La penisola di Jesolo è un luogo strano. Una lingua di terra circondata dal mare e dalla laguna di Venezia; in estate è l'affollato regno del divertimento notturno e del turismo vacanziero, ma in inverno si spopola, riducendosi a poco più di un paese affacciato sulla città più bella del mondo. È questo il territorio controllato dall'azienda, la tentacolare organizzazione criminale capeggiata da Andrea Salvi. Dalla droga alla prostituzione, dall'edilizia alle sale giochi: nella penisola jesolana, quasi nulla si muove se non è lui a volerlo. Salvi però non è un boss come gli altri. Rifugge il mito del gangster, e preferisce mantenere un basso profilo. Per i lavori sporchi si serve dei suoi tre uomini migliori: Africa, un campano dalla mano pesante, il Negro, un lombardo schivo e dedito al lavoro, e infine Bomber, il cocainomane capocannoniere della squadra di calcio locale. Oltre alla compagna Valentina – che cela la propria determinazione dietro una maschera algida e a tratti umorale –, sono loro le uniche persone di cui si fida. Un giorno, però, durante la consegna di un ingente carico di marijuana, qualcosa va storto, e nello scontro con i carabinieri ci scappa il morto. Salvi si sente braccato. E in un momento come quello, la prudenza non è una strada percorribile: bisogna farsi sentire, e dimostrare che nessuno può permettersi di sfidare impunemente l'azienda. E così, mentre Jesolo viene messa a ferro e fuoco, il boss e i suoi uomini scopriranno che la verità è molto più complicata di quanto possa sembrare, e che il confine tra chi combatte il crimine e chi su quel crimine ha basato la propria esistenza è labile e fin troppo facile da attraversare, ritrovandosi di colpo dall'altra parte.
Forse 3.75* e' piu' vicino ad essere il rating adeguato per questo romanzo. Non un capolavoro, non del tutto profondo nella caratterizzazione dei personaggi, pero' scritto con buon ritmo e con una buona serie di "sorprese". Buono da leggere sui mezzi pubblici dato che il romanzo e' diviso in davvero tantissimi e velocissimi capitoli
in noir diverso dal solito.. davvero ben costruito.. visto dal punto di vista di criminali, si rivela poi altro.. il colpo di scena a metà e anche i successivi, non li avevo proprio previsti.. ne manco il finale!! abbastanza cupo, ma senza indulgere nei macabro.. leggerò di sicuro tutti gli altri libri di Fulvio
"Le regole degli infami" parte in sordina, con un ritmo stabile che si viene a formare tramite il racconto di una serie di piccoli avvenimenti molto simili tra loro. Piano piano il ritmo costante, ma al tempo stesso ritmato, accelera. I colpi di scena si susseguono e il noir si fa seguire con il fiato sospeso.
A fare da sfondo alle vicende degli "infami" la peculiare Jesolo, che ha un'influenza inesorabile sulla caratterizzazione dei personaggi. L'autore ha il merito di accendere i riflettori sulle dimamiche di una zona poco raccontata dal romanzo italiano e di svelarne le dinamiche interne, che gli stessi abitanti, spesso, non comprendono