"In giro sotto i cieli sconfinati della Cina. Cosi dai diciotto ai quarant'anni si svolge la vita di Marco che, nominato ufficiale imperiale, percorre per gradi la carriera dell'uomo di corte. Continui viaggi per tutte le terre dello smisurato regno mongolo, testimonianze di guerre immani, smaglianti e insieme precise relazioni a Kublai Kan, il suo Signore. Una cella sarà il luogo di nascita del suo libro leggendario. Dal carcere di Genova il suo dettato scende sulle carte di Rustichello con uno svolgimento dei fatti e degli itinerari ribaditi uno sull'altro da un intrepido incalzare. Marco Polo ci ha trasmesso molte delle 'meraviglie' del mondo dipanando il racconto di quell''andar viaggiando' nella sua implacabile memoria." Maria Bellonci
Maria Villavecchia Bellonci was an Italian writer and translator especially known for her biography of Lucrezia Borgia. She and Guido Alberti set up the Premio Strega in 1947.
Maria Bellonci nasce a Roma nel 1902. Suo padre, Girolamo Vittorio Villavecchia, insegna chimica all’università ed è autore di un celebre trattato di merceologia. Da lui Maria dirà di aver appreso il rigore della ricerca scientifica. Frequenta l’Istituto del Sacro Cuore a Trinità dei Monti e il liceo Umberto I. Di questi anni, già intellettualmente vivaci, ricorderà «il senso di vita traboccante […] per il quale mi pareva d’essere chiusa in una mandorla d’immortalità».
Ecco un libro che ho letto con piacere non solo per l’argomento ma anche per la sua scorrevolezza grazie a Maria Bellonci che ha saputo “riscrivere” la storia umana del veneziano Marco Polo e il suo avventuroso e mitico viaggio in Oriente e ricostruire in maniera romanzata ma credibile l’incontro fortunato e casuale con Rustichello da Pisa che portò alla stesura del “Milione” nelle carceri di Genova ove i due erano entrambi prigionieri di guerra. Ed ecco poi l’alternarsi sapiente delle scene che raccontano la convivenza restrittiva dei due e la genesi del leggendario libro di avventure con il racconto delle vicende essenziali che portarono Marco Polo fino alla corte del Khan e le imprese successive. Non meravigli poi che a fine lettura io mi senta attratto ancor di più dall’opera originale di Marco Polo e preso dalla voglia di leggere integralmente il testo del viaggiatore veneziano con le sue peripezie in terre lontane dal sapore delle 1000 e una notte.
Interessante excursus del viaggio verso Oriente dì Marco. Racconto dettagliato per un mercante dell’epoca, finalizzato esclusivamente all’ambito commerciale. Incredibili i luoghi, i costumi, le usanze e le tradizioni di popoli lontani dal nostro pensiero Occidentale. Il Grande Cane che si affeziona ad un Cristiano è veramente spettacolare e incredibile. Popolo di … Navigatori ..
Stupenda riproposizione del Milione, un testo che in originale è estremamente interessante ma può risultare di difficile lettura. Maria Bellonci lo fa rivivere attraverso una delicata riscrittura del tutto conservativa e rispettosa del contenuto, degli slanci e dei pensieri dell'Autore.
Libro molto interessante ma per alcuni aspetti anche un poco deludente. Nella prefazione la traduttrice e curatrice Bellonci ricorda che si tratta di un testo rivolto soprattutto ai mercanti, perciò spesso le informazioni appaiono sintetiche e standard, come in una guida turistica tascabile: "idolatri, utilizzano carta moneta, pagano tributi… idolatri, utilizzano carta moneta, non pagano tributi". Anche gli aneddoti relativi alle minute esperienze personali di Marco sono molto rari, forse meno di cinque nell'intero libro; questo lascia l'idea di un grande viaggio a volo d'uccello su tutta l'Asia, ma anche il desiderio inappagato di scendere più in basso per conoscere le piccole storie delle persone conosciute dal viaggiatore veneziano. Al libro sembra del resto essere mancata la "revisione redazionale", cosa comprensibile viste le condizioni nelle quali è stato scritto; alcuni ripensamenti improvvisi nella narrazione, i cambi di soggetto dell'io narrante (a volte Marco, a volte Rustichello) e certe ripetizioni ricorrenti ad esempio nelle descrizioni delle battaglie ("il clangore era così forte che non si sarebbe sentito il dio tonante") fanno pensare proprio a un'intervista fatta da Rustichello a Marco e "sbobinata" senza aggiustamenti.