Il primo libro della giovanissima Caterina Costa, instagrammer, autrice di webcomics, conosciuta tra i suoi tanti fans con lo pseudonimo di CHEIT. Un webcomics che racconta senza filtri le ansie, le paure, le inquietudini, le sofferenze dei ventenni di oggi.
Una raccolta di vignette ricca di idee e spunti interessanti, stile divertente e riflessivo, che segue il suo tema, e che a volte si perde in sé stesso.
“Io, i miei mostri e me” è quello che su due piedi si potrebbe definire un piccolo, grande lavoro. Creata dalla ventunenne illustratrice Caterina Costa, meglio conosciuta su internet con il nome di Cheit.jpg, la graphic novel è una raccolta di brevi fumetti – ogni pagina è autoconclusiva – che la Costa ha creato negli ultimi tempi e in parte già pubblicato sui suoi profili. Ora, grazie alla casa editrice torinese Beccogiallo, che ringrazio come sempre per la copia omaggio e per averci permesso di organizzare l’evento di promozione, arriva in libreria e fumetteria. L’idea di questo lavoro parte proprio dal titolo, “Io, i miei mostri e me”, e si pone il non sempre facile obbiettivo di parlare di quelle problematiche troppo spesso sminuite o ritenute dalla società taboo come l’ansia, la depressione, la costante pressione di dovercela fare a tutti i costi e il non sentirsi mai abbastanza. Citando Caterina, possiamo dire che in queste centosette pagine è racchiuso“tutto ciò che accade dentro di noi” e per questo motivo mi sento di dire che chiunque, a prescindere dall’età, può ritrovarsi in almeno una dozzina di queste strisce. Quanti di noi, infatti, non si sono sentiti incompresi almeno una volta? Quanti di noi hanno combattuto con quel peso sulle spalle che rende impossibile alzarsi la mattina, o ancora quella vocina che ti dice che non sarai mai abbastanza per gli altri, per la società, per te stesso? E, ancora, quante volte ci siamo guardati allo specchio, ripetendoci ancora e ancora che “è tutto okay”, quando in realtà non era okay nulla?
Leggendo le strisce di Caterina Costa è impossibile non sentirsi capiti, meno soli, pensare che alla fine della fiera non sei l’unica persona in questo mondo alla deriva ad avere dentro un mostro nero che ti risucchia ogni pensiero felice e ti tiene incatenato al suolo. Eppure, in questa realtà di mostri non mancano e non devono mai mancare gli spiragli di luce, le persone – amici e famiglia - che con un abbraccio e una mano tesa riescono a trascinarti fuori dal tunnel e sussurrarti che andrà tutto bene e ci si può sempre rialzare ed essere felici se siamo in grado di accettare l’aiuto che ci viene dato per sconfiggere il buio.
La forza di questa graphic novel, oltre che nella sua forza comunicativa, sta anche nella sua brevità: come accennato, ogni pagina contiene una striscia divisa in quattro parti, quattro piccoli quadratini che racchiudono un messaggio potente, che con parole semplici e disegni minuziosi nella loro semplicità – lo so, è un paradosso, ma se conoscete Caterina sapete di cosa sto parlando – sono in grado parlare al e con il lettore come solo un vecchio amico sa fare.
Concludo citando ancora una volta Caterina e vi dico di leggere “Io, i miei mostri e me” perché “questo libro parla di me, ma anche di tutti voi. Siamo tutti sulla stessa barca, quindi non saremo mai soli.”
Non è facile riuscire a parlare di ciò che si ha dentro, delle nostre paure, dei nostri sentimenti, delle nostre ansie e insicurezze. A volte è tutto così oscuro e pesante che preferiamo far finta di nulla, ignorare il problema, tenerlo a bada in un angolino del cuore, salvo poi ritrovarci a fare i conti con esso non appena restiamo soli con noi stess* o quando è troppo tardi. Oppure possiamo provare a parlarne. C’è chi prova a sfogarsi con qualche amic*, chi con un* terapista, chi riversa i suoi stati d’animo su un diario. E poi c’è Caterina Costa, giovane artista dall’evidente talento, che ha deciso di esorcizzare i suoi demoni rappresentandoli. Io, i miei mostri e me, è una raccolta di vignette disegnate da Caterina che, come tutt*, ha vissuto o sta ancora vivendo momenti di ansia e situazioni talvolta difficili da sopportare. Imprimere tutto su carta, dare forma e colore alle proprie paure, è un buon modo per esprimere ciò che si sente, è anche un modo per farlo capire a chi non ha vissuto esperienze simili, chi di solito sminuisce o minimizza questo tipo di problemi. In molt* potranno ritrovarsi in una o più vignette di questo piccolo volume, perché sicuramente tutto ciò che vi è illustrato è stato vissuto almeno una volta nella vita. Sono brevi fumetti, per lo più storie composte da 4 frame per pagina, che spaziano tra argomenti di ogni genere, amore, amicizia, ansia, paura, dolore, panico, solitudine, delusioni. È tutto rappresentato in maniera semplice e con colori ricorrenti, in cui l’arancione e il nero prevalgono. Devo dire che sono rimasta positivamente colpita da questo libro, in primis per la scelta degli argomenti trattati e poi per la bravura di Caterina nell’esprimere tanto bene soprattutto gli stati d’animo più oscuri, quell’ansia, quel terrore che ti avvolge come una coperta e ti immerge nel buio più totale. È sicuramente un’opera che merita attenzione perché fa riflettere su problemi realmente esistenti, problemi che colpiscono molt* giovani alle prese con scelte difficili, che si trovano spaesat* di fronte alle incertezze del futuro o più semplicemente impreparat* alle sfide della vita di tutti i giorni. La perdita di una persona cara, i giudizi della gente, le conseguenze della pandemia, la pressione delle cose da fare, i cambiamenti, i fallimenti. C’è spazio per ogni tipo di emozione. Alcune tavole riescono davvero a toccare nel profondo chi legge, a turbare, a commuovere. Certo, il prevalere di disegni che hanno per protagonista l’ansia e così poche, quasi nessuna, che diano un qualche tipo di conforto, mi ha un po’ stupito, ma allo stesso tempo penso che l’intento dell’autrice di far capire che non si è soli arrivi. Non si è soli perché molta gente potrebbe sentirsi come noi e comprenderci, non si è soli perché anche i nostri mostri alla fine possono diventare nostri amici; se impariamo a conviverci, a gestirli, possono fare meno paura.
Non è facile parlare di simili argomenti, sono sempre abbastanza spinosi e anche più ampi e profondi di quanto si possa immaginare e ognuno li affronta in maniera diversa. Caterina Costa lo fa con grande sensibilità, con uno stile personale molto dolce e carino, che cattura e lascia spazio a riflessioni intense. Il volume si legge in pochissimo, alcune vignette colpiscono più di altre, alcune fanno male, altre, sull'amore e l'amicizia, fanno sorridere. Sicuramente non mi sarebbe dispiaciuto leggere una storia intera invece di tante piccole vignette, una storia che affrontasse le stesse tematiche, ma che mostrasse più scorci positivi, luminosi e speranzosi alla fine, perché è anche di questo che la gioventù ha bisogno, non solo di essere compresa, ma anche di aver tesa una mano per uscire da quel buio che sembra spesso confondere e destabilizzare.
Io, i miei mostri e me è un’opera molto interessante, capace di toccare molte corde del nostro essere e, se anche ha dei difetti, mi sento di consigliarla a chi vuole sentirsi capit*, a chi non riesce a esprimere a parole ciò che prova. Un fumetto di questo volume potrebbe essere la sua voce, potrebbe dire tante cose e in maniera molto semplice e diretta. L'autrice ha sicuramente ancora tanta strada davanti a sé, i suoi lavori hanno un'impronta molto riconoscibile e si fanno apprezzare. Spero di leggere altro di suo in futuro, qualcosa che porti un'impronta anche più matura e che equilibri il buio di questo volume con sentimenti più leggeri e spensierati. Continua a leggere sul blog: https://coffeeandbooksgirl.blogspot.c...
Mi sono lanciata nella lettura di questo libricino completamente a scatola chiusa, infatti mi aspettavo una mini storia ma ogni pagina è composta da 4 vignette ed è un piccolo evento a sé. La parte sorprendente è proprio la profondità dei temi trattati, soprattutto ansia e depressione, che l'autrice riesce a fare utilizzando solo 4 disegni. Devo ammettere che su alcune tavole mi sono commossa, mi hanno ricordato molto episodi della mia vita e mi sono sentita coinvolta, è difficile parlare in modo obiettivo perché mi sono rivista in queste pagine. Sono temi non certo facili da affrontare ma ho apprezzato molto ritrovarli sulla carta, mi ha permesso di creare una connessione con l'autrice e credo che il suo intento sia proprio quello di fare capire al pubblico che non siamo i soli ad aver affrontato questi stati d'animo. É vero, non siamo mai soli perché spesso le ansie e le paure ci tengono per mano e sono talmente avvinghiate a noi da diventare una parte costante delle nostre nostre vite, ma Caterina ci fa capire e ammettere con noi stessi che queste cose sono reali e che le stiamo provando e non dobbiamo vergognarcene perché può succedere a chiunque. La cosa sorprendente è che riesce a fare tutto questo con sole 4 vignette, vignette dai colori contrastanti tra caldi e freddi che sottolineano le luci e le ombre della vita e con uno stile pulito e semplice, ma efficacissimo. Però ho apprezzato molto anche le tavole che hanno il titolo, ossia quelle sviluppate per l'Inktober e che prevedevano appunto vari titoli che gli autori avrebbero poi interpretato liberamente. È bellissimo vedere l'ingegnosità di questa disegnatrice che per me ha sviluppato molto bene e in modo originale i concetti rendendoli sempre suoi. Ancora più apprezzabili sono le tavole più "positive', sono meno rispetto a quelle che trattano il tema centrale della raccolta ma per questo ancora più preziose. Mostrano infatti un lato più dolce della vita, la lucina in fondo al tunnel che dà speranza e che soprattutto nei momenti più bui può farci pensare "ce la posso fare", insomma credo che Caterina sia riuscita a mostrare molto bene quello che passa per la testa di molte più persone di quante pensiamo, gli alti e i bassi della vita che non è sempre ciò che appare dall'esterno. Io, i miei mostri e me si legge velocemente ma si digerisce piano poiché parla a ciascuno di noi, che mostriamo un lato al resto del mondo quando invece proviamo tutt'altro ed è questa la parte bella, la parte che parla al lettore di qualsiasi età.
molto carino! Siccome é il suo primo lavoro pubblicato mi sembra giusto fare un commento più strutturato piuttosto che mettere tre stelline e basta. In generale avrei preferito un "ordine" tra le storie. Ad esempio, da una pagina all'altra si passa da vignette in cui l'autrice parla di un abbandono/ferita emotiva/fine di una relazione e altre in cui si ringrazia il partner per l'affetto e la sicurezza trasmessi (tra l'altro mi sa riferito a persone diverse, quindi l'alternarsi non era dato da una relazione tira e molla). Se invece fossero state riordinate in sezioni tematiche probabilmente avrei avuto più la sensazione di star leggendo un percorso, piuttosto che varie vignette sparse. Mi dispiace fare questa "critica" (che ovviamente vale quel che vale, per me sarebbe stato meglio con un ordine, per altr* probabilmente no) ad un'autrice emergente ma spero che in qualche modo le possa essere utile.
Raccolta di fumetti brevi che trattano argomenti importanti quali l'ansia, la solitudine, l'amore e l'amicizia in modo conciso. Qui la giovane autrice ha voluto raffigurare ciò che tutti noi forse non riusciamo ad esprimere a parole e ci è riuscita davvero bene. Alcune tavole fanno sorridere, altre fanno riflettere su quanto i problemi legati ad ansia, depressione, ansia sociale, lutti non elaborati, amori e amicizie finiti possano incidere sul nostro quotidiano e quanto possano essere debilitanti. I disegni sono molto carini. Consiglio di leggere questa piccola raccolta non solo a chi soffre di questi disturbi ma anche a chi non li affronta in prima persona per comprenderli. Non consiglio invece la lettura a chi è particolarmente suscettibile o sensibile alle tematiche sopra elencate.
3,5* Chi è già fan della pagina Cheit.jpg ritroverà in questo libro la sua capacità di esprimere e riassumere l'universo di emozioni difficili e ingombranti che spesso si muove in ognuno di noi. Non ritengo tutte le tavole siano a pari livello: alcune hanno un impatto superiore rispetto ad altre (probabilmente anche a seconda delle esperienze di vita di ognuno di noi), alcune potrebbero suonare addirittura banali altre sono assolutamente on point e profonde. Credo che diverse tavole vengano dalla pagina social, quindi la ritengo più una pubblicazione adatta per supporter di Cheit, che già la conoscono e vogliono arricchire la propria libreria con questo volume.
Seguo Cheit su Instagram e mi sono identificata in molte delle sue tavole. Rimango sorpresa ogni volta su come riesca ad esprimere in pochi tratti sentimenti profondi come la depressione, l'ansia e l'insicurezza. Sono felice ora di avere il formato cartaceo, così da poterlo sfogliare ogni volta che ne sento il bisogno.
L'autrice vuole trasmettere sentimenti. Dare voce a ciò che si fa fatica a descrivere a parole. E ci riesce. Un'antologia di vignette. Tutte le emozioni che abbiamo vissuto sono lampanti. Bello bello.