Questo saggio, illuminante quanto stimolante, mette in questione il tema della maschilità egemone, funzionale alla società patriarcale nella quale siamo immersi, e invita a un patto tra i generi basato sul rispetto, sull’ autodeterminazione e sulla libertà reciproco.
il lavoro delle due ricercatrici è snello, completo, chiaro, accessibile, coinvolgente.. In una parola: ineccepibile! Non penso, come qualcuno ha scritto, che dia una panoramica generale solo a chi è a digiuno dell'argomento, o quasi: non è il primo saggio che leggo sulla condivisione non consensuale di materiale intimo, eppure, grazie anche all'approccio accademico e all'esperienza diretta nelle terrificanti chat di Telegram delle autrici, ne sono folgorata. Dovrebbe essere la base dell'educazione digitale, che oggi nelle scuole si comincia a proporre, focalizzandosi solo su come ci si cautela dalla violazione della privacy (non mandare niente a nessuno, non spogliarti, non fare sesso, in nome di Dio!), in assenza di qualsiasi analisi del sessismo, della costruzione della maschilità e del privilegio sistemico che c'è dietro a queste dinamiche. Basterebbe pensare che nelle chat ci finiscono anche foto prese da social network di persone a spiaggia o con una gonna.. A tutti coloro che pensano che siano le vittime/survivor a dover usare prudenza, consiglio la lettura del saggio.
Interessantissimo libro sulla condivisione di materiale intimo non consensuale (e perchè bisognerebbe usare questo termine anziché revenge porn), sulla costruzione della maschilità all'interno della rete e molti altri argomenti necessari per capire questo fenomeno di vera e propria violenza. Arricchito dalla ricerca sul campo fatta direttamente dalle autrici, consiglio assolutamente questo libro per chi vuole avere un quadro più ampio su questo tipo di violenza online.
⭐ 4.5/5 Un piccolo saggio che ho trovato molto interessante ma allo stesso tempo mi ha fatto rabbrividire. Bainotti e Semenzin, ricercatrici degli ambienti digitali, hanno fatto un lungo studio sulla condivisione non consensuale di materiale intimo, sono anche andate sotto copertura nei gruppi Telegram di cui purtroppo abbiamo letto (e continuiamo a leggere), hanno analizzato il fenomeno portandolo anche fuori dai social per mostrare come tutto sia collegato a una società patriarcale e la cultura dello stupro. È un testo potente (avverto che sono riportate conversazioni con un linguaggio forte, per chi possa trovarlo triggering) che dovrebbe essere letto soprattutto da chi fa le leggi, per capire che è un fenomeno in evoluzione che continua a colpire le donne.