Τα έργα της Σουηδής Σέλμα Λάγκερλεφ (1858-1940), που ήταν μία από τις σπουδαιότερες συγγραφείς της παγκόσμιας λογοτεχνίας και η πρώτη γυναίκα που βραβεύτηκε με το Νόμπελ Λογοτεχνίας το 1909, έχουν βαθιές ρίζες σε ιστορίες από τη σουηδική παράδοση και μυθολογία. Στον παρόντα τόμο έχουν συγκεντρωθεί δώδεκα αυτοτελείς χριστουγεννιάτικες και πρωτοχρονιάτικες ιστορίες, όπου κοινός παρονομαστής είναι η αγάπη της συγγραφέως για τον συνάνθρωπο και για τη φύση, καθώς και η πίστη ότι, στην αέναη μάχη ανάμεσα στο καλό και στο κακό, πάντα θα επικρατεί η καλοσύνη, το φως θα διώχνει το σκοτάδι και θα ζεσταίνει τις καρδιές των ανθρώπων, φέρνοντάς τους πιο κοντά στην αλήθεια. Οι ιδιαίτερες και πρωτότυπες ιστορίες της Λάγκερλεφ, με τη ζωηρή εικονοπλασία, τη ρέουσα φαντασία και τον λυρισμό τους, χρωματίζουν και συγκινούν την ψυχή αναγνωστών κάθε ηλικίας.
Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf (1858-1940) was a Swedish author. In 1909 she became the first woman to ever receive the Nobel Prize in Literature, "in appreciation of the lofty idealism, vivid imagination and spiritual perception that characterize her writings". She later also became the first female member of the Swedish Academy.
Born in the forested countryside of Sweden she was told many of the classic Swedish fairytales, which she would later use as inspiration in her magic realist writings. Since she for some of her early years had problems with her legs (she was born with a faulty hip) she would also spend a lot of time reading books such as the Bible.
As a young woman she was a teacher in the southern parts of Sweden for ten years before her first novel Gösta Berling's Saga was published. As her writer career progressed she would keep up a correspondance with some of her former female collegues for almost her entire life.
Lagerlöf never married and was almost certainly a lesbian (she never officially stated that she was, but most later researchers believe this to be the case). For many years her constant companion was fellow writer Sophie Elkan, with whom she traveled to Italy and the Middle East. Her visit to Palestine and a colony of Christians there, would inspire her to write Jerusalem, her story of Swedish farmers converting into a evangelical Christian group and travelling to "The American Colony" in Jerusalem.
Lagerlöf was involved in both women issues as well as politics. She would among other things help the Jewish writer Nelly Sachs to come to Sweden and donated her Nobel medal to the Finnish war effort against the Soviet union.
Outside of Sweden she's perhaps most widely known for her children's book Nils Holgerssons underbara resa genom Sverige (The Wonderful Adventures of Nils).
A Natale siamo tutti più buoni, ecco per questo ho dato 4⭐ a questo libro che purtroppo, leggendolo, l’ho trovato molto diverso da come me l’aspettavo. I racconti che vengono narrati non mi hanno entusiasmato molto e leggendolo ho trovato davvero poco la magia natalizia che pensavo di leggere tra queste pagine. Questo è quello che ho pensato una volta concluso questo libriccino, ma avendo letto la postfazione, quindi proprio le ultimissime pagine, si capisce davvero moltissimo rispetto alla lettura in sé. Nonostante ciò rimane una lettura per nulla eccezionale e mi rendo conto di aver avuto il primo approccio a questa scrittrice sono con un libro minore. Solitamente associamo, io la prima, al Natale l’atmosfera giocosa e serena, ma in queste pagine si legge ben altro, una sorta di lato oscuro di questa festività. Questo per me è un punto negativo ma capisco che si trattano di racconti spesso autobiografici che narrano quei periodi lì, quei momenti lì, sicuramente ben diversi rispetto al giorno d’oggi. Sono racconti strani, un mix tra vari elementi che messi in insieme non suscitano curiosità o stupore.
Selma Lagerlöf è stata una piacevole scoperta, durante l’ultima fase di letture di quest’anno. Questa piccola raccolta comprende 8 racconti natalizi, che affondano le radici nelle tradizioni popolari svedesi. E non solo, considerando che ritroviamo più di una somiglianza con le nostre tradizioni (la leggenda di Santa Lucia, per citare la più famosa). Come ogni fiaba che si rispetti, è presente una morale alla fine di ognuna, ma ciò che le caratterizza sono i toni che a volte svoltano nel macabro (il racconto “Il teschio”) oppure nell’inquietudine (il racconto “Il capodanno degli animali”, in cui ho ritrovato una similitudine con il concetto di natura matrigna di Leopardi nel suo “Dialogo della Natura con un islandese”). Detto ciò, è perfetto per essere letto in queste giornate festive, non solo per noi adulti, ma anche per i più piccini.
Nel mio essere il Grinch, mi sono resa conto che qualche libro sul Natale potevo pur leggerlo e quale scelta migliore se non cercare nel catalogo dell’Iperborea? Il vincitore è stato questo piccolo libricino della narratrice svedese Selma Lagerlöf, Premio Nobel nel 1909, che contiene otto racconti ambientati durante le feste (Vigilia, Natale, Capodanno). Tra racconti popolari, leggende, aneddoti su Gesù e molto altro, il repertorio si è dimostrato eterogeneo e interessante. Certo, alcune storie le conoscevo già, ma una rinfrescata alla memoria è sempre apprezzata. Anche se… ammetto che avrei preferito leggere qualcosina di meno religioso. Inutile dire che la vera perla del romanzo è proprio all’inizio: Il libro di Natale non solo ci fa percepire la trepidazione che tutti noi avevamo da bambini alla Vigilia, ma è un aneddoto a cui ogni lettore può rivedersi. Insomma, facciamo una legge che per Natale bisogna ricevere almeno un libro e siamo tutti felici. Aggiungo anche che sapevo di questa tradizione in Islanda, ma non credevo fosse praticata anche in Svezia. Nonostante le tematiche differenti, le atmosfere ghiacciate, tradizionali e a volte macabre, sono traspirate bene tra le pagine, elevando la lettura e trasportando il lettore nelle lande sperdute della Svezia. Essendo molto breve e veloce, ve lo consiglio per passare un pomeriggio in compagnia di una tazza di cioccolata calda.
La Vigilia di Natale a Sundborn di Carl Larsson fa da copertina a questa selezione di racconti a tema natalizio di Selma Lagerlöf, suggerendo subito alcuni rimandi tematici. Larsson, contemporaneo della Lagerlöf, di cui aveva anche eseguito dei ritratti, è probabilmente il più noto pittore svedese e, nonostante avesse una maggiore considerazione per la propria produzione ufficiale e di grande formato, deve la sua fama internazionale in buona parte ai numerosi ritratti della sua famiglia nella casa che lui e la moglie, anche lei artista, avevano arredato e decorato nel villaggio di Sundborn, non lontano da Falun. La stessa ricorrenza e la medesima atmosfera casalinga e familiare ritornano anche nel racconto che apre e dà il titolo alla raccolta: l’autrice ricorda la tradizionale vigilia di Natale della propria infanzia, nella tenuta di Mårbacka in cui era cresciuta e a cui rimase legata per la vita: quando la famiglia fu costretta a venderla per motivi economici Selma decise di diventare maestra elementare per poterla riacquistare (altri tempi per gli educatori, ma soprattutto altri lidi); desiderio che realizzò infine con la somma in denaro del premio Nobel. In modo simile, le candele che adornano l’albero natalizio nel quadro di Larsson riportano alla mente i riti pagani del solstizio d’inverno, sopravvissuti nei tradizionali festeggiamenti per il giorno di Santa Lucia. “La leggenda della festa di Santa Lucia” s’intitola il secondo racconto, ambientato anch’esso nel Värmland tanto caro all’autrice ma in un’epoca ancora pienamente cavalleresca. In un mondo di ricchi castelli e poveri contadini, di antichi valori legati alla terra, le trame per il potere di una vecchia aristocratica crudele e meschina sono ostacolate da una giovane devota a Lucia, la santa siciliana di cui porta il nome. Appaiono a questo punto già chiare le due tematiche cardine del libro. Da una parte la Svezia, e il Värmland in particolare, regione di grandi distese naturali, di laghi e di poeti; qui evocata nei toponomastici, nelle inflessioni del parlato, nel costante richiamo alla semplicità dei suoi abitanti e della loro spiritualità. Dall’altra parte la devozione popolare, declinata volta per volta in agiografia (è il caso delle due novelle in cui compare Gesù, in una Terra Santa che acquista tuttavia le connotazioni dei boschi nordici) o in una fiducia nel divino come unica risorsa contro le avversità — e non di rado, infatti, elemento risolutore delle vicende: lo è nel racconto appena citato, grazie alla compassione della santa; lo è, grazie a un Dio amorevole seppur enigmatico e severo, in “Il teschio”, storia venata di macabro ma quasi sorniona; lo è infine nel racconto conclusivo, “Il Capodanno degli animali”, in cui la magia dei boschi, che pure pervade la narrazione di un’atmosfera incantata in una notte di luna piena, si scontra apertamente con il cristianesimo.
In questi otto racconti, di provenienza eterogenea e pubblicati in origine nell’arco di oltre trent’anni, ritornano molti elementi propri della Lagerlöf: a quelli già citati, si aggiungono il talento per la narrazione, e una fascinazione per storie e personaggi solo in apparenza semplici e modesti. Uno dei racconti, “La principessa di Babilonia”, riprende i personaggi del romanzo L’imperatore di Portugallia, pubblicato l’anno precedente (1914): quasi fosse un capitolo scartato, una outtake letteraria; se non una postilla divertita da parte dell’autrice.
Un’ultima parola sull’edizione, che Iperborea ha impreziosito con illustrazioni a tema natalizio e bei capolettera per ogni racconto; dopo L’anello rubato dell’anno scorso (in realtà una ristampa) i libri della Lagerlöf sotto Natale stanno diventando una tradizione. La traduzione è frutto del «Laboratorio di traduzione di Lingue e Letterature Nordiche» curato da Maria Cristina Lombardi alla Orientale di Napoli; il lavoro è buono, anche se occasionalmente alcune soluzioni troppo vicine all’originale paiono sgraziate in italiano.
J'avais hâte de lire ce petit recueil de contes d'une grande dame, prix Nobel de littérature, que je connaissais essentiellement pour le voyage de Nils.
Ce recueil est composé de 8 contes de longueur et de style différents. ATTENTION SPOILERS :
Il y a celle que j'oublierai bien vite : A Nazareth. Un épisode de l'enfance de Jésus. Un côté un peu trop manichéen pour me toucher, un esprit trop ancré sur le religieux pour être crédible à mes yeux. C'est un peu trop facile de prendre Dieu et la volonté divine comme justification aux miracles.
De même, pour les hasards étranges qui surviennent dans la vie du fossoyeur dans le conte "Le crâne". Pourtant l'histoire partait bien. Original que cet homme chez qui personne ne veut venir prendre le repas de Noël, fait fuir sa femme à coup de fusils pour convier à sa table un crâne ramassé dans le cimetière voisin. Coïncidence, la tête porte une marque de blessure par balle. Coïncidence, mystère, cela va-t-il virer au fantastique ? Et bien NON. La réponse : c'est la volonté divine. Mais bien sûr ! Et la marmotte... (enfin bref, je m'emporte).
Dans "La nuit du Nouvel An des animaux", cela aussi partait bien. La fuite mystérieuse d'un cheval en haut d'une montagne pour assister à un rituel aux allures de sacrifice à la nature sauvage et cruelle, danse menée par la Huldra, sorte de nymphe sanguinaire des forêts, désignant les animaux domestiques sacrifiés pour l'année à venir. Cruelle fable mais intrigante et très riche. Jusqu'à ce que... un couillon de prêtre brandisse son sacro-saint ouvrage et fasse l'apologie de la chasse à l'ours et au loup dans ses paroisses. Alors certes, les vaches et moutons sont à plaindre mais les animaux sauvages le sont aussi. L'Homme vient encore gâcher la fête. Je m'égare encore...
Bon après l'ivraie, voici le grain de ce recueil car il y a aussi de jolis textes :
"Le rouge-gorge" est une jolie légende sur l'origine de la gorge rouge du rouge-gorge. Même si le contexte religieux est là encore présent, il apparaît plus comme une toile de fond que comme un prétexte à l'apologie.
"La légende de la fête de la Sainte-Luce". On le sait, il faut mieux s'adresser à Dieu qu'à ses saints. Et bien, en l'occurrence, chez Lagerlöf, j'ai préféré de loin, ce conte traditionnel sur la Sainte-Luce que les allégories divines précédemment citées. Ici sans croire à la sainteté, on peut tout à fait croire au pouvoir de miséricorde et de gentillesse désintéressée de certains êtres humains (je sais je suis optimiste). C'est humain, lumineux et plein de bon sentiments.
"Le piège à rats" est une émouvante histoire sur le repentir de qui fait de mauvaises actions, face à la bienveillance d'autrui. Là aussi ça dégouline un peu mais c'est mignon malgré tout.
"La princesse de Babylone" ou quand le conte rejoint le cadre familier d'une petite chaumière et qu'une sale môme se prend pour une "grande dame" exilée. Drôle et charmant petit récit sur le pouvoir de l'imagination de l'enfance.
Et le meilleur pour la fin, le premier conte de ce recueil qui lui a donné son nom, "Le livre de Noël". Cette histoire rappelle de façon très juste et superbement racontée, la fébrilité que l'on ressent enfant (et même adulte) à assister au cérémonial familial de Noël et cette délicieuse frustration de l'attente des cadeaux, du cadeau (le livre) avec sa découverte pendant la nuit qui suit. Merci pour ce petit conte sur la magie des Noëls en famille et des livres reçus en cadeau.
Vous l'aurez compris un sentiment plutôt mitigé sur ce recueil, même s'il est reste plutôt positif (j'ai adoré la première nouvelle, ça aide beaucoup). le style de Lagerlöf est très poétique, peut-être un peu daté, à mon goût trop axé sur le religieux (je sais Noël est une fête religieuse mais quand même) mais c'est aussi sans doute l'époque qui veut ça. Un recueil qui ne laisse pas indifférent. Des légendes agréables à découvrir et une couverture magnifique chez Babel.
Il libro di Natale **** La leggenda di Santa Lucia **** La principessa di Babilonia **** La trappola per topi **** A Nazareth *** Il pettirosso *** Il teschio *** Il capodanno degli animali ****
Selma Lagerlof, premio Nobel per la letteratura nel 1909, è stata per me un piacevole scoperta: il suo stile limpido ma evocativo mi è piaciuto molto e nonostante non tutti i racconti siano dello stesso livello, ho apprezzato molto questa raccolta. Gli otto racconti hanno come tema centrale il Natale e le fredde terre del Nord: si passa dalle leggende e dai racconti popolari a vicende a carattere religioso e nonostante molti racconti, se non tutti, siano impregnati di religiosità e moralismi non mi hanno infastidita come spesso mi accade toccando certi argomenti; un volume davvero suggestivo. Il racconto che dà il titolo all'opera e che la apre è il più breve ma anche quello che mi ha riscaldato il cuore.
“Vedete, devo dire che c’è una tradizione a Mårbacka, che quando si va a dormire la Vigilia di Natale si ha il permesso di avvicinare un tavolino al letto, metterci sopra una candela e poi leggere finché si vuole. Questa è la più grande di tutte le gioie di Natale. Non c’è niente di più bello che starsene lì sdraiati con un bel libro avuto in regalo, un libro nuovo che non si è ancora mai visto e che nessun altro in casa conosce, e sapere che si può leggere pagina dopo pagina finché si riesce a stare svegli. Ma cosa si fa la notte di Natale, se non si sono ricevuti libri?”
«E invece il pacchetto è proprio destinato a me e, quando lo prendo in mano, ho l'assoluta certezza che si tratti di un libro. Strappo la carta con foga ed eccomi davanti agli occhi il più bel libro del mondo, un libro di fiabe. Sento che tutti intorno al tavolo mi guardano. Sanno benissimo che questo è il mio più bel regalo, l'unico che mi rende davvero felice. ».
3⭐️ Sono otto brevi racconti che hanno come argomento principale il Natale, alcuni più azzeccati altri un po’ meno. Tutto sommato un bel libro natalizio
Storie da raccontare a Natale, dalla fredda Svezia di tanti anni fa, fiabe che si muovono fra cristianesimo e paganesimo, e i ricordi di Selma Lagerlöf, di quando il regalo da lei più atteso la notte di Natale era un nuovo libro, e il permesso di stare sveglia a leggerlo fino a quando voleva. Oggettivamente forse non è da cinque stelle, ma per me è stata una lettura così piacevole, così d'atmosfera e d'altri tempi, da meritare il massimo.
Una lettura magica, scritta da Selma Lagerlof, autrice svedese e prima donna ad aver ricevuto, ad inizio '900, il premio Nobel per la letteratura. Un libricino esile costituito da otto racconti riguardanti il Natale dove il leggendario si fonde con il reale, le leggende pagane con quelle cristiane. Vi ho trovato proprio l' atmosfera magica e fiabesca che cercavo, quella sospensione dalla realtà che ti fa viaggiare e sentire leggera, con un briciolo di sottofondo cupo legato al profondo Nord dove le storie sono ambientate. Una lettura profondamente suggestiva, sicuramente proverò altro di quest'autrice cosi particolare.
Αυτό το βιβλίο δεν ήταν καθόλου για μένα... μια συλλογή από χριστιανικά ηθικοπλαστικά παραμυθάκια τύπου αλληγορίας, που μου θύμιζαν σεμεδάκια της γιαγιάς και μπισκότα με γάλα. Ανήκουν ξεκάθαρα σε μια άλλη εποχή, όπως φαίνεται και από διάφορες... "ενδιαφέρουσες" απόψεις. Αυτές περιλαμβάνουν:
-έναν "ηρωικό" παπά που "ένιωσε βαθιά λύπη για τα κακόμοιρα τα [οικόσιτα] ζωντανά που το κακό εκείνο πνεύμα [μια δρυάδα] τα παραχωρούσε στ' άγρια ζώα, ενώ όλα τους κανονικά έπρεπε ν' ανήκουν αποκλειστικά και μόνο στους ανθρώπους"... και έπεισε όλους τους χωρικούς να εξολοθρεύσουν όλους τους λύκους και τις αρκούδες του δάσους. Τι θρίαμβος!
-μια γυναίκα που την πυροβόλησε ο άντρας της για ψύλλου πήδημα (ή μάλλον κρανίου, μια που το διήγημα λεγεται "το κρανίο"), και επειδή είδαν ένα "σημάδι απ' το θεό" εκείνη γύρισε κοντά του, τον συγχώρησε και δεν θεώρησε ότι υπήρχε καν λόγος να της ζητήσει συγγνώμη. Όμορφααα.
Οι περισσότερες άλλες ιστοριούλες ήταν άκακες, κάποιες ίσως και χαριτωμένες, αλλά ήταν σα να διαβάζεις μια κυριακάτικη λειτουργία σε μορφή διηγήματος. Ενδιαφέρον για να δεις πώς σκέφτονταν οι χριστιανοί εκείνης της εποχής, και έχει λαογραφική αξία, αλλά ως εκεί.
Η τελευταία ιστορία (η γριά Αγνή) ήταν η μοναδική που πραγματικά "μου μίλησε", και με συγκίνησε μιλώντας για την μοναξιά, την λαχτάρα να βοηθήσεις έστω ένα άτομο αντί να υπάρχεις μονάχα για τον εαυτό σου, ακόμα κι αν αυτό το άτομο είναι τα πνεύματα των αμαρτωλών που ξεπαγιάζουν στην χιονισμένη βουνοκορφή πάνω απ' το σπίτι σου. Μακάρι και οι υπόλοιπες ιστορίες να ήταν έτσι!
8 racconti ambientati nei paesi nordici e legati per lo più al periodo ed alla tradizione natalizi.
Una raccolta che svia un po' dal classico spirito natalizio, benché si riallacci ad interessanti tradizioni e valorizzi gesti gentili e sentimenti veri. Alcuni racconti si rifanno a delle leggende ed uno mi è particolarmente rimasto a cuore: la leggenda della festa di Santa Lucia. Questo perché nella mia provincia è una figura natalizia che da sempre allieta i più piccini: è la nostra santa che porta i doni nella magica notte del 13 dicembre. È stata una piacevole scoperta sapere che viene festeggiata anche in Norvegia, portando ai bambini una bevanda calda e profumata, ad allietare di calore e luce il gelo ed il buio dell'inverno. I racconti non si presentano come fiabe, ma sono strettamente legati alla realtà quotidiana, portandone alla luce peccati di gelosia, invidia, inganno, per poi far prevalere i comportamenti corretti, con una sorte di morale ed usufruendo di un certo realismo magico. Parecchio presente è anche la componente religiosa, tant'è che in alcuni racconti i personaggi sono delle figure cristiane. Selma Lagerlöf utilizza un linguaggio semplice, arricchendo i suoi racconti di tradizione e di "lezioni" da apprezzare.
Il libro di Natale – 4⭐️ La leggenda della festa di Santa Lucia – 4⭐️ La principessa di Babilonia – 3,5⭐️ La trappola per topi – 4⭐️ A Nazareth – 3⭐️ Il pettirosso – 2⭐️ Il teschio – 2,5⭐️ Il Capodanno degli animali - 4⭐️
Kul att lyssna på när Selma Lagerlöf själv läser, och jag förstår att det här barndomsminnet är viktigt för henne med tanke på att mamman ville att hon skulle sy men hon själv ville skriva. Dessutom tror jag att hon vill lyfta vinsterna med att låta pedagogiken influeras av spännande sagor vilket senare mynnade ut i undervisningsmaterialet Nils Holgersson.
Un court livre de courtes histoires de Noël. C'est très très orienté bondieuseries, et les bondieuseries c'est pas mon truc, surtout les bondieuseries un peu cul-cul comme ici. Seules 2-3 histoires sont légères et agréables à lire d'un bout à l'autre, la plupart me laisse navrée de la chute. Heureusement c'est un court livre.
Lettura ideale per il giorno di Natale. Si legge in un paio d'ore, e fa tanta atmosfera. Delizioso soprattutto il racconto su Clara Gulla, che è un'anteprima del bellissimo romanzo L'imperatore di Portugallia.
Este libro contiene las siguientes historias cortas:
-El libro de Navidad, un recuerdo de la autora de una Navidad donde iba abriendo regalo tras regalo sin encontrar lo que más deseaba. Esta historia se puede leer aquí: http://revistababar.com/wp/un-libro-p...
-Leyenda de la fiesta de Santa Lucía: Una joven esposa llamada Lucía, casada en segundas nupcias con un rico terrateniente, recibe la protección de su santa patrona cuando la madre de la primera esposa de su marido intenta sembrar discordia en el matrimonio. Es la historia que más me ha gustado de este libro.
-La princesa de Babilonia: Un padre le cuenta a su hija la historia de la torre de Babel, y hace de la niña la protagonista.
-La ratonera: La segunda mejor historia del libro, sobre un vendedor ambulante de jaulas y ratoneras, que después de robar a un viejo que le hospedó durante la noche, al salir huyendo de la casa acaba cayendo en otro tipo de ratonera.
Ως γνωστόν, Χριστούγεννα χωρίς χριστουγεννιάτικα διηγήματα δεν είναι Χριστούγεννα! Φέτος έπεσε στα χέρια μου ένα βιβλιαράκι των εκδόσεων Ζαχαρόπουλος "Το βιβλίο των Χριστουγέννων" που περιλαμβάνει δώδεκα διηγήματα της Σέλμα Λάγκερλεφ (1858-1940). Η Σουηδή συγγραφέας, γνωστή ως η πρώτη γυναίκα λογοτέχνης που τιμήθηκε με το Νόμπελ Λογοτεχνίας (1909) εμπνέεται από την μυθολογία και την παράδοση της πατρίδας της και γράφει δώδεκα παραμύθια για μικρούς και μεγάλους. Το αποτέλεσμα είναι μαγευτικό, ατμοσφαιρικό, ένα σύνολο ιστοριών που καταφέρνει να μεταδώσει το αληθινό νόημα των Χριστουγέννων: την καλοσύνη, την ταπεινότητα, την αγάπη για τους οικείους αλλά και για τον συνάνθρωπο εν γένει, την πίστη στο θαύμα της Γεννήσεως του θεανθρώπου, αλλά και την αξία των μικρών, καθημερινών αγαθών πράξεων που κάνουν τη διαφορά. Το σύνολο των ιστοριών σε αντίθεση με πολλες συλλογές δεν ��ίναι άνισο, αντίθετα, δεν βρήκα ανάμεσά σε εξαιρετικές ιστορίες κάποιες που να με κάνουν να πω " ε, καλά τώρα αυτό το διήγημα δε χρειαζόταν να το συμπεριλάβουν" -δε μου σμμβαίνει, δυστυχώς, συχνά και το εκτίμησα πολύ. Το διήγημα που θα αγάπησουν οι βιβλιόφιλοι είναι το πρώτο, για το κοριτσάκι που έλαβε ως δώρο ένα βιβλίο με παραμύθια στα γαλλικά που τη βοήθησε να προχωρήσει στην εκμάθηση της γλώσσας περισσότερο από τα ιδιαίτερα μιας χρονιάς 😊 Συνολικά το βιβλιαράκι αυτό το θεωρώ ιδανικό δωράκι για τους φίλους/ες σας που αγαπούν τη γιορτινή αυτή περίο��ο.
Comprai questo libro di racconti durante il Salone del Libro a Torino, lo scorso maggio. Non era nè clima natalizio nè avevo una particolare "voglia" di Natale, ma mi avvicinai lo stesso, catturata dalla copertina dell'opera: un dipinto di Carl Larsson. E poi... letta la postfazione, mi convinsi pienamente che per 12 euro potevo anche fare un tentativo, alla fine, i racconti/fiabe mi sono sempre piaciuti!
Dicembre. Ho letto la raccolta: 8 storie ambientate nel periodo natalizio (Vigilia-Natale-Capodanno), narrate con un linguaggio solenne e quotidiano; vi è un moto incalzante, un'aria di mistero in ogni pagina. Spesso mi chiedevo, immersa nella lettura, "ma dove mi vorrà portare questo racconto? Come finirà?" ed ero spronata dalla curiosità...Volevo che l'autrice mi sorprendesse, mi meravigliasse. La fine, ahimè, era invece meno sorprendente delle mie attese, ma ciò non toglie che non abbia apprezzato "Il libro di Natale", anzi: si va dalla leggenda-fiaba di Santa Lucia, si parla dell'infanzia di Gesù e si giunge ad un tocco gotico nei racconti.
Raccolta che non innalza il Natale, sia chiaro, ma che mostra con semplicità come l'atmosfera natalizia non sia esclusivamente fatta di abeti addobbati, renne e lucine sui cornicioni. 4 stelle alla capacità affabulatoria della Lagerlof.
Delicate fiabe intrise di buoni sentimenti che miscelano leggende nordiche alle tradizioni della spiritualità cristiana. Questo è il Natale come dovrebbe essere; purtroppo viviamo in una società assuefatta al consumismo e grondante in larga parte, oramai, di cattiveria. Menzione particolare per due racconti: ho trovato veramente toccante Il Pettirosso, mentre il racconto che dà il titolo al libro è magico per la sua semplicità. Ma cosa si fa la notte di Natale, se non si sono ricevuti libri?
Avevo questo libro in libreria da tempo ma riservavo la lettura per questa stagione: non vedevo l'ora di assaporare qualche bel racconto di Natale davanti al fuoco!
Mi sono innamorata di Selma Lagerlöf dopo aver letto Jerusalem e ho confermato i miei sentimenti leggendo la raccolta di racconti Uomini e troll. Questo libro ha portato una lieve turbolenza nella dolce luna di miele fra me e Selma.
Questa breve raccolta di racconti, seppur godibile, mi è sembrato non seguire una direzione tematica precisa: a racconti dai toni più cupi (come "Il teschio" o "il capodanno degli animali") ne seguono altri dallo spirito profondamente religioso (come "Nazareth" o "La principessa di Babilonia") e altri ancora molto moraleggianti, figli di un sistema di valori un po' anacronistico ormai. In tutte queste storie lo spirito del Natale è ben poco presente, a volte per nulla, almeno nel senso confortante e magico in cui noi lo intendiamo.
Come sempre Selma Lagerlöf è maestra nel bilanciare la componente religiosa e folkloristica nei suoi racconti, senza dimenticare i meravigliosi paesaggi della Svezia vera e propria parte integrante dei suoi racconti, che contribuisce a renderne unica l'atmosfera.
Sicuramente una lettura piacevole, che mi ha tenuto compagnia per qualche ora e che a tratti ho apprezzato ("Il teschio" e "La trappola per topi" mi sono piaciuti) ma che mi ha lasciata piuttosto tiepida. Peccato
Il libro di Natale di Selma Lagerlöf (Iperborea) è il libro perfetto per gli amanti del Natale. Una raccolta di racconti che non fa distinzioni tra grandi e piccini. Un libro da leggere con le lucine dell'albero accese e il rumore del fuoco in sottofondo. Almeno, io è così che l'ho affrontato.
Il libro di Natale è pensato per i bambini di ogni età, mettiamola così. Alcune storie sono leggende tramandate da secoli altre mettono radici nel cristianesimo, ma tutte a loro modo sono storie di speranza. Il Natale non è un periodo facile per molti di noi. Più si avanti con l'età più le sedie vuote aumentano, ed è per questo che ho sentito la necessità di farmi una coccola in anticipo. Avevo bisogno e voglia di immergermi in un tempo felice, in storie a lieto fine. RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
“Povero bambino!” gli disse. “Non lo sai che hai tentato qualcosa che nessuna creatura al mondo è in grado di fare? Non provarci mai più, se non vuoi diventare il più infelice degli uomini! Che ne sarebbe di chi tra noi pretendesse di competere con uno che dipinge con la luce del sole e soffia la vita nell’argilla morta?”
Un incontro tra leggende pagane e cristiane, alcuni racconti sono molti belli, altri meno (come la strana fanfiction sui piccoli Gesù e Giuda). Buon Natale!
Un petit recueil de contes très bien écrit qui nous plonge dans le Värmland, les légendes et les traditions de Noël tout en nous faisant partager la foi et la philosophie que l'autrice y a déposées.
Leggere una raccolta di racconti di Selma Lagerlöf nel periodo natalizio sta diventando un po' una tradizione per me.
Proprio come con 𝐿𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑛𝑑𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑡𝑎𝑙𝑒 letto lo scorso dicembre, anche 𝐼𝑙 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑡𝑎𝑙𝑒 ci accompagna nel freddo e buio inverno svedese immerso in una natura bellissima e selvaggia, tra leggende, religione e antichi ricordi, raccontandoci di principesse, sante e gente comune con quella sensazione di calore che solo una storia raccontata alla luce di un camino acceso sa dare. Questi otto racconti del folklore nordico affascinano con le loro atmosfere e con la loro piccola dose di crudeltà e orrore, tipica delle fiabe popolari dell'epoca. La scrittura della Lagerlöf è chiara e scorrevole ma allo stesso tempo evocativa, riuscendo a trasportare in un mondo antico e magico chi legge. Un libro che sicuramente consiglio di recuperare e leggere in questo periodo (come anche gli altri della Lagerlöf), magari davanti un camino scoppiettante o una vecchia stufa in ghisa (o al caminetto di YouTube se come me ne siete sprovvistɜ), con in mano una bella tazza di tisana fumante o, perché no, un bel bicchiere di vin brulè (che non guasta mai).