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Le stanze del tempo

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Cosa significa raccontare delle stanze? Entrare in luoghi privati, nascosti, discreti e cercare tra pareti e corridoi, camere e luci che passano dalle finestre i fili di tante storie? È Piera Ventre a dircelo, nel suo modo, con la sua scrittura densa e precisa. E allora cosa accade se in una casa si accende un fuoco? Oppure se va via la luce, ed entrano insetti e briganti? E se in una casa si smarriscono gli oggetti, saremmo capaci di ritrovarli o dovremmo rassegnarci alla loro misteriosa sparizione? La vita che abita le stanze è quasi sempre segreta e inviolabile giacché le case, in fondo, altro non sono che tane nelle quali ciascuno rivela sé stesso.

La donna che dice «io» in queste pagine in realtà dice «noi» e il suo sguardo, che setaccia le abitazioni in cui ha vissuto e le case degli altri, non si posa unicamente sugli oggetti, sulle pareti – e sui corpi che tra quelle pareti si muovono – ma sul quotidiano che talora emerge dalle cose che ci appaiono più innocue e familiari.
Nel raccontare questi interni, come nei tableaux vivants, le inesattezze trovano corrispondenze esistenziali. E i dettagli sono specchio di qualcosa di profondo, sedimento del tempo, delle innumerevoli ore che ciascuno di noi trascorre nel luogo che ci ostiniamo a chiamare «casa».

In queste trame coerenti di storie che si aprono una sull’altra come fossero stanze sconosciute, Piera Ventre conferma il suo grande talento di scrittrice. Ci fa immergere in quel battito del tempo che le case portano con sé. Dentro memorie e vite distanti che rinunciamo a conoscere del tutto, per lasciare alla nostra coscienza un intervallo, un’attesa, una lieve imprecisione in cui poter liberamente inciampare.

256 pages, Paperback

Published November 25, 2021

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About the author

Piera Ventre

9 books2 followers
Laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, è specializzata come Assistente alla comunicazione. Socia ordinaria e Consigliera dell’Associazione di promozione sociale Comunico, collabora con le scuole di Livorno, città in cui vive dal 1987. Ha pubblicato testi brevi in raccolte antologiche e siti letterari. Nel 2011 la raccolta di racconti Alisei (Edizioni Erasmo) ha avuto una segnalazione della giuria al Premio Renato Fucini.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Laura.
Author 6 books17 followers
January 15, 2022
Le stanze del tempo è una raccolta di racconti unita da un filo conduttore che è appunto quello delle stanze, o più in generale delle case, viste non tanto come luoghi fisici e concreti di residenza, ma soprattutto come custodi di memorie, involucri che conservano gelosamente le vite e i sentimenti che le hanno attraversate.

“Cos’è una casa? Una geografia da cui ci siamo discosti, certo, ma che non smette di esistere, fantasma, e quella stretta inconfessabile che ci punge e che continua a farci male quando seguitiamo a immaginarla.”

La protagonista di questi episodi, alter ego dell’autrice, è sempre diversa ma potrebbe essere anche la stessa persona, bambina, ragazza o adulta. Le diverse case e stanze che attraversa rispecchiano in qualche modo non solo gli stadi di una crescita, ma anche diverse istantanee emotive, affiancate una all’altra senza un ordine preciso, se non quello dell’importanza soggettiva.
Alcune case sono legate alla famiglia d’origine, altre a quelle acquisite o di passaggio, altre ancora contengono i fantasmi di famiglie mai realizzate. Ogni oggetto o parte di arredamento è legato a un ricordo, a un’emozione, e dice qualcosa su chi l’ha acquistato, e su chi l’ha conservato o gettato, racconta il suo legame con quella casa, o con le altre persone che ci hanno abitato.
Questo vale soprattutto per le vecchie costruzioni, dove spesso gli oggetti assumono un’aria superata e malinconica, eppure ne costituiscono in qualche modo l’anima, tanto che la ristrutturazione, seppure necessaria per adeguarsi agli standard di comodità moderni, finisce spesso per stravolgere un luogo fino a spezzare il suo legame non solo con il passato, ma con le persone che l’hanno vissuto.
Ma le case narrate non si riducono solo agli interni, anche l’esterno è importante. Le finestre, e il paesaggio che se ne coglie, entrano di diritto a far parte dell’atmosfera di una dimora, così come i giardini, il cui aspetto più o meno curato, più o meno selvaggio o asettico, spesso rispecchia il carattere dei suoi proprietari, o anche solo degli osservatori casuali.

“Il balconcino del mio appartamento si sporgeva su quella vista verdolina: ci posavo gli occhi indisturbata, era il giardino di una casa vuota e, dunque, un poco mio. Uno sbrendolo di panorama d’adozione.”

Oltre che di persone, le case narrate sono popolate di presenze silenziose, spesso piccole o invisibili: animali domestici, piante, collezioni ossessive, fantasmi, minacciose crepe nei muri. E poi naturalmente ci sono i vicini, e anche loro condizionano il concetto di casa. C’è l’anziana vicina dal comportamento materno e c’è quella invadente o disturbante, quella che ci appare amica ma di cui in realtà sappiamo poco, e quella che non capiamo finché non è troppo tardi.
Non sempre la casa è un rifugio, anzi, molte delle case raccontate hanno qualcosa di sinistro, che condiziona pesantemente la vita dei loro abitanti. Come se il luogo che hanno scelto per vivere assorbisse e amplificasse le loro inquietudini interiori, fino a renderle concrete in qualche dettaglio fuori posto.
Il rapporto stretto che si stabilisce tra interno ed esterno si riflette in molti dei personaggi che popolano queste storie, coinvolgendo anche gli elementi essenziali. I primi e gli ultimi capitoli sono infatti legati ai quattro elementi naturali: aria, terra, acqua e fuoco. Tutti trovano spazio all’interno di una casa, ma il rapporto con essi è ancora una volta indissolubilmente legato al carattere di chi ci abita.
Le stanze del tempo sono un microcosmo in cui si raccontano storie, persone e memorie attraverso le case, gli oggetti che le riempiono, i luoghi in cui si collocano e i cambiamenti che si verificano nel tempo.
Una narrazione che cambia continuamente, ma al tempo stesso mantiene una propria coerenza interna, condotta con uno stile molto personale, in grado di rendere con piccoli tocchi di colore la nostalgia, lo spaesamento, la sicurezza, il calore, l’inquietudine e quant’altro il rapporto con il luogo in cui abitiamo, in costante mutamento, può insegnarci di noi stessi.
Per questo, alle case vissute, si affianca alla fine una casa solo sognata:

“La casa che non è ho è quella che vorrei restasse solo nei miei sogni a causa di una mia teoria secondo la quale il sogno è bello, e resta bello, a patto che non diventi mai realtà.”

È una luogo dove ogni spazio rifletterebbe ciò che più ci è necessario, come ad esempio una stanza tutta per sé, magari in soffitta, dove ci condurrebbe una piccola porta nascosta:

“La soffitta è necessaria a una casa giacché i sogni si sviluppano in altezza [...]”
Profile Image for lovelondon89.
46 reviews4 followers
August 12, 2025
Tre ⭐️ non cinque solo perché {e sottolineo SOLO} sono racconti e non è un romanzo.

Non amando particolarmente questa forma di narrazione non posso dare il pieno delle stelline di gradimento ma …. Piera Ventre ha una scrittura BELLISSIMA e di altissimo livello.
Ha la capacità di farti sentire in maniera nitida e immediata i rumori e gli odori di ciò che si sta leggendo. Sa emozionare, farti provare compassione, felicità o ribrezzo con una facilità e un’abilità che solo le grandi penne hanno. Io sono rimasta totalmente innamorata di questa scrittrice e quindi avanti il prossimo.

Questa volta un romanzo!
Profile Image for Elena Colasante.
179 reviews3 followers
March 1, 2022
Tre stelle perché credevo fosse un romanzo e non una serie di racconti a tema. Ma sono storie belle, scritte con uno stile un po' costruito che sa di antico senza dispiacere.
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