Non la solita storia d’amore, non tanto per la storia in se, quanto per il modo davvero originale di raccontarla. Siti si conferma uno dei migliori scrittori italiani contemporanei per stile e tecnica. Certo è che la lettura dei suoi romanzi non è mai una passeggiata, la sua prosa ricca e complessa, che passa di tanto in tanto in versi, unita al mix di dialetti regionali che spesso usa rendono il viaggio a tratti un po’ faticoso ma alla fine molto appagante.
Per noi essere umani, fatti di tempo, progredire significa dimenticare: ma dimenticando non sai più verso che cosa valesse la pena di progredire e ti esponi al dileggio di chi osserva dai bordi della strada.
Libro da consigliare? Non saprei .... Siti è da provare, a proprio rischio e pericolo.
Ti lamentavi che passavamo poco tempo insieme, io non ero così obnubilato da non intuire che il poco tempo era invece la nostra salvezza, perché ci impediva di arrivare troppo presto alla fine. Adesso, anche se non vuoi ammetterlo, sei tu che cerchi incarichi sempre più lontani per farla durare al massimo, quella scarsa provvista d'amore che ci resta. Ma siamo agli sgoccioli. Anzi, se voglio conservare qualche ambizione per il futuro devo trovare il coraggio di dirti che il tempo che passo con te, ormai, mi sembra di sprecarlo.
La sicurezza che si acquista diventando adulti non è un momento di conoscenza, ma una riduzione dello stupore.
Autobiografia fittizia (oppure no?) in cui si racconta di questo amore-non amore tra il protagonista e Mimmo. Onestamente ho odiato a morte il protagonista: un personaggio che non si può amare, impelagato tra i suoi turbamenti, che ama Mimmo solo come oggetto di prova di resistenza verso l'ossessione feticcia dei cultisti. Non è un caso che il protagonista si chieda continuamente se resterà al fianco del compagno anche con l'avanzare dell'età, con il decadimento fisico, con i muscoli di Mimmo che piano piano si assottigliano. Ci rivela che questo non è possibile: le sue ossessioni hanno vacillato, ma restano attecchite in sé, e pur di continuare il teatro dell'amore, per sfuggire al vuoto e alla noia di questo rapporto, anche in ambito sessuale, si costringe all'uso dell'autoinjector, una sorta di pratica anni 90 in cui si stimola l'erezione (una sorta di viagra, ma più vicino al popper per intenderci). Questo forse è il passaggio che più mi ha fatto riflettere: è davvero una prova di resistenza ai propri fetish? oppure Siti ci sta raccontando qualcos'altro? Un amore che inutilmente resiste al tempo e pur di resistere a questo nichilismo si percorrono strade alternative, dei compromessi per restare insieme? Un dolore normale però è anche testimonianza, un romanzo che ci disegna il disagio dell'omosessualità a cavallo tra gli anni 80 e 90, tra chi nascondeva il proprio orientamento in famiglia, di chi amava gli uomini, ma si sposava con una donna per avere figli, per conformarsi alla società, o ancora, chi si dichiarava etero perché rappresentante di quel machismo che tentiamo ancora oggi di scardinare. Siti quindi ci presenta una generazione di omosessuali che ha cercato di adeguarsi, di integrarsi, ma che in realtà si è sentita sempre diversa, emarginata, inadeguata, ci racconta di quell'omosessualità tanto voluta da Mieli, resistere ma essere altro, creare un proprio universo, lontano da una società che ha tentato e tenta ancora oggi di eteronormalizzare l'omosessualità (e ci sta riuscendo, ahimè). In ogni caso lo consiglio solo a chi ha letto ed è informato sulla storia dell'omosessualità perché, non si direbbe, ma dietro il lavoro di Siti c'è tanto studio per incorniciare la storia in un particolare periodo storico, di transizione dolorosa, per gli omosessuali.
Primo libro che leggo di Siti. Che dire, scrive bene. Una storia d'amore tra un professore e un giovane meridionale. Possiamo davvero chiamarla storia d'amore? Amore? Questo è amore? Un romanzo tutto centrato sul corpo, 206 pagine di glutei. Forse Grindr è niente in confronto.
Questo testo è un prosimetro: a lunghe porzioni in prosa sono associate ricorrenti parti in versi. E' il racconto autobiografico di un amore tormentato: due uomini non privi di lati meschini attraversano una complessa stagione amorosa in cui entrambi affrontano la paura che tutto ciò che essi vivono non sia reale. E di fatto, questo dubbio coinvolge anche il lettore: Siti è sincero? O sta inventando un amore perché ha bisogno di scrivere un libro? D'altronde, importa? E' necessario che tutto sia vero affinché sia bello?
Questo è un "romanzo d'amore",le parole sono dello stesso Siti. Eppure, il suo prosimetro ricorda tanto un antico antecedente: la 'Vita Nova' dell'Alighieri. Anche lì si parlava di un amore, il quale veniva sublimato. In Siti accade lo stesso: l'amore tra Mimmo e Walter viene sublimato, pur restando fortemente terreno e corporale. Siti sacralizza la vita terrena, rinunciando a qualsiasi forma di al di là: per questo la sua storia appassiona, poiché mostra la complessità di un sentimento che non si lascia definire se non attraverso la narrazione degli attimi vissuti insieme. L'amore, per Siti, è sempre il racconto di ciò che accade tra due persone, il che lo rende estremamente materiale e vivo.
SPOILER
Nella Vita Nova la morte di Beatrice diventa per Dante il pretesto per una riflessione filosofica (e quindi per la scrittura della seconda parte del testo), per Siti la morte di Mimmo è la fine del testo poiché la narrazione del loro amore è già di per sé racconto filosofico. Siti sublimizza, ma sublimizza l'amore CON Mimmo e non l'amore in generale: per questo la sua narrazione è anche filosofia. Il suo racconto non è un discorso sull'Amore, ma è l'Amore stesso. Per questo si attua la sublimazione di un vissuto e non di un'idea, riuscendo così a mantenere forte la dimensione materiale di tale sentimento (se non proprio quella reale, pur nelle mille menzogne che strutturano il racconto).
Ma è anche un testo scritto in maniera magistrale dove vari registri linguistici si fondono tra loro per rappresentare la complessità dei rapporti umani: due realtà, quella popolare e quella intellettuale, entrano in contatto con grande difficoltà e ciò viene rappresentato dall'uso dei dialetti che si fondono con un italiano che passa da immagini liriche di grande intensità poetiche a immagini creaturali di forte impatto visivo (soprattutto di natura (omo)sessuale).
Un libro difficile, che richiede molto impegno da parte del lettore. Ma è destinato a tutti coloro che vogliono leggere di un amore reale, di quelli che prendono alla gola. E alla fine scoprire che questo amore così difficile è un amore 'normale', poiché tutti i veri amori sono difficili. Di conseguenza, alla morte del proprio amore sopraggiunge un dolore anch'esso normale. E in quanto tale, insuperabile: a Siti non resta che tornare indietro e attraverso la scrittura rivivere quanto vissuto.
Questo libro mi fu consigliato da una professoressa d'italiano, avida lettrice. Evidentemente non aveva inquadrato bene i miei gusti letterari, perché mi fu difficile finire questa storia deprimente e triste dall'inizio alla fine. Non ho più letto nient'altro di questo autore.