Cet ouvrage n'est pas une histoire de France à la papa, strictement chronologique et qui fait la part belle aux rois et reines, mais le récit de la France d'en bas, des paysans et des ouvriers, des hommes et des femmes qui, eux aussi, ont façonné notre pays.
Trasposizione a fumetti del saggio voluminoso di Noiriel, unisce una buona profondità storica, che non accumula dettagli ma punta a far emergere le cause dietro a certi grandi cambiamenti e segue i vari momenti che hanno avuto maggiore impatto sul popolo e soprattutto sulle classe umili, alla leggerezza, a tratti anche ironica/comica, del fumetto. Certo non bisogna pensare a un fumetto agile, perché la parte scritta è molto consistente, ma è una scelta divulgativa molto interessante, poiché potenzialmente attrattiva per un pubblico molto più vasto rispetto a un volumone scientifico. L’aspetto però più interessante è la puntigliosità con cui Noiriel rimarca come i ceti privilegiati abbiano sempre spinto, dal Medioevo fino ai giorni nostri, a mantenere i ceti sottostanti in una condizione subalterna, cercando di limitarne i diritti o di erodere quelli ottenuti, manipolandoli e dirigendoli verso movimenti che facessero i loro interessi (e sopprimendo poi ogni rivolta nel sangue appena le richieste cominciavano a minacciare i loro guadagni), sfruttando i media per plasmare l’opinione pubblica, per sgretolare l’unità così da ridurre la forza dei vari gruppi (come è avvenuto ancora con i Gilets jaunes). Emerge quindi la disumanità egoistica dei privilegiati, schifosamente attaccati solo al mantenimento dei propri privilegi e assolutamente a loro agio a calpestare gli altri per mantenerli prostrati: da questo punto di vista è un’opera che apre davvero gli occhi, contestualizzando, fornendo dati concreti e volti a all’impressione diffusa, ma solitamente molto vaga, dei ceti ricchi che lo sono a discapito degli altri. Ma non è affatto un albo disfattista, poiché indica anche in che direzione andare per cercare di cambiare le cose, ossia verso una maggiore adesione, unendo le forze dei diversi gruppi e delle diverse istanze, unico modo per sperare di avere una qualche forza negoziale, dato che sperare che la politica prenda l’iniziativa di tutelare i ceti umili e ridistribuire parte delle ricchezze di quelli elevati è utopico, essendo gli stessi politici parte di quella élite privilegiata.
Une histoire très intéressante, bien expliquée, très agréable et facile à lire. Il est dommage que certains points ne soient pas plus détaillés. Hâte de lire le volume 2 !
Je tiens à dire qu'on y aborde à peine (voire pas du tout) les guerres avec des territoires devenus français par la suite, ni leurs enjeux régionaux une fois intégrés, alors qu'on parle quand même d'une portion significative de la France d'aujourd'hui. J'ai bcp aimé la perspective "conflit de classe" mais ça invisibilise bcp d'autres dynamiques et parfois ça semble même être un peu à côté de la plaque. Mais globalement une bonne lecture
Whaou ! Une belle découverte dans laquelle j'ai eu du mal à me plonger mais qui m'a finalement captivée. Le contenu est dense, à l'image de notre Histoire, et l'approche par la conférence gesticulée m'a décontenancée. Mais quel plaisir de lire cet ouvrage qui remet le rôle des classes populaires au centre de la grande Histoire de notre pays.