Pierre Boileau and Pierre Ayraud (aka Thomas Narcejac) were French authors who specialized in police stories. They collaborated as "Boileau-Narcejac," with plots from Boileau. Narcejac provided most of the atmosphere and characterisations in each novel.
Each of them were highly successful alone before beginning their work together. The Prix du Roman d'Aventures, one of the most important literary awards in France, is given each year to the author of the best example of detective fiction in the world. Boileau won it in 1938 for Le Repos de Bacchus. Narcejac received it for La Mort est du Voyage in 1948. They met at the 1948 awards dinner.
While most of their works stand alone, they also wrote the "Sans Atout" series for young readers.
Boileau e Narcejac vengono spesso paragonati con una certa faciloneria ai nostri Fruttero e Lucentini per similitudini piuttosto immediate se si conosce la storia dei 4 anche solo superficialmente: 1. Formano un'affiatata coppia in giallo; 2. Lasciano trasparire una certa cultura all'interno delle loro stesse opere, farcendole di rimandi caleidoscopici ad altre opere letterarie, ma anche a musica, opera, filosofia.
Tutto vero e insindacabile ma personalmente avvicinerei B&N ad altri scrittori, coevi in misura parziale, e che fanno della convivenza tra elemento soprannaturale dirompente e spiegazione logica il loro marchio di fabbrica. I nomi che mi vengono in mente sono Yokomizo Seichi e soprattutto John Dickson Carr. Quest'ultimo è stato modello lampante di una schiera infinita di giallisti, proprio perché rappresenta la perfetta joint venture tra il gotico e la lucida analisi.
B&N tendono a ricamare i loro lavori con quantità industriali di suspence e arzigogoli all'apparenza inspiegabili, pattern da moderna psichiatria e conflitti infantili mai sopiti, tanto è vero che il massimo esperto mondiale di questi temi a livello cinematografico ha spesso fatto a botte (solo metaforicamente, sia mai) per accaparrarsene i diritti.
In questa ennesima riscoperta edita da Nutrimenti, quello che però è il tema chiave di gran parte della narrazione della coppia viene già spiattellato addirittura sulla copertina: il titolo stevensoniano a rimandare la questione del doppio, fino a poche pagine dalla fine direi anzi Doppelgänger. I diabolici, Le incantatrici, La donna che visse due volte, ma soprattutto il capolavoro dimenticato I vedovi (edito da Sellerio e oggi di difficilie reperibilità) fondano le loro basi su una verità che non è come appare, su una doppia vita dei personaggi, oppure su un dualismo che genera confusione in chi ne resta sedotto.
Tra le ragnatele di questo Mr Hyde restano intrappolati numerosi rimandi letterari sia mystery che di letteratura alta; pare talvolta che B&N si divertano a sciorinare conoscenze, mettendole in bocca al povero René in una caricatura grottesca del borghese colto ma che fa della letteratura solamente un medium per apparire e non per giovarne nutrimento.
In conclusione un buon romanzo in cui niente è ciò che è e le apparenze cadono come fogli di un libro lasciato al vento.
Ma che scrittura meravigliosa!! C'è un Mr Hyde dentro di noi che dirige i nostri pensieri, dà corpo alle nostre fantasie più nascoste, realizza i nostri desideri e cerca di farci guardare nel profondo della nostra psiche? Oppure è pazzia, allucinazione, depressione, insoddisfazione? Davvero un viaggio bellissimo.