Il Capitano Luka, comandante della Unchained, è un maroon, un ex schiavo sfuggito ai padroni, e nella vita ha un solo scopo: liberare il maggior numero possibile di fratelli e riunire le famiglie che i negrieri senza scrupoli hanno smembrato. Per farlo ha imparato a combattere, a mentire, a seguire le tracce degli schiavi scomparsi, ma questa volta il suo incarico è diverso. Rupert Egglestone è evaso dal monastero in cui era prigioniero e Luka, suo malgrado, ha ricevuto da Lord Egglestone, il padre del fuggiasco, il compito di riportarlo in Giamaica a qualsiasi costo. Ha inizio un inseguimento serrato, in un susseguirsi di colpi di scena. Rupert e Luka arriveranno a scontrarsi, ma anche a scoprire quante cose li accomunano, nonostante il ceto sociale differente e il colore della pelle. Attorno a loro nasceranno amicizie e legami profondi, fino al momento della resa dei conti con il crudele Conte inglese. Con l’aiuto di vecchi amici e nuovi alleati, Rupert Egglestone affronterà suo padre, una volta per tutte.
Nykyo, che ovviamente non si chiama davvero così, è nata nel 1975, nell’assolata Sardegna, ma si sente sempre un po’ bambina. Ha la passione della scrittura fin da quando frequentava le elementari, ama il Giappone (ecco spiegato lo pseudonimo) e prova un amore incondizionato per il pattinaggio artistico sul ghiaccio che è sbocciato quando aveva appena quattro anni e non avrà mai fine. Felicemente sposata a un marito che la appoggia qualunque cosa scriva, ha una bimba che adora farsi raccontare le favole della buona notte inventate da mamma. Ha esordito con "Sogno di una notte" pubblicato da Triskell edzioni e da allora non ha mai smesso di pubblicare e sperimentare.
Io sono proprio una di quelle persone che, appena terminato di leggere Barebones, il primo della serie Tortuga, ha subito chiesto all'autrice un romanzo su Rupert.
Non so per quale motivo già da quelle poche righe, alla fine del primo libro, mi innamorai di Rupert. Credo fosse per la sua vera nobiltà interiore, non quella data dal titolo. Rupert ha un animo nobile, puro e mi colpì dal primo istante.
Avevo aspettative altissime per Unchained, e non sono state affatto deluse, anzi. Rupert si è rivelato un personaggio ancor più ricco di sfumature e profondità di quanto avessi immaginato e non lo si può non amare follemente, nelle sue fragilità come nella sua incredibile forza.
È lui, ai miei occhi, il vero eroe della serie Tortuga.
Ovviamente non sono da meno tutti gli altri personaggi, a iniziare da Luka che è il perfetto riflesso di Rupert. Questi due uomini sono tanto diversi quanto simili, ed è proprio ciò che li lega indissolubilmente.
Lupe, favolosa. Non c'è altro da dire. È il personaggio che più mi ha sorpresa, che mi ha fatto sclerare di brutto con l'autrice in un determinato momento.
Padre Gonzalo, il ritorno di Edward e Jack, non c'è particolare in questo libro, così ben descritto, preciso e dettagliato che non mi abbia convinta.
E salutare Rupert alla fine mi ha commossa fino alle lacrime. Sì, io questa battaglia l'ho persa e sono felice d'averla persa.
Ho letto questo libro, e il precedente Barebones, senza aspettarmi niente di particolare, solo un romance MM con i pirati, uguale a tanti altri. Invece non è stato per niente come tanti altri. La scrittura è bella e ricca, anche di termini tecnici, e i personaggi sono ben caratterizzati. Ma quello che mi ha davvero conquistato è stata la capacità dell'autrice di scrivere prima di tutto una storia di pirati e di schiavi e di tutto quello che era il mondo coloniale di quel periodo. Se poi aggiungiamo personaggi, relativamente secondari, indimenticabili come Lupe e Padre Gonzalo ( che tanto mi ha ricordato il Frà Cristoforo di manzoniana memoria) il gioco è fatto. Consigliatissimo.
"Avevamo intravisto Rupert e saputo la sua storia già nel precedente volume della serie, “Barebones”: lui era il motore “invisibile” che aveva dato inizio e trainato le vicende che interessano il Capitano Lennox e la sua flotta."
Con “Unchained”, secondo volume della serie “Tortuga”, Nykyo ci riporta nell’avvincente mondo dei pirati, ma questa volta a bordo della Unchained, la nave capitanata da Luka, un maroon che è riuscito alcuni anni prima a fuggire dalla schiavitù e da allora cerca di liberare il maggior numero possibile di fratelli catturati dai bianchi schiavisti. Luka riceve da Lord Egglestone l’incarico di rintracciare suo figlio Rupert e di riportarlo a casa, in cambio avrà la possibilità di liberare un gruppo di schiavi tra cui Sambo, il suo padrino, l’uomo che lo ha cresciuto. Convinto che quel ragazzo sia il solito bianco viziato e prepotente, Luka fa di tutto per inseguirlo e catturarlo, ma nel momento in cui conosce davvero Rupert, dovrà fare i conti con ben altre verità. Posso tranquillamente affermare di aver amato moltissimo “Unchained”, un romanzo storico dalla scrittura accurata ed elegante, una narrazione coinvolgente che riesce a mantenere la tensione fino agli ultimi capitoli, grazie al ritmo serrato con cui gli avvenimenti e i colpi di scena si susseguono nella storia, ma che si rivela anche ricca di profondità e di momenti struggenti. Un romanzo che, pur ambientato alla fine del 1700, in un periodo in cui il commercio degli schiavi era molto praticato, tratta temi universali e senza tempo come la libertà, l’uguaglianza e l’accettazione di sé. Ho ammirato il modo con cui l’autrice ha indagato l’animo dei due protagonisti principali, Luka e Rupert, la loro evoluzione interiore e il modo con cui riescono a interagire e a far prevalere i loro sentimenti. Questi due uomini sembrano appartenere, almeno in apparenza, a due mondi totalmente distanti, ma nel momento in cui riescono a far cadere le barriere mentali che li rendono antagonisti e a guardarsi dentro si scoprono molto più simili di quanto potessero immaginare. Rupert è un ragazzo spezzato che ha dovuto subire anni di prigionia in un monastero per un’unica “colpa”, il non volere contraddire la propria natura, e per questo suo padre lo detesta, lo considera un abominio e vorrebbe imprigionarlo di nuovo dopo la sua fuga. È un uomo che mostra una grande dignità e una profonda generosità verso gli altri, la sua paura di non riuscire più a vivere libero e ad amare un altro uomo si alterna al coraggio con cui affronta le vicissitudini che lo vedono protagonista. Luka è l’intrepido Capitano, l’eroe acclamato da tutti coloro che è riuscito a salvare, ma dentro di sé si sente inadeguato al pensiero di essere fuggito abbandonando proprio coloro con cui era cresciuto. Brama la libertà, odia i pregiudizi, anche se a volte nemmeno lui ne è esente, e detesta tutti coloro che vorrebbero trattarlo come un oggetto che può essere venduto. Vive ogni passione e ogni sentimento senza risparmiarsi vedendo in Rupert la stessa fame di libertà che lo ha sempre animato. Rupert e Luka dovranno darsi forza a vicenda per sconfiggere i nemici, ma sono accompagnati da amici straordinari cui l’autrice ha riservato un ruolo fondamentale all’interno della vicenda mostrandoci il loro punto di vista. Impossibile non citare Lupe, costretta per anni a prostituirsi, ma che grazie a Rupert trova il coraggio di liberarsi mostrando una grande determinazione e notevoli abilità strategiche. O Padre Gonzalo, un frate con una personale e ammirevole concezione della religiosità e della fede. E ci saranno alcuni graditissimi ritorni. “Unchained” è un viaggio straordinario, un’avventura emozionante che mi ha tenuto col fiato sospeso fino alla fine, una storia d’amore che è anche desiderio di libertà. Un libro imperdibile.
L’autrice ha impiegato un pochino di tempo in più di quello che era nei miei desideri ma, alla fine, mi ha dato modo di calcare nuovamente le onde del mar dei caraibi e sentire sulla pelle il calore del sole e gli spruzzi di acqua e salsedine. Grazie a lei ho rivisto bucanieri e pirati, ho scoperto schiavi e donne coraggiose e leali e, poi, ho avuto modo di incontrare di nuovo tutti quei personaggi conosciuti nel primo libro che io, ormai, considero dei vecchi amici. Chi ha letto la mia recensione su Barebones sa che ho molto amato il primo libro, ma, vi assicuro, che in questa nuova avventura l’autrice si è davvero superata. Oltre alla bellezza dei luoghi descritti, oltre a presentarci personaggi nuovi e dalle mille sfaccettature, non posso fare a meno di dirvi che ha scavato così a fondo nell’animo dei suoi protagonisti che io come lettrice ho sentito sulla mia pelle ogni loro dolore, ogni loro paura. Luka e Rupert sono diversi come il giorno e la notte. L’uno è un “maroon”, un ex schiavo il cui scopo è quello di cercare di liberare i suoi simili per ricongiungerli alle proprie famiglie. L’altro è un bianco, un uomo di stirpe nobile odiato oltre misura dal suo stesso padre per aver commesso il “peccato” di amare i propri simili. Ed è proprio questo padre padrone, sadico fino all’eccesso, a mettere questi due uomini sulla stessa strada affidando a Luka il compito di riportargli quel figlio ingrato, in cambio della liberazione di parte di alcuni schiavi. In una situazione diversa Luka non avrebbe mai acconsentito ad un ricatto simile, ma il vecchio gli fa credere che quel figlio che cerca è solo un depravato che maltratta le schiave e Luka questo non può proprio tolleralo.
Inizia così la loro epopea, l’uno è cacciatore, l’altro preda, eppure, sono entrambi legati da catene che altri hanno legato intorno ai loro corpi e alle loro menti, reprimendo in modo brutale le loro libertà. Luka è stato schiavo per buona parte della sua vita, odia i bianchi e tutto quello che rappresentano, lui, uomo fondamentalmente buono e giusto si ritrova coinvolto in una caccia all’uomo sbagliato a causa dei pregiudizi. Rupert, che io amavo alla follia già nel primo libro, qui dimostra ancora una volta la sua purezza d’animo, la sua integrità, il suo dolore e la vergogna di essere come è.
Insomma, la storia raccontata in Unchained è travolgente, intensa, commovente, piena di azione e, soprattutto, fa riflettere in modo brutale sui preconcetti che ognuno di noi ha verso chi consideriamo “diverso” anche se ognuno di noi ha il sacrosanto dovere di chiedersi “diverso” da chi? “diverso” da cosa? Non lo siamo, non siamo diversi, siamo solo unici, ognuno a modo nostro e se abbattessimo tutti i pregiudizi che ci vengono inculcati fin dalla nascita vivremmo sicuramente meglio. Ma l’uomo è imperfetto e alcuni preferiscono ferire e maltrattare i propri simili solo per affermare la propria supremazia. Nella vita ho sempre pensato che il male rimane principalmente a chi lo fa, perché chi lo riceve, pur soffrendo terribilmente, dopo aver incassato elabora il dolore e poco alla volta se ne libera e, in un certo senso, è come se lo restituisse al mittente. Solo che per arrivare a questo stadio ci sono salite impervie e pericolose curve a gomito se non propri e veri tornanti che fanno girare la testa, ed è a questo che vanno incontro i protagonisti di questa storia che scava a fondo nei loro animi e li costringe a lasciare da parte qualsiasi forma di pregiudizio, li esorta a perdonare loro stessi perché amare non è un peccato, lo è solo per le menti grette. Emblematico, sotto questo aspetto, è il personaggio di Padre Gonzalo, un gesuita che, in questa storia, per quanto mi riguarda, incarna quello spirito di benevolenza e amore verso tutti che, a tutti gli effetti, dovrebbe essere il significato primario e fondamentale della Chiesa Cristiana. Agli occhi di Dio siamo tutti uguali, tutti meritevoli di amore e perdono, non importa chi siamo o cosa facciamo purché i nostri gesti, le nostre parole, siano lo specchio dell’amore. É solo l’uomo, con i suoi pregiudizi e le sue meschinità o le sue paure, a differenziare l’uno dall’altro. E i due protagonisti, grazie a loro stessi e alla bontà di Rupert, alla sua innocenza e al suo modo di vedere la vita, che pur tanto lo ha maltrattato, riescono ad accettarsi e ad amarsi per quello che sono.
Il mio consiglio è di non farvi sfuggire questo libro, di non perdere l’occasione di conoscere due personaggi stupendi, di veleggiare con loro nei caldi mari del sud, di comprendere che dove c’è amore non c’è peccato, di conoscere e iniziare ad amare nuovi personaggi che non vi lasceranno indifferenti. Insomma, fatevi emozionare da un amore che sembrava impossibile e che, invece, diventa tutto.
La recensione completa la trovate su blog @allcoloursofromance.
avete idea di quanto abbia atteso questo secondo volume della serie Tortuga. ... Sta di fatto che avere questo romanzo tra le mani è stato emozionante e la sua lettura ha mantenuto tutte le altissime aspettative che mi ero costruita nella mente.
Nykyo è stata magistrale nell'intessere l’intreccio di “Unchained“ e per più di un motivo. È riuscita a catapultarmi nuovamente in un passato pieno di fascino, ma anche di soprusi. Un tempo selvaggio, in cui l'odio per tutto ciò che era considerato diverso era viscerale, primitivo e violento. Un tempo in cui il concetto di uguaglianza non esisteva, in cui la libertà era quasi inarrivabile, a meno che non si appartenesse a una ristrettissima élite di uomini e, anche in questo caso, era impastoiata da lotte di potere e pregiudizi.
Con la sua fervida immaginazione e un accurato lavoro di ricostruzione storica, l’autrice ha dato vita a una storia coinvolgente, complessa, intessuta di eventi appassionanti, di sentimenti dirompenti, di emozioni che leniscono gli animi feriti e che distruggono fragorosamente tutti i muri eretti. Inoltre ha forgiato due protagonisti intensi, le cui personalità sono ricchissime di sfumature e di contrasti. Luka e Rupert sono opposti solo in apparenza, quella apparenza che li ha voluti con la pelle di colore diverso e il retaggio sociale opposto. .... Luka l'ho amato e compreso nelle sue motivazioni fin da subito. ... Ma Rupert... lui è, in qualche modo, un po' più in alto, un po' più vicino al centro del mio cuore. Si sente sporco, spezzato, ma in realtà ha un'anima sicuramente sfregiata che, però, è rimasta intera, pura, candida, brillante, carica di fiducia.
"A volte perfino Luka faticava a comprendere l'assoluta semplicità con cui Rupert guardava il mondo: con una mente aperta, svelta a comprendere e lenta a giudicare "
La scrittrice ha creato personaggi secondari che si muovono sulla scena con il carisma di coprotagonisti. ... Così Lupe e Padre Gonzalo mi hanno affascinata, incuriosita e infine entusiasmata.
È stato dato nuovo spazio a Edward e Jack (i protagonisti di Barebones) permettendo loro di chiudere i conti con il passato. E anche questo, per me, ha avuto un peso importante nel considerare, senza ombra di pre-giudizio, Unchained uno delle Letture più belle di questo 2022.
Lo stile con cui Nykyo mi ha sedotta é avvolgente, evocativo, intenso, ardente, profondo. Anche i disegni che impreziosiscono le pagine sono bellissimi. Insomma cosa aggiungere? Solo una parola: Indimenticabile.
Ringrazio la Triskell Edizioni per avermi dato in anteprima la copia ebook del libro. Hugs&kisses
Sono certa di averlo già detto più volte, ma ho sempre amato i libri di genere storico e questo secondo volume della serie Tortuga è un altro piccolo gioiello per me imperdibile. La storia questa volta ci parla del capitano di colore della nave Unchained Luka e del nobile inglese Rupert Egglestone. Fanno parte della storia anche numerosi altri personaggi ma ci arriverò. Luka è un maroon, un ex schiavo che ha come scopo nella vita quello di liberare più fratelli possibile, proprio per questo la sua nave ha quel nome che significa per l’appunto libero dalle catene. È un uomo con un passato difficile, vissuto in schiavitù che lo ha segnato ma che lo ha anche reso consapevole di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, lotta per la giustizia sfruttando anche situazioni non proprio ortodosse, che a volte lo ripugnano ma che servono allo scopo. Una di queste volte è aderire alla richiesta di Lord Eggelstone di riportargli suo figlio: se lo farà lui libererà un gruppo di schiavi, tra i quali l’uomo che ha fatto da padre a Luka. Quest’ultimo odia uomini come il Lord, tuttavia, la ricompensa è troppo importante per rifiutare. Rupert Eggelstone fugge dal padre dopo essere stato suo prigioniero per anni, subendo torture psicologiche terribili per il solo fatto di essere diverso dai canoni consueti. Per questo fa di tutto per non farsi ritrovare. Nonostante il tentativo del padre di spezzarlo, è un uomo puro di cuore, che non sopporta il modo in cui il Lord tratta le persone, che vorrebbe solo vivere un’esistenza serena accanto ad un compagno, cosa difficile ai nostri giorni e quindi figurarsi a quei tempi. Luka lo troverà e da lì, tra incomprensioni e bugie, nascerà una storia d’amore indimenticabile. Come dicevo, ci sono altri personaggi secondari che fanno da contorno ai due principali, e non sono di certo meno importanti allo sviluppo della vicenda. Guadalupe, detta Lupe, una prostituta mulatta che mi ha un po’ fatto penare all’inizio e che poi si è rivelata fondamentale nella storia. Padre Gonzalo, un gesuita, spia al soldo del Regno di Spagna. Ritroveremo anche Edward e Jack, protagonisti del primo volume di questa meravigliosa serie, e altri ancora ad arricchire una narrazione fluida, che mi ha incatenato a pagine dalle quali è stato impossibile staccarsi. Anche in questo secondo volume non ci sono tempi morti, tutto viene raccontato in modo incalzante, bilanciando diversi punti di vista, senza mai dilungarsi troppo, facendo in modo che il lettore si immerga nei luoghi e nella vicenda, quasi a viverli entrambi sulla propria pelle. Non posso che fare i complimenti all’autrice per un secondo volume stupendo che, come il primo, non dimenticherò.
Unchained è una storia complessa, una storia d’amore sì, ma anche un romanzo che affronta tematiche delicate. Parla della storia occidentale, di come gli uomini bianchi siano riusciti a dare il peggio di loro nel momento in cui hanno iniziato a commerciare i loro simili come schiavi, trattandoli come animali e bestie da soma. Di come consideravano gli uomini differenti, inferiori solo per via del colore della loro pelle.
Ed ecco che in questo continuo rincorrersi Luka e Rupert si conoscono, si attraggono e soprattutto superano quelle differenze che per gli altri sono tanto importanti: classe sociale, colore delle pelle e soprattutto il fatto che sono due uomini. Per Luka i sentimenti verso Rupert sono una sorta di rivelazione, quasi non ci crede di poter essere innamorato. Mentre Rupert ha un percorso più complesso da affrontare, i luoghi dove lo ha fatto rinchiudere suo padre, il trattamento ricevuto lo hanno quasi spezzato, non ci sono riusciti, ma hanno lasciato paura, dolore e cicatrici dell’animo difficili da rimarginare. Difficili da dimenticare.
In questo secondo volume della serie Tortuga Nykyo affronta argomenti importanti, trattati con la più totale delicatezza, ma anche competenza. Alcuni racconti dei vari personaggi, da Luka a Lupe, del loro passato, della loro sofferenza sono una stretta al cuore. Di come sono stati trattati per tutta la loro vita:come oggetti e quando alla fine si sono ribellati, quelle stesse persone che li picchiavano, sfruttavano li hanno braccati come criminali.
Lo stile dell’autrice è sempre stato stupendo, ma con questo nuovo romanzo ho notato una maturità nella storia, di come è stata impostata, di come ci si è approcciata e soprattutto per come lascia il lettore.
4+ Se devo dire la verità ho preferito il primo libro a questo, nondimeno anche questo è molto bello e interessante nelle sue descrizioni storiche e di vita. La cosa che mi ha fatto abbassare di mezzo punto la mia opinione è il personaggio di Rupert , che ho trovato un po’ troppo naïf, leggero e quasi etereo, troppo forse. Nel libro viene detto che è più vecchio di alcuni anni del suo ex-amante ma in certi momenti gli si da vent’anni, anche Luka è più giovane di diversi anni ma francamente sembra lui l’adulto della coppia! Nonostante abbia apprezzato il suo buon cuore e la sua semplicità credo di averlo trovato troppo buono…. Lupe invece l’ho adorata con la sua spavalderia e il suo coraggio, la sua capacità di non arrendersi e di cavarsela anche nelle situazioni peggiori e ho apprezzato la sua decisione finale. Non vedo l’ora di vedere se l’autrice avrà il coraggio di dedicare un libro a padre Gonzalo, che spero proprio sarà un gran libro. Complimenti anche per questo lavoro!
Cioè, io non lo so che cazzo è successo con la vecchia scheda di questo romanzo, ma di colpo è diventata "non più recensibile"... io boh! O_O Mi spiace però ç_ç <3
Un libro che parla d'amore (quello vero, quello con la A maiuscola, quello che va oltre l'aspetto fisico e la superficialità, quello che ti colpisce nel profondo), di libertà, d'avventura e d'amicizia, ma anche di come le discriminazioni e i pregiudizi creino un vero e proprio inferno in terra per coloro che sono costretti a subirli.
La storia mi ha catturata fin dai primi capitoli: ho immediatamente provato empatia per entrambi i protagonisti, e sapendo che si trattava di una storia d'amore ho cominciato a chiedermi quale sarebbe stato il punto d'incontro tra loro, così diversi. Poi ad un certo punto ho capito: erano inconciliabili solo all'apparenza, ma in realtà accomunati dal medesimo dolore. Quello della prigionia. Due prigionie diversissime, ma pur sempre prigionie.
Sono rimasta molto affascinata anche dalle descrizioni nautiche, dell'ambiente e del periodo storico: davvero accurate e realistiche. Hanno certamente richiesto uno studio minuzioso e preciso che arricchisce una storia già di per sè molto coinvolgente.
Un libro che mi è davvero entrato nel cuore e che consiglio a chi:
🏴☠️ cerca un romance MM molto profondo in cui i sentimenti giocano un ruolo importantissimo 🏴☠️ è pronto a tuffarsi in una storia avventurosa e piena zeppa di spunti di riflessione 🏴☠️ ama le storie che parlano del coraggio di lottare contro le avversità della vita e del coraggio di accettarsi per quel che si è a prescindere dal giudizio degli altri