L'insalata sbagliata
Il professor Grammaticus
entrò nel ristorante
e ordinò al cameriere
un'insalata abbondante:
- Metteteci l'indivia,
la lattuga, la riccetta,
il sedano, la cicoria,
due foglie di rughetta,
un mezzo pomodoro,
cipolla se ce n'è:
portate l'olio e il sale,
la condirò da me.
E il bravo professore,
con la forchetta in mano,
si accingeva a gustare
il pranzo vegetariano.
Ma tutta la sua delizia
fin dal primo boccone
si mutò in una smorfia
di disperazione.
Guardò meglio nell'ampolla
dell'olio e inorridì;
gli avevano servito
un «OGLIO» con la «g»!
Offeso e disgustato
fuggì dalla trattoria:
sono un pessimo condimento
gli errori d'ortografia.
***
Il monumento
Ho saputo che a Tokio in un vecchio monastero
hanno messo un monumento, ma strano per davvero.
È dedicato, dicono, a tre bravi signori
che del fin-riki-sha furono gli inventori.
Questo fin-riki-sha sarebbe poi il riksciò.
Ne sapete come prima? Ve lo descriverò:
È una specie di carrozzino che porta a spasso la gente,
per andare va svelto, è comodo, solamente...
c'è tra le stanghe, al posto del cavallo o del somarello,
un uomo, un uomo vero, e questo non è bello.
Era il caso di fare un monumento agli scaltri
che hanno inventato la fatica degli altri?
In conclusione io trovo, dopo averci ben pensato,
che certi monumenti sono marmo sprecato.
***
Rivoluzione
Ho visto una formica,
in un giorno freddo e triste
donare alla cicala
metà delle sue provviste.
Tutto cambia: le nuvole,
le favole, le persone...
la formica si fa generosa...
È una rivoluzione.