Ho finito questo libro al secondo tentativo, con molta difficoltà. La prima volta l'ho fermato a metà, dopo mesi di lettura lenta e una trentina di pagine di appunti. Riprendendolo qualche mese fa, ho cercato di andare il più possibile, su suggerimento, "a troncamacchia", almeno per quanto la mia scarsa capacità di accontentarmi potesse permettermi. Ci ho capito poco, a tratti niente; spesso sono uscito dalla lettura frustrato o affranto, o pensando che probabilmente diventerò un folle, e che sicuramene ipocondriaco lo sono già. Per questi motivi, trovo incredibile quanto di quel poco che sono riuscito a trattenere da questo libro mi sia ritrovato a digerire nel pensare quotidiano - sicuramente un pensare spesso distruttivo, ridondante e filsoficamente spreciso, ma che forse richiede solo il tempo delle due ore dopo mangiato prima di poter fare il bagno. Non so se me la sento di leggere Hegel adesso, per quanto le chiavi di lettura fornite da questo libro siano preziose e risparmino grossi fraintendimenti di fondo. Sono abbastanza sicuro, invece, che tra qualche anno rileggerò Bodei, sperando di percorrere - anche solo per un breve tratto della via del capire qualcosa - la strada alternativa a quella del comporre con le 'aste' delle lettere. Nel dubbio do cinque stelle, come il puntino sulla i.