L'idea del genere solarpunk è interessante: si tratta di immaginare un futuro prossimo in cui l'umanità abbia imparato (o stia imparando) a vivere in equilibrio con la sfera ecologica del nostro pianeta, o per lo meno abbia imparato a convivere con i cambiamenti negativi introdotti dalla società stessa nella sfera ecologica (tra cui cambiamento climatico, inquinamento, ecc). Lo scopo è di sfuggire al pessimismo post-apocalittico e autoritaristico in cui la fantascienza moderna è piombata, per offrire visioni e possibilità più ottimistiche, ma non naive: per risolvere gli immani problemi che l'umanità fronteggia, non basta affidarsi a qualche panacea tecnologica, ma si deve adottare un lento e costante cambiamento sociale, che renda la società più equa e sostenibile per tutti. Facendo questo, il solarpunk vuole ispirare e mobilizzare all'azione (politica e tecnologica, individuale e collettiva).
Nel descrivere l'ideologia (o più che altro una sorta di programma) del solarpunk, i due saggi contenuti nel libro sono molto interessanti. Come anche sottolineato nei saggi, questo genere è agli albori, per cui i racconti che sono presenti in questa antologia sono di varia statura; diversi, seppure immaginativi nel contesto, hanno trame che scadono nel banale. Altri invece riescono nel (difficile) scopo di coniugare una trama realistica ed interessante con un contesto sociale e tecnologico stimolante. Di seguito quelli che (a mia opinione) meritano veramente la lettura:
- "Empatia Bizantina" di Ken Liu
- "Linea del fronte" di Gustavo Bondoni
- "Contaminazioni" di Sylvie Denis
- "Il ragno e le stelle" di D.K. Mok