Che cosa ci fanno un agente speciale inglese, un prete e un alpinista di fama internazionale sulle pendici della stessa montagna? La riposta è semplice: la Resistenza. Sulle rive del lago di Lecco, ai piedi delle Grigne e del Resegone, tra il 1943 e il 1945 si incrociano le vite di tre persone tanto diverse quanto unite da un medesimo ideale: la libertà. Dick Mallaby, don Giovanni Barbareschi e Riccardo Cassin, più o meno casualmente, intersecano le loro strade all'ombra delle montagne dei milanesi. Rischiano grosso, tra missioni segrete a bordo di improvvisate imbarcazioni, arresti, interrogatori, false identità e militi fascisti sempre all'erta. Le loro storie ci insegnano quanto il corso della storia dipenda dalle scelte di ciascuno di noi.
Un libro che mi ha lasciato con l'amaro in bocca sia per come è scritto, sia per la storia che si è decisa di trattare.
Una storia che, per chi non mastica di Resistenza o conosce poco la storia di quest'ultima in Lombardia, descrive piccole curiosità di cui solitamente non se ne parla, ma per chi ne sa qualcosa in più non è certo il libro che consiglierei.
Anche le descrizioni prevalentemente storiche si perdono dietro ad una linea troppo didascalica condita, alle volte, da frasi molto 'radical chic' fin troppo tipiche del PD di oggi.
Da storica impegnata sul tema della Resistenza è un libro che potrei forse proporre a scuola, ai ragazzi delle medie e del biennio delle superiori per conoscere un po' la tematica, soprattutto locale, ma non si lega ai romanzi che consiglierei sul tema.
Tre stelle solo perché cita alcuni avvenimenti che molto spesso passano in secondo piano.