dopo aver girato il mondo per trent’anni Edna è tornata a cercare la pace il Liguria e si è istallata in una villetta a Chiavari con il viziato e pigro gatto Cagliostro , con le sue sette galline, che adorano la musica anni settanta e hanno tutte nomi da vecchie dive del cinema. Considerata un luminare nel suo campo, nonostante abbia dato le dimissioni dall’Università mantiene con essa un forzosa collaborazione, fatta di seminari e conferenze, perché il vicerettore Edoardo Schiaffino sostiene che “ lei è il genio dell’ audience”. Edna accetta di intervenire a una dantesca conferenza a Siestri, borgo abbandonato dell’entroterra ligure abbarbicato ai colli. A causa di uno sfortunato incidente con un ramo è costretta a fermarsi e chiedere aiuto nell’unico negozio aperto che trova, peccato che al suo interno trova un cadavere riverso a terra e con le braghe calate. Tante volte a Edna è stato ricordato l’importanza dei dettagli, e questa volta è lei a notarne più di uno, nascosto sotto il colore di quell’antica tavola di legno nella quale è incappata per caso tra le mille presenti nel negozio. Da quel momento, da semplice testimone, Edna diventerà una dective improvvisata. Un pochino avventata a volte, di sicuro impulsiva, che farà saltare i nervi e affascinerà al tempo stesso il PM Bassi. Un giallo classico, il cui tratto distintivo è sicuramente l’ironia che pervade tutto il romanzo. Per i miei gusti ha una partenza lenta ma superate le prima 60-80 pagine, la marcia è ingranata e la lettura diventa molto interessante, scorrevole, seppure carica di dettagli. Ho apprezzato molto il carattere forte, autoritario, a tratti insofferente della protagonista che nasconde dentro sé delle fragilità come tutti noi.
La nuova serie della Corciolani si presenta un po' meno simpatica di quella precedente, conclusasi al sesto volume, anche se non mancano gli spunti divertenti e i personaggi eccentrici. La protagonista è un po' più ostica dell'ispettore e di Alma, ma compensa con una notevole cultura. In alcuni capitoli sembra di ascoltare una lezione ma, al contrario di come potrebbe sembrare, la lettura è piacevole e istruttiva. Lungi da essere dei pipponi fastidiosi sono forse gli aspetti migliori di questo volume dedicato al colore giallo e ai suoi significati. L'investigazione non è il punto forte del racconto, che vive sui protagonisti, anche se ha la sua conclusione (sconclusione?) abbastanza sensata.
Mi piace molto questa scrittrice, sia nei suoi libri singoli (Il morso del ramarro) sia nella sua serie della colf e l'ispettore. Con Edna, storica dell'arte e per caso aiuto alla giustizia inizia probabilmente una nuova serie. È simpaticissima questa donna ultracinquantenne con le sue sette galline, l'anziana madre terrore di tutte le badanti, il vicino ultratecnologico e un PM che non sa se fidarsi o meno delle sue intuizioni! Mi ha spiazzato un po' la figura di Omero adulto/bambino, che si rivela centrale nel risolvere l'enigma... all'inizio non avevo capito cosa dovevo aspettarmi da questa figura...
Edna Silvera. La sua prima indagine. Questo libro è davvero stupefacente, io amo i gialli e questo qui mi ha appassionata veramente tanto. Mi sembrava di star leggendo Agatha Christie. L'autrice ha un modo interessante e incredibile di scrivere. Mi è piaciuto davvero tanto questo primo libro, in cui conosciamo meglio Edna e ci addentriamo insieme a lei nel suo primo caso. Veramente bello e scorrevole. Consigliatissimo, soprattutto per gli amanti del genere giallo! Complimenti all'autrice.
Molto carina anche questa serie della Corciolani. Mi è piaciuto molto tutto il discorso sull'arte, in alcuni punti mi ha quasi ricordato un Codice da Vinci, ma scritto decisamente meglio :P Lo stile di Valeria mi piace, poi conoscendo un po' la Liguria, i modi di dire e alcune peculiarità, è uno spasso ritrovarli fra queste righe (anche se l'ho ascoltato e la lettrice non rende al meglio, c'è da dire...è Sciumégu, non sciumegù, che caspita!).
Moooolto interessante, una voce autoriale riconoscibile e frizzante. Forse si perde un po' troppo nelle metafore, ma nel complesso ho gradito e continuerò la serie. Di questo giallo ho apprezzato soprattutto le dietrologie sul mondo dell'arte, erano la cosa che mi faceva correre a voltare la pagina!
è un giallo che si concede momenti divertenti. l'ho letto piacevolmente forse perchè descrive posti che conosco. La bella Val Fontanabuona. La protagonista ha la passione per l'arte che la porterà a svelare un mistero. Lo consiglio a chi cerca un racconto avvincente
Se la tua libraia preferita paragona una scrittrice alla tua scrittrice preferita, non puoi fare altro che ascoltarla. Ecco. Valeria mi ha letteralmente trascinato nel mondo di Edna e delle sue galline. Non vi ringrazierò mai abbastanza.
Inizio molto strano e complesso. Scrittura particolare soprattutto nelle prime 50/70 pagine. Ad un certo all’improvviso si apre la storia, si capisce chi parla e chi sono i personaggi. Ad un certo punto superate le 200 pagine, ti tiene incollato per capire tutti gli intrecci.
In genere la corciolani me la divoro ma questo libro ci ha messo un po’ a incuriosirmi, parte in sordina ma devo dire che sulla fine si riprende, quindi spero di leggere un seguito