Invitato a una traversata notturna sull’Azoth Express, un treno misterioso di cui sembra impossibile reperire informazioni, il professor Volfram Volkov, accademico di prestigio affetto da una bizzarra licantropia, fuma pensieroso la sua immancabile pipa a bolle di sapone. Salito a bordo, fa la conoscenza degli altri strambi ospiti, anch’essi completamente all’oscuro della situazione: Mercedes, una famosa e avvenente attrice televisiva; gli aristocratici Ravencroft, un’inquietante famiglia in lutto; la giovane esploratrice Lyra, con una grande conoscenza degli abissi oceanici; Zohn, un signore tarchiato che non sembra volersi staccare dalla sua macchina da scrivere; Maddox, un pittoresco e chiacchierone croupier di Las Vegas; e infine i signori Yong, che trasportano un carico misterioso. È il signor Swapan, proprietario della compagnia, a spiegare ai passeggeri che stanno per prendere parte a un singolare gioco: se scopriranno dove è diretto il treno, ciascuno riceverà un premio di immenso valore. Riusciranno a risolvere l'enigma e, soprattutto, ad arrivare tutti a destinazione?
Prendete una manciata di Agatha Christie, in particolare Assassinio sull'Orient Express, poi un pizzico di Edgar Allan Poe e Robert Louis Stevenson e anche un po' di opere lovecraftiane. Fatto? Bene! Aggiungete qualche elemento fantastico e fantascientifico q.b., una spolverata di fisica teorica e di chimica, e perché no, un granellino di Pagemaster. E non dimenticate la dose di realtà, quella è comunque importante. Ecco, per quel che mi riguarda grossomodo è questo Azoth Express. Una commistione di generi e sottogeneri che dà vita a un romanzo breve ma intenso, non del tutto imprevedibile ma assolutamente godibile. Non dirò altro (rovinare un simile gioiellino a possibili futuri lettori sarebbe un crimine imperdonabile) se non "LEGGETELO!".
✨Voglio leggere questo romanzo dal Salone del Libro, attratta dai colori flou della copertina e dal titolo accattivante. Così, quando è risultato vincitore nel duello finale di Spaghetti Fantasy, il mio entusiasmo era alle stelle. E poi, diciamocelo: un libro piccolo in copertina rigida fa rima con coccola. Soprattutto se a guardarlo fa già volare altrove.
🚂 La trama? Il professor Volkom riceve un invito: partecipare a un viaggio sull’Azoth Express. Ci pensa, sì, ma poi afferra la sua pipa e accetta. I suoi compagni di viaggio? Uno scrittore incallito, un’attrice messicana, una famiglia che trasporta una bara. Ci sono anche una ragazza che dice di provenire dal mare, un croupier di Las Vegas e due signori coreani. Devono risolvere un mistero: perché sono su quel treno? E com’è che si può… m0r!r3?
✨ Libro breve, che si lascia divorare; l’ho trovato forte nella caratterizzazione dei personaggi, ma un po’ meno nel tentare il lettore con ipotesi e suggestioni. Impossibile, per me, usare gli indizi a favore di una giusta soluzione, e questo mi ha fatta annoiare. Succedono cose, ma sembra che non seguano un senso generale, e la fine, seppur carina e sorprendente, non mi ha soddisfatto.
🚂 Fa per voi se cercate una lettura semplice, che vi intrattenga in un viaggio in treno o in aereo, se amate i romanzi con tanti personaggi, o arrovellarvi su possibili soluzioni.
Azoth Express è un giallo fantasy scritto da Elia Ansaloni ed edito Delrai Edizioni.
Un viaggio ricco di enigmi e dalle atmosfere che ricordano "Assassinio sull'Orient Express". Una trama originale ricca di strambi personaggi che, durante la storia, apprenderanno cose e si evolveranno. Un fantasy fuori dalle righe e ironico che abbraccia gli stereotipi del giallo investigativo. Un'idea sicuramente originale e con un finale che sorprende. Un romanzo breve che si divora in poco tempo, mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei personaggi, la parte investigativa invece avrei voluto che fosse più approfondita ma nel complesso è un libro che mi ha soddisfatta e che consiglio a chi cerca qualcosa di diverso e un po' bizzarro.
Molto carino e originale. Una bell'idea, fresca e nuova rispetto al panorama attuale. La parte dell'indagine è, a mio parere, un po' scarna rispetto al finale che invece mi ha piacevolmente sorpreso.
Azoth Express è un libro che consiglierei a chiunque cerchi un fantasy ironico e fuori dalle righe. Il libro abbraccia gli stereotipi del genere investigativo e al tempo stesso li sconvolge del tutto, pescando a piene mani dall'immaginario fantastico.
Si comincia dal protagonista del racconto, il nostro investigatore, che è uno scienziato trasformatosi per via di un incidente laboratoristico in un lupo mannaro. Fuma la pipa come uno Sherlock d'altri tempi, ma è una pipa a bolle di sapone - "per non dare un cattivo esempio ai suoi studenti". Il professor Volkov si troverà fortuitamente a indagare sulle misteriose vicende che si svolgono all'interno dell'Azoth Express, un treno di cui non si conosce la destinazione.
E gli altri passeggeri? Bizzarri almeno quanto lui! Persone, personaggi, a volte buffi stereotipi costretti a interagire nello spazio ristretto di una corsa. Riusciranno a capire quello che sta succedendo, e a scoprire la destinazione del treno guadagnandosi il premio promesso dalla compagnia?
Da appassionata di videogiochi, Azoth Express mi ha ricordato le avventure grafiche di altri tempi e ho seguito con piacere lo svolgersi della vicenda. Se in alcuni tratti avrei preferito che i personaggi fossero stati più approfonditi, la vicenda in sé non perde mai mordente e un colpo di scena si sussegue subito all'altro. Un capitolo tira l'altro, e tranquilli: alla fine si giunge alla soluzione del mistero. Niente finali aperti!
Sfogliandolo, mi sono sentita di nuovo una ragazzina, ma chi dice che questo sia un difetto? Avrei adorato Azoth Express a 16 anni, quando passavo le nottate a risolvere gli enigmi di Monkey Island, e l'ho letto con il sorriso ora che ne ho più del doppio.
A volte rimango un po' sorpreso dalle votazioni su Goodreads, ma mi rendo conto che dipendono da così tante variabili che risulta difficile non rimanerne sorpresi. In questo caso conta anche il numero delle votazioni, diciotto, che non avevo visto prima di accingermi a leggere questo libro.
Solitamente quando sono in cerca di aspirazione per la prossima lettura e non ho già le idee molto chiare di quello che vorrei leggere, prendo due strade: o metto in ordine la mia libreria per numero di letture complessive (e scelgo le più alte), o cerco quei libri che hanno voti completamente diversi tra loro (esempio tutti cinque stelle e tutti una stella), perchè mi piacciono le letture che fanno discutere.
In questo caso non avendo visto i numeri di lettori e fidandomi dei voti altissimi mi sono ritrovato tra le mani un miscuglio tra un fantasy per via dei personaggi, una fantascienza per via della trama e un classico giallo a camera chiusa ambientato su un treno stile "Assassinio sull'Orient Express"; mentre leggevo mi sono reso anche conto che era uno young adult, genere da cui rifuggo come Calimero dall'acqua saponata.
Per fortuna si legge in poco tempo e io ce ne ho messo troppo, perchè arrivato a capire cosa stavo leggendo non volevo più andare avanti, ma armato di coraggio l'ho finito leggendolo tutto d'un fiato: l'idea non è neanche male, anche l'ambientazione e i personaggi (a parte qualcuno) si fanno anche leggere, ma il tutto è un po' buttato lì, infarcito di troppe cose e l'insieme totale sa di già letto e non del tutto originale.
Se fossi su un treno, non scenderei a prendere la coincidenza con l'Azoth Express.
Quando ti invitano su un treno esclusivo e scappa il morto, come insegna Agatha Christie, non poi che non indagare.
Un libro rivolto ai più giovani con personaggi bizzarri, tra cui un lupo mannaro, dovranno collaborare per uscire dalla situazione che si trovano. L’autore scrive in modo molto scorrevole con parole semplici adatte per i più piccoli. Un’indagine ha inizio e vedremo i tasselli formandosi, arrivando così alla conclusione del caso. Mi è piaciuto molto tranne per la conclusione del libro, scontata ma comunque molto coerente per il suo target.
Non posso parlarvi troppo di questo romanzo perché rischierei di spoilerare. Posso però dirvi che è un giallo, intriso di misteri e bizzarrie, soprattutto nella persona del capotreno, l'imperturbabile Swapan. I vari ospiti, invitati a una corsa sull'Azoth Express, non hanno alcuna idea iniziale di ciò che li attende durante il viaggio. Ma presto lo scopriranno e, da quel momento, un susseguirsi di eventi li porterà alla soluzione del mistero posto da Swapan. L'idea è molto carina, e di sicuro incuriosisce come ogni giallo che si rispetti...ma non tutto è ciò che sembra, sull'Azoth Express!
Il romanzo che ha un inizio promettente, con un'idea accattivante e un'ambientazione suggestiva che incuriosisce il lettore. Il misterioso treno e i suoi peculiari passeggeri offrono una premessa intrigante, e i primi capitoli fanno sperare in una narrazione avvincente. Tuttavia, questo slancio iniziale si smorza rapidamente.
Dopo un centinaio di pagine, la trama comincia a perdere vigore, diventando prevedibile e un po' piatta. L'elemento surreale, che avrebbe potuto aggiungere profondità e fascino, finisce per essere poco incisivo e non riesce a mantenere vivo l'interesse. I personaggi, per quanto originali, non subiscono un'evoluzione significativa e rimangono in gran parte statici, limitando il coinvolgimento emotivo del lettore.
Un gruppo di estranei enigmatici viene riunito da un misterioso anfitrione per partecipare a un gioco unico, in cui la risoluzione di un enigma promette una ricompensa straordinaria, mentre il viaggio stesso si trasforma in una metafora delle loro paure, desideri e segreti.
Non mi ha entusiasmato come credevo ma ha comunque una base originale.
3.75 Un giallo fantasy piacevolmente inaspettato, con un cast di personaggi assurdi ma ben caratterizzati. Scrittura semplice ma non per questo banale, anzi. Certi passaggi hanno proprio quel quid in più. Mi ha intrattenuta sin da subito ed il finale, oltre a non prevederlo minimamente, mi ha lasciata sorridente e soddisfatta.
Un treno con destinazione sconosciuta e dei passeggeri che non si sono mai incontrati, sembrano essere la combinazione perfetta per un viaggio indimenticabile.
In questo racconto vi sono: un professore lupo mannaro, un’attrice, una famiglia in lutto della Cornovaglia e un groupier di Las Vegas. Proseguendo poi con uno scrittore tedesco, una cacciatrice, un capotreno e, infine, un ospite inatteso. Lo so, potrebbe sembrare l’inizio di una lunga barzelletta, invece è l’inizio di una avventura.
Cosa potesse rendere un licantropo – un licantropo improprio, volendo essere precisi – dalle finanze traballanti un ospite d’onore, poteva saperlo solo il signor Swapan. Si sarebbe aggirato per i vagoni sentendosi come un pesce fuor d’acqua in mezzo a persone di un rango sociale diverso dal suo, in quel completo blu scuro che iniziava a stargli largo, sfoggiando medaglie ormai prive di valore.
Un gruppo variegato di protagonisti, tutti malfidenti gli uni verso gli altri, costretti a socializzare in questo ambiente strano e tetro. Il tutto diventa ancor più assurdo quando il capotreno spiega loro di dover risolvere il mistero e capire da soli la loro meta per poter mettere fine al gioco e, di conseguenza, al viaggio.
Altra proposta che mi ha incuriosito durante l’ultima edizione di Più libri più liberi. Una breve e interessante presentazione da parte dell’autore e, senza troppi pensieri, ho deciso di iniziare il viaggio a bordo di Azoth Express di Elia P. Ansaloni.
Il protagonista è il professor Volfram Volkov, affetto da licantropia, invitato a prendere parte a una traversata sull’Azoth Express: un treno misterioso del quale sembra impossibile reperire qualsiasi informazione. Né la meta né l’itinerario sono noti ai passeggeri, ed è proprio qui che risiede il cuore del “gioco”. A bordo del convoglio si incontrano una famosa attrice televisiva, Mercedes; una famiglia aristocratica; la giovane esploratrice Lyra; Zohn, uno scrittore incallito; Maddox, un croupier di Las Vegas; e infine i signori Yong, intenti a trasportare un carico enigmatico.
Sarà Swapan, proprietario della compagnia, a chiarire le regole: il viaggio proseguirà finché i passeggeri non riusciranno a comprendere quale sia la vera destinazione del treno. Solo allora la traversata giungerà al termine e ciascuno di loro potrà ambire a un premio di immenso valore. Riusciranno a risolvere l’enigma e, soprattutto, ad arrivare tutti a destinazione?
Fino ad oggi non mi era mai capitato di leggere un mix tra il genere giallo e il fantasy: una novità che inizialmente mi ha un po’ destabilizzato, ma che, immergendomi nella storia, ho trovato ben bilanciata. La penna dell’autore è scorrevole, lineare e curata, capace di stimolare la giusta curiosità e di spingere il lettore ad approfondire la narrazione fino a coglierne l’originale intreccio. I personaggi sono curiosi e stravaganti, e non sono pochi; tuttavia, grazie all’approfondimento dedicato a ciascuno di loro nelle prime pagine, non ho incontrato difficoltà quando la storia è entrata nel vivo.
L’ambientazione non è particolarmente approfondita e manca di qualche dettaglio che avrebbe giovato alla narrazione, ma, considerando anche il numero contenuto di pagine, questa mancanza risulta nel complesso comprensibile.
La parte finale mi ha stupito e colpito, oserei dire geniale, perché riesce a dare un senso ai numerosi avvenimenti bizzarri ai quali, nel corso della storia, i personaggi sono stati sottoposti.
In conclusione, Azoth Express è una lettura originale e coinvolgente, un viaggio narrativo insolito che vale la pena intraprendere, soprattutto per chi ama le storie enigmatiche e fuori dagli schemi. SOFFIO DI CARTA
Mi dispiace che, alla fine, il giudizio complessivo sia “solo” una sufficienza perché il libro era partito bene: strano il giusto, desta curiosità senza alienare troppo, si capisce che è scritto bene. Però si sgonfia tanto nella parte centrale e, benché si riprenda un po’ prima del finale, il finale in sé proprio non mi è piaciuto, specie le allusioni al processo di scrittura. Come detto, però, è scritto bene e questo mi spinge a voler leggere qualcos’altro di questo autore: forse, semplicemente, l’ho conosciuto in una storia non giusta per me.
Leggo pochi libri fantasy ultimamente, ma una indagine fantasy proprio non mi era mai capitata. Mi sono imbattuta in personaggi stranissimi, che si incontrano in un modo altrettanto strano e che devono sciogliere un enigma che li coglie letteralmente impreparati.
Mi ha sorpresa come pochi. L’impostazione della storia è un susseguirsi di sorprese. Senza fare spoiler, il finale l’ho amato da impazzire. Bello, complimenti all’autore.
Un grazie doveroso alla casa editrice, Delrai Edizioni, per avermi omaggiata della copia digitale del libro. Riordino un po’ i pensieri ed entro la settimana prossima vi lascerò la recensione. (AAAAA che libro carinoooo)
Ed eccoci con un libro che ho letto in due giorni (che poteva essere uno solo se non fossi pigra). Questo libro parla di una serie di persone che vengono invitate sul Azoth Express, un treno su cui è impossibile reperire informazioni e che non si sa dove vada. I personaggi di questa storia sono il professor Volfram Volkov (aka la voce narrante), un’attrice di nome Mercedez, gli aristocratici Ravencroft, la ricercatrice Lyra, lo scrittore Zohn, il coupier Maddox e i signori Yong. Infine c’è il loro anfitrione, il signor Swapan, che li accoglie e spiega loro le regole per il viaggio. Allora, sta storia è stata un viaggio assurdo. Partiva in un modo, per cui mi ero fatta delle idee, poi cambiavano le premesse, poi accadevano cose… e poi si arriva al finale e io sono rimasta lì tipo What. Positivamente. Ovviamente la storia intera gira attorno ai personaggi, in particolare a Volkov, un uomo affetto da licantropia che fuma una pipa a bolle di sapone e che ha mille lauree (tra cui una in investigazioni, apparentemente). È lui a parlare con i vari personaggi, a tirar fuori le loro storie, a farli collaborare con lui per arrivare alla soluzione. Gli voglio bene. Mercedez è la seconda in lista (alla fine sono anche i due che vediamo di più). Del worldbuilding non c’è praticamente niente da dire. Il treno mi ha affascinato, e anche alcune cose che non posso dire senza fare spoiler. Mi ha colpito il finale invece perché è proprio il tipo di roba assurda che mi intriga. Un genere di cosa su cui scriverei, il tipo di trama che vorrei inventarmi (sapermi inventare, a ‘sto giro). Insomma, sì. Davvero apprezzato. Mi chiedo solo come siano arrivati tutti a prendere quel treno.
Cosa succederebbe se frullassimo insieme Agatha Christie e il suo "Assassinio sull'Orient Express", un po' di Lovecraft, certe vibes da "Il mistero della pietra azzurra" e della metafisica? Il risultato sarebbe esattamente questo libro!
Un perfetto mix di fantasy, fantascienza e romanzo giallo!
In un viaggio ai limite dell'impossibile che trascende il tempo e lo spazio, sul nostro treno particolare verranno invitati un professore russo, Licantropo improprio, che condurrà le indagini, un'attrice messicana, una famiglia inglese che accompagna il rientro in patria del suo defunto patriarca, un giocatore di poker, una giovane esploratrice, un diplomatico e una misteriosa coppia coreana.
Il viaggio prevede una destinazione ignota e nessuna tappa intermedia, il treno si fermerà soltanto quando uno di loro avrà risolto il mistero e scoperto la sua tappa finale. Nel mentre, come nel più classico dei gialli, avremo una serie di omicidi da risolvere, ma nulla sarà semplice e soprattutto nulla sarà come sembra!
Una lettura davvero sorprendente, dove non c'è un attimo di tregua per annoiarsi e dove c'è sempre un colpo di scena dietro l'angolo! Ho trovato la narrazione scorrevole ed accattivante, con un ottimo intreccio tra i personaggi che sono caratterizzati molto bene, ognuno bizzarro a modo suo. La parte investigativa forse è stata troppo affrettata, avrei gradito uno sviluppo maggiore, ma probabilmente è stata dettata dalla brevità del romanzo. Il finale però è stato davvero inaspettato e sconcertante, sfido io a trovare qualcuno che avesse risolto il mistero! Assolutamente GENIALE, non ci sono altre parole per descriverlo, spero di averlo capito fino in fondo XD
Divorato tra il viaggio di ritorno da Salone e la giornata di ieri, questo libro è un gioiellino tutto italiano da poco meno di 200 pagine. La storia è semplice: una manciata di strani personaggi, tra cui un licantropo "improprio" che fuma una pipa a bolle di sapone, vengono invitati sul misterioso treno Azoth Express. La loro destinazione? È quello che dovranno scoprire e il viaggio non si concluderà finché non avranno dato la risposta giusta.
Io amo gli enigmi e in questa storia l'autore ce ne offre parecchi, con diversi indizi succosi. Non ho indovinato tutto, ma non sono affatto rimasta con un senso d'insoddisfazione finale, cosa che invece mi è successa recentemente con un altro giallo. La soluzione all'enigma... non la dico, ovviamente. Avevo intuito che non fosse qualcosa di banale e che c'entrassero concetti metafisici, ma quando l'ho letta è stato improvvisamente tutto così ovvio! E non ho potuto non apprezzarlo. L'atmosfera ricorda quella di "Assassinio sull'Orient Express" e anche qui i personaggi sono ben caratterizzati, ognuno con le sue peculiarità. Lo stile è pulito e preciso, la storia intrigante.
Spenderei una parola anche per la cura di questo libro: dalla copertina rigida, ai disegni, ai titoli dei capitoli che riportano parole in diverse lingue del mondo. E se mi dai una trascrizione IPA* io sono solo felice. ❤ Insomma, lo consiglio vivamente, soprattutto a chi ama i misteri e un po' di sano surrealismo.
*la pronuncia esatta della parola, secondo il sistema internazionale di trascrizione.
Ci sono un professore lupo mannaro, una famiglia maledetta, un giocatore d'azzardo, un'attrice con superpoteri e altra gente strana su un treno indubbiamente soprannaturale diretto verso non si sa dove. Non è l'inizio di una barzelletta, ma di un fantasy bislacco venato di giallo; un libro pieno di idee, scritto senza dubbio con tanto cuore, ma un po' troppo confuso nello svolgimento. Azoth Express non è un brutto romanzo, avrebbe solo avuto bisogno di più respiro per esprimersi al meglio o di limare un po' il citazionismo che lo caratterizza. Lettura comunque gradevole per un giallo assolutamente diverso dal solito.
3.5 Menomale che ogni tanto esistono romanzi di esordienti che ti fanno dire: wow! Un misto tra assassinio sull'orient express e un racconto di Lovecraft ma con molta ironia, Azoth Express si fa leggere. Devo dire che mi aspettavo tutt'altro ma il plot twist é davvero molto carino. Quantomeno non il solito libro
E’ una sera strana. L’albero in un angolo brilla e luccica, mille colori e brillantini, cosi tanti da far invidia a Edward Cullen. Fuori piove e il cielo è cosi scuro eppure sembra in attesa, del momento in cui il sole tornerà a prendere il suo posto nel firmamento. Dopo tanto buio e tante riflessioni. E il re vischio farà posto al giovane cervo, mentre tutto il mondo tornerà a girare, ciclo dopo ciclo, sbaglio dopo sbaglio. E cosi con la musica nelle cuffie e un patetico film natalizio in TV mi sono messa al computer. Devo scrivere una recensione, difficile forse, la più difficile della mia carriera da blogger. Senza svelare, ma per conquistare e per omaggiare il vero autentico senso della letteratura. Eppure ancora sosto in tante emozioni diverse, che brillano e luccicano come le luci dell’albero e che irrompono melodiose come le note che pulsano nelle orecchie. Come quel cuore che batte e indugia in mondi incantati, fatti di diversi che però non si ignorano, anzi formano un quadro bellissimo. Un mondo fatto di misteri e magia, di antichi echi, lontani eppure presenti nella mia vita, tanto da sovrastare la pioggia che batte insistente sui vetri. Chissà forse desidera che io racconti lei di Azoth Espress, dei suoi protagonisti, del significato e perché no della sua egregia composizione. Ma quando si sfiora l’incanto, beh lo sapete meglio di me, le parole non servono. E non sono necessarie. Salire su quel treno è il modo per arrivare in un regno davvero inesplorato, fatto di mille fili invisibili che solo un abile apprendista stregone riesce a intessere, con pazienza e amore per regalare noi ghirlande da appendere ai nostri colli, per celebrare il ritorno in un universo infinito, fatto di trame, suggestioni, racconti antichi che grazie alla voce di mille narratori divengono sempre diversi. Quel treno è il viaggio e al tempo stesso la destinazione. Poco importa di quale mistero misterioso si occuperà: ci basta sfiorare l'arcano, risvegliarlo in questi cuori che rischiano di essere aridi e smalizati. Senza stupore, senza la rabbia o la gioia che solo la chiave libro può donarci. E nelle parole dense di arcani simboli di Elia risuonano altri racconti, altre influenze fa capolino persino un amico lontano eppure presente, il cui ghigno però è il più bel sorriso che possiamo mai ricevere. E nel viso di Ansaloni, cosi come nei corridoi di quel treno si confondono e rinascono le malie della Christie, di Lovencraft, e di ogni altro autore capace di regalarci sogni, incanti e storie capaci di farci rabbrividire. Ho detto tutto e nulla vero? Ma perché vorrei che non scegliereste il libro solo per un atto consapevole e razionale. Ma perché qualcosa dentro di voi si smuove, vi guarda e vi chiede di essere ascoltato. E allora non importerà il perché di questo viaggio, neanche risolvere l'enigma. Importerà che esso sia stato regalato a noi. Che il nostro corpo e la mente andrà incontro alla ricerca, che sia della soluzione, o di noi stessi. Della nostra natura di eterni sognatori narranti, di protagonisti o di comparse. Perché un libro non è altro che il racconto simbolico dell'infinito ciclo vitale, quello che lo rende sempre un po' meraviglioso e sempre un po' incredibile. E Azoth vi regalerà di nuovo un sorso di eterno, proprio perché vi racconterà qualcosa. E raccontando intesse di stelle il vostro io. Tanto che sarete anche voi esseri straordinari, assurdi, grotteschi e un po' magici. Salite sull’Azoth Express e provate a guadagnarvi la ricompensa. Ma vi assicuro che anche al finale, non vorrete mai lasciare quel treno. E diventerà un po' il vostro luogo segreto, quel secreto world cantato da Per Gabriel a cui tornare, quando la vita picchia troppo duro e ci rende stanchi e demotivati. Con uno stile impossibile da descrivere Ansaloni ha creato un vero incantesimo reso parola. Tanto chementre guardo fuori, in questa strana notte, mi sembra di essere ancora sull’azoth express.
Mi basterà varcare quella porta E un mondo nuovo si aprirà davanti incerto ma pulito dagli inganni Pierangelo Bertoli
*** Per te che mi hai insegnato fin da piccola a buttare via la paura di uscire, dalle mura, fiera e mai stanca. Senza nessun alibi e con la mia faccia Senza aver paura di lasciare questo mondo piccolo e banale
Per Patriza E per Romina che hanno lo stesso mio coraggio. Di specchiarsi senza ipocrisia in uno specchio d’acqua pura, priva dell'inquinamento della bugia. Cosi come siamo, amiche e sorelle di Madama Fantasia