Jump to ratings and reviews
Rate this book

Quarantena

Rate this book
Questo suo nuovo romanzo, scritto nel 1972 e pubblicato in occidente nel 1973, si svolge su un treno che, partito da Odessa e diretto a Mosca, viene fermato bruscamente nel cuore di una foresta: a Odessa è scoppiata un'epidemia di colera e i passeggeri, prima di proseguire il viaggio e raggiungere la loro destinazione, devono sottostare a un periodo di quarantena. Isolati dal mondo circostante, i viaggiatori riempiono le lunghe ore oziose, dilatate dalla calura estiva, giocando a carte, bevendo, facendo l'amore, rivisitando in lunghi racconti o monologhi interiori le proprie vicende con una lucidità acuita dall'ebbrezza. Al di sopra di tutti aleggia la figura di Ivan Ivanov Ivanovič, un essere enigmatico, dotato di poteri magici, che opera trasformazioni benefiche in questo microcosmo che riunisce i drammi, gli orrori e le contraddizioni della società sovietica contemporanea.

272 pages, Paperback

First published January 1, 1973

1 person is currently reading
59 people want to read

About the author

Vladimir Maksimov

20 books8 followers
Born Lev Samsonov, he started writing poetry under the name of Vladimir Maximov. As a dissident, Maximov was twice forcibly admitted to psychiatric hospitals by the KGB. His case attracted international attention and in February 1974 Maximov was forced into political exile and stripped of his Soviet citizenship by Leonid Brezhnev's literary authorities, creating an international scandal.

Maximov lived in Paris from then until his death in 1995.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
4 (9%)
4 stars
15 (34%)
3 stars
18 (41%)
2 stars
5 (11%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Atreju.
202 reviews15 followers
August 9, 2022
4,5 stars, a un passo dal capolavoro.
Il romanzo fu rifiutato dalla censura e circolò solo in samizdat (pubblicazioni clandestine). Maksimov passò (di nuovo) guai seri e finì addirittura in un ospedale psichiatrico (volevano fargli il lavaggio del cervello, evidentemente). Nel 1974 gli fu consentito di espatriare e si mise in salvo in Francia.
"La quarantena" ha una struttura complessa, direi a spirale. Un treno in viaggio da Odessa a Mosca viene improvvisamente fermato e messo in quarantena, come precauzione in seguito alla segnalazione di casi di colera nel sud dell'Ucraina. La noia per l'impotenza prende presto il sopravento e i viaggiatori fanno conoscenza, giocano a carte, cercano di ingannare il tempo e, per lo più, discutono e si raccontano le loro storie. Storie assurde (c'è anche quella dell'amante di una giumenta!), con un comune denominatore: il dolore per la violenza perennemente in atto nel paese. Il tutto è condito da alcol a fiumi (ogni tanto accompagnato da fettine d'aringa) perciò l'incedere della storia e dei racconti si mischia al puro delirio, alcolico e onirico. Bevono continuamente, fino allo sfinimento e allo svenimento. Al risveglio, naturalmente ci danno dentro subito, per far passare la sbornia. Piano piano, 2 personaggi emergono dal marasma: Boris Chramov e Maria (marito e moglie che sono sul punto di lasciarsi, indifferenti ormai l'uno per l'altra).
3 lame si infiggono profondamente nella narrazione: a) le storie dei Chramov (chram vuol dire tempio, basilica) nei secoli, a partire dalla conversione della Rus' alla fede ortodossa fino a Fedor, il padre di Boris; b) la presenza di Ivan Ivanovic (un nome che è come dire "il sig. Rossi", il modello di uomo russo, il russo per antonomasia), un personaggio enigmatico e misterioso, dotato di poteri soprannaturali, magici, con un linguaggio mistico, in grado, un po' alla volta, di scuotere le coscienze dei protagonisti; c) il forte, fortissimo grido d'accusa alla Russia e all'URSS e a tutto il dolore inferto alla popolazione (scene dal passato di vera e propria isteria e follia collettiva, la folle figura di Stalin e il sangue sparso a fiumi, gli arresti, gli interrogatori, le carcerazioni, i campi di concentramento...).
Nessuno è dimenticato, niente è dimenticato.
Alla fine, la guarigione e la redenzione. La quarantena ha assolto al suo compito, il sangue versato ha mondato i peccati.
Uno strano mix tra Dostoevskij (dolore, racconti, monologhi e dialoghi), Solženicyn (l'orrore e le angherie del regime) e Sinjavskij (il grottesco, il magico e l'onirico).
Profile Image for Irine Kaplan.
58 reviews3 followers
May 17, 2020
Поэтика алкоголизма у Максимова несколько уступает Ерофееву, но все-таки держится на высоком уровне. Возникает ощущение, что в Совке было всего две формы побега от реальности: алкоголизм и религия. Максимов больше раскрывает алкоголизм, но и религии уделяется достаточно внимания.
Много отсылок на Библию, несколько религиозных персонажей, в финальной сцене вообще выход в какой-то христианский мистицизм. В целом, очень занимательно.
Profile Image for Ayça Eraslan.
20 reviews
October 9, 2018
Karantinadaki insanların,tutsakların neler yapabileceği Rus coğrafyasına özel işlenmiş,bazı sayfalar sıkıcı gitmedi değil..
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.