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Mina Settembre #2
Troppo freddo per Settembre
In una fredda mattina di gennaio un anziano professore viene ritrovato senza vita. Qualcosa nella sua morte non convince Mina Settembre: il medico legale, ipotizza una probabile intossicazione da monossido di carbonio che però non quadra con il ritrovamento di un cadavere quasi “sereno”, sotto le coperte, vestito di tutto punto e con ancora le scarpe addosso. Il vecchio dormiva solo in una soffitta e nessuno si occupava di lui tranne la nipotina…
Audiobook
First published September 15, 2020
About the author
Maurizio de Giovanni
146 books808 followersMaurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, autore perlopiù di romanzi gialli.
Maurizio de Giovanni is best known for his prize-winning series set in 1930s Naples featuring Commissario Ricciardi, a loner with the paranormal ability to see and hear the murdered dead. A banker by profession, de Giovanni also writes short stories and books about historic matches of the Neapolitan soccer team.
Maurizio de Giovanni is best known for his prize-winning series set in 1930s Naples featuring Commissario Ricciardi, a loner with the paranormal ability to see and hear the murdered dead. A banker by profession, de Giovanni also writes short stories and books about historic matches of the Neapolitan soccer team.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 62 reviews
September 17, 2020
Classico libro del Maurizione: lo si comincia a leggere a mezzanotte del 15 settembre (data d'uscita) e i giorni successivi sono un'alterzanza di colazioni mentre si legge, finte riunioni a lavoro mentre si legge, serate non-esco-non-mi-sento-bene quando invece si legge.
De Giovanni e' il mio guilty pleasure perche' ci sono nella sua scrittura scivoloni maschilisti stellati, ma comunque io i suoi libri me li divoro...
Pero' Mina non e' il mio personaggio preferito perche' e', tra i personaggi femminili del Maurizione, quello che piu' esplicitamente incarna le caratteristiche del tipoco personaggio femminile del Maurizione: va bene tutto, cameriera, poliziotta, magistrato ma hey, gnocca prima di tutto!
Sarebbe bello, insomma, che una volta un'eroina del Maurizione fosse imperfetta. Che ne so, vecchia con le rughe, con la cellulite (e no! Sara e' grigia, ma nei libri di Sara si fa in continuazione riferimento ai suoi sforzi per nascondere la bellezza).
Cioe', Mauri, ci stanno pure donne interessanti che, diciamocelo, sono dei cessi ma non per questo non sarebbero delle eroine fantastiche per i tuoi libri, no?
Per ultimo, come ciliegina sulla torta, la descrizione di un cappotto della Mina e' "cappotto anti-stupro"...ora anch'io purtroppo ho usato questa espressione in passato fino a quando mi sono accorta che se ci sono abiti anti, allora questo implica l'esistenza di abito pro...e da li ne esce un casino.
Quindi, visto che sono le persone che fanno la cultura e non viceversa; quindi, visto che il linguaggio e' una parte importante di una culura; quindi, visto che gli scrittori hanno una piattaforma che permetta la diffusione massiva del concetto di cultira 2.0: Maurizio, ma me lo scrivi un giorno di questi un libro con un personaggio femminile che sia tosto, che contempli l'esistenza di peli superflui, magari senza tette e coi denti storti, ma coraggioso e instancabile nonostante la quatidiana lotta contro il patriarcato...insonna un cazzo di personaggio femminile reale?
Grazie eh...
De Giovanni e' il mio guilty pleasure perche' ci sono nella sua scrittura scivoloni maschilisti stellati, ma comunque io i suoi libri me li divoro...
Pero' Mina non e' il mio personaggio preferito perche' e', tra i personaggi femminili del Maurizione, quello che piu' esplicitamente incarna le caratteristiche del tipoco personaggio femminile del Maurizione: va bene tutto, cameriera, poliziotta, magistrato ma hey, gnocca prima di tutto!
Sarebbe bello, insomma, che una volta un'eroina del Maurizione fosse imperfetta. Che ne so, vecchia con le rughe, con la cellulite (e no! Sara e' grigia, ma nei libri di Sara si fa in continuazione riferimento ai suoi sforzi per nascondere la bellezza).
Cioe', Mauri, ci stanno pure donne interessanti che, diciamocelo, sono dei cessi ma non per questo non sarebbero delle eroine fantastiche per i tuoi libri, no?
Per ultimo, come ciliegina sulla torta, la descrizione di un cappotto della Mina e' "cappotto anti-stupro"...ora anch'io purtroppo ho usato questa espressione in passato fino a quando mi sono accorta che se ci sono abiti anti, allora questo implica l'esistenza di abito pro...e da li ne esce un casino.
Quindi, visto che sono le persone che fanno la cultura e non viceversa; quindi, visto che il linguaggio e' una parte importante di una culura; quindi, visto che gli scrittori hanno una piattaforma che permetta la diffusione massiva del concetto di cultira 2.0: Maurizio, ma me lo scrivi un giorno di questi un libro con un personaggio femminile che sia tosto, che contempli l'esistenza di peli superflui, magari senza tette e coi denti storti, ma coraggioso e instancabile nonostante la quatidiana lotta contro il patriarcato...insonna un cazzo di personaggio femminile reale?
Grazie eh...
July 16, 2021
A pleasant book to read, with a good plot. A good mix between the investigative and the more "comedy" part, with tasty aspects of Mina Settembre's private life. The only discordant note is that the Camorra emerges as a somewhat stupid criminal organization, which can be cheated with a simple trick, a simple solution, devised by Mina and her unlikely friends: something unlikely and that disqualifies a bit the book. It is true that it serves to bring out the humorous side of the Neapolitan writer (which is not applied in his other works) but it is too "good-natured" comedy, based on the fantasies that Mina's forms arouse in men, on the misfortunes of the clumsy gynecologist and even on the stereotype of the stupid policeman… ..Too little for someone like De Giovanni who has shown that he can do better.
September 26, 2020
Questa è la volta buona: abbandono De Giovanni.
Dopo essermi innamorata di Ricciardi ho dovuto ripiegare sui bastardi che ok, mi piacevano abbastanza. Dopo è arrivata Sara che non era di mio gusto ma, per fedeltà, e in memoria dei bei tempi antichi, lo leggevo ancora. Adesso questa Mina proprio non mi prende per niente e nemmeno lo stile mi affascina più. Battutine stupide e banali che veramente indeboliscono la scrittura e non gli rendono merito. Personaggi stereotipati che risultano, almeno a me, antipatici perchè sempre prevedibili (la madre Concetta, il carabiniere Gargiulo, scemo irrecuperabile, il portiere perennemente sbavante per le grazie di lei, Domenico chiamamimimmo, imbecille e senzapalle.) Per non parlare della protagonista che mi risulta quasi odiosa.
Ma siamo sicuri che questi ultimi libri li scriva lui? E, in tal caso, cosa gli è successo?
E poi un errore ripetuto che gli ho fatto notare più volte perchè mi dà ai nervi, ma evidentemente non mi legge:
Su 'DO' voce del verbo dare, prima persona singolare dell'indicativo presente NON VA L'ACCENTO!!!!
Cavolo, Maurì, ma sei de coccio!!!
Comunque ti do (leggasi do) l'addio definitivo.
Ho già dato abbastanza, per me basta così.
Dopo essermi innamorata di Ricciardi ho dovuto ripiegare sui bastardi che ok, mi piacevano abbastanza. Dopo è arrivata Sara che non era di mio gusto ma, per fedeltà, e in memoria dei bei tempi antichi, lo leggevo ancora. Adesso questa Mina proprio non mi prende per niente e nemmeno lo stile mi affascina più. Battutine stupide e banali che veramente indeboliscono la scrittura e non gli rendono merito. Personaggi stereotipati che risultano, almeno a me, antipatici perchè sempre prevedibili (la madre Concetta, il carabiniere Gargiulo, scemo irrecuperabile, il portiere perennemente sbavante per le grazie di lei, Domenico chiamamimimmo, imbecille e senzapalle.) Per non parlare della protagonista che mi risulta quasi odiosa.
Ma siamo sicuri che questi ultimi libri li scriva lui? E, in tal caso, cosa gli è successo?
E poi un errore ripetuto che gli ho fatto notare più volte perchè mi dà ai nervi, ma evidentemente non mi legge:
Su 'DO' voce del verbo dare, prima persona singolare dell'indicativo presente NON VA L'ACCENTO!!!!
Cavolo, Maurì, ma sei de coccio!!!
Comunque ti do (leggasi do) l'addio definitivo.
Ho già dato abbastanza, per me basta così.
February 11, 2021
Avevo già in casa questo libro perché amo De Giovanni e i suoi personaggi, ma sono stata preceduta nella lettura dalla visione della fiction televisiva.
Ho letto con passione tutta la storia del commissario Ricciardi Luigi Alfredo della regia questura di Napoli ambientato negli anni trenta, gli anni del fascismo italiano.
Ho seguito poi la saga dei Bastardi di Pizzo Falcone, squadra improbabile e variopinta, ma di indubbio valore e che si svolge nella Napoli contemporanea.
Non mi sono persa Sara, poliziotta in pensione, che ha lavorato nei servizi segreti e come tale è abilissima a rendersi invisibile e anonima ma con una intelligenza vivace e una grande sensibilità.
Ed eccomi puntuale alle prese con Mina Settembre, psicologa e assistente sociale presso un consultorio di Napoli Quartieri Spagnoli.
La prima osservazione è che il libro si discosta dalla fiction, che è liberamente ispirata ad esso, e la cosa mi ha fatto piacere così mi sono evitata l'effetto déjà vu. I personaggi ci sono ma hanno storie diverse. Il tratteggio è caricaturale, per molti versi alcuni ricordano le macchiette di Totò e della commedia eduardiana; il tutto dà un sapore tipicamente partenopeo che "se trasuta int'ò core".
Qui il noir non manca: un anziano professore viene trovato morto una mattina di inverno. Ed ecco che le vicende prendono vita e si legge tutto d'un fiato alla ricerca della verità.
Probabilmente sarò di parte ma io amo tutto ciò che finora è scaturito dalla "penna" fiorente di questo autore.
Ho letto con passione tutta la storia del commissario Ricciardi Luigi Alfredo della regia questura di Napoli ambientato negli anni trenta, gli anni del fascismo italiano.
Ho seguito poi la saga dei Bastardi di Pizzo Falcone, squadra improbabile e variopinta, ma di indubbio valore e che si svolge nella Napoli contemporanea.
Non mi sono persa Sara, poliziotta in pensione, che ha lavorato nei servizi segreti e come tale è abilissima a rendersi invisibile e anonima ma con una intelligenza vivace e una grande sensibilità.
Ed eccomi puntuale alle prese con Mina Settembre, psicologa e assistente sociale presso un consultorio di Napoli Quartieri Spagnoli.
La prima osservazione è che il libro si discosta dalla fiction, che è liberamente ispirata ad esso, e la cosa mi ha fatto piacere così mi sono evitata l'effetto déjà vu. I personaggi ci sono ma hanno storie diverse. Il tratteggio è caricaturale, per molti versi alcuni ricordano le macchiette di Totò e della commedia eduardiana; il tutto dà un sapore tipicamente partenopeo che "se trasuta int'ò core".
Qui il noir non manca: un anziano professore viene trovato morto una mattina di inverno. Ed ecco che le vicende prendono vita e si legge tutto d'un fiato alla ricerca della verità.
Probabilmente sarò di parte ma io amo tutto ciò che finora è scaturito dalla "penna" fiorente di questo autore.
May 2, 2021
Era da tempo che volevo leggere questo autore e complici le recenti fiction ho deciso di iniziare da Mina Settembre.
Notevoli sono le diversità, e meno male, perché pur apprezzando la serie non volevo leggere qualcosa di già noto. La storia inizia con la morte di un professore in pensione. Tutto farebbe pensare ad una morte accidentale , ma qualcosa non torna al magistrato chiamato per l'indagine. Contemporaneamente una mamma in difficoltà si rivolge a Mina per aiutare il figlio appena uscito di prigione.
Notevoli sono le diversità, e meno male, perché pur apprezzando la serie non volevo leggere qualcosa di già noto. La storia inizia con la morte di un professore in pensione. Tutto farebbe pensare ad una morte accidentale , ma qualcosa non torna al magistrato chiamato per l'indagine. Contemporaneamente una mamma in difficoltà si rivolge a Mina per aiutare il figlio appena uscito di prigione.
September 28, 2020
E no, addio Settembre.
Quando torna a tratti a scrivere di camorra si lascia anche leggere, ma per tre quarti del libro mi son chiesto: ma perché devo star qui a leggere di gente che mi dà fastidio (e che a livello umano, oggettivamente, fa più schifo che no)? Perché devo sospirare e ingoiare certi rigurgiti di maschilismo che levati, senza nessuna contropartita?
Menomale che giovedì è ottobre.
Quando torna a tratti a scrivere di camorra si lascia anche leggere, ma per tre quarti del libro mi son chiesto: ma perché devo star qui a leggere di gente che mi dà fastidio (e che a livello umano, oggettivamente, fa più schifo che no)? Perché devo sospirare e ingoiare certi rigurgiti di maschilismo che levati, senza nessuna contropartita?
Menomale che giovedì è ottobre.
September 29, 2020
Prima o poi doveva capitare. bisogna sempre aspettarsi la caduta da qualunque piedistallo. Forse l'essere troppo proliferi non aiuta. libro abbandonato dopo la becera descrizione di una visita ginecologica che nella realtà non potrebbe mai avvenire. forse sarò tacciata di bigottismo, anche se bigotta non mi sento per niente, ma pensare che per quanto bello sia un medico si possa andare dal ginecologo con certi scopi ludici è da bifolchi ignoranti.
August 20, 2021
Incipit
– Raccontamela un’altra volta. Solo una, poi basta.
Troppo freddo per Settembre Incipitmania
– Raccontamela un’altra volta. Solo una, poi basta.
Troppo freddo per Settembre Incipitmania
September 22, 2020
“quello che sembra una fortuna può non esserlo, e quello che sembra una disgrazia può avere anche, alla lunga, lati positivi.”
In un gennaio molto freddo in cui la città di Napoli è assediata dal gelo, il magistrato Claudio De Carolis, ex marito di Mina Settembre, si trova a chiarire le circostanze della morte di un anziano professore deceduto in una soffitta per quello che sembrerebbe un avvelenamento da monossido di carbonio. Ma ci sono elementi che inducono De Carolis a sospettare ci sia qualcosa in più da scoprire.
Contemporaneamente Mina, assistente sociale ai Quartieri Spagnoli, si trova a dare il suo aiuto ad una donna preoccupata per la sorte del figlio appena uscito dal carcere dove è stato per anni proprio a causa della testimonianza del professore trovato morto.
Un nuovo romanzo con protagonista Mina Settembre che mi è piaciuto ancor più del precedente in cui veder i personaggi crescere man mano che ci si addentra nella storia. De Carolis che nonostante la sua rigidità personale colpisce per l’intuito e le sue capacità professionali. Il ginecologo Mimmo che riesce a spogliarsi d’incertezza per acquisire consapevolezza della propria posizione lavorativa così come sentimentale. Rudy, il portinaio che per quanto improbabile riesce sempre a cavar d’impaccio Mina e Mimmo nelle loro indagini personali.
Un romanzo che parla di possibilità. Dell’importanza che ha il luogo dove nasci nello sviluppo di un’esistenza. Del coraggio che ci vuole per compiere una scelta che ci porti fuori dal percorso che è stato tracciato per noi verso quello che veramente desideriamo.
“l’ importante è non avere pregiudizi. Non marchiare a fuoco la gente. Ogni individuo, per quanto viva in un ambiente terribile o disagiato, può essere diverso.”
In un gennaio molto freddo in cui la città di Napoli è assediata dal gelo, il magistrato Claudio De Carolis, ex marito di Mina Settembre, si trova a chiarire le circostanze della morte di un anziano professore deceduto in una soffitta per quello che sembrerebbe un avvelenamento da monossido di carbonio. Ma ci sono elementi che inducono De Carolis a sospettare ci sia qualcosa in più da scoprire.
Contemporaneamente Mina, assistente sociale ai Quartieri Spagnoli, si trova a dare il suo aiuto ad una donna preoccupata per la sorte del figlio appena uscito dal carcere dove è stato per anni proprio a causa della testimonianza del professore trovato morto.
Un nuovo romanzo con protagonista Mina Settembre che mi è piaciuto ancor più del precedente in cui veder i personaggi crescere man mano che ci si addentra nella storia. De Carolis che nonostante la sua rigidità personale colpisce per l’intuito e le sue capacità professionali. Il ginecologo Mimmo che riesce a spogliarsi d’incertezza per acquisire consapevolezza della propria posizione lavorativa così come sentimentale. Rudy, il portinaio che per quanto improbabile riesce sempre a cavar d’impaccio Mina e Mimmo nelle loro indagini personali.
Un romanzo che parla di possibilità. Dell’importanza che ha il luogo dove nasci nello sviluppo di un’esistenza. Del coraggio che ci vuole per compiere una scelta che ci porti fuori dal percorso che è stato tracciato per noi verso quello che veramente desideriamo.
“l’ importante è non avere pregiudizi. Non marchiare a fuoco la gente. Ogni individuo, per quanto viva in un ambiente terribile o disagiato, può essere diverso.”
November 21, 2021
Amo de Giovanni per Ricciardi, per i Bastardi e, in fondo, anche per Sara, maina Settembre mi manda al manicomio. Sembra un altro scrittore. Già con il primo episodio mi sono lamentata per l'eccessiva strumentalizzazione delle tette di Mina e per altro, ma questo l'ho interrotto perché l'irritazione è andata oltre. Alla visita ginecologica della signora Samantha ho rinunciato. Grassofobico da morire, volgare. Prendersi gioco così pesantemente del corpo di una donna grassa NON FA RIDERE. Usare come espediente narrativo l'idea che una visita ginecologica possa essere piacevole per una donna è uno stupodo cliché da vecchio film porno (da donna posso dire che le visite ginecologiche sono piacevoli quanto quelle dal dentista). Per finire, il "palestrato medico di colore". Ci ho rinunciato, e rinuncio anche a proseguire con gli altri episodi di Mina Settembre perché non è il de Giovanni che piace a me.
March 26, 2021
Voglio passare sopra gli aspetti che non mi sono piaciuti, che sono i soliti della saga di #minasettembre... bisogna pur campare in fondo e quindi forse è lecito strizzare l'occhio all'aspetto commerciale e rendersi trasversali.
Il libro mi è piaciuto. Era un bel giallo ed ha affrontato dei temi che mi hanno toccata: il pregiudizio, le differenze fra legge e giustizia e quelle fra disgrazia e fortuna.
Soprattutto affronta la condanna sociale e morale a vivere in ruoli statici e prestabiliti se si nasce in un ambiente o in un altro.
Avrei voluto dare per questo anche una stellina in più, ma ho anche io la mia morale e non è commerciale!
Il libro mi è piaciuto. Era un bel giallo ed ha affrontato dei temi che mi hanno toccata: il pregiudizio, le differenze fra legge e giustizia e quelle fra disgrazia e fortuna.
Soprattutto affronta la condanna sociale e morale a vivere in ruoli statici e prestabiliti se si nasce in un ambiente o in un altro.
Avrei voluto dare per questo anche una stellina in più, ma ho anche io la mia morale e non è commerciale!
July 25, 2021
Il freddo descritto nel romanzo non ha portato il minimo sollievo in questa calura estiva soffocante. 😰
Storia narrata con la solita maestria (almeno in questo la penna di De Giovanni non si smentisce), ma labile (e improbabile) sotto molti aspetti, se non fosse che pone in risalto temi rilevanti come ad esempio la vecchiaia, il valore della famiglia, l’importanza dei bambini e, non ultime, l’idea di giustizia e di vendetta.
La scintilla non è scoccata nemmeno con i protagonisti del romanzo. A cominciare da una Mina sanguigna e avventata (lodevoli però i suoi intenti), per passare ad un Domenico (chiamamimimmo!) piuttosto insulso e prolisso.
Poco incisivi i tentativi di ironia posti a stemperare la tensione della storia (tra l’altro... ma quanti film ha fatto Kevin Costner???).
Il confronto con la serie televisiva è automatico. Anche se le differenze sono notevoli, l’ho trovata molto ben riuscita e mi ha piacevolmente intrigata. Molto più dei libri e dei racconti letti finora.
P.S.: complimenti per la copertina... bellissima!
3,5/5
🇮🇹 3°G20: Campania
✍️ MdG
Storia narrata con la solita maestria (almeno in questo la penna di De Giovanni non si smentisce), ma labile (e improbabile) sotto molti aspetti, se non fosse che pone in risalto temi rilevanti come ad esempio la vecchiaia, il valore della famiglia, l’importanza dei bambini e, non ultime, l’idea di giustizia e di vendetta.
La scintilla non è scoccata nemmeno con i protagonisti del romanzo. A cominciare da una Mina sanguigna e avventata (lodevoli però i suoi intenti), per passare ad un Domenico (chiamamimimmo!) piuttosto insulso e prolisso.
Poco incisivi i tentativi di ironia posti a stemperare la tensione della storia (tra l’altro... ma quanti film ha fatto Kevin Costner???).
Il confronto con la serie televisiva è automatico. Anche se le differenze sono notevoli, l’ho trovata molto ben riuscita e mi ha piacevolmente intrigata. Molto più dei libri e dei racconti letti finora.
P.S.: complimenti per la copertina... bellissima!
3,5/5
🇮🇹 3°G20: Campania
✍️ MdG
January 24, 2021
"TROPPO FREDDO PER SETTEMBRE" di Maurizio De Giovanni
Mi è piaciuto. Un bell'intreccio.
Il magistrato e il maresciallo. Il nonno e la nipotina. L'assistente sociale e la mamma del camorrista. Il professore e l'alunno.
Il custode e il ginecologo. I due vecchi amici fraterni. Le amiche invadenti e indispensabili.
Una bella scrittura, scorrevole e accattivante.
Donne che si uniscono e risolvono.
La coppia De Carolis - Gargiulo, esilarante.
"Leggeva di continuo. Romanzi, saggi, fumetti. Leggeva perché gli piaceva fantasticare. Se guarda uno schermo non immagina, dottore. Vede le cose e basta. Ma se legge, allora costruisce e colora e allunga e allarga le cose come vuole."
Mi è piaciuto. Un bell'intreccio.
Il magistrato e il maresciallo. Il nonno e la nipotina. L'assistente sociale e la mamma del camorrista. Il professore e l'alunno.
Il custode e il ginecologo. I due vecchi amici fraterni. Le amiche invadenti e indispensabili.
Una bella scrittura, scorrevole e accattivante.
Donne che si uniscono e risolvono.
La coppia De Carolis - Gargiulo, esilarante.
"Leggeva di continuo. Romanzi, saggi, fumetti. Leggeva perché gli piaceva fantasticare. Se guarda uno schermo non immagina, dottore. Vede le cose e basta. Ma se legge, allora costruisce e colora e allunga e allarga le cose come vuole."
October 7, 2020
Secondo romanzo che vede come personaggio principale l'assistente sociale al consultorio Quartieri Spagnoli Ovest, Mina Settembre, circondata da una serie di altri gustosissimi personaggi già incontrati nel precedente racconto ( Dodici rose a Settembre).
Come nel precedente romanzo, più della storia contano i personaggi e le loro ragioni (bisogna mettere a posto le cose nel senso etico, rovesciare i luoghi comuni du Napoli).
Un giallo d'atmosfera e d'ambiente. Una scrittura leggera e divertente, con passaggi di profonda riflessione.
Naturalmente si legge d'un fiato.
Come nel precedente romanzo, più della storia contano i personaggi e le loro ragioni (bisogna mettere a posto le cose nel senso etico, rovesciare i luoghi comuni du Napoli).
Un giallo d'atmosfera e d'ambiente. Una scrittura leggera e divertente, con passaggi di profonda riflessione.
Naturalmente si legge d'un fiato.
November 3, 2020
È il primo libro che leggo di Maurizio De Giovanni, e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Una stellina in più per lo stile di scrittura: originale e mai noioso.
Per quanto riguarda la trama, sicuramente la finalità del libro non è quella di inscenare una risoluzione del caso accurata e appassionante, sebbene le basi erano presenti.
L' unica caratteristica negativa è il personaggio femminile di Mina, davvero insopportabile
Una stellina in più per lo stile di scrittura: originale e mai noioso.
Per quanto riguarda la trama, sicuramente la finalità del libro non è quella di inscenare una risoluzione del caso accurata e appassionante, sebbene le basi erano presenti.
L' unica caratteristica negativa è il personaggio femminile di Mina, davvero insopportabile
November 8, 2020
A certi lettori, soprattutto lettrici, potrebbe risultare un po' sessista ma, questo libro va letto col giusto approccio. Bisogna immedesimarsi nei personaggi, e diventa proprio uno spasso! Consigliatissimo!
October 21, 2020
De Giovanni è sempre un piacere ma Mina Settembre no
October 9, 2023
Cacciarsi nei guai, poi, quando tutto sembra perduto, risolvere la situazione con un colpo di genio e una buona dose di follia: non fa altro Gelsomina Settembre, detta Mina, tanto coscienziosa quanto incantevole - e suo malgrado provocante - assistente sociale presso il Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest (per inciso, del Consultorio Est non c'è traccia). Sempre per una buona causa, però, per correre in aiuto di chi è stato meno fortunato di lei, cresciuta fra gli agi dell'alta borghesia, senza problemi a parte una madre e un fisico «ingombranti». Poco importa se, come accade in questo freddo gennaio, ciò significa mettersi contro una famiglia dal nome pesante, di quelle che nei vicoli della città vecchia decidono ogni cosa. Mina non si tira indietro, anzi, trascina con sé - in una missione di soccorso che corre parallela alle indagini della magistratura, condotte da una sua vecchia conoscenza - le amiche più care. E due uomini resi temerari solo dall'adorazione che hanno per lei.
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Dopo essermi innamorata di Ricciardi ho dovuto ripiegare sui bastardi che ok, mi piacevano abbastanza. Dopo è arrivata Sara che non era di mio gusto ma, per fedeltà, e in memoria dei bei tempi antichi, lo leggevo ancora. Adesso questa Mina proprio non mi prende per niente e nemmeno lo stile mi affascina più. Battutine stupide e banali che veramente indeboliscono la scrittura e non gli rendono merito. Personaggi stereotipati che risultano, almeno a me, antipatici perchè sempre prevedibili (la madre Concetta, il carabiniere Gargiulo, scemo irrecuperabile, il portiere perennemente sbavante per le grazie di lei, Domenico chiamamimimmo, imbecille e senzapalle.) Per non parlare della protagonista che mi risulta quasi odiosa.
Ma siamo sicuri che questi ultimi libri li scriva lui? E, in tal caso, cosa gli è successo?
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In un gennaio molto freddo in cui la città di Napoli è assediata dal gelo, il magistrato Claudio De Carolis, ex marito di Mina Settembre, si trova a chiarire le circostanze della morte di un anziano professore deceduto in una soffitta per quello che sembrerebbe un avvelenamento da monossido di carbonio. Ma ci sono elementi che inducono De Carolis a sospettare ci sia qualcosa in più da scoprire.
Contemporaneamente Mina, assistente sociale ai Quartieri Spagnoli, si trova a dare il suo aiuto ad una donna preoccupata per la sorte del figlio appena uscito dal carcere dove è stato per anni proprio a causa della testimonianza del professore trovato morto.
Un nuovo romanzo con protagonista Mina Settembre che mi è piaciuto ancor più del precedente in cui veder i personaggi crescere man mano che ci si addentra nella storia. De Carolis che nonostante la sua rigidità personale colpisce per l’intuito e le sue capacità professionali. Il ginecologo Mimmo che riesce a spogliarsi d’incertezza per acquisire consapevolezza della propria posizione lavorativa così come sentimentale. Rudy, il portinaio che per quanto improbabile riesce sempre a cavar d’impaccio Mina e Mimmo nelle loro indagini personali.
Un romanzo che parla di possibilità. Dell’importanza che ha il luogo dove nasci nello sviluppo di un’esistenza. Del coraggio che ci vuole per compiere una scelta che ci porti fuori dal percorso che è stato tracciato per noi verso quello che veramente desideriamo.
“l’ importante è non avere pregiudizi. Non marchiare a fuoco la gente. Ogni individuo, per quanto viva in un ambiente terribile o disagiato, può essere diverso.
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Dopo essermi innamorata di Ricciardi ho dovuto ripiegare sui bastardi che ok, mi piacevano abbastanza. Dopo è arrivata Sara che non era di mio gusto ma, per fedeltà, e in memoria dei bei tempi antichi, lo leggevo ancora. Adesso questa Mina proprio non mi prende per niente e nemmeno lo stile mi affascina più. Battutine stupide e banali che veramente indeboliscono la scrittura e non gli rendono merito. Personaggi stereotipati che risultano, almeno a me, antipatici perchè sempre prevedibili (la madre Concetta, il carabiniere Gargiulo, scemo irrecuperabile, il portiere perennemente sbavante per le grazie di lei, Domenico chiamamimimmo, imbecille e senzapalle.) Per non parlare della protagonista che mi risulta quasi odiosa.
Ma siamo sicuri che questi ultimi libri li scriva lui? E, in tal caso, cosa gli è successo?
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In un gennaio molto freddo in cui la città di Napoli è assediata dal gelo, il magistrato Claudio De Carolis, ex marito di Mina Settembre, si trova a chiarire le circostanze della morte di un anziano professore deceduto in una soffitta per quello che sembrerebbe un avvelenamento da monossido di carbonio. Ma ci sono elementi che inducono De Carolis a sospettare ci sia qualcosa in più da scoprire.
Contemporaneamente Mina, assistente sociale ai Quartieri Spagnoli, si trova a dare il suo aiuto ad una donna preoccupata per la sorte del figlio appena uscito dal carcere dove è stato per anni proprio a causa della testimonianza del professore trovato morto.
Un nuovo romanzo con protagonista Mina Settembre che mi è piaciuto ancor più del precedente in cui veder i personaggi crescere man mano che ci si addentra nella storia. De Carolis che nonostante la sua rigidità personale colpisce per l’intuito e le sue capacità professionali. Il ginecologo Mimmo che riesce a spogliarsi d’incertezza per acquisire consapevolezza della propria posizione lavorativa così come sentimentale. Rudy, il portinaio che per quanto improbabile riesce sempre a cavar d’impaccio Mina e Mimmo nelle loro indagini personali.
Un romanzo che parla di possibilità. Dell’importanza che ha il luogo dove nasci nello sviluppo di un’esistenza. Del coraggio che ci vuole per compiere una scelta che ci porti fuori dal percorso che è stato tracciato per noi verso quello che veramente desideriamo.
“l’ importante è non avere pregiudizi. Non marchiare a fuoco la gente. Ogni individuo, per quanto viva in un ambiente terribile o disagiato, può essere diverso.
This entire review has been hidden because of spoilers.
September 2, 2026
Prima di parlare di questo secondo capitolo della serie di Mina Settembre, vorrei soffermarmi su alcune recensioni che ho letto in rete e, in particolare, sul confronto che viene fatto spesso con il commissario Ricciardi.
Mina non può essere paragonata al commissario Ricciardi.
Sia l'epoca in cui si muovono i due personaggi, sia il loro ruolo e la loro professione sono completamente diversi. I romanzi di Mina Settembre devono essere presi per quello che sono: un'altra serie di racconti, con atmosfere, personaggi e caratteristiche completamente differenti.
Una cosa, però, accomuna sicuramente i due mondi: la capacità di De Giovanni di farti rivivere la scena mentre leggi o, addirittura, mentre ascolti. Ho infatti ascoltato questo libro in audiolibro e devo dire che l'interprete è da premio Oscar, soprattutto quando riesce a rendere così bene l'accento napoletano!
Mina ha un problema, o meglio, pensa di averlo: una quinta di reggiseno che, come racconta lei stessa, è praticamente come il miele per le api. Solo che, quando le api diventano troppe, possono diventare decisamente moleste!
Questo è uno dei tanti spunti che De Giovanni utilizza per rendere il libro leggero e ironico, così come il rapporto tra Mina e il collega ginecologo Mimmo, con cui divide il consultorio nei Quartieri Spagnoli.
In questi racconti, l'autore sembra seguire due filoni narrativi che, almeno all'inizio, sono nettamente separati e che poi finiscono per ricongiungersi.
Da una parte c'è un omicidio, per il quale viene chiamato il magistrato ed ex marito di Mina, Claudio De Carolis, insieme al maresciallo Gargiulo.
Gargiulo l'ho visto quasi come un povero ragazzo insicuro, continuamente sotto lo sguardo accusatorio e giudicante del magistrato, al quale non sfugge una battuta e che sembra avere sempre qualcosa da ridire.
Ma, a sua volta, in questo romanzo ho visto il magistrato in seria difficoltà quando si trova a chiedere il parere e alcune informazioni a un suo collega su un caso che aveva seguito in passato.
Il magistrato, ormai in pensione, gli dà appuntamento a tarda sera, in una strada... perché, nel frattempo, deve portare il cane a fare pipì.
E qui, secondo me, c'è una delle scene più esilaranti del libro!
Claudio De Carolis non è critico soltanto con il maresciallo Gargiulo, ma anche con il medico legale. Insomma, battute e ironia a go go, e in alcuni punti mi sono ritrovata a ridere a crepapelle.
Ed è proprio questo che mi piace di questi romanzi: l'ironia, le situazioni esilaranti, ma anche le parti serie e drammatiche. De Giovanni riesce a far convivere tutti questi elementi senza che l'uno cancelli l'altro.
Per questo motivo, secondo me, chi cerca nei romanzi di Mina Settembre le stesse atmosfere dei romanzi del commissario Ricciardi parte con il piede sbagliato.
Mina Settembre non è Ricciardi. È Mina Settembre. E va letta per quello che è.
Mina non può essere paragonata al commissario Ricciardi.
Sia l'epoca in cui si muovono i due personaggi, sia il loro ruolo e la loro professione sono completamente diversi. I romanzi di Mina Settembre devono essere presi per quello che sono: un'altra serie di racconti, con atmosfere, personaggi e caratteristiche completamente differenti.
Una cosa, però, accomuna sicuramente i due mondi: la capacità di De Giovanni di farti rivivere la scena mentre leggi o, addirittura, mentre ascolti. Ho infatti ascoltato questo libro in audiolibro e devo dire che l'interprete è da premio Oscar, soprattutto quando riesce a rendere così bene l'accento napoletano!
Mina ha un problema, o meglio, pensa di averlo: una quinta di reggiseno che, come racconta lei stessa, è praticamente come il miele per le api. Solo che, quando le api diventano troppe, possono diventare decisamente moleste!
Questo è uno dei tanti spunti che De Giovanni utilizza per rendere il libro leggero e ironico, così come il rapporto tra Mina e il collega ginecologo Mimmo, con cui divide il consultorio nei Quartieri Spagnoli.
In questi racconti, l'autore sembra seguire due filoni narrativi che, almeno all'inizio, sono nettamente separati e che poi finiscono per ricongiungersi.
Da una parte c'è un omicidio, per il quale viene chiamato il magistrato ed ex marito di Mina, Claudio De Carolis, insieme al maresciallo Gargiulo.
Gargiulo l'ho visto quasi come un povero ragazzo insicuro, continuamente sotto lo sguardo accusatorio e giudicante del magistrato, al quale non sfugge una battuta e che sembra avere sempre qualcosa da ridire.
Ma, a sua volta, in questo romanzo ho visto il magistrato in seria difficoltà quando si trova a chiedere il parere e alcune informazioni a un suo collega su un caso che aveva seguito in passato.
Il magistrato, ormai in pensione, gli dà appuntamento a tarda sera, in una strada... perché, nel frattempo, deve portare il cane a fare pipì.
E qui, secondo me, c'è una delle scene più esilaranti del libro!
Claudio De Carolis non è critico soltanto con il maresciallo Gargiulo, ma anche con il medico legale. Insomma, battute e ironia a go go, e in alcuni punti mi sono ritrovata a ridere a crepapelle.
Ed è proprio questo che mi piace di questi romanzi: l'ironia, le situazioni esilaranti, ma anche le parti serie e drammatiche. De Giovanni riesce a far convivere tutti questi elementi senza che l'uno cancelli l'altro.
Per questo motivo, secondo me, chi cerca nei romanzi di Mina Settembre le stesse atmosfere dei romanzi del commissario Ricciardi parte con il piede sbagliato.
Mina Settembre non è Ricciardi. È Mina Settembre. E va letta per quello che è.
May 2, 2025
In questo divertente romanzo torniamo a Napoli in compagnia dell’assistente sociale Gelsomina Settembre detta Mina: un nuovo personaggio nato dalla penna del
prolifico De Giovanni. Questa volta il mistero è legato ad una strana morte di un anziano professore trovato cadavere nel sottotetto del suo palazzo dove era costretto a vivere dalla famiglia ignavia e prepotente. Il malcapitato aveva, qualche anno prima, denunciato un suo brillante ex studente legato alle più influenti famiglie camorriste napoletane come mandante di una rapina. Di conseguenza il giovane era stato arrestato e rilasciato proprio pochi giorni prima dell’assassinio del vecchio professore. Mina si trova coinvolta nella vicenda, perché chiamata in causa dalla madre dell’ex galeotto che vuole un futuro migliore per il figlio e che ritiene innocente del recente crimine. Mina incontrerà personaggi chiave legati all’anziana vittima: Enrico l’amico barbone che prima di abbandonare la vita consueta esercitava con successo la carriera di medico e Fabiana la dolce e sveglia nipotina, l’unica della famiglia ad amare e rispettare il vecchio professore. Oltre a Mina ritroviamo il bellissimo ed inconsapevole Mimmo il ginecologo suo collega, con cui ci sono frequenti incomprensioni e sentimenti nascosti, Rudy il portinaio ammagliato dalle prosperose grazie dell’assistente sociale, la mamma una virago sulla sedia a rotelle tremenda e cinica, l’ex marito un magistrato efficiente e glaciale coinvolto nell’indagine e il trio sgangherato delle amiche storiche.
Il libro è senza dubbio divertente sia per lo stile frizzante e ironico che per i personaggi improbabili e gli episodi comici. Ho però il trovato la storia un po’ forzata e poco verosimile l’epilogo. Lo consiglio per chi vuole passare qualche ore in leggerezza e spensieratezza.
prolifico De Giovanni. Questa volta il mistero è legato ad una strana morte di un anziano professore trovato cadavere nel sottotetto del suo palazzo dove era costretto a vivere dalla famiglia ignavia e prepotente. Il malcapitato aveva, qualche anno prima, denunciato un suo brillante ex studente legato alle più influenti famiglie camorriste napoletane come mandante di una rapina. Di conseguenza il giovane era stato arrestato e rilasciato proprio pochi giorni prima dell’assassinio del vecchio professore. Mina si trova coinvolta nella vicenda, perché chiamata in causa dalla madre dell’ex galeotto che vuole un futuro migliore per il figlio e che ritiene innocente del recente crimine. Mina incontrerà personaggi chiave legati all’anziana vittima: Enrico l’amico barbone che prima di abbandonare la vita consueta esercitava con successo la carriera di medico e Fabiana la dolce e sveglia nipotina, l’unica della famiglia ad amare e rispettare il vecchio professore. Oltre a Mina ritroviamo il bellissimo ed inconsapevole Mimmo il ginecologo suo collega, con cui ci sono frequenti incomprensioni e sentimenti nascosti, Rudy il portinaio ammagliato dalle prosperose grazie dell’assistente sociale, la mamma una virago sulla sedia a rotelle tremenda e cinica, l’ex marito un magistrato efficiente e glaciale coinvolto nell’indagine e il trio sgangherato delle amiche storiche.
Il libro è senza dubbio divertente sia per lo stile frizzante e ironico che per i personaggi improbabili e gli episodi comici. Ho però il trovato la storia un po’ forzata e poco verosimile l’epilogo. Lo consiglio per chi vuole passare qualche ore in leggerezza e spensieratezza.
June 2, 2024
In questo nuovo capitolo dedicato a Gelsomina Settembre detta Mina, l’assistente sociale dei Quartieri spagnoli, verrà coinvolta dalla madre di un ex detenuto, Rosario Contini, accusato di aver ucciso il suo ex professore, trovato morto in un freddo giorno di gennaio in una soffitta dell’edificio dove vive la sua famiglia. Di lui si occupava solo la nipotina e nessun altro.
Il movente sarebbe la vendetta, in quanto il professore aveva testimoniato contro di lui per una rapina facendolo di fatto arrestare, ma la madre è convinta che non sia colpevole perché il figlio lo stimava moltissimo.
La causa del decesso sembrerebbe in prima battuta essere avvelenamento da monossido di carbonio per via della stufa, ma non torna il fatto che la vittima fosse vestita di tutto punto e con le scarpe addosso. Le indagini sono svolte dall’ex marito di Mina il magistrato De Carolis, il carabiniere Gargiulo, il loro rapporto mi ha fatto scompisciare dalle risate, il Magistrato che canzona ironicamente il Maresciallo che a sua volta combatte l’istinto omicida nei confronti del superiore.
Ovviamente Mina parteciperà con le sue indagini parallele, aiutata dal sexy Domenico Gammardella detto “Mimmo” e dal portiere Trapanese e le sue amiche di sempre: Titti e Irene.
“E rifletté sul fatto che tutto ciò che si fa ha delle conseguenze, come anche ciò che si sceglie di non fare. Ma la scelta pensò, è un privilegio di pochi. La scelta è sempre difficile, perché nel prendere qualcosa rinunci per forza a qualcos’altro.”
Il movente sarebbe la vendetta, in quanto il professore aveva testimoniato contro di lui per una rapina facendolo di fatto arrestare, ma la madre è convinta che non sia colpevole perché il figlio lo stimava moltissimo.
La causa del decesso sembrerebbe in prima battuta essere avvelenamento da monossido di carbonio per via della stufa, ma non torna il fatto che la vittima fosse vestita di tutto punto e con le scarpe addosso. Le indagini sono svolte dall’ex marito di Mina il magistrato De Carolis, il carabiniere Gargiulo, il loro rapporto mi ha fatto scompisciare dalle risate, il Magistrato che canzona ironicamente il Maresciallo che a sua volta combatte l’istinto omicida nei confronti del superiore.
Ovviamente Mina parteciperà con le sue indagini parallele, aiutata dal sexy Domenico Gammardella detto “Mimmo” e dal portiere Trapanese e le sue amiche di sempre: Titti e Irene.
“E rifletté sul fatto che tutto ciò che si fa ha delle conseguenze, come anche ciò che si sceglie di non fare. Ma la scelta pensò, è un privilegio di pochi. La scelta è sempre difficile, perché nel prendere qualcosa rinunci per forza a qualcos’altro.”
January 23, 2021
Rispetto al precedente romanzo, De Giovanni ci ha risparmiato le continue allusioni al fisico di Mina, che già precedente avevano esasperato il lettore.
La trama è lineare, anche se priva di particolari picchi di intensità e di tensione, la forma del romanzo, rispetto alla precedente forma del racconto breve, è a mio parere poco congeniale alle storie di Mina Settembre, diventa ridondante, lento e a tratti noioso.
Nonostante sia l'ultima di una serie di storie sull'assistente sociale, in questo testo non si aggiunge nulla sui personaggi, non hanno una vera e propria evoluzione: c'è uno stentato tentativo con Mimmo, ma si esaurisce con la sbornia da Aglianico.
Mina continua ad essere un idealista con la testa tra le nuvole, che si intromette nelle situazioni della sua Napoli come un cavaliere senza macchia e senza paura, la considero troppo poco realistica, è un personaggio solo positivo, senza macchie, senza dubbi, senza il conflitto che genera empatia.
Le amiche continuano a essere malapena abbozzate; Claudio si rivela anche in questo caso un personaggio piatto. L'unico realistico, se così si può dire o che almeno potremmo accettare nella nostra contemporaneità, è Rudy. Nel prossimo romanzo magari meno stereotipi e marionette, più verità umana, più trama e intreccio, più interiorità e meno maschilismo.
Romanzo leggibile, ma non un capolavoro rispetto agli altri lavori dell'autore.
La trama è lineare, anche se priva di particolari picchi di intensità e di tensione, la forma del romanzo, rispetto alla precedente forma del racconto breve, è a mio parere poco congeniale alle storie di Mina Settembre, diventa ridondante, lento e a tratti noioso.
Nonostante sia l'ultima di una serie di storie sull'assistente sociale, in questo testo non si aggiunge nulla sui personaggi, non hanno una vera e propria evoluzione: c'è uno stentato tentativo con Mimmo, ma si esaurisce con la sbornia da Aglianico.
Mina continua ad essere un idealista con la testa tra le nuvole, che si intromette nelle situazioni della sua Napoli come un cavaliere senza macchia e senza paura, la considero troppo poco realistica, è un personaggio solo positivo, senza macchie, senza dubbi, senza il conflitto che genera empatia.
Le amiche continuano a essere malapena abbozzate; Claudio si rivela anche in questo caso un personaggio piatto. L'unico realistico, se così si può dire o che almeno potremmo accettare nella nostra contemporaneità, è Rudy. Nel prossimo romanzo magari meno stereotipi e marionette, più verità umana, più trama e intreccio, più interiorità e meno maschilismo.
Romanzo leggibile, ma non un capolavoro rispetto agli altri lavori dell'autore.
December 31, 2022
Secondo romanzo con protagonista Mina Settembre, la bella e - suo malgrado – provocante assistente sociale che lavora al “Consultorio dei Quartieri spagnoli Ovest” (di quello est si è persa traccia…). Donna forte e idealista, Mina odia i pregiudizi ed è sempre pronta a soccorrere chi le chiede un aiuto, in un quartiere di Napoli a rischio e popolato da persone che spesso vengono emarginate dalla società. Per questo, spesso Mina si ritrova nei guai.
In una fredda mattina di gennaio, l’anziano ex insegnante Giacomo Gravela viene trovato senza vita nel sottotetto dove è stato relegato dal resto della sua famiglia. Nessuno si occupa di lui, l’unica ad amarlo profondamente è la nipotina Fabiana con cui ha un rapporto dolcissimo e profondo.
Viene ipotizzato un intossicamento da monossido di carbonio, vista la presenza di una stufetta per riscaldare il gelido sottotetto; il magistrato De Carolis, però non è totalmente convinto si tratti di una morte naturale.
Inizia così l’indagine ufficiale, portata avanti dal rigido magistrato (ex marito di Mina) e dal “povero” maresciallo Gargiulo, pieno di fobie, inadeguato e costantemente bistrattato dal proprio superiore. Presto affiora un sospettato: il professore ha infatti testimoniato contro Rosario Contini, un suo ex alunno, da poco uscito dal carcere per una rapina, imparentato ad una delle famiglie della criminalità organizzata più potente della città.
Intanto Mina riceve la visita della mamma di Rosario che chiede il suo aiuto per strappare il figlio ad un destino che sembra ormai segnato.
Mina non si tira indietro e trascina con sé anche i“colleghi” dello stesso consultorio: il custode Giovanni Trapanese, detto Rudy, attratto, come tutti, dal procace seno di Mina, e il ginecologo Domenico – chiamami Mimmo- Gammardella, timido e a volte ingenuo, inconsapevole oggetto del desiderio delle donne del quartiere.
Un romanzo nero raccontato nei toni della commedia che alterna momenti comici, spesso grotteschi, ad d altri malinconici di sentita partecipazione.
In una Napoli bella e dolente,
una storia in cui si pone l’accento sulle figure dei bambini e dei nonni, spesso poco considerati all’interno della società .
In una fredda mattina di gennaio, l’anziano ex insegnante Giacomo Gravela viene trovato senza vita nel sottotetto dove è stato relegato dal resto della sua famiglia. Nessuno si occupa di lui, l’unica ad amarlo profondamente è la nipotina Fabiana con cui ha un rapporto dolcissimo e profondo.
Viene ipotizzato un intossicamento da monossido di carbonio, vista la presenza di una stufetta per riscaldare il gelido sottotetto; il magistrato De Carolis, però non è totalmente convinto si tratti di una morte naturale.
Inizia così l’indagine ufficiale, portata avanti dal rigido magistrato (ex marito di Mina) e dal “povero” maresciallo Gargiulo, pieno di fobie, inadeguato e costantemente bistrattato dal proprio superiore. Presto affiora un sospettato: il professore ha infatti testimoniato contro Rosario Contini, un suo ex alunno, da poco uscito dal carcere per una rapina, imparentato ad una delle famiglie della criminalità organizzata più potente della città.
Intanto Mina riceve la visita della mamma di Rosario che chiede il suo aiuto per strappare il figlio ad un destino che sembra ormai segnato.
Mina non si tira indietro e trascina con sé anche i“colleghi” dello stesso consultorio: il custode Giovanni Trapanese, detto Rudy, attratto, come tutti, dal procace seno di Mina, e il ginecologo Domenico – chiamami Mimmo- Gammardella, timido e a volte ingenuo, inconsapevole oggetto del desiderio delle donne del quartiere.
Un romanzo nero raccontato nei toni della commedia che alterna momenti comici, spesso grotteschi, ad d altri malinconici di sentita partecipazione.
In una Napoli bella e dolente,
una storia in cui si pone l’accento sulle figure dei bambini e dei nonni, spesso poco considerati all’interno della società .
February 6, 2021
Mina Settembre è un gran personaggio, su cui poter costruire molte storie, lo dissi subito dopo aver letto Dodici rose a Settembre.
Anche questa volta Mina si lascia coinvolgere in una missione extra-lavoro: la madre di un camorrista locale vuole che Mina si accerti che non è stato lui ad uccidere, per vendetta, un ex insegnante.
Il tema centrale è la difficoltà per le famiglie del quartiere di sottrarsi ad una vita predestinata di criminalità, specialmente se la tua famiglia è parte attiva ed anche di un certo rilievo. Ma questo non significa che molti non ne vorrebbero fuggire, frenati però dalle troppe difficoltà e paura delle conseguenze per chi rimane indietro.
Il romanzo è piacevole, la storia scorre bene ed è ben costruita, Settembre è promossa e la aspettiamo per nuove avventure.
La mia opinione completa dopo aver letto questo libro la puoi trovare qui: https://www.chiscrive.eu/troppo-fredd...
Anche questa volta Mina si lascia coinvolgere in una missione extra-lavoro: la madre di un camorrista locale vuole che Mina si accerti che non è stato lui ad uccidere, per vendetta, un ex insegnante.
Il tema centrale è la difficoltà per le famiglie del quartiere di sottrarsi ad una vita predestinata di criminalità, specialmente se la tua famiglia è parte attiva ed anche di un certo rilievo. Ma questo non significa che molti non ne vorrebbero fuggire, frenati però dalle troppe difficoltà e paura delle conseguenze per chi rimane indietro.
Il romanzo è piacevole, la storia scorre bene ed è ben costruita, Settembre è promossa e la aspettiamo per nuove avventure.
La mia opinione completa dopo aver letto questo libro la puoi trovare qui: https://www.chiscrive.eu/troppo-fredd...
September 28, 2026
Vote: 3,75
Class: L-B1 (FP)
(Secondo libro della serie di Mina Settembre)
Ho letto con piacere i libri della serie del Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni, dopo che mi è stato consigliato più volte da amici e nonostante una mia scarsa fiducia (un pregiudizio in realtà!) sui romanzi italiani in generale e sui gialli in particolare.
Come molti pregiudizi anche il mio si è rivelato immotivato: Maurizio de Giovanni scrive molto bene e i suoi libri sono molto piaccevoli.
E se il Commissario Ricciardi a volte può risultare un po' tristanzuolo e melanconico Mina Settembre è decisamente più vivace e simpatica, e l'ambientazione, la Napoli moderna, nonostante le sue contraddizioni è almeno priva di fascisti al governo...
Lo consiglio vivamente e tornerò presto a seguire le storie di Mina.
Class: L-B1 (FP)
(Secondo libro della serie di Mina Settembre)
Ho letto con piacere i libri della serie del Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni, dopo che mi è stato consigliato più volte da amici e nonostante una mia scarsa fiducia (un pregiudizio in realtà!) sui romanzi italiani in generale e sui gialli in particolare.
Come molti pregiudizi anche il mio si è rivelato immotivato: Maurizio de Giovanni scrive molto bene e i suoi libri sono molto piaccevoli.
E se il Commissario Ricciardi a volte può risultare un po' tristanzuolo e melanconico Mina Settembre è decisamente più vivace e simpatica, e l'ambientazione, la Napoli moderna, nonostante le sue contraddizioni è almeno priva di fascisti al governo...
Lo consiglio vivamente e tornerò presto a seguire le storie di Mina.
May 1, 2021
Buon rappresentate della "deriva televisiva" dei gialli italiani.
Mi stupisce che un raffinato scrittore come Maurizio De Giovanni si presti a scrivere sceneggiature per fiction giallo-rosa. In se non ci sarebbe nulla di male, però che distanza da "Il commissario De Luca".
A dir la verità, c'è un cammino, da una scrittura più riflessiva e intensa, con storie cupe a quella più leggera e gradevole dei "Bastardi", pur mantenendo una cifra superiore alla media.
Qui si scivola nella commedia, anche abbastanza approssimativa, nel giallo "di costume", dove i personaggi, macchiettisici, rubano la scena alla storia.
Mi stupisce che un raffinato scrittore come Maurizio De Giovanni si presti a scrivere sceneggiature per fiction giallo-rosa. In se non ci sarebbe nulla di male, però che distanza da "Il commissario De Luca".
A dir la verità, c'è un cammino, da una scrittura più riflessiva e intensa, con storie cupe a quella più leggera e gradevole dei "Bastardi", pur mantenendo una cifra superiore alla media.
Qui si scivola nella commedia, anche abbastanza approssimativa, nel giallo "di costume", dove i personaggi, macchiettisici, rubano la scena alla storia.
April 25, 2025
Auf der einen Seite die Handlung, auf der anderen Seite die Kulisse.
Dass eine Sozialarbeiterin mit der Hilfe von Freundinnen, Kollegen und Ex in Neapel einer mächtigen Familie aus dem Umfeld des organisierten Verbrechens nicht nur die Stirn bietet sondern sie auch noch besiegt und unbehelligt weiter lebt? Es ist ein Roman, wieso sollte träumen nicht erlaubt sein?
Was mir wirklich gefallen hat, ist die Kulisse. Der Alltag in Neapel mit seinen schönen und weniger schönen Seiten und dieser ewige dunkle Schatten der Camorra. Ein Schatten ohne Umrisse. Was ist Überlebenstaktik, was ist organisiertes Verbrechen? Wie weit darf man gehen, ohne Teil des Schattens zu werden?
Dass eine Sozialarbeiterin mit der Hilfe von Freundinnen, Kollegen und Ex in Neapel einer mächtigen Familie aus dem Umfeld des organisierten Verbrechens nicht nur die Stirn bietet sondern sie auch noch besiegt und unbehelligt weiter lebt? Es ist ein Roman, wieso sollte träumen nicht erlaubt sein?
Was mir wirklich gefallen hat, ist die Kulisse. Der Alltag in Neapel mit seinen schönen und weniger schönen Seiten und dieser ewige dunkle Schatten der Camorra. Ein Schatten ohne Umrisse. Was ist Überlebenstaktik, was ist organisiertes Verbrechen? Wie weit darf man gehen, ohne Teil des Schattens zu werden?
May 3, 2026
Questo secondo volume mi è piaciuto di più rispetto al primo, sarà che mi sono abituata allo stile e sono entrata nelle dinamiche. Quello che però non mi sono abituata è l'accento finto della lettrice, ma non penso che ci riuscirò mai. È un po' più movimentato del primo volume, e i personaggi sembrano meno impostati e meno esagerati. Mi sono emozionata e rattristata con l'ultimo racconto del nonno, quello della principessa, perché avevo capito dove voleva andare a parare. Ho trovato molto toccante il fatto che le storie che il nonno le raccontava erano fatti della vita cruda ma raccontati adattandoli per una bambina.
November 19, 2022
Secondo libro con protagonista Mina Settembre, giovane assistente sociale, alle prese con quelli che sono i problemi di una Napoli che ha molto da riscattarsi.
Come sempre affiancata dal giovane Mimmo, ginecologo del consultorio con una fa di clienti in attesa.
Il corpo di un anziano professore d italiano viene ritrovato in casa morto.
Causa della morte da monossido di carbonio di una stufa difettosa. Ma qualcosa non quadra per il PM, tra l altro ex marito di Mina.
Sembra quasi un regolamento di conti questa morte, ma niente e chiaro.
Tra un susseguirsi di vicende, il caso verrà risolto grazie ad una audace bambina e all ingegno di Mina Settembre, aiutata come sempre dalle sue valide ma quantomeno strambe amiche.
La mafia va combattuta con le sue stesse armi.
Tra Mina e Mimmo, forse finalmente qualcosa si muoverà, è indubbio che tra di loro c e qualcosa.
Come sempre affiancata dal giovane Mimmo, ginecologo del consultorio con una fa di clienti in attesa.
Il corpo di un anziano professore d italiano viene ritrovato in casa morto.
Causa della morte da monossido di carbonio di una stufa difettosa. Ma qualcosa non quadra per il PM, tra l altro ex marito di Mina.
Sembra quasi un regolamento di conti questa morte, ma niente e chiaro.
Tra un susseguirsi di vicende, il caso verrà risolto grazie ad una audace bambina e all ingegno di Mina Settembre, aiutata come sempre dalle sue valide ma quantomeno strambe amiche.
La mafia va combattuta con le sue stesse armi.
Tra Mina e Mimmo, forse finalmente qualcosa si muoverà, è indubbio che tra di loro c e qualcosa.
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