Gli adolescenti odierni smentiscono gli stereotipi. Non si arrabbiano se le prospettive sono fosche e se una pandemia li costringe a rinunciare a esperienze importanti. Identificati con le fragilità degli adulti, sono stati abituati fin da piccoli a non frequentare cortili e parchi dove avrebbero potuto farsi male. Per questo si sono inventati piazze e giochi virtuali, in cui sperimentare la propria identità nascente. Gli adulti hanno obiettato che non andava bene, che erano diventati dipendenti da Internet. Poi Internet si è rivelato indispensabile e la mancata accensione della telecamera è stata considerata assenza dalla scuola, il cui portone era in realtà chiuso. Avrebbero potuto arrabbiarsi, invece niente. Gli adolescenti non sono più trasgressivi, si sono responsabilizzati di fronte a adulti confusi, ma che provano ogni giorno a voler bene a ragazze e ragazzi. Forte della propria esperienza di psicologo e psicoterapeuta, l’autore delinea il ritratto più aggiornato di giovani e giovanissimi e indica agli adulti la strada da percorrere per svolgere al meglio il proprio ruolo e per smettere di guardare gli adolescenti senza vederli.
Un bel saggio, a volte un po’ prolisso, su quanto gli adulti tendano a trattare da grandi i bambini e da bambini gli adolescenti. E su quanto la demonizzazione dell’uso dei device da parte dei ragazzi sia incoerente e assurda da parte di chi ha insegnato loro a farlo. Mancano a mio avviso esempi pratici, troppo teorico, ma io faccio fatica a leggere saggi
Avrei sottolineato ogni parola. Un libro che porta a riflettere sugli adolescenti ma con concretezza e utilità. Non ci sono soluzioni in 10 passi ma spinge a guardare gli adolescenti con un altro sguardo, meno banale e più attuale. Grazie per averlo scritto.
Anche a qualche anno dalla pandemia COVID, il libro si mantiene attuale: non i soliti luoghi comuni su adolescenti, ma un'analisi su come realmente gli adolescenti contemporanei sono, fatta da uno psicologo e psicoterapeuta che ha a che fare con loro.
Questo libro è prezioso (anche se già datato) per decriptare il presente degli adolescenti partendo dall’esperienza professionale dell’autore. Mi ha svelato delle cose che avevo esperito senza cornice teorica, mi ha fatto venire delle idee.