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Il digiunatore

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Nato a metà Ottocento a Cesenatico Ponente, terra di mangiatori, Giovanni Succi si impone sulla scena del mondo come il più grande digiunatore di tutti i tempi. C’è qualcosa in lui di invulnerabile, che non si arrende neanche all’evidenza. Qualcosa che ha imparato ancora bambino dalle carovane dei circhi, quando scendevano dal Paradiso Terrestre verso la pianura romagnola. Alla saggezza errante dei saltimbanchi, Giovanni deve la sua gioia e la sua salvezza, l’urgenza di diventare quello che è: uno spirito sensibile, un leone indomabile, un profeta immortale. Guidato dall’utopia del socialismo e dal battito del suo cuore, veleggia libero come un elisir attraverso deserti e savane, cespugli e radure, nuvole e gabbie, e mette il suo digiuno al servizio dell’umanità. Coltivando in sé la sorgente di una speranza illimitata – riflessa in donne dai nomi armoniosi quali Ginevra, Gigliola, Guerranda –, segue il suo respiro per il mondo, dal Canale di Suez al manicomio della Lungara, dalle strade del Cairo e di Milano alle corsie della Salpêtrière. Incontra donne-belve e grandi esploratori, Sigmund Freud e Buffalo Bill, mentre l’Occidente sfocia nella modernità e perde per sempre l’innocenza. In questa biografia sentimentale, Carabba parte da una storia vera per trasfigurarla in un grande romanzo, che ci svela il valore del dubbio, le acrobazie dell’entusiasmo, la fierezza della semplicità. Perché è proprio lì, sul confine tra il pieno e il vuoto, dove la nebbia personale si dissolve nell’incontro con gli altri, che si nasconde la promessa dell’eternità.

256 pages, Paperback

First published January 13, 2022

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Enzo Fileno Carabba

27 books1 follower

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Profile Image for Corrado.
198 reviews16 followers
October 17, 2024
Devo essere sincero, ho letto il libro solo perché mi piaceva la copertina e mi intrigava il titolo. Non sapevo minimamente di cosa trattasse. Più andavo avanti e più pensavo "Ma che ca**o sto leggendo?". Solo arrivato all'ultimo capitolo ho capito che fosse basato su una persona realmente esistita.

Il libro è scritto molto bene, è simpatico, fluido, nessuna critica su questo fronte. Il problema, almeno per me, è stata la storia in sé, non mi ha suscitato il minimo interesse. È stato difficile arrivare alla fine, l'ho fatto per pura testardaggine.

Non consiglierei di leggerlo, non saprei a chi potrebbe interessare. Vorrei provare comunque a leggere un altro libro dell'autore, forse in questo caso il problema era solo la tematica.
Profile Image for Silvia Devitofrancesco.
Author 22 books132 followers
January 14, 2022
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com
I digiunatori erano figure popolari nell’800. Giovanni Succi è uno di questi e a egli s’ispirò Kafka nel delineare il protagonista di un suo racconto. Enzo Fileno Carabba ne romanza la biografia rendendo questo originale personaggio un ponte tra passato e presente.

“È difficile trovare qualcuno che non sia convinto di avere il diritto di educare gli altri. Nel mondo pare ci siano più educatori che educandi. Con simili guide, non si capisce perché le cose vadano male.”

Ammetto di non conoscere il movimento dei digiunatori del quale Giovanni Succi può esserne considerato una sorta di fondatore.

Questo personaggio colpisce per il suo essere originale, sopra le righe, assolutamente stravagante. L’autore ne racconta le gesta, esperienze al limite dell’assurdo, viaggi e incontri. A lui si sono interessati personaggi del calibro di Charcot e Freud mentre i più – la società – lo hanno ritenuto fuori di testa tanto da rinchiuderlo in manicomio.

Interessante è il tema della privazione. I digiunatori si privavano del cibo per giorni interi, come facessero a resistere resta un mistero. Oggi, nella società dove tutto è accessibile, quale ruolo ricopre la privazione? In cosa consiste il digiuno inteso non soltanto nel senso concreto del termine?

A mio parere la nota dolente del libro è lo stile della prosa che ho trovato pesante ed estremamente lento. Del protagonista non emerge il carattere, il libro si rivela un elenco di eventi che si susseguono l’uno all’altro senza che la trama evolva verso un punto di destinazione. Di conseguenza il coinvolgimento del lettore ne risente poiché diviene difficile riuscire a provare empatia nei confronti di Giovanni Succi.

Un romanzo dalle buone premesse che non è riuscito a colpirmi quanto avrei voluto.
Profile Image for Emanuela.
764 reviews40 followers
January 5, 2022
Mi sono avvicinata a questo libro molto incuriosita dal tema.
Si tratta della biografia romanzata di Giovanni Succi, un personaggio poco conosciuto, facente parte del gruppo dei digiunatori, attivi nel corso dell’800 nel mondo, a cui si è ispirato anche Kafka per un suo libro.
In effetti la curiosità è stata appagata perché Succi è stato di certo un personaggio fuori dagli schemi, molto originale e sopra le righe, da quando da bambino ha rifiutato il pasto dicendo “Oppa oba” a quando è morto.
Le sue stravaganze non si sono fermate solo al digiuno, che per lui era diventato una vera e propria ragione di vita, ma hanno avvolto tutto il modo in cui ha affrontato la propria esistenza, dai viaggi che ha fatto tra Africa e America, alle usanze che ha scoperto e assimilato, alcune degne di nota e che sarebbero da tramandare ai giorni nostri, ai personaggi di cui amava circondarsi.

“Parlavano a turno. Chi parlava doveva stare su una gamba sola. Quando non ce la faceva più e poggiava la seconda gamba doveva smettere di oarlare. Un ottimo sistema per raggiungere la sintesi.”

Quale è stata la mia meraviglia nello scoprire che personaggi si siano interessati a lui, primi fra tutti Charcot e Freud.
Quale psicologa mi è un po’ dispiaciuto che alla fine il suo caso non sia stato approfondito, oltre che dal punto di vista fisiologico, ambito al quale diversi medici hanno provveduto, anche dal punto di vista delle energie in gioco o pulsioni, per dirla coi termini del tempo, che lo hanno mosso.
Non ho potuto fare a meno di pensare che in qualche grado fosse presente in lui una psicopatologia, senza dubbio la megalomania più volte citata, e ciò soprattutto per il fatto che non sono mai state riportate in lui reali aspirazioni a una trascendenza nè motivazioni superiori.

“Giovanni fu aggredito dal senso di colpa. Cercò di scrollarselo di dosso, per niente mai nella sua vita l’aveva preparato a un simile peso. Mai si era preoccupato degli altri per più di dieci minuti, forse venti. Ma niente. La morte dell’amico era colpa della sua esuberanza, della sua smania di grandezza, del fatto che non accettasse la condizione umana. Anche suo padre, sua madre e sua nonna erano morti e lui se ne accorse sul serio solo in quel momento. Prima lo sapeva, ma ora lo realizzò, fu una bordata spaventosa.”

Ma non ho potuto fare a meno anche di innervosirmi nel vedere come, invece della sana curiosità scientifica, la reazione della comunità sia stata, come sempre nel corso delle epoche, quella di rinchiuderlo in manicomio, perché il diverso viene temuto e visto come pericoloso.

“È difficile trovare qualcuno che non sia convinto di avere il diritto di educare gli altri. Nel mondo pare ci siano più educatori che educandi. Con simili guide, non si capisce perché le cose vadano male.”

“Non lo faceva per cattiveria, anzi l’opposto: correggere era il suo modo di amare.
Giovanni invece non correggeva nessuno e non lo fece mai durante tutta la vita, per quanto sappiamo. Ad apprezzare i pregi degli altri sono buoni tutti. Ma lui apprezzava i difetti, o perlomeno lasciava correre. Forse per questo le persone lo cercavano, si sentivano accolte e godevano della sua compagnia megalomane ma gentile, tutti, senza eccezione, al di là di quello che pensavano delle sue prodezze.”

Ciò che però non ho apprezzato è stato che nel libro non risalti in alcun modo la motivazione della scelta dell’autore di narrare proprio di questo personaggio in particolare e della sua vita e non di quella di miliardi di altre persone degne di nota che hanno soggiornato su questa Terra nei secoli.
E questo mi è mancato, soprattutto perché, non essendo una biografia nel senso esatto del termine, sarebbe stato per me importante recepire il messaggio che secondo Carabba può portare a noi oggi Succi, se non è facilmente intuibile quello che Succi voleva a suo tempo portare (per me come dicevo nessuno).

“Giovanni avvertì un disagio che non avrebbe saputo spiegare, forse perché non era un disagio. Tutta quella gente attorno vestita in maschera (anche i medici erano vestiti in maschera), padrona di misurarlo quando voleva: ma lui dov’era? Era forse nel numero dei propri passi? O nei battiti del suo cuore? Doveva essere da un’altra parte. Tutte quelle misure lo allontanavano dal centro.”

Ciò che io ho fatto durante tutta la lettura è stato chiedermi come potessero tali uomini riuscire a restare per così tanto tempo digiuni senza ripercussioni sul fisico.
E, inevitabilmente, la domanda successiva nelle mie riflessioni è stata: se si può fare a meno del cibo a questi livelli, di cosa potremmo riuscire a #fareameno nelle nostre esistenze? E questa è una domanda su cui mi interrogo in modi diversi da tempo, un po’ a causa di questa pandemia, che mi ha fatta realizzare come al giorno d’oggi diventino sacrifici immani anche piccole rinunce a cui abbiamo dovuto far fronte, che invece in passato hanno vissuto come ineluttabili, ma anche a causa di questo inizio del nuovo anno che porta sempre con sé i migliori propositi, oggi non solo per la propria vita ma, anche indirettamente, per provare a rendere il mondo un po’ migliore.

I miei propositi sono stati così quelli di #fareameno dell’auto per i tragitti più brevi o col bel tempo, della tecnologia per alcune ore al giorno, dei prodotti confezionati nella plastica per ridurne ancora di più l’uso di quanto già non faccia, e dei prodotti confezionati che è possibile preparare in casa, anche se sarebbero senza dubbio più veloci.

E voi ci avete mai pensato? Di che cosa potreste decidere di #fareameno?
Profile Image for LettriceAssorta.
391 reviews159 followers
January 14, 2022


Buongiorno a tutti! Oggi vi parlo di una nuova e interessante uscita di Ponte alle Grazie intitolata "Il digiunatore" di Enzo Fileno Carabba. Il romanzo racconta, con uno stile narrativo che racchiude un mix di realtà e invenzione, le mirabolanti imprese e gli incontri illustri di Giovanni Succi, personaggio realmente esistito. Il DIGIUNATORE è una lettura spumeggiante intrisa di fiaba  che consegna la storia di un uomo originale, esibizionista, megalomane, pieno di fiducia e sempre entusiasta.

Nato nel 1850 e cresciuto a Cesenatico Ponente, vicino al mare, in una famiglia di pescatori e buongustai, Giovanni Succi da piccolino si lascia nutrire copiosamente fino al giorno in cui rifiuta un boccone dicendo a modo suo: "Oppa oba" che sta per troppa roba, provocando il divertimento e le risate dei parenti e genitori. La nonna invece, una donna intuitiva e sensibile, lo guarda con attenzione, e già presagisce per lui, un futuro legato a doppio filo con il cibo.

La lettura procede illustrando le possibili motivazioni alla base delle scelte successive di Giovanni, dai numerosi racconti di vita famigliare legati all'aspetto alimentare e alla convivialità, al carattere estremamente suggestionabile.

"Era molto impressionabile. Una bella fortuna. Viveva in un mondo pieno di possibilità."

E Giovanni cerca di coglierle tutte, queste possibilità, perfino il manicomio in cui periodicamente viene rinchiuso, diviene un posto dal quale ricavare energie e risorse inaspettate. I suoi lunghi viaggi africani, sembrano apparentemente mossi da ambizioni pratiche, commerciali e politiche, ma in realtà tutto questo arrabattarsi per raggiungere il successo economico, nasconde la ricerca del suo Paradiso Terrestre. Durante uno di questi viaggi avventurosi, Giovanni si ammala gravemente e riesce ad uscirne soltanto grazie all'aiuto di uno stregone che gli impone un lunghissimo digiuno, a seguito del quale invece di sentirisi debolissimo comincia a provare una forza inconsueta.

"Avvertiva dentro di sé lo spirito del leone. Era pronto per un esercizio difficile. "Io consiglio la felicità" disse il maestro. Aveva una voce bellissima."

Grazie al digiuno Giovanni Succi sperimenta sensazioni, suggestioni ed esperienze così straordinarie che decide di praticarlo per tutta la vita...

Una lettura originale su un uomo dalle capacità straordinarie, un artista del digiuno che ha costruito sul grandioso e il fantastico, il segreto della sua gioia di vivere.

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Profile Image for Cappellaia Matta #bookblogger.
541 reviews58 followers
January 24, 2022
Benvenuti fanciulli in un viaggio fatto da idee, illusioni, concetti e follie, tutto estrapolato dalla vita di Giovanni Succi e rielaborato da Enzo Fileno Carabba, nella sua versione del Il digiunatore edito Ponte alle grazie che ringrazio anticipatamente per questa bellissima possibilità. Consapevole della mia ignoranza sull’argomento, sono felice di ammettere senza giri di parole che questo libro è pura astrazione per una mente chiusa ma “illuminante” per quelle anime concentrate ad apprendere sempre qualcosa di più, dalla vita altrui.

Proprio con questo spirito, inoltriamoci nella particolare esistenza di Giovanni Succi, effettiva musa dell’omonima storia proposta da Franz Kafka. Un personaggio controverso per il suo stile di vita al limite della logica. Enzo Fileno Carabba introduce l’infanzia dell’uomo, tra regole e mentalità radicate di una famiglia altolocata e predisposta ai soli elogi unilaterali. Vivendo con l’etichetta della infinita perfezione, Giovanni desidera distinguersi dalla massa e fin dalla sua tenera età, sceglie di affiancarsi a qualsiasi cosa attiri la sua attenzione. Osserva la figura del saltimbanco, cerca di risultare il più convincente possibile, arrivando alla conclusione più ovvia: ogni scelta porta con sé determinate predisposizioni, talento e volontà. Ecco che sopraggiunge l’imperativo di primeggiare in un qualcosa di speciale, diverso e unico.

[«Ora che devo fare?» chiede Giovanni a fine giornata, pervaso da un sentimento di onnipotenza. Avvertiva dentro di sé lo spirito del leone. Era pronto a un esercizio difficile.
«Io consiglio la felicità» disse il maestro. Aveva una voce bellissima.]

Scopriamo così, tutta la strada intrapresa dal Succi, tra vere e proprie trasposizioni di notizie accorpate dall’autore, unito ad un pizzico di fantasia come confermato da quest’ultimo. Non conoscendo questa figura, non sono riuscita a scindere la realtà dalla fantasia, ma il bilanciamento delle informazioni, lascia nel lettore il desiderio di documentarsi ulteriormente.

Recensione completa: http://unteconlapalma.com/2022/01/13/...
Profile Image for Cristina Di Matteo.
1,477 reviews39 followers
March 3, 2022
Il digiunatore è un bellissimo romanzo picaresco e avventuroso, ricco di fascino, che racconta la storia di Giovanni Succi, digiunatore (per vocazione e per spettacolo) che ispirò un racconto di Kafka. Con forza immaginifica e documentazione sorprendente, l’autore scrive e inventa le incredibili vicende di questo personaggio storicamente esistito, che incrociò Freud e Salgari, i viaggi di esplorazione e il circo, intercettò la nascita del cinema, del socialismo e della psicanalisi. https://ilmondodichri.com/il-digiunat...
Profile Image for Violetta.
184 reviews
May 18, 2022
Lo spunto è interessante, così come la storia (vera) di Giovanni Succi, un personaggio veramente incredibile che l'autore racconta in forma di romanzo. Una storia così affascinante non può che essere godibile, quello che ho trovato come limite in questo libro è che sia impossibile riconoscerne lo stile. A tratti è divagazione onirica, a tratti cronaca aneddotica, a tratti pure fantasia, a tratti ahimè troppe ripetizioni. Rimane un libro godibilissimo e accattivante, per approfondire non solo un personaggio, ma il contesto storico e sociale in cui è maturato.
Profile Image for Nessy Bologna.
37 reviews1 follower
May 26, 2022
Come direbbe il protagonista Giovanni Succi, questo libro è "oppa oba": troppa roba. È geniale ma è troppo. Con qualche apologo in meno, qualche capitolo in meno, qualche riflessione in meno sarebbe stato un capolavoro assoluto. Consigliato a chi ha amato il film "Big Fish" di Tim Burton.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
597 reviews250 followers
January 13, 2022
Il digiunatore di Enzo Fileno Carabba (Ponte alle Grazie) è un libro che mi ha preso in contropiede. Protagonista Giovanni Succi, personaggio realmente esistito e balzato alle cronache proprio per i suoi digiuni. Kafka gli dedicò persino un racconto, diventato famosissimo.

Carabba con capitoli brevissimi e con un’inaspettata leggerezza, ci restituisce le imprese (e gli scoraggiamenti) del Succi. Pensavo però di trovarmi di fronte a una biografia un pochino più tradizionale, ecco perché sono stata presa in contropiede. Ne il digiunatore si perdono spesso i contorni di realtà, fantasia… e la brevità, che può essere tranquillamente considerata come un punto di forza, non mi ha permesso di appassionarmi come mi sarei aspettata.

RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
Profile Image for chiara.panda_.
378 reviews12 followers
July 22, 2022
Il digiunatore è la biografia, seppur colorata e romanzata, di Giovanni Succi, digiunatore dell’800 che ha fatto della privazione alimentare la sua raison d’être.

Allora I digiunatori erano figure ancora poco conosciute nel mondo occidentale: Giovanni, insieme al altri esponenti – soltanto in parte contemporanei – hanno invece diffuso e sdoganato la pratica del digiuno, innalzandola a vera e propria arte evocativa.

Siamo ai tempi in cui ogni cosa diventa moda e ogni pratica diventa spettacolo; tant’è che, come ogni novità che si rispetti, anche i digiunatori hanno avuto la loro fetta di pubblico, che vuoi per curiosità, per spassionato interesse o per spirito scientifico, hanno assistito alle varie rappresentazioni del Succi in giro per il mondo. A lui si sono interessati professionisti come Charcot, Freud, e tanti altri, ma mai nessuno è riuscito davvero a capire l’arte del digiuno e a spiegarla in maniera coerente. Il mistero di come Succi riuscisse a digiunare pur rimanendo lucido, vigoroso e forte, rimane ancora un mistero.

Giovanni, dal canto suo, è in realtà più un personaggio che un digiunatore: ha scelto il digiuno soltanto per spiccare tra la folla, spinto da un ego spropositato, seppur simpatico e affatto fraudolento, e da una mania di grandezza al pari di una divinità dell’Olimpo. Come sia riuscito l’autore a non farci odiare questa smania di successo e questo personaggio fuori da ogni schema, è per me il secondo mistero di questo romanzo.

Romanzo che, dal canto suo, nasconde una filosofia a tratti spicciola e priva di spessore, ma che sa essere allo stesso tempo fonte evocativa e di ispirazione. È una narrazione questa fresca e leggera: assistiamo ai tanti (forse troppi) episodi in cui il Succi ci dà chiara dimostrazione di vivere decisamente sopra le righe, una persona che ci fa, tanto quanto ci è, e che circumnaviga il globo spinto inizialmente da una ricerca di sé e poi da un desiderio morboso di infondere la scienza appresa e salvare il mondo, nonostante nessuno gli abbia chiesto di farlo o sembri davvero interessarsene.

Oltre a un fenomeno da baraccone, pochi hanno visto altro: Giovanni Succi è stato cavia di un mondo che non aspettava altro che divertimento, spettacolo e magia, senza attribuire alla pratica del digiuno alcuna rilevanza.

Il libro mi è sommariamente piaciuto; ho tuttavia trovato l’aspetto romanzato eccessivamente preponderante rispetto alla vita biografica del Succi, che di per sé sarebbe stata già all’altezza delle aspettative. La mancanza di nozioni e di informazioni ha sicuramente portato l’autore a colorare il racconto e che, come egli stesso afferma, si è lasciato scrivere da solo, senza permettergli davvero di distinguere la realtà dalla fantasia.
Profile Image for Jasmine.
136 reviews
November 14, 2023
Un libro dal ritmo incalzante, ogni capitolo presenta un nuovo personaggio con cui il protagonista si relaziona fin da giovane. I capitoli sono brevi e pregni di retorica.
Associo Succi al segno zodiacale dei gemelli: nello stesso individuo vive il grande digiunatore e il grande mangiatore. Caratterizzato da uno stupore e un interesse infinito per il mondo e per le persone, non disprezza nessuno e ha grande fiducia nelle sue opere.
Il digiunatore ci insegna che spesso togliere qualcosa dalla nostra vita ci rende più vivi (l'attuale "Less is More"). Il mangiatore ci fa capire che dobbiamo avere fame di succedere nella nostra evoluzione personale. Quando il digiunatore scopre qualcosa di nuovo, ci si butta con stupore infantile, senza neanche pensarci.
Infatti, la vita di Succi è un'evoluzione che arriva a raggiungere l'impossibile, attraverso la meditazione: vincere gli istinti, fermarsi a pensare e a sentire i propri organi, concentrandosi sul proprio respiro, si può accedere a forme superiori di esistenza. Magari vincere la barriera spazio-tempo.
I nomadi circensi rimangono per lui un modello di relazione con gli altri dal momento che è cresciuto guardando i saltimbanchi. Quindi va alla conquista del mondo normale proprio grazie alla propria anormalità. Giovanni Succi ha un po' del pazzo e del buffone.
In ogni caso, il suo modo di relazionarsi con la società mette in mostra i paradossi su cui si basa: instillare un dubbio significa far scaldare gli animi dei più furbi facendo così emergere l'ignoranza celata; basta raccontare la semplice verità e la gente sarà sempre più scettica, fino a quando non ci sarà qualche scienziato che sentenzierà un verdetto. Il misterioso elisir, per esempio, è per gli scettici come il brillìo per le gazze: non possono fare a meno di indagarne l'origine.
Alla fine dei conti, però, si scopre che tutto questo non serve; che spesso le cose sono più semplici del previsto e che basta solo vivere con più fiducia, verso sé stessi e le proprie capacità e verso gli altri.
Non smettere mai di essere te stesso e di importi nel mondo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Andrea Muraro.
754 reviews8 followers
September 1, 2022
“Al mondo non conta esserci, conta saperci stare…”

Nei sogni dei bambini entra sempre di prepotenza un fatto o una persona che li colpisce e li ispira. Così, quando il Giovanni Succi bambino incontra dei freak, ne rimane abbagliato e, complice la morte del padre, decide che la sua vita sarà caratterizzata dall’essere anche lui un uomo eccezionale, che fa cose eccezionali. Quale sarà la sua abilità? Quella di digiunare per giorni e giorni, stupendo il mondo con la sua incredibile resistenza al cibo. Inizia così un pellegrinaggio che lo condurrà ad essere considerato talvolta un pazzo, talaltra una celebrità.
Che periodo quello della fine dell’Ottocento! Le scienze stanno facendo un enorme progresso e ogni studioso cerca un campo di studio per mostrare al mondo le forze recondite della natura e dell’uomo. Proprio per questo le figure strane, insolite, disturbanti riescono ad avere successo, a guadagnare denaro e fama solo con la loro presenza e la loro disponibilità a farsi guardare ed esaminare. Per questo Giovanni Succi, in questa fiaba contemporanea che è “Il digiunatore”, è un personaggio piacevole, con cui entrare subito in simpatia. Quelli che oggi definiremmo ciarlatani, in quel periodo sapevano incantare le masse, soprattutto in provincia, disponibili ad uscire per un momento dalla loro quotidianità divenuta ormai banale per aprirsi alla modernità ed essere partecipi di un mondo in rapido divenire.
Enzo Fileno Carabba sa costruire una storia dolce e incalzante, vuoi per la brevità dei capitoli, che sanno mettere a fuoco brevi episodi di una vita straordinaria, vuoi per un lessico medio ma evocativo di una stagione entusiasmante. Ne nasce un racconto che stimola la fantasia senza però danneggiare il contatto con la realtà, perché collega senza sforzi la storia di Giovanni con le grandi scoperte e le grandi intuizioni scientifiche dell’epoca.
Profile Image for Sproloqui Di Deb.
149 reviews3 followers
January 16, 2022
Un libro che ammetto secondo il mio punto di vista non è per tutti. Non è una lettura scorrevole che puoi leggere in un momento in cui hai la testa da tutt'altra parte,diciamo così.

Se leggi il Digiunatore è perché hai fame di conoscenza di quello che è un personaggio realmente esistito in Italia nel 1850, Giovanni Succi. Un personaggio che si dice ispirò Kafka, nel suo racconto "Un Digiunatore".
È grazie a Enzo Fileno Carabba nella sua storia romanzata basata dalle sue ricerche e i ricordi di una lontana parente, che lo conosciamo.

Un personaggio difficile da capire, d'altronde lui stesso non si è mai davvero capito e nei suoi viaggi ricerca qualcuno che gli sappia dire chi è.
Un libro complesso per certi aspetti da seguire, per le eccentricità dei suoi pensieri e delle sue parole, tra lo spirituale e l'orlo della follia che lo porterà spesso nei manicomi.

Una vita ricca, vissuta tra "troppa roba" e "non mi basta", influenzando quei personaggi noti come Salgari, Jean Martin Charcot (noto neuropsichiatra a cui si è ispirato Freud) e Kafka. Chi incasella il personaggio definendolo solo come chi si priva del cibo, non ha del tutto compreso le sue mille sfaccettature.
Profile Image for Il Salotto Irriverente - G. Biondi.
141 reviews2 followers
January 19, 2022
Il digiunatore è un libro scritto da Enzo Fileno Carabba, che racconta le gesta di Giovanni Succi, il più grande digiunatore di tutti i tempi.

Non conoscevo quest’uomo e ho letto il libro con interesse e curiosità. Non immaginavo che esistessero persone che utilizzassero il digiuno come attrazione circense. In un mondo dove si lavora per mangiare e in cui purtroppo si combatte la fame che causa la morte in diversi paesi, è un paradosso pensare che esistano persone che si affamano per il divertimento altrui.

Giovanni Succi si faceva chiudere in una gabbia e, per verificare che non mangiasse nulla, veniva controllato 24 ore su 24 per tutto il tempo del digiuno. Gli era solo consentito bere acqua e un misterioso elisir che lui stesso creava. Una bevanda che, a suo dire, gli dava la possibilità di compiere questa grande impresa, senza avere la debolezza che colpirebbe un uomo normale. Giovanni infatti, durante i suoi digiuni, era solito mettere in mostra la propria forza: sollevava pesi, dava spettacolo con numeri da circo di vario genere; addirittura beveva veleni per dimostrare di essere capace di domare il proprio corpo. Spesso l’attrazione veniva messa all’interno di un ristorante: la gente mangiava di gusto e guardava Giovanni Succi digiunare giorno dopo giorno, cercando anche un eventuale trucco.

La sua attitudine risulta strana, Giovanni è nato in un paese di mangiatori e nessuno avrebbe mai immaginato che potesse diventare l’uomo che ispirò Franz Kakfa nello scrivere Un artista del digiuno.

Un viaggio in Africa, la malattia, uno stregone e un filtro, pare che siano stati gli elementi necessari affinché lo spirito del leone entrasse dentro di lui facendolo diventare un uomo forte, capace di avere il completo controllo del suo corpo, tanto da riuscire ad imporsi i lunghi digiuni senza sentire la debolezza della fame, o almeno era quello che lui credeva e che faceva credere agli altri.

Il libro rappresenta una biografia sentimentale, parte dalla storia vera di Giovanni Succi per poi trasfigurarla in un romanzo che svela, oltre le gesta, l’essere di un uomo eccentrico, genuino e semplice.

Intorno alla figura di Giovanni Succi l’autore crea un’aura, è infatti presente nel libro un’idea del divino che non viene mai esplicitata apertamente. Il suo digiuno viene accostato a quello di Gesù e di San Francesco, poiché ha la stessa durata di quaranta giorni. Spesso si accenna alla malattia mentale, il digiunatore è infatti stato internato nel manicomio della Lungara. Si parla di monomania o paranoia ambiziosa, ma non si scende mai nel dettaglio. Sappiamo che dottori dell’epoca lo hanno studiato, ma non conosciamo a quali conclusioni siano arrivati. Viene lasciato intendere che avesse dei disturbi mentali, ma non vengono mai confermati. Il lettore è lasciato nel dubbio, e non si capisce se la gente si sia fatta condizionare dalla sua forte personalità o se Giovanni Succi fosse capace veramente di riscaldare una stanza con il proprio calore corporeo o di calmare gli stati d’animo con la forza della propria mente.
L’autore descrive il digiunatore come un uomo eccentrico e fuori dal comune. Una persona piena di fiducia, entusiasta e che ha sempre vissuto la vita con una genuina meraviglia infantile. Un megalomane buono che sapeva farsi amare, che si metteva alla prova, sfidando se stesso per dimostrare di essere il migliore.

Ha avuto a che fare con diverse personalità famose della sua epoca e si ha il sentore che Giovanni Succi abbia portato fortuna a chi ha incrociato il suo cammino. Alcuni esempi: La sorella diventò madre Valeria di San Sebastiano, fondatrice della Congregazione Pontificia Suore Oblate di Sant’Antonio di Padova, in bilico sul precipizio della santità. Ed è eclatante il caso di Zorza la belva della Lungara: la donna era internata nel manicomio e aveva evidenti problemi mentali, pare che dopo aver bevuto il famoso elisir sia guarita, abbia sposato un miliardario americano e si sia trasferita a New York.

I racconti che riguardano il suo soggiorno forzato presso il manicomio della Lungara ricordano il film Qualcuno volò sul nido del Cuculo, dove lui interpreta il ruolo di Randle Patrick McMurphy.

Intorno alla figura di Giovanni Succi aleggia il mistero ed è quello che l’autore vuole trasmettere ai suoi lettori. Il libro è diviso in brevi capitoli che facilitano la lettura e lo stile è molto fluido e scorrevole.

Dopo aver letto questo libro mi son chiesta: che mondo sarebbe stato senza Giovanni Succi? E pensare che voleva fare il giornalista!

Lettura consigliata!
Profile Image for Kind of Book.
71 reviews
October 25, 2025
"Il digiunatore" di Enzo Fileno Carabba è un romanzo che si presenta come un viaggio picaresco, ma che purtroppo non riesce a mantenere le promesse iniziali. L'opera si apre con un tono ironico e leggero, che cattura immediatamente l'attenzione del lettore. La prosa, sebbene semplice e a tratti elementare, riesce a evocare un'atmosfera di curiosità, ma questo incanto si sgonfia rapidamente man mano che si prosegue nella lettura.

Il protagonista, Giovanni Succi, intraprende un cammino che si preannuncia ricco di incontri e avventure. A ogni passo, si imbatte in una serie di personaggi eccentrici, strambi e talvolta inquietanti, che arricchiscono il suo percorso di esperienze singolari. Tuttavia, tra questi incontri, Giovanni emerge come l’unico "normale", il che crea un contrasto interessante ma anche frustrante, poiché la sua normalità risalta in un contesto dove l'assurdo sembra prevalere.

Il primo colpo d'occhio sul romanzo è sicuramente positivo, ma dopo circa ottanta pagine, la narrativa inizia a perdere slancio. I personaggi che Giovanni incontra sembrano non contribuire in modo significativo allo sviluppo della trama, e l'assenza di una direzione chiara rende il racconto sgangherato e, in certi momenti, confuso. La sensazione di "pellegrinaggio senza meta" diventa sempre più palpabile, e il lettore si ritrova a chiedersi quale sia la vera sostanza della storia.

Le pagine scorrono, ma il senso di disorientamento aumenta; la mancanza di un filo conduttore riconoscibile porta a una frustrazione crescente. Nonostante i tentativi di mantenere viva la fiducia nel testo, giunto a pagina 147, la mia pazienza si esaurisce e decido di abbandonare la lettura. Le aspettative, che inizialmente erano alte, si affievoliscono progressivamente, lasciando un senso di delusione.

L'ironia e le promesse di una narrazione vivace non bastano a sostenere un'opera che, alla fine, sembra mancare di una vera sostanza narrativa. "Il digiunatore" si presenta come un'opera che, sebbene inizi con buone intenzioni, si perde in un labirinto di eventi e personaggi che non riescono a catturare l'interesse del lettore.

In conclusione, sebbene il romanzo possa riservare spunti interessanti e una scrittura che inizia con il piede giusto, il suo sviluppo lascia molto a desiderare. La storia, a tratti surreale e confusa, non riesce a trovare un equilibrio, risultando in un'esperienza di lettura insoddisfacente. Peccato, perché l'inizio prometteva un'avventura ben più coinvolgente.
Profile Image for Miki85.
102 reviews2 followers
January 13, 2022
Giovanni Succi nacque nel 1850 in una famiglia benestante. La sua vita adulta si prefigurava agiata e priva di stravaganze. Ma la morte in mare di suo padre nel 1862 e quella di sua madre nel 1864 provocarono un’incredibile deviazione nella sua vita, facendo tendere ogni sua fibra verso quel mondo di saltimbanchi, personaggi prodigiosi e fenomeni da baraccone, che aveva suscitato nel piccolo Giovanni stupore e meraviglia. Succi divenne così un digiunatore per professione, ossia colui che per poter mangiare deve digiunare! Enzo Fileno Carabba descrive le mirabolanti e bizzarre avventure del Succi mescolandole a vicende romanzate dagli slanci pindarici che rapiscono lentamente ma costantemente il lettore.
Lo stile di scrittura adoperato dall’autore è scevro da orpelli, essenziale ma elegante, calviniano nella sua costante chiarezza.
Un uomo che con la sua fame di vita, il suo elisir in grado di sconfiggere l’appetito e la sua geniale follia è stato capace di catturare l’attenzione di molte menti geniali dell’epoca: da Freud a Franz Kafka. Non avremmo anche noi bisogno, in quest’epoca bulimica ove tutto è costantemente troppo, di un po’ di digiuno?
Recensione completa sul blog (link in bio).
Profile Image for Liberi  Leggendo.
888 reviews25 followers
January 22, 2022
Il nostro protagonista è Giovanni Succi, realmente esistito, che ha fatto parlare di sè per i suoi digiuni. Fin da bambino la madre e la nonna lo riempivano di cibo. Da grande, mentre si trova in Africa, si ammala. Uno sciamano lo cura facendolo digiunare, da lì partirà il suo nuovo stile di vita.

Il pensiero del digiuno diventa profondo a tal punto che lo porta al manicomio, dove non trovano nulla di strano. Riesce a non magiare per giorni e, anzichè indebolirsi, sente dentro di se la forza di un leone.

L'autore ci racconta le sue stranezze, i suoi viaggi, le sue gesta. A Giovanni si sono interessati personaggi importanti, di cui Kafka gli ha dedicato persino un racconto.

Da tutta questa storia adesso vi pongo la stessa domanda che mi ha posto la casa editrice "Di cosa potresti fare a meno?". In un mondo in cui c'è un continuo accumulare di cose tante volte inutili, porsi questa domanda sarà sicuramente motivo di riflessione. Una storia raccontata con una scrittura ammaliante, tra realtà e fantasia, ma l'ho trovato un pò lento e pesante.

Quello che ho voluto cogliere è l'insegnamento che da, riuscire a fare a meno del superfluo, capire che togliere anzichè aggiungere, potrà rendere più felice una persona.
Profile Image for Dalla carta allo schermo.
199 reviews12 followers
January 31, 2022
Giovanni Succi, il protagonista, da bambino rifiuta per la prima volta un boccone di cibo dichiarando solennemente: "Troppa roba". Ma quello che all'apparenza poteva sembrare solo un capriccio diventa una visione sul futuro dell'umanità, il segno che trasformerà Giovanni Succi nel più grande digiunatore di tutti i tempi, un personaggio realmente esistito di cui Enzo Fileno Carabba racconta la storia, così tanto vera da sembrare fantasia.
Un libro e una vita che sono un'unica grande domanda, un invito a liberarsi del superfluo per afferrare la felicità.

Recensione completa nel blog www.dallacartalloschermo.com
Profile Image for Tralemaniunlibro.
138 reviews5 followers
January 24, 2022
Chi è Giovanni Succi?
Venne considerato il più grande digiunatore (per vocazione e per spettacolo) di tutti i tempi.
Nato a Cesenatico Ponente a metà Ottocento, la vita di Giovanni Succi ispirò persino un racconto di Kafka.

Ne "Il digiunatore" Enzo Fileno Carabba ripercorre l'incredibile vita di Succi, affidandosi talvolta alla fantasia. La lettura è piacevolissima, poiché ci si trova davanti a un personaggio talmente affascinante che è impossibile distinguere la realtà dall'immaginazione.
Ma l'aspetto più sorprendente è l'attualità della scelta del Succi.

"Quando fu in grado di assumere cibo solido, Giovanni si lasciava rimpinzare felice.
Ma un giorno rifiutò il boccone. Chiuse la bocca e la riaprì solo per dire solennemente: "Oppa oba".
"Che ha detto il bambino?"
"Troppa roba" sussurrò la madre.
Troppa roba. Aveva avuto una visione del futuro dell'umanità?"

Abbiamo troppo? La perdita o la sottrazione di qualcosa possono darci in cambio qualcosa di inaspettato? Togliere può significare, oggi, ottenere?
Profile Image for Francesca Righi.
317 reviews1 follower
March 27, 2022
Giovanni Succi, personaggio realmente esistito, di vocazione "digiunatore", è un uomo davvero straordinario. La sua vita all'insegna dell'esplorazione, condita da incredibili vicende. Un romanzo che ci accompagna attraverso gli anni e la vita di Giovanni, dove incontreremo personaggi storici, e dove lo vedremo spesso dentro e fuori da manicomi. Una lettura che a tratti mi ha bloccata ma che, una volta conclusa, ho pienamente apprezzato.
Profile Image for Diletta guardoescrivo .
69 reviews5 followers
January 11, 2022
Interessantissima biografia romanzata su Giovanni Succi. Scritta in maniera fluente e precisa, racconta gli episodi fondamentali del Digiunatore quasi in maniera filosofica.
Profile Image for Valitza.
157 reviews3 followers
May 10, 2022
Non sapevo nulla della storia di Giovanni Succi, nè dell'arte del digiunare..
è stato interessante addentrarsi per quanto possibile nella sua mente fuori dagli schemi.
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