Mio Dio, da dove iniziare? Partiamo dall’autrice: amo, amo, amo alla FOLLIA Moto Hagio. E’ forse la mia mangaka preferita in assoluto (si contende il primo posto con Asumiko Nakamura, ma appartengono a due generi completamente diversi e non saprei davvero scegliere), adoro tutto quello che ha disegnato. Odio l’Italia con tutta me stessa per non aver tradotto altro che questa tra le sue opere. E’ un’artista, quella che fa si chiama arte. Pura, semplice arte: sarebbe un esempio perfetto per la prefazione di Oscar Wilde a ‘Il Ritratto di Dorian Gray’. Ogni trama è meravigliosa, il suo stesso stile sembra qualcosa di vivo: cambia ad ogni opera, la prova è nei manga stessi: provate a fare un confronto tra ‘Edgar e Allan Poe’ e ‘Zankokuna Kami Ga Shihai Suru’… sembrano due persone completamente differenti, invece si tratta della stessa autrice! Personalmente, credo che questa sia una delle sue opere migliori. L’edizione italiana è stata stampata recentemente e si può trovare ancora in fumetteria, lo consiglio caldamente a tutti! E’ favoloso, i disegni stessi lasciano col fiato sospeso. Ogni foglia, ogni occhio, ogni singolo capello di ciascun personaggio sembra risplendere di luce propria… non sto scherzando, e no, non parlo di quei ridicoli effetti da manga shojo. Risplendono… di per sé. Non ci sono effetti, non ci sono ridicoli tentativi di rendere il tutto una copia commerciale di un qualche romanzo storico con occhi sbrilluccicosi e boccucce alla gatto: ogni singola tavola è presa seriamente, ogni singolo personaggio ha una dignità e una storia degna di un poema medievale. Magnifico. Semplicemente magnifico. I personaggi sono uno più spettacolare dell’altro, la trama è sottile e colma di una gentile tristezza, di riflessioni sul tempo e sulla mortalità, sulla bellezza e sulla paura. Il fatto che i personaggi siano vampiri è importante, naturalmente, ma è un elemento presente soprattutto come metafora e simbolo, non come semplice espediente per attrarre ragazzine prive di gusto. L’opera originale è piuttosto vecchia, ideata molto prima che i vampiri andassero ‘di moda’. Non ci sono smielate storielle d’amore, ragazzine incapaci, personaggi inutili come quelli di un’altra serie famosa… tristemente molto più famosa di questo manga. Sì, purtroppo è vero: la prima volta che mia madre ha letto questo volume, mi ha gentilmente fatto notare: ‘Oh, c’è un personaggio chiamato Allan Twilight! Chissà, forse l’autrice ha preso ispirazione da quei libri americani’. Giuro sui libri di Mary Renault, stavo per prendere un megafono e urlare la data 1974 come una pazza scatenata per tutta la casa. Se sentirò una sola persona ripetermi che Hagio ha preso ispirazione dalla Meyer, e non piuttosto il contrario, prenderò il primo volo per il Giappone e farò un pellegrinaggio fino alla casa della Hagio per chiederle personalmente scusa… anzi, fatelo, così per lo meno avrò una scusa per andare in Giappone. Seriamente, buttate via i romanzi della Meyer e leggete ‘Edgar e Allan Poe’ di Moto Hagio. C’è molta più ricerca, tematiche molto più profonde e personaggi molto più maturi, dal passato realistico e poetico. Non c’è assolutamente paragone.