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Quanto basta

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Brillante, pungente e delicato al tempo stesso, il primo romanzo di Stefano Guerrera è una storia che racconta con straordinaria intelligenza e ironia i trentenni di oggi.

L'anno nuovo comincia a settembre. È questo che si ripete Mattia alla fine di una lunga estate, mentre osserva il suo paesino che si svuota dai turisti e ripiomba nella monotonia più totale. Ogni volta è la stessa, maledetta storia: tutti se ne vanno e lui resta. Ma ora basta, Mattia è stufo. Per lui è arrivato il momento di voltare pagina e tentare la sorte nella grande città. Certo, ricominciare non è mai semplice. Tanto più per uno come lui che non si è mai allontanato da casa per più di due settimane di seguito. E così, dopo essere approdato in un ostello alquanto discutibile, Mattia si ritrova catapultato in un mondo sconosciuto, avvolto dalle tentacolari spire della città. Tra incontri inaspettati e bizzarre amicizie, è così costretto a mettersi alla prova. Con un nuovo lavoro, una nuova casa, e un nuovo amore. Perché, a volte, può accadere di trovare il proprio posto nel mondo lì dove non lo avremmo mai immaginato.

240 pages, Paperback

Published December 1, 2021

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Stefano Guerrera

6 books9 followers

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1 star
9 (8%)
Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Federica.
151 reviews39 followers
November 21, 2022
Il problema non sono questi libri inutili, bensì il mio ottimismo:
"Dai, forse questa volta sarà un libro carino, è breve, proviamo".
Nope.
Determinate personalità dovrebbero attenersi a quello che gli compete, a quello che conoscono.
In questo caso, Stefano Guerrera, è figura pubblica su Instagram, un profilo in cui confluiscono meme, teorie di Reddit, video divertenti di micetti, roba presa in giro per il web e ricaricata per gente pigra con il segui facile (lasciamo perdere poi la gente triste di cui si circonda). Ma tant'è. Questo libro, più un racconto lungo che un romanzo, è la traduzione sbilenca del concetto un po' abusato del "se vuoi, puoi". Non basta saper scrivere delle caption sotto una foto per poter credere di saper mettere tante parole, quanto bastano, in fila giusto per scrivere un libro, e il terribile, terribile, terribile "sforzo letterario" di Camiok ne è la prova.

Guerrera abbozza una storia debole, quella del classico provincialotto del sud (senza davvero delineare il suo carattere, il suo unico tratto è la sua provenienza) che nel giro di due pagine decide di cambiare la sua vita e trasferirsi "nella grande metropoli" (è ovviamente Milano, nessuno ci abbocca Stefano, hai pure rotto la spalla al tuo protagonista, proprio come è successo a te), con tanto di scorte di cibo, messaggi laconici della mamma preoccupata e nostalgia canaglia. Da qui la storia prende una banalissima piega lineare tra i vari lavori, la conoscenza di nuovi amici, amore, tutti segnali che indicano il finale amaro, scontato e sciapo.

Ma siccome a volte chi recensice può solo essere tacciato come un invidiosone, di seguito vi lascio delle perle, che valgono più di mille stelline.

"La valigia è la challenge più grande". Inglesismi a caso per far vedere che sei cool.

"Con la valigia davanti ho la sensazione che tutti mi guardino. Da dove viene? Dove va?"
Stefano, ascoltami, da terrona a terrone. Nella metropoli, come dici tu, nessuno si sconvolge davanti ad una persona carica di valigie. Giuro. Tutto nella norma, sta' tranquillo.

"Io sono Erika. Con la kappa. "Ciao Erica". "No, con la kappa." "Ho capito." "L'hai detto con la c morbida." "Dici?" "io non sono morbida. Io ho dentro la kappa." Io penso che questo passo non abbia bisogno di ulteriori commenti, d'altronde, io sono una che ha il mare dentro e l'ho capita subito, una come Erika. Con la kappa.

"Deal?" "Deal". Eccoci di nuovo. Dialogo in italiano e alla fine questo scambio in inglese a casissimo. Siamo in una rom-com anni duemila e non lo sapevamo.

"E se Giulio è una persona capsula, io sono una persona moka." Beh insomma, un fine conoscitore delle menti umani, il Guerrera.

"Siamo come Superman e la kryptonite, come Fedez e il Codacons." CIAO SONO STEFANO GUERRERA E SONO GGGIOVANE. GUARDA UN PO' CHE PARAGONI DA GIUSTO CHE FACCIO!!

"Ha una sorella, più piccola, che è tutta nel bio, nello yoga e nell’avocado" Is this una trasposizione orribile del modo di dire inglese "Being into something?"

"I palestrati, quando camminano, sono sempre un po’ barcollanti, come delle oche alticce(...) Hanno il volto tirato, gli occhi spiritati, le mascelle incazzate, cercano volentieri la rissa perché dentro di loro devono pensare che diversamente sarebbe uno spreco di massa muscolare (...) quando si sdraiano sulla panca (...)fanno dei versetti che Mariah Carey levati proprio."
Ora, io capisco l'avversione alla palestra, davvero, anche io non sono la massima estimatrice della sala pesi, ma che catzo significa questo voler generalizzare talmente in negativo? I palestrati che vogliono fare a botte? Ma dove andava in palestra questo, nei sobborghi malfamati di Hell's Kitchen?

"Un’altra categoria interessante è quella dei nerd, questi adolescenti mingherlini che odorano di Fortnite e manga. Poverini, ci provano, a uscire dal loro mondo, purtroppo sono destinati al fallimento. Di solito si iscrivono in palestra per via di qualche ragazza. Perché con Star Wars non è che vai molto lontano." 90 minuti di applausi per questo nuovo decalogo antropologico stilato tra Adv e Gifted nella sua comoda casetta milanese. Palestrati VS Nerd.

"Certo, qui nella grande metropoli sono tutti vegani, celiaci o allergici ai gatti."
Stefano, ma è risaputo che chi nasce al sud non soffre di infiammazione cronica per via del glutine, e che il pelo di gatto è ipoallergenico. Pensavo lo sapessero tutti! Cattiva metropoli, che fai soffrire i tuoi abitanti.

"I vegani sono così, te lo devono dire per forza che loro hanno ragione. Lo so che il nostro pianeta non può sopperire al fabbisogno di carne dell’intera popolazione(...). Ma a me la carne piace e tanto. Non ho idea di quale sia la soluzione, ma sono più che certo che non diventerò mai vegano."
Un applauso gigantesco, per l'ennesimo inutile cliché dannoso. I vegani, accanto ai nerd e i palestrati, sono cattivi e ricordano i testimoni di Geova. Loro, secondo Guerrera, catechizzano, ma tu sarai mica meno stronzo a dire che ti piace troppo la carne e che te la mangi senza scrupolo anche se sai benissimo l'effetto che ha sulla terra? Ma che idee metti in un libro? Va bene avere i propri gusti, va bene non abbracciare il veganesimo, neanche io sono vegana, ma questo modo di fare di bimbo che fa i dispetti no. E' ancora il 2010?? VEGANI KATTIVI.

"Poi la sua lingua scivola nella mia bocca (...) ancestrale, come un salmone che spinto dalla natura risale la corrente per l’ennesima volta." Scusate, vado un attimo a rigurgitare il pranzo, anche lui come il salmone ha risalito la corrente dopo aver letto questo passo.

"Ilaria, è una ragazza un po’ sovrappeso – oddio, si potrà dire? Non sarà body shaming? Io comunque mi rifiuto di dire curvy (...) Maya ha lievi tratti asiatici di origine indefinibile. Potrebbe essere filippina, o mongola, o indonesiana, non saprei." Io questo passo manco lo commento, direi che va benissimo così.

Stefano, non prendiamoci in giro, eh?
Profile Image for Chiara.
12 reviews3 followers
December 31, 2022
Era da diverso tempo che non leggevo (anni) (chi leggerà queste righe se ne potrà rendere conto) e questo era proprio il libro che mi ci voleva per (pensare che posso) riprendere a leggere. Una scrittura semplice e molto scorrevole, perfetta per chi fatica a leggere persino quelle dieci righe di trama dietro la copertina di un libro nuovo. Poi devo dire che anche la storia di Mattia mi ha fatto piuttosto compagnia durante questa prima settimana di 2022. Ammetto che il libro a volte è un po' cheesy però la storia è così autentica che non ci ho fatto poi tanto caso, perché alla fine mi sono affezionata a Mattia. Probabilmente perché mentre leggevo, in realtà mi sembrava di parlare con un amico che mi capisce molto bene: anch'io sono una giovane venti e qualcosenne (per citare Stefano Guerrera; questa parola mi era piaciuta) che come Mattia, è in cerca della propria strada. Chissà ce la faremo? La vita è sempre un chissà. (riferimenti molto cheesy) (comunque secondo me ce la faremo)
14 reviews
December 13, 2021
Seguo l'autore su Instagram e lo trovo davvero pungente, dettagliato, ironico e sempre sul pezzo. Forse è proprio per questo che mi sono fatta invogliare e ho letto il libro.
Mi aspettavo qualcosa di più, mi è sembrato un'accozzaglia di termini "nuovi" raggruppati uno dietro l'altro per fare vedere che è "sul pezzo".
Spero scriva un altro libro migliore di questo per farmi cambiare idea.
Nel mentre, auguro a Stefano Guerrera di essere sempre curioso proprio com'è nella vita vera.
Profile Image for Francesca.
38 reviews
December 14, 2021
Mi aspettavo di più, seguo Stefano da tanto ed ero molto curiosa. Decisamente un libro piacevole, sia ben chiaro, ma un po’ banale per me.
Profile Image for Amedeo Costalunga.
5 reviews2 followers
Read
June 23, 2025
Seguo Stefano Guerrera da anni e mi piacciono i suoi contenuti, mi aspettavo quindi di apprezzare altrettanto il suo libro. Così non è stato.
Non mi aspettavo il nuovo capolavoro della letteratura italiana, sapevo di star per leggere un libro leggero, e infatti non è stato quello il problema. Il problema è che non ho idea di quale fosse il punto di sto libro. O almeno, dopo l’epilogo credo di aver capito quale fosse l’intenzione, ma dire che l’esecuzione è fallita è dire poco. Andiamo per ordine.

Partiamo dal LATO POSITIVO.
“Dal” perché è tipo uno. L’ultima parte del libro l’ho trovata carina. Diciamo da pagine 150 tipo. Se la storia d’amore fosse stata dall’inizio il centro della storia, forse il libro avrebbe funzionato. Peccato non l’abbia fatto. La maggior parte del libro è invece una constatazione del mondo dagli occhi di un influente, che descrive luoghi comuni, stereotipi a gogo e fa riferimenti pop cringe. Fine.

Ora si va sul NEGATIVO:
Il PACING.
Tutto quanto succede in modo incredibilmente veloce: viaggi, conoscenze, rapporti, lavori; tutto avviene da un capitolo all’altro (e i capitoli sono tipo 7 pagine). Tutto quanto è immediato senza un build up, senza particolari approfondimenti: ci vengono raccontate due interazioni in croce e dobbiamo farci andare bene che in realtà c’è un effettivo rapporto tra due persone. Questo però è il meno.

IL PROTAGONISTA E GLI STEREOTIPI
Il problema vero di questo libro è che è tutto incredibilmente irritante. Il protagonista è insopportabile, letteralmente uno delle persone peggiori di cui io abbia avuto il dispiacere di leggere. L’unica caratterizzazione che ha per l’80% del libro è essere voce narrante che guarda il mondo e lo giudica. Fine. Ogni tipologia di persona, di situazione, ogni cosa è costantemente dipinta in modo negativo ed estremamente giudicante. Questa energia corrisponde davvero a gran parte del libro. La cosa che trovo peggiore e che giuro non capisco, seguendo stefano sui social da molto, è che il 99% delle cose che vengono rappresentate in luce negativo nel libro sono tutti stereotipi di persone che possiamo vedere come minoranze o di sinistra. Sto libro sembra fino primo dell’epilogo in un tentativo di mettere in ridicolo tutte robe in cui Stefano, da quanto ne so, crede. Infatti tutto quello che succede intorno a sta persona è un insieme di stereotipi ridicoli se non offensivi. Ma facciamo qualche esempio:

-La gente queer che parla di pronomi sembra parlare di cose completamente senza senso (ci torno dopo)
Le femministe sono delle pazze radicali che urlano e odiano gli uomini
I vegani come ben si sa vivono solo per convertire il prossimo, in più sono degli invasati pazzi. Peggio delle femministe
In palestra ci vanno solo tre tipi di persone: i tizi ossessionati dalla palestra, le donne di mezza età che sono anche un po’ ridicole e ci vanno perché non vogliono essere tradite dai mariti e infine i nerd, che vanno in palestra in modo poco convinto con la speranza un giorno di portarsi a letto una ragazza, cosa per loro impossibile in quanto, come già detto, nerd.
Altre mille istante come (parafrasando) “ma se mi annoio all’incontro di alternativi di sinistra mi danno del fascista?”, “c’è una ragazza sovrappeso. Oddio si potrà dire o è bodyshaming oggigiorno?” “A Milano sono tutti vegani, celiaci o allergici ai gatti”. Ah poi tipo fa un sacco ridere un maschio che lavora a maglia

Queste alcune perle di luoghi comuni e stereotipi del cazzo che troviamo nel libro. Ma cerchiamo di capire. Queste situazioni servono a qualcosa? E’ forse il protagonista che giudica tutto in modo negativo perché è una persona di merda, ma il lettore si fa un’idea diversa della situazione? No. Le situazioni sono ridicole, esagerate e stereotipate. Esempio: Il vegano cerca di convertire, il vegano fa una scenata urlando frasi come “hai urtato la mia sensibilità da vegano”. Che poi la cosa divertente è che il ragazzo vegano aveva pure ragione nella situazione in cui fa la scenata, ma stefano si assicura di scrivere una scena al limite del demenziale così anche se il vegano avrebbe avuto ragione, comportandosi da pazzo isterico passa dalla parte del torto e conferma gli stereotipi sui vegani pazzi.

QUESTIONE PRONOMI:
a una certa troviamo una conversazione sui pronomi, fatta con una persona che in teoria ne sa qualcosa, ma che invece ne parla come qualcuno che ne capisce di pronomi quanto Giorgia Meloni. Da questa conversazione traiamo perle come:
“tu che pronome sei?”. Al massimo che pronome usi, nessuno è un pronome cazzo. E nessuno direbbe una roba del genere
“Io pensavo di diventare loro” “come demi lovato?” “Si come loro”. Qua volevo uccidermi. They è la terza persona singolare neutra in inglese. In inglese si usa they/them come pronome neutro perché già esiste come pronome singolare. Nessuno in italia ha mai tradotto they come loro e lo usa come pronome. NESSUNO. Ma la gente che non sa un cazzo di questi argomenti strumentalizza l’ignoranza in inglese per dire cose come “la gente lgbtq+ ora si identifica come loro”. NO NESSUNO LO FA.
“Io sono il pronome boh… non sono nessun pronome”. Genio del male per tutto il tempo usi il maschile per parlare di te. Usi un pronome, come chiunque altro al mondo.
Perché mi da così fastidio? Perché la questione pronomi è strumentalizzata un sacco dalla gente di destra, trasformata in un discorso nonsense quando invece è una roba totalmente basilare e semplice. Stefano Guerrera decide in questo libro di prendere tutti sti stereotipi, di discorsi fatti per mandare in vacca temi importanti, e, da persona queer, di confermarli. Di dire “si lol che discorsi ridicoli questi”. E non mi interessa quale fosse l’intenzione. Questa è l’unica cosa che traspare.

CONCLUSIONE
E no. Nell’epilogo fare un mezzo discorso su come alla fine la diversità è una cosa bella, e di come il protagonista ha imparato proprio come è bello che le persone siano varie, non è qualcosa che da senso al libro. E’ un tentativo di mettere a una pezza a un libro brutto, scritto male e che vuole far finta di star facendo satira (almeno credo?) ma l’unica cosa che fa è portare avanti gli stessi stereotipi e le stesse idee sbagliate, infondate e talvolta offensive. Non puoi fingere di aver scritto la presa in giro di un cinepanettone di cattivo gusto se l’unica cosa che hai scritto è un cinepanettone di cattivo gusto.
Profile Image for Psicoleggimi.
187 reviews47 followers
September 4, 2023
📚Il libro di cui vi parliamo oggi è “Quanto basta”, il romanzo di esordio di @stefanoguerrera, un influencer che sicuramente ricorderai per la pagina “Se i quadri potessero parlare”.
In questo libro Stefano ci racconta di Mattia, ragazzo trentenne stanco della sua vita che decide di trasferirsi in una nuova città cambiando tutto: amici, casa e lavoro.
Mattia si ritrova così a “ricominciare” tra una difficoltà e l’altra.

3️⃣0️⃣Chi si trova a vivere i 30 anni probabilmente si rivedrà molto in Mattia, e si renderà conto di vivere esattamente le sue stesse esperienze.
Questo perché si è accumunati dalla stessa fase del ciclo di vita definita “giovane adulto” e che copre il periodo che va dai 20 ai 30 anni circa.
Questa fase è caratterizzata da compiti di sviluppo specifici, ossia delle sfide da affrontare per rispondere alle esigenze di trasformazione e crescita caratteristiche di un particolare momento della vita.

😣Cosa succede ai giovani adulti?
Anche se ci si sente spesso stanchi, in realtà si raggiunge l’apice della forma fisica, ma allo stesso tempo, a livello sociale e personale, è il periodo più stressante perché si devono fronteggiare le aspettative della società riguardo il mettere su famiglia, avere un buon lavoro, essere indipendenti.
La realtà però è che spesso non si riescono a raggiungere questi obiettivi: spesso le relazioni finiscono, non si trova lavoro, non si riesce a trovare una casa.
Questo,come immagini, può portare a sviluppare ansia e stress.

💪🏻C’è da dire però che nel momento in cui si riescono ad affrontare con successo questi “compiti” l’autostima, la fiducia in se stessi e l’autonomia ne usciranno rafforzate.
Profile Image for Lara.
9 reviews
October 31, 2022
Premetto che seguo Stefano sui social e la trovo una persona godibile che porta sicuramente dei contenuti interessanti, ma questo libro mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.

A partire dal fatto che non sopporto i libri scritti in prima persona, ma forse in questo caso ci poteva anche stare. I problemi, sono altri e sono tanti.

Gli inglesismi buttati a caso tra le pagine solo per far sembrare il tutto un po’ più cool e più interessante. Spoiler: non lo è stato.

Cliches disturbanti - come quello dei vegani - che si ripetono durante tutto il libro e che potevano essere evitati.

Paragoni banali che non aggiungono nulla al racconto.

Ammetto che è un libro che si legge in poche ore, ma che alla fine ti lascia poco. Forse il capitolo che mi ha entusiasmato di più è stato l’epilogo, in cui ho quasi trovato una sorta di morale del romanzo.
Tuttavia, più andavo avanti con la lettura più sembrava una morale banalotta da caption instagram che non lascia nulla a chi la legge.

Non lo boccio totalmente, ma ci si poteva dedicare un po’ più di tempo, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi.
Profile Image for Sandy.
416 reviews15 followers
January 16, 2022
… a volte devo pensare che non sempre un libro che mi attrae sarà sicuramente un capolavoro. Anzi, dovrei già aver ben chiaro che spesso non è così.
Cosa mi attraeva? Trama (ingannevole) e titolo accattivante.
Non sapevo chi fosse Stefano, altro sbaglio.
Morale della favola? Delle tragi-comiche disavventure di un trentenne squattrinato che si destreggia tra soldi, lavoro, amicizie e amore.
L’ho letto a fatica, trovando davvero interessanti (e non mento sul davvero) solo gli ultimi capitoli (epilogò escluso). Tutto il concetto che ha cercato di raccontare nel libro si può racchiudere in qualche significativo paragrafo finale.
Se volete leggerlo, andate in libreria e sfogliate le ultime pagine… è molto più gratificante che leggerlo dall’inizio.
Profile Image for Roberta.
71 reviews4 followers
January 18, 2022
Seguo Stefano con affetto su Instagram, e il lavoro che fa lì mi piace molto. Quindi sicuramente ho comprato il libro sulla fiducia e mi dispiace davvero recensirlo così. Purtroppo mi ha preso davvero poco, e nonostante si legga facilmente ho fatto davvero fatica a finirlo. L'ho trovato a tratti banale e infarcito di una quantità di termini moderni e inglesismi che mi sono sembrati davvero "troppo". La storia si sviluppa troppo velocemente, sembra non veda l'ora di arrivare alla fine. Ho apprezzato l'idea di base e la chiusura finale (che da il titolo al libro), ma purtroppo solo quello non credo basti.
Profile Image for Gaia.
13 reviews
July 4, 2023
Storia banale, vuota e che si dà seriamente troppe arie. È anche un peccato, perché dato il tema poteva toccare ed essere d'ispirazione per moltissime persone che vivono la stessa situazione del protagonista, me compresa, ma non c'è un vero approfondimento o una vera riflessione su nulla: gli eventi si susseguono uno dietro l'altro in maniera casuale e spesso con poca o nessuna rilevanza nell'immagine d'insieme, i personaggi sono totalmente piatti, e tutti gli inglesismi e i riferimenti alla cultura pop sparsi "a soffione" (cit. Stefano) danno l'impressione che, di fondo, non c'era davvero un granché da raccontare in questo libro.
Profile Image for Carlotta.
85 reviews3 followers
January 9, 2022
Indecisa tra 3 o 4 stelle, ma a Quanto Basta ne darò 4.
Seguo Stefano Guerrera su Instagram, dove fa un ottimo lavoro, sia come influencer, sia dal punto di vista personale è umano.
Infatti, ci vedo molto nella personalità che traspare dalle sue stories su Instagram.
La storia in sè è scorrevole e molto dolce in molti aspetti, però non mi sembra ci siano molto sviluppi dal punto di vista delle personalità e storie dei personaggi, incluso il protagonista.
Sicuramente leggerò anche i prossimi libri, ma do 3 stelle al libro, +1 per Stefano.
Profile Image for Benedetta.
40 reviews13 followers
February 17, 2022
Un libro piacevole, la scrittura è semplice e scorrevole.
Seguo Stefano sui social e devo dire che si percepisce che è lui l’autore, la sua personalità traspare proprio dalle pagine del libro, e questa cosa mi è piaciuta.
Mi ha divertita e mai annoiata, mi sono anche ritrovata in alcune situazioni e stati d’animo del protagonista.
3 stelle, più 1 per Stefano ❤️
3 reviews
May 16, 2022
Questo libro mi è stato regalato per Natale, avevo sentito dire di Stefano Guerrera perché commentava spesso i post di Trash Italiano. Per qualche tempo l’ho pure seguito su Instagram e sembra una persona sul pezzo, ma questo libro è di una leggerezza da farti cascare le braccia. Una narrazione banale che si ravviva dopo la metà del libro, per poi avere un finale veramente contro le aspettative.
Profile Image for Erika Celani.
12 reviews2 followers
December 8, 2021
Il libro è scritto bene, leggero e simpatico! Seguo stefano sui social con piacere e ho voluto dargli una possibilità e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita; rappresenta perfettamente la situazione dei ragazzi di oggi. Forse però il libro è troppo corto, si termina in fretta.
Profile Image for *Patty*.
132 reviews4 followers
November 17, 2022
Per me è un grande nì.
Seguo Stefano sui social e lo trovo davvero divertente, curioso e maniaco nella diffusione di notizie certe. Questo suo primo libro non mi ha molto convinta, ho trovato la storia molto fragile, piena di luoghi comuni. La considero solamente una lettura per evadere un po'.
Profile Image for Silvia Traverso.
192 reviews2 followers
February 15, 2022
Libro leggero e pungente , viene affrontata l'incertezza e la difficoltà di sognare dei trentenni. Scrittura brillante
Profile Image for Alexyges.
4 reviews
August 25, 2022
È chiaramente un libro leggero, da leggere sotto l'ombrello, ma ho veramente riso tantissimo. Sarà che mi sono rivista nell'esperienza di Mattia, ma questo libro è veramente un sorriso per il cuore
Profile Image for Angie.
22 reviews
November 13, 2025
Estremamente autobiografico, preso per supportare l’autore che da anni tiene compagnia sui social con ironia, cultura e leggerezza. Proprio come il romanzo!
Profile Image for Alessia.
2 reviews
December 4, 2022
Carino. La forma con cui è stato scritto è scorrevole e piacevole, talvolta con qualche parola ricercata che aggiunge curiosità; ma il contenuto pare banale e poco avvincente, le vicende non sembrano intersecarsi, invece risulta tutto a compartimenti stagni. Ad un certo punto non si sente più parlare di alcuni personaggi, la storia d’amore è stata poco sviluppata per i miei gusti.

Non male, ma neanche bene.
5 reviews
May 3, 2022
Lo seguo su Instagram, lo adoro, esilarante, accurato, pungente e molto preciso nelle sue storie... Questo libro mi ha un po' delusa perché mi aspettavo una lettura più coinvolgente, sia chiaro, scorrevole ma puntavo a qualcosa di diverso.
Profile Image for Federica Caffo.
103 reviews
December 29, 2022
ultimamente molti influencer stanno scrivendo un libro.... e devo essere sincera, dopo aver letto un libro ero già delusa o prevenuta sul fatto che non avrei letto un altro libro di un'influencer....

ma poi è arrivato Stefano, lo seguo da tipo 4 anni su Instagram, a me piace un sacco perké parla di tutto e spiega molti argomenti difficili o incomprensibili con le sue semplici parole.

il suo umorismo che ha già su instagram lo distingue da tanti influencer... e anche il suo libro scritto. La storia è facile da leggere, Mattia, un giovane italiano del sud che vuole fare la sua strada nella vita e così decide di fare le valigie e lasciare la sua famiglia per trasferirsi in una grande città con grandi aspettative o almeno questo è quello che tutti pensano.... Mi è piaciuto lo stile di scrittura, molti pensieri che tutti condividiamo con Mattia - che purtroppo non diciamo - perché abbiamo paura di dire qualcosa di sbagliato oggi giorno...

Spero che segua una seconda parte

Profile Image for Francesca Mondino.
208 reviews5 followers
April 8, 2022
3.5 ⭐
Seguo Stefano dai tempi di Se i quadri potessero parlare e lo trovo una persona spontanea, curiosa e molto interessante; di conseguenza sono stata molto entusiasta quando ha annunciato il suo romanzo. Diciamo che è un inizio carino: il libro non ha grandi pretese; la trama è molto semplice, niente di nuovo nè di strabiliante, ma si lascia leggere, complice anche la scorrevolezza della scrittura. Scrittura da cui, ammetto, ho imparato alcune cose nuove, come il coworking o cosa sia un SEO. Stefano fa ampio uso del lessico attuale, molti inglesismi, molti intercalari cittadini della Milano moderna; alcuni termini non li ho mai sentiti, ma nonostante ciò non ho faticato assolutamente con la lettura, anzi era tutto molto intuibile.
Tornando alla trama, secondo me poteva essere un po' ampliata: il libro è piuttosto corto e il tutto succede molto velocemente, forse si poteva "allungare" un po' di più; ma direi che l'intento era quello di mettere l'accento sulle pause riflessive, cosa che Stefano ha fatto bene.
Se si cerca una lettura non troppo impegnativa e leggera, che non duri molto, questo è assolutamente un buon libro.
Profile Image for Anna Claudia Valerio.
4 reviews
October 25, 2022
Seguo l’autore sui social da quando aveva la pagina Facebook“se i quadri potessero parlare”. Mi piace sempre il suo modo di parlare onesto e reale.
Il suo stile nella narrazione è rimasto quello, informale e colloquiale. La storia ha un bel messaggio ed è molto attuale. Non mi è però piaciuto lo sviluppo della trama, con paragrafi spesso sconnessi tra loro e che fanno salti temporali da un momento all’altro. L’obiettivo è quello di rimanere con il fiato sospeso ma a volte sembrava di aver perso un pezzo della storia.
Displaying 1 - 24 of 24 reviews

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