Da un lato ci sono le pubblicità, che annunciano prodotti miracolosi per eliminare rughe e far crescere i capelli esortandoci a spendere sempre più soldi. Dall'altro ci sono i blog e i social, che mettono spesso in allarme su ingredienti che possono causare disturbi e malattie terribili scatenando il panico. In mezzo, per fortuna, c'è Beatrice Mautino, divulgatrice scientifica che guarda la cosmesi con gli occhi della scienza e ci aiuta a smascherare fake news e dicerie con intelligenza e leggerezza.
Questo testo divulgativo scorre che è un piacere. Beatrica Mautino, a partire da una serie di esempi, mette in evidenza tutta una serie di inconguenze, falsi miti e (perché no) certezze sulla clean beauty. Il suo approccio è scientifico e il più possibile obiettivo: ci spiega quali sono gli strumenti per andare oltre al sentito dire e agli slogan da greenwashing. Una lettura assolutamente piacevole che mi ha messo non poche pulci nell'orecchio, oltre al desiderio di aumentare la mia consapevolezza di consumatore. Tra l'altro, la cosmetica bio è comunque una scusa per approfondire il rapporto del consumatore con certi temi che sono di spettro più ampio: non solo bava di lumaca e olii essenziali, ma anche le confezioni del latte, i conservanti e gli inchiostri usati dai tatuatori. Quindi, interessante anche per chi non abbia la più pallida idea di cosa sia un siero all'acido ialuronico o un mascara. Credo che mi toccherà recuperare anche altri suoi titoli.
Tatuaggi, lumache (anzi chiocciole), bioplastica e oli essenziali, cos'è veramente naturale? Ma soprattutto, ormai ci devono essere dei dubbi sul decidersi a leggersi un libro della Mautino? Se vi interessa capire meglio tutto ciò che gira intorno a cosmetici tra ecobio, riciclo, sostenibilità e greenwashing questo libro è fondamentale, e poi è recensito 100/100 su Yuka😉!
Beatrice Mautino is an excellent scientific communicator: similarly to her colleague Bressanini, her writing style flows smoothly and is easy to read, even when it's trying to explain complex concepts. I find the topic extremely interesting, there is a universe of misconceptions about the beauty industry and it was really nice to dive a bit more deep into it. The only flaw is that it was short!
Anche questo, come i precedenti lavori di Beatrice Mautino, l'ho divorato in pochissimo tempo. Molto interessante la parte sugli oli essenziali ne sui tatuaggi.
L'unica pecca secondo me, se così la vogliamo chiamare, è che alcuni argomenti andrebbero maggiormente approfonditi, perchè arrivati a fine capitolo rimangono delle domande e dei dubbi che, ammetto, non saprei dove andare a cercare risposte.
Ottimo strumento per difendersi dalle sirene del marketing della paura, da quelle verdi del greenwashing e dalla propensione a fare cherry-picking con le fonti di informazione. Dalle avvertenze sui criteri di valutazione applicati da app come Yuka, al funzionamento delle diverse tipologie di deodoranti disponibili, passando per l'immancabile promemoria sul fatto che "naturale non è sempre sinonimo di beneficio", fino all'imminente restrizione che entrerà in vigore a gennaio 2022 su vari inchiostri per tatuaggi. Divagatrice spazia dall'approfondimento sulle nuove tendenze in fatto di igiene, tra disinfezione a volte anche ossessiva e passione per il macrobiota, fino alla misurazione dell'LCA, la valutazione della sostenibilità del ciclo di vita di un determinato prodotto e della sua filiera, che ha un utilità maggiore delle dichiarazioni di "naturalità" al fine di orientarsi correttamente nella scelta dei prodotti meno impattanti per l'ecosistema.
Manuale di sopravvivenza per donne moderne. Si tratta di un saggio scritto da una biotecnologa e divulgatrice piemontese (io la seguo con piacere anche su Instagram, è @divagatrice): interessantissimo - come i precedenti - e ben scritto, con un linguaggio scorrevole e di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori, ma tecnico e particolareggiato quanto basta per rendere la serietà e accuratezza scientifica dello scritto. Anche in questo libro Mautino si focalizza sul tema del delicato rapporto tra marketing e cosmetica, con particolare attenzione al tema del "green", tanto richiesto dai consumatori negli ultimi tempi, e soprattutto del "greenwashing". Interessante e attuale, consiglio a tutti gli interessati a questi temi.
Di cosa parliamo quando parliamo di prodotti 'naturali' nel campo della cosmetica? E, ancora meglio, di cosa parliamo quando tiriamo in ballo la sostenibilità? Se volete stupirvi e trovarvi spesso a dire ad alta voce 'ooooohhhh' mentre state leggendo, questo libro fa per voi. Perché fa riflettere, ma diverte anche. Fa pensare alle proprie abitudini e magari ci aiuta anche a correggerle un pochino per dare una mano al pianeta e a noi stessi. Non banale.
Letture necessarie che richiedono concentrazione e una grande dose di curiosità. Di questo libro non son riuscita a incamerare tutte le informazioni perché ci sono molte nozioni e alcuni passaggi li ho trovati difficili ma come con tutti i libri di Beatrice Mautino sento di aver acquisito un metodo, un approccio curioso e scientifico alle informazioni che ogni giorno mi arrivano. E questo è bello, perché so che ogni volta che leggo qualcosa di nuovo devo farmi delle domande e ricercare risposte concrete, non fermarmia alla prima impressione
Lavorando nel marketing e nello specifico ambito green, sentivo che fosse d’obbligo leggere questo libro.
Sono assolutamente d’accordo nel migliorare sempre di più la comunicazione di modo da renderla trasparente e coerente a quelli che sono davvero i passi in avanti o indietro di un’azienda e credo che questo libro sia riuscito a fornire una panoramica di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori.
Interessantissime le interviste e le visite aziendali, come anche le riflessioni scientifiche della Mautino.
L’unica digressione in realtà non la faccio all’autrice ma a tutti i comunicatori aziendali , attivisti e influencer che lavorano nell’ambito della comunicazione online e offline: se avete letto questo libro, non sentite anche voi la necessità di realizzare seriamente una sinergia tra questi tre mondi, all’apparenza così lontani?
Non è nei diritti di ogni singolo cittadino, compresi noi super attenti alla sostenibilità, ricevere le giuste informazioni?
Allora attiviamoci, studiamo le fonti corrette e comunichiamo la realtà, per davvero!
Imperdibile. Un'altra plastica dimostrazione che non esiste la "scienza bassa" e la "scienza alta", ma che, partendo da cose apparentemente leggere come i prodotti di bellezza, si possano fare riflessioni profonde sulla scienza e sui suoi rapporti con la società, e sul nostro ruolo di consumatori. Promosso a pienissimi voti.
Quello che si scopre è che la soluzione non c’è, la bacchetta magica che ci fa belli senza conseguenze non c’è, la via che ci assolve dai nostri peccati non c’è. C’è consapevolezza e attenzione, un libro senza lieto fine ma che dovrebbe essere riletto ogni tanto per frenare i nostri istinti alla semplificazione.
Mi piace Beatrice Mautino. Ho letto gli altri libri, la seguo su Instagram, ascolto il suo podcast tutte le domeniche. Perché? Perché offre spiegazioni scientifiche e facili da capire anche per chi non è del mestiere, in modo che ci si possa fare una propria opinione e si sia liberi di scegliere quali prodotti scegliere e il motivo. Non cala dall'alto i suoi pareri, ma spinge i lettori a riflettere. Si occupa di cosmetici, tra green/bio beauty e green washing, allume di rocca e bava di lumaca (ho deciso che ho sempre fatto bene a schivare questo tipo di prodotti, mi disgustava il nome, non parliamo di come viene ottenuta), dibattito tra plastica/carta/vetro e inchiostro per tatuaggi.
* Le aziende terziste tengono su l’intero settore cosmetico e rappresentano in Italia un mercato molto importante. Parliamo di undici miliardi complessivi di fatturato e un peso, a livello internazionale, pari al 60% di tutto il make-up. Se vi capita di andare all’estero, magari negli Stati Uniti, provate a guardare la provenienza dei trucchi che trovate nelle grandi catene. Noterete che la maggioranza è Made in Italy, fatta principalmente in quel triangolo d’oro della cosmetica compreso tra Crema, Bergamo e Brescia, ed è probabile che la palette di ombretti che state per comprare nel negozio sulla Quinta Strada a New York l’abbia ideata e prodotta proprio l’azienda della mia amica. * Che cos’è un parabene? Chi l’ha mai visto in faccia? I parabeni però sono ingredienti naturali, li troviamo in molti semi dove hanno lo stesso ruolo «conservante» che hanno nei nostri cosmetici, ma per noi sono qualcosa di nuovo, non fanno parte del nostro immaginario e quindi ne diffidiamo. * Se ci pensate bene, tutta la cosmesi (dai deodoranti alla skincare, al make-up) non è altro che un tentativo – disperato? – di andare contro natura, ovvero di cancellare le imperfezioni di cui la natura ci ha dotati e impedire al nostro corpo la sua spontanea evoluzione (l’insorgenza di macchie, rughe, smagliature). Non vi suona quindi come un paradosso l’idea di usare un prodotto «naturale» per fare qualcosa di così innaturale? D’altronde, cosa c’è di più naturale del sudore? * Queste dinamiche, che sembrano così lontane nel tempo, in realtà a ben guardarle sono ancora molto presenti nella comunicazione dei prodotti per la cura del corpo. Si fa leva quasi sempre sull’insicurezza personale, la paura di avere qualcosa che non va. La pelle grassa, la pelle secca, i pori dilatati, le sopracciglia troppo folte, le sopracciglia poco folte, le ciglia corte, le occhiaie, le borse sotto gli occhi, i brufoli, le macchie, i peli, le smagliature, la cellulite, la puzza: tutte caratteristiche fisiologiche, naturali, che nella percezione pubblica sono diventate patologiche, da «curare». * Vogliamo che la scienza ci dica che cosa fare, applaudiamo chi ci dà regole precise, chi ci dice che cosa usare e che cosa evitare, diamo un valore incredibile ai protocolli, all’ordine, alle tempistiche. * È vero che l’allume di rocca contiene alluminio proprio come gli antitraspiranti commerciali, ma sono i deodoranti commerciali a essersi ispirati alla natura per aiutarci nella nostra personale battaglia contro il sudore e la puzza, non il contrario. * Scherzo, abbiamo imparato che nella nostra eterna lotta per andare contro natura, un deodorante o in generale un cosmetico che viene percepito come naturale non è che non contenga ingredienti problematici. Tutti gli ingredienti in qualche modo sono problematici, ma fortunatamente vengono passati al vaglio dal Regolamento cosmetico affinché si trovi la dose o la modalità di utilizzo giuste, grazie alle quali non rappresentino un rischio per la nostra salute. Anche gli ingredienti naturali, come abbiamo visto, possono provocare danni se inalati, possono essere un problema se superano determinate quantità e possono provocare irritazioni o reazioni allergiche. Per fortuna esiste la scienza, che non fa miracoli, non rende innocuo ciò che è pericoloso, ma ci permette di conoscerlo, contenerlo o trovare alternative. * Gli studi in vitro, per quanto indispensabili e preziosi, possono dare solo alcuni indizi sui reali effetti che una sostanza o una miscela di sostanze possono avere sull’organismo, e non sono mai conclusivi. * Se si chiamano "trucchi" un motivo c'è. * In Europa ciò che è vietato scrivere in etichetta è vietato dirlo anche nella pubblicità, nonostante così non sembri. * Una delle prime grandi sfide delle biotecnologie è stata quella di riuscire a insegnare a batteri e lieviti a produrre proteine umane. * Gli ingredienti di origine naturale ci affascinano perché, a differenza di quelli sintetici, ci raccontano una storia, e le storie ci fanno stare bene. È per questo che ci arrabbiamo molto quando arriva qualcuno a distruggerle. Ma una storia, o un’ideologia, non deve chiuderci gli occhi, non deve impedirci di indagare più a fondo per capire cosa c’è dietro un prodotto o un messaggio pubblicitario. * Gli oli essenziali non sono in grado né di combattere un’infezione virale né di stimolare il sistema immunitario, ma ci sono dati interessanti sulla loro azione sinergica con gli antibiotici per combattere le infezioni batteriche. * Ho una scarsa propensione alla permanenza. Non stampo neanche le foto che faccio, soffro a scrivere se so che le mie parole verranno stampate e adoro le storie di Instagram che dopo ventiquattro ore si perdono come lacrime nella pioggia. Forse è per questa mia propensione all’effimero e al presente che sono finita per occuparmi di cosmetici, chissà. * Quando compriamo un prodotto cosmetico facciamo un atto di fiducia nei confronti dell’azienda che lo ha messo in commercio, così come quando andiamo al ristorante facciamo un atto di fiducia nei confronti del proprietario e della cucina presupponendo che abbiano rispettato le norme igieniche. * Ogni volta facciamo una nostra personalissima valutazione del rischio e, se ci pensate, non è così diverso dal lavoro che fanno le Agenzie europee e la Commissione, che valutano i rischi e decidono come gestirli. Certo, non abbiamo gli stessi strumenti, non siamo in grado di analizzare tutti gli studi scientifici e spesso ci lasciamo ingannare, ma ogni nostra scelta è un processo di valutazione e gestione che tante volte facciamo senza neanche rendercene conto. Perciò mi piace raccontare storie come questa che ci mettono di fronte alle nostre contraddizioni e alla nostra fragilità. * Una tavoletta di terracotta sumera risalente a più di quattromila anni fa recitava così: «Con l’acqua mi sono bagnato. Con la soda mi sono purificato. Con l’olio mi sono abbellito. Con l’abito della regalità celeste mi sono rivestito» e che rappresenta la prima testimonianza scritta dell’invenzione del sapone. * Oggi vediamo gli shampoo e gli altri prodotti solidi come una grande innovazione, ma, come abbiamo appena detto, i detergenti sono nati solidi o al massimo mollicci, in pasta, e lo sono stati per tremila anni fino a quando, a fine Ottocento, non sono stati prima brevettati e poi introdotti sul mercato i saponi liquidi. * Questi prodotti sono chiamati shortening, cioè accorcianti, perché accorciano le catene di glutine e si usano quindi per quelle preparazioni nelle quali non vuoi che si formi troppo glutine. Nelle crostate, per esempio. La margarina è vero che è un grasso solido a base vegetale, ma contiene acqua ed è fatta per sostituire il burro. Il Crisco e gli shortening in generale invece l’acqua non ce l’hanno. * Quello che mi è rimasto di tutte queste riflessioni sulla natura e sul rapporto che abbiamo con lei sono proprio gli errori, le ibridazioni, gli sbandamenti, le contingenze che obbligano alla selezione e a un’evoluzione costante con qualche rivoluzione qua e là a darci uno scossone, e a ricordarci che quello che sembrava vero anche solo qualche anno fa ora potrebbe non esserlo più. E per una specie come la nostra che non si è fermata un attimo negli ultimi diecimila anni, è questo, non la perfezione, non la fissità, a essere quanto di più naturale possa esserci.
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Nel 2016 ho iniziato ad interessarmi alla skincare e sono finita su alcuni forum online per farmi delle idee sugli ingredienti dei cosmetici - cosa fanno, quali possono essere più adatti alle mie esigenze. Ricordo il Biodizionario, un database di ingredienti che assegna a ciascuno un colore in base a quanto è consigliato utilizzarlo (rosso, arancione e verde, come un semaforo). Ricordo che nei forum c'erano gli ingredienti odiati, come la paraffina o i filtri solari chimici. C'era poi chi si dedicava allo "spignattamento", cioè all'autoproduzione di cosmetici, e chiedeva informazioni su come comporre la miglior crema antirughe o idratante. Ho osservato per mesi questo mondo, interessata, ma non ne sono mai diventata parte attiva. Avevo molte domande alle quali non trovavo risposte che non mi sembrassero di parte. Una cosa che non mi piaceva, poi, erano i toni definitivi e alle volte aggressivi di chi difendeva le proprie posizioni e derideva chi non le condividesse. "Non sai cosa ti spalmi in faccia! Questo è petrolio!" - frasi di questo tipo. Ecco, questo libro ha toccato, alle volte anche solo in maniera tangenziale, molti degli argomenti che mi interessavano allora e che trovo affascinanti ancora adesso, senza però voler dare risposte univoche, ma piuttosto fornendo informazioni per capire meglio la realtà e fare delle scelte più informate. Si parla ad esempio di oli essenziali, del Lca (life cycle assessment) dei prodotti, di deodoranti, di bava di lumache, di saponi, di tatuaggi. Il fil rouge che collega gli argomenti del libro è il "naturale" e la nostra percezione di quello che questa parola significa ed implica. E' semplice pensare che quel che viene dalla natura e che conosciamo da tempi antichi è sicuro e buono per il nostro organismo, ma è sempre così? Beatrice Mautino dimostra che le cose sono molto più complesse di come sembra ed è proprio questo il bello della realtà. E' bello andare ad investigare e mettere in discussione i nostri pregiudizi per aprirci a cose nuove. Ho trovato questo libro interessante e stimolante, scorrevole e comprensibile a tutti.
Beatrice Mautino si dimostra come al solito efficace nel mostrare la complessità di un mondo difficile come quello dei cosmetici, terreno di speculazione e banalizzazione. Le "cremine" sono solo trampolino di lancio per riflessioni complessive sul rapporto che abbiamo con la natura, l'ambiente, il concetto di "naturale" e "chimico", ci fa capire come tante volte ciò che è "sintetico" possa essere un alleato nel preservare il pianeta. Un percorso in cui l'autrice smonta insieme al lettore i pregiudizi e i "pensieri veloci" che toccavano lei stessa. Una lettura consigliatissima, come del resto anche i suoi libri precedenti. Nota di merito a margine: apprezzabile l'attenzione verso una narrazione abbastanza inclusiva e rispettosa della professionalità delle persone coinvolte. Sono sempre riportati nomi, cognomi (senza articolo determinativo) e titoli di tutte le professioniste intervistate (cosa che non sempre avviene).
Precisa, approfondita, interessante: Beatrice Mautino è sempre così. Come per gli altri suoi due libri, la scrittura è scorrevole, gli esempi cascano a pennello e l’obiettività del metodo scientifico è la base che non manca mai. I temi trattati incuriosiscono e sono più che mai attuali: clean beauty e il cherry-picking di app come Yuka, deodoranti, sieri che allungano le ciglia, bava di lumache, ma anche inchiostri per tatuaggi, oli essenziali e batteri. La scienza insieme alla chimica creano sostanze che servono alle aziende per vendere prodotti che il marketing, poi, ci spiega un po’ a modo suo: abbiamo bisogno di più informazione e formazione per poterci orientale e Mautino è sempre un chiaro punto di inizio.
Ok, ho imparato come si estrae la bava di lumache e cosa sono fatti gli inchiostri dei tatuatori. Ma il messaggio più importante che mi porto a casa è quanto funzioni bene la vigilanza della UE su cosmetici, alimenti e prodotti che potrebbero inficiare la nostra salute.
Ah, devo anche rivedere tutte le mie certezze ecologiste sul vetro. Questo è stato un duro colpo.
Ancora una volta, Beatrice Mautino comunica l'importanza di comprendere quanto determinate questioni siano in realtà molto più complesse di quanto si pensi. E che è del tutto normale, e assolutamente giustissimo, porci delle domande quando ci troviamo davanti ad un nuovo trend, o una nuova fantomatica scoperta che sembra mettere in dubbio ogni nostra certezza.
Per affrontare tali questioni, Mautino cerca di fornire ai lettori degli strumenti validi per leggere la complessità, sottolineando che, ovviamente, spetterà a noi trarre delle conclusioni e prendere delle decisioni informate, e a volte capiterà anche di dover cambiare idea, qualora le condizioni mutassero.
Nel libro ci parla di bava di lumaca, della famosissima Yuka, di tatuaggi, di saponi e di batteri (capitolo che ho amato alla follia), ma anche di sostenibilità. E lo fa, come sempre, in modo chiaro, lineare e assolutamente comprensibile anche a chi non ha alcuna competenza in ambito scientifico, ma che nutre un minimo interesse verso questo mondo.
Piccolo appunto sul tema della sostenibilità: avrei voluto che lo approfondisse maggiormente, perché ci sono parecchi aspetti che non ho compreso, specialmente sullo smaltimento dei materiali, ma è anche vero che questo mi porterà ad informarmi altrove, utilizzando i fatidici strumenti che ora ho a disposizione.
Come sempre, lettura consigliatissima. Ma soprattutto, quando esce il prossimo libro?!
Libro veramente illuminante e interessantissimo, anche se mi ha fatto crollare un mito, come la app Yuka, di cui mi fidavo quasi ciecamente. Yuka è una app che permette, tramite scannerizzazione del codice a barre di un alimento o un cosmetico, di vedere se il prodotto che stiamo acquistando è eccellente, buono, mediocre o scarso. O almeno, io ero convintissima che fosse così, ma... Non lo è, semplicemente attinge da un database di valutazioni fatte non da scienziati ma... da persone comuni che han provato quel determinato prodotto. E non solo per questo andrebbe disinstallata... Ma il libro parla di tanto altro, apre gli occhi su tanti falsi green, su claim e marketing di aziende che ovviamente facendo leva su parole come bio, eco, green, naturale, non testato su animali, vetro anziché plastica, attirano il consumatore convincendolo che i suoi acquisti hanno impatto zero sull'ambiente. Peccato che l'impatto zero non esiste proprio... Consigliatissimo.
Adoro la Divagatrice Mautino, seguo da sempre il podcast che tiene per Il Post su argomenti scientifici. Questo libro mi é stato regalato alla laurea ed é stata una lettura molto interessante. Con lo sguardo neutrale di chi tenta di fare luce sulla realtà dei fatti, Mautino ci accompagna in un viaggio di scoperta del mondo dei cosmetici: deodoranti, saponi, per approdare ai tatuaggi. Dalle formulazioni al panorama legislativo, spesso lacunoso, si tenta di fare chiarezza su come concetti di "naturale" e "sostenibile", spesso, siano lontano dall'essere sinonimi. Anche ciò che tendiamo a definire naturale nasconde insidie, tanto per la salute dell'uomo quanto per quella del Pianeta; di conseguenza, necessita dell'approccio laico che solo la regolamentazione può dare. Interessante l'ultimo capitolo sull'economia circolare e la valutazione LCA, peccato che gli studi su cui si basi siano, a mio parere, pochi ed un po' datati, per un libro uscito nel 2021...
Vale la pena leggere questo libro anche solamente per supportare il grandissimo lavoro di divulgazione che da anni l'autrice, Beatrice Mautino, svolge con assoluta dedizione sui social. Come già molti hanno detto, in "È naturale bellezza" non si trovano facili soluzioni alle domande che tutti ci poniamo davanti agli scaffali del supermercato, non è una guida da seguire per compare i prodotti migliori. I cosmetici sono solamente un ottimo pretesto per parlare di grandi temi di bioetica, dal concetto di naturale fino al benessere animale, passando per il greenwashing e per molto altro ancora. Leggere il libro è un pessimo modo per avere delle risposte, ma un ottimo modo per capire quali domande sia giusto farsi e dove cercare per trovare le risposte, che spesso sono meno banali di quanti crediamo.
Beatrice Mautino in questo libro affronta tanti temi complessi, il greenwashing, gli oli essenziali, i pigmenti dei tatuaggi, il life cycle assessment e altro ancora, spiegando il tutto in maniera chiara e super gustabile. Non si trovano risposte semplici a temi complessi, anzi, magari spunteranno ancora altri dubbi, ma è proprio questo l'obbiettivo stesso: informare e lasciare la/il lettrice/lettore con la consapevolezza che per capire meglio è necessario porsi domande e non lasciarsi abbindolare da risposte troppo semplicistiche.
Libro assolutamente consigliato e un grazie all'autrice per queste pagine interessanti!
Un libro molto interessante e coinvolgente. Alcune cose stupiscono molto e non ci pensi, altre invece hai proprio una percezione sbagliata. Per esempio molti prodotti alimentari vegan non lo sono al 100% perché le industrie dove vengono prodotti devono andare incontro a cicli di disinfestazione per rispettare norme igieniche di base Inoltre, a quando è scritto il libro, era più sostenibile la produzione e imballaggio di una bottiglia di plastica pet riciclata rispetto a una di vetro (considerate le alte temperature necessarie per il vetro, il peso da trasportare ecc...) cosa che, per esempio, non avrei mai pensato Interessante e da leggere
Un libro denso e utile per rivedere diverse posizioni e discutere con nuove basi su cosa sia “naturale” e se naturale vada a braccetto con sostenibile. Mautino esplora diversi temi e prodotti rappresentativi di questo mondo: bava di lumaca, oli essenziali, aloe solo per citare alcuni. E per ognuno di questi ricostruisce processi, dati, criticità in una visione circolare e che ne esplora tutto il ciclo di produzione, vendita e consumo. Non è un libro per chi cerca risposte semplici, ma per chi di fronte alle risposte semplici vuole imparare quali domande farsi.
Ho voluto gustarmi questo libro con calma per dargli la giusta attenzione e sono stata ripagata perché ci ho trovato quello che cercavo! Ho letto tutta la trilogia di Beatrice Mautino, ma devo dire che questo terzo libro è davvero un capolavoro perché mi ha fatto ragionare ancora più dei precedenti.
Il libro è rivolto soprattutto a chi sa poco di sostenibilità ambientale e vuole ricevere una infarinatura che gli permetta di prendere decisioni più consapevoli (sia in ambito cosmetici che alimentare).
Ho iniziato a seguire Beatrice Mautino sui social, perché mi è sembrata da sempre una persona che va a fondo delle cose, e la sua passione per l’approfondimento e vedere cosa c’è davvero dietro al mondo della cosmetica si percepisce molto da questo suo libro. Sono stata molto contenta di averlo letto, mi è stato utile a scoprire tante cose nuove che ignoravo, sia dal punto di vista del marketing, della storia, della chimica ma anche nell’ultima parte dove si parla di sostenibilità e del “viaggio circolare”. Libro molto ben scritto e scorrevole. Complimenti Beatrice!
La Mautino come sempre riesce a spiegare concetti intricati e complicati anche ai non addetti ai lavori. Biotecnologa e divulgatrice scientifica, in questo libro prende in esame clean beauty, greenwashing, passando per oli essenziali, tatuaggi, ingredienti dei cosmetici. Fornisce aneddoti, spiegazioni e un modo di vedere le cose che va oltre la superficie cui spesso ci si ferma, dando conoscenze e metodo al consumatore. Ormai ogni suo libro è una garanzia.
Un grande quesito: quello che è naturale è anche giusto, buono, salutare e salvaguardia dell'ambiente? Una possibilità di apertura per i nostri orizzonti. Un libro che ti permette di iniziare ad interrogarsi e a darci consapevolezza. Non esistono risposte, non esiste la scelta giusta in questo libro, ma è una spinta, un incoraggiamento ad andare avanti ad approfondire oltre l'idea comune secondo la quale tutto quello che è naturale e lo produce la natura, sia sempre buono a prescindere.
Ottimo libro della Mautino, molta ricerca (ma in alcuni aspetti che conosco, non molto approfondita, quindi una potrebbe pensare…) e moltissimi stimoli per farne di proprie di ricerche, senza per forza accettare come definitiva ogni ‘verità’. In fondo questo è il lavoro dei divulgatori, raccontare storie per fare conoscere quante più sfaccettature della realtà possibile. Sta poi al lettore trarne le conclusioni
Fantastico, mi ha davvero aperto un mondo. Un mondo complicatissimo e difficile da comprendere nella faticosa strada verso la sostenibilità, ma di certo questo libro riesce a gettare le basi per non fermarsi alla facciata, guardare un po' oltre e iniziare a capirci qualcosa in più nel momento in cui scegliamo un prodotto di bellezza e non solo. Aggiungo che nonostante le tematiche siano alquanto ostiche, il libro è scorrevolissimo e di facile comprensione. Complimenti a Mautino, davvero brava.
Sì va beh che ha fatto ricerca e ha intervistato persone competenti sul tema, però una o due castronerie le dice, e manca il dato dei rischi sulla salute dell'uso di certi materiali. Boh...chiramente una biotecnologa. Però almeno ha messo sul tavolo della discussione temi scottanti, che meritano la nostra attenzione, tipo il greenwashing, e la sostenibilità ambientale. Stile informale e anche spiritoso.