Lorenzo Sartori è uno psicoterapeuta di circa trent’anni, razionale ma inquieto, ansioso di imparare, di crescere, di migliorarsi. È per questo che quando i suoi primi pazienti gli sbattono la porta in faccia, inizia a chiedersi quale sia il problema. Il problema, capirà poi, era in parte suo, aveva molti luoghi oscuri interni da illuminare. E in parte nasceva dall’avere avuto a che fare con dei narcisisti: Aurora, bulimica e arrogante; Adamo, tormentato dalla vergogna per non essere capace di salvare le donne a cui tiene e ossessionato dalla perfezione; Richard, musicista, ancora più perfezionista degli altri, perseguitato dalla possibilità di essere comandato e umiliato. Tutti e tre lo mettono in crisi con disprezzo e sfiducia latenti e un atteggiamento chiuso, a tratti provocatorio, a tratti rabbioso, ma anche spaventato e insicuro, ed è così difficile entrare in contatto con loro. Attraverso queste storie, e seguendo la “formazione” del dottor Sartori, scopriamo un disturbo che è sempre più rilevante per la nostra società: infetta le relazioni con gli altri, ma anche la propria crescita personale, la maturazione di ciascuno, la ricerca del proprio benessere, poiché il narcisista – angosciato dalla possibilità di commettere un errore – si ritira e scappa, attacca e accusa, in un meccanismo che non fa altro che reiterare all’infinito la fuga: la fuga là dove non si sente il dolore, in un luogo in cui le critiche non attecchiscono ma dove non si è mai salvi. Quella del narcisista è una figura cruciale, enigmatica, affascinante. In questo libro, che è al tempo stesso un romanzo e un saggio, capace di illustrare la teoria psicoterapeutica in modo immediato e originalissimo, impariamo a conoscere questo disturbo e chi ne soffre, ma soprattutto ne tastiamo le debolezze e la sofferenza inespressa fino a sentirlo più vicino.
Romanzo-saggio sul narcisismo ambientato a inizio millennio. Il protagonista, Lorenzo, vive una serie di difficoltà tecniche e esistenziali con pazienti che toccano dei nervi scoperti. Le supera con successo crescente o insuccesso decrescente, grazie all’aiuto di due colleghe, una in funzione di suoervisore e l’altra di terapeuta. La tecnica narrativa passa dalle storie cliniche al confronto teorico con gli autori che più hanno influito sulla terapia del narcisismo, ma sempre con un piglio molto informale. Alla fine il libro coglie lo scopo di essere divertente (anche se a tratti amaro) e informativo.
Ero in macchina ed ascoltando RadioRock sono incappata nell’intervista dell’autore e nella presentazione del libro. Incuriosita da un aneddoto raccontato su uno dei protagonisti delle tre storie, che è un chitarrista, mi viene voglia di comprarlo per regalarlo ad un amico che considero un po’ narcisista. Fortunatamente l’ho tenuto per me. Il libro è un’ottima fusione tra una autobiografia(presunta?!) una narrazione ed un saggio tecnico. Sempre scorrevole e mai noioso. Anche per chi non è avvezzo ad argomenti legati alla psicoterapia come me. Alla fine sono rimasta molto affascinata e sono riuscita a trovare un sacco di spiegazioni ad atteggiamenti che ha avuto un mio ex nei miei confronti ed a capire il motivo per cui si comportava in questo modo. Il modo in cui è scritto il libro ti impedisce di sospendere la lettura ed alternando narrazione ad aspetti tecnici (interamente amalgamati alla storia e mai fuori luogo) consente di porsi domande e ricercare nelle proprie esperienze di vita situazioni, eventi, particolari simili a quelle narrate. Almeno a me ha concesso questo. Ognuno di noi ha avuto a che fare almeno una volta nella vita con persone narcisiste e le storie di questi tre pazienti, più quella dello psicoterapeuta, permettono di analizzare un po’ e capire le personalità traviate di queste persone, comprendendone i modi di agire.
"Il diavolo prenda l'ultimo" è interessante e ricco di spunti, permette di assistere alle dinamiche che prendono vita nella stanza terapeutica, descritte con grande lucidità e tatto allo stesso tempo, e di conoscere con più umanità una patologia tanto soffocata da stereotipi. Ho chiuso questo libro commossa, incuriosita e senza dubbio arricchita personalmente e professionalmente: non nego però di aver avuto difficoltà nel sopportare il tono "umoristico" e leggero della narrazione, non proprio nelle mie corde :')
Questo libro mi ha incantata, non riuscivo a staccarmi dalle pagine. Un grande insegnamento sulla conduzione psicoterapica e la relazione terapeutica con pazienti narcisisti, ma anche della parte narcisista che ognuno di noi ha e di cui dobbiamo essere molto consapevoli per non fare danno in terapia. Bellissima anche la postfazione, molto educativa, oltre al fatto che ho apprezzato particolarmente lo stile di Dimaggio.
Libro meraviglioso, tra i più belli mai letti. Ci si affeziona ai personaggi che al termine delle vicende mancheranno. La storia è ricca ed entusiasmante, con numerosi spunti di riflessione personale. Il tono ironico ha reso comprensibili anche tematiche complesse come il narcisismo.
mi ha fatto compagnia per tutto ottobre un bell' inizio per entrare nel mondo del disturbo narcisistico di personalità, interessante, pieno di spunti scientifici e di riflessioni acute, e nel mentre una lettura di una storia scorrevole e leggera nel tono anche se non nei temi.
A volte un po' dispersivo, una cinquantina di pagine in meno non avrebbero guastato. Tuttavia questa fiction non fiction é capace di tirare dei colpi ad alza zero mica male, oltre a spezzare lo stigma imperante sul narcisismo (che non è solo quello maligno e macchiavellico).